Càscina (pronