Origine Secondo il Roderici Toletani Archiepiscopi De Rebus Hispaniæ Alfonso era il figlio maschio secondogenito del re del Portogallo Alfonso II e della moglie, la principessa Urraca di Castiglia, che, secondo la Cronaca di Alberico delle Tre Fontane (Urraca regina Portugalie) era la figlia del re di Castiglia, Alfonso VIII e di Eleonora Plantageneta, figlia del re d'Inghilterra Enrico II e di sua moglie la duchessa d'Aquitania Eleonora, ex regina di Francia. Secondo il Nobiliario del Conde de Barcelos Don Pedro, Hijo del Rey Don Dionisio, Alfonso II era il figlio maschio secondogenito del re del Portogallo Sancho I e di Dolce di Barcellona (1160-1198)

Biografia Il cronista Rodrigo Jiménez de Rada, nel suo De Rebus Hispaniæ, lo elenca tra i figli di Alfonso II e Urraca di Castiglia, chiamandolo Aldefonsus e specificando che succedette a suo fratello Sancio, Sancius Regem Portugalliæ successorem. Inoltre Alfonso è citato nelle cronache di Pedro, conte di Barcelos, come Alfonsus, figlio di Alfonso II e sua moglie Urraca di Castiglia.

Nel 1217 Alfonso viene citato, assieme ai fratelli, Sancho ed Eleonora, (filliis meis Infantibus Dono Sancio et Dono Alphonso et Dona Eleonor) nel documento n° 21 delle Provas da Historia genealogica da casa real portugueza, inerente una garanzia di alcune proprietà data da suo padre Alfonso II a Gonzalo Gomes.

Nel 1221, suo padre, Alfonso II fece testamento in cui dichiarò suo successore il figlio maggiore Sancho e stabilì che se quest'ultimo fosse morto senza discendenza gli sarebbe succeduto il secondo figlio, Alfonso, e quindi la figlia Eleonora (Imprimis mando quod filius meus Infans D. Sancius, quem habeo de Regina D. Urraca, habeat Regnum integre & in pace. Et fi iíte mortuus fuerit finefemine legitimo, maior filius quemcunq habuero de Regina D. Urraca habeat Regnum meum integre & in pace. Et íi filium maículum non habuero de Regina D. Urraca, filia mea Infans D. Lianor, quam de ipfa Regina habeo, habeat Regnum.). Come riporta lo storico britannico Edgar Prestage, dopo circa due anni, nel 1223, Alfonso II morìEdgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 588 e il Breve Chronicon Alcobacense riporta che fu sepolto accanto alla moglie, Urraca. Suo fratello, Sancho, succedette al padre come Sancho II, come riportano anche il cronista Rodrigo Jiménez de Rada, nel suo De Rebus Hispaniæ (Sancius filius eius successit in Regnum) e il Breve Chronicon Alcobacense (Post mortem dicti regis alfonsi regnauit sanchius filius eius xxiiii annis). Sancho divenne re il 25 marzo 1223 e ottenne che fosse subito rimossa l'interdizione del papa Onorio III, che gravava sul reame.

Alfonso, appena maggiorenne lasciò il Portogallo per trasferirsi in Francia, presso la zia, la sorella di sua madre Bianca di Castiglia, che, nel 1226, alla morte del marito, il re di Francia Luigi VIII, divenne reggente del regno in quanto tutrice del figlio minorenne Luigi il Santo e, anche quando Luigi divenne maggiorenne, Bianca rimase la sua principale consigliera. Dato che nel 1234 la cognata di Bianca, la contessa di Boulogne Matilde, era rimasta vedova di Filippo di Francia, fratello di suo marito Luigi VIII, la zia Bianca per Alfonso combinò il matrimonio con sua cognata, Matilde, che secondo il Willelmi Chronica Andrensis era figlia del conte di Aumale, di Mortain e di Boulogne Rinaldo di Dammartin (Rinaldi) e della contessa di Boulogne Ida di Lorena o Ida delle Fiandre.

Alfonso sposò Matilde nel 1235, divenendo conte consorte di Boulogne come riporta il cronista Rodrigo Jiménez de Rada, nel suo De Rebus Hispaniæ il matrimonio di Alfonso, secondogenito del re Alfonso (Aldefonsum, secundum filio Aldefonsum) e Matilde (Matillam nomine de partibus Franciæ, Boloniæ Comitissam) ed Alfonso divenne poi conte effettivo dal 1238, come conferma il documento n° 2947 del Layettes du Trésor des Chartes, Volume 2 in data novembre 1241.

Verso il 1240 il vescovo di Porto, Martino Rodrigues, fece al papa Gregorio IX un rapporto molto negativo sul regno di Sancho II del Portogallo, proponendo di sostituirlo con il fratello, Alfonso, conte di Boulogne. Solo con l'elezione al soglio pontificio del papa Innocenzo IV, dopo 19 mesi di sede vacante, nel giugno del 1243, il partito della destituzione cominciò ad offrire ad Alfonso la corona e a proporlo come salvatore della patria, come riporta La web de las biografias.

Alfonso si mosse solo dopo il Concilio di Lione del 1245 in cui, secondo i vescovi di Porto e di Coimbra, il re Sancho si rifiutò di riparare le offese fatte e persistette nel suo atteggiamento; il papa Innocenzo IV allora proclamò Alfonso tutore del reame ed invitò tutte le autorità ad obbedirgli, pur lasciando a Sancho il titolo di re. Nel settembre dello stesso anno, Alfonso, a Parigi, accettò le condizioni dell'arcivescovo di Braga e, accettò il titolo di reggente del regno, come conferma il documento n° 26 delle Provas da historia genealogica da casa real portugueza, datato novembre 1245.

Nel 1246, il matrimonio di suo fratello Sancho II con Mencía López de Haro, fu dichiarato nullo per consanguineità dal papa Innocenzo IV, in quanto era stato celebrato senza la dispensa papale, necessaria nei casi in cui gli sposi erano parenti ed emise una bolla con la quale deponeva re Sancho II, come riportato dal documento n° 23 delle Provas da Historia genealogica da casa real portugueza. In quello stesso anno, Alfonso marciò su Lisbona, che gli aprì le porteEdgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pag. 589.

Sancho II si difese ed accettò l'aiuto del re di Castiglia e León Ferdinando III, che gli inviò delle truppe al comando del figlio Alfonso; Solo la città di Coimbra era rimasta fedele al re, Sancho II; dopo oltre un anno di guerra Sancho II dovette cedere e nel corso del 1247, come riporta il Breve Chronicon Alcobacenseandò in esilio a Toledo, dove morì (exiit a regno et iacet Toleto: obiit Era m.cc.lxxx.v. Toleti.), l'anno successivo, il 4 gennaio 1247, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia. Alfonso, pur governando il regno dal 1247, divenne re il 4 gennaio 1248 alla morte del fratello, Sancho II.

Dato che una parte dell'Algarve era rimasto sotto il controllo delle truppe castigliane, Alfonso, tramite gli ordini militari, recuperò i territori tra il 1249 e il 1250.

Divenuto re di Castiglia, Alfonso X, nel 1253, invase il Portogallo e si appropriò della regione dell'Algarve. Alfonso III cedette ma, pur essendo ancora sposato con Matilde, riuscì ad ottenere la mano della figlia illegittima di Alfonso X, Beatrice, con la clausola che quando il primo figlio maschio della coppia avrebbe compiuto sette anni, l'Algarve sarebbe tornato al Portogallo. Alfonso III divorziò da Matilde, rinunciando ai suoi possedimenti francesi, e nello stesso anno sposò BeatriceEdgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, cap. XVI, vol. VII, pag. 589 e Matilde sentendosi oltraggiata, si appellò al papa Alessandro IV, che annullò il matrimonio con Beatrice, che non era stato ancora consumato, e, anche dopo la morte della contessa di Boulogne, Matilde, avvenuta nel 1259, continuò a considerare bigamo il re del Portogallo, mentre il regno del Portogallo veniva colpito dall'interdetto. Solo nel 1263, il papa Urbano IV convalidò il matrimonio tra Alfonso e Beatrice.

In quello stesso anno, 1263, non senza alcune resistenze (forse perché l'erede era il terzogenito ed aveva solo due anni), Alfonso X di Castiglia consegnò l'Algarve all'erede, il principe Dionigi, a condizione che Alfonso III del Portogallo lo avesse seguito in battaglia con cinquanta lancieri.

Nel 1267, con la convenzione di Badajoz, fu risolto definitivamente il problema dell'Algarve e come confine tra il Portogallo e la Castiglia fu stabilito il fiume Guadiana.

In politica interna, nei primi anni di regno ottemperò al giuramento fatto a Parigi nel 1246 ma, nel 1254, convocò le cortes a Leiria e per la prima volta vi furono ammessi i rappresentanti delle città; la disposizione dell'assemblea che i tributi fossero pagati in denaro e non in natura, andava a vantaggio del popolo e la disposizione di fare l'elenco delle proprietà della corona (portato a termine nel 1258) andò a vantaggio del re, perché così si conobbe quante proprietà della corona erano state alienate anche in modo fraudolento.

Nel 1261 le cortes abrogarono il diritto del re di deprezzare, ogni sette anni, la moneta onde permettere alla corona di procurarsi denaro; in sua vece Alfonso dovette accettare una tassa fissa quinquennale, stabilendo così il principio che ogni futura tassa dovesse avere il consenso del parlamentoEdgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, cap. XVI, vol. VII, pag. 590. Nel 1265 fu avviato il recupero delle terre che i beneficiari avevano venduto con conseguente perdita dei diritti della corona; le terre incolte vennero confiscate, le altre erano recuperate allo stesso prezzo con cui erano state acquistate dagli attuali proprietari. Inoltre fu stabilito che i beneficiari delle terre della corona dovevano pagare i tributi (con questa norma anche gli ordini religiosi, nel futuro, avrebbero pagato). Tutte queste disposizioni furono applicate solo in parte e male (il gran siniscalco ed il cancelliere del regno furono molto rapaci per sé stessi), ma contribuirono a danneggiare sia il clero sia la nobiltà, per cui cinque vescovi si recarono a Roma presentando lagnanze sul comportamento del re, che rispose presentando una dichiarazione delle città in suo favore; inoltre Alfonso assicurò al papa Clemente IV che era pronto ad aderire alla crociata promossa dal papa stesso nel 1267Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, cap. XVI, vol. VII, pag. 591.

Nel 1269, Alfonso venne citato, assieme alla moglie ed al figlio, Dionigi, nel testamento della zia Constança Sanches (1210-1269), suora al monastero della Santa Croce di CoimbraDionigi (Dnm Alphonsum illustre Regem Portugaliæ et dominam Beatricem reginam et filiam illustrissimi regis Castellæ et dominum Dyonisium filium eorundem).

Nel 1271, Alfonso fece testamento, dove dispose di essere sepolto ad Alcobaça, dichiarò il figlio, Dionigi, suo erede e successore e dispose di benefici gli altri figli e alla moglie (Reginam Beatricem uxorem meam), come conferma il documento n° 28 delle Provas da historia genealogica da casa real portugueza, datato dicembre 1271.

Nel 1273 il papa Gregorio X fece pressione su Alfonso perché ottemperasse, con un giuramento, agli obblighi contratti a Parigi e alle risoluzioni contenute nelle bolle dei papi Onorio III e Gregorio IX, e nel 1275 lo minacciò di scomunica poiché non aveva ancora prestato giuramento.

La morte del papa il 10 gennaio del 1276 lo favorì, perché i due papi successivi, Innocenzo V e Adriano V, regnarono pochi mesi e non diedero seguito alla minaccia; solo con l'elezione del portoghese Pedro Julião, conosciuto come Pedro Hispano, eletto nel settembre del 1276 come papa Giovanni XXI, un delegato apostolico pubblicò a Lisbona la bolla e intimò i provvedimenti al re. Non essendovi alcun pretendente al trono all'infuori dell'erede, il principe Dionigi, che era già coinvolto nell'amministrazione del regno, Alfonso non reagì.

Solo sul letto di morte, nel gennaio del 1279, quando sul soglio pontificio vi era Nicola III, Alfonso prestò il giuramento richiesto senza riserve.

Alfonso morì a Lisbona e fu sepolto nel Monastero di Alcobaça, dove già era sepolto suo padre e alla sua morte gli succedette il figlio Dionigi, come riportato a pag. 21 del Breve Chronicon Alcobacense, Portugaliæ Monumenta Historica, Scriptores, Vol. I.

Discendenza Alfonso e Matilde ebbero due figli: Roberto (1239-morto giovane); un secondo maschio (1240-morto giovane).

Alfonso e Beatrice ebbero otto figli: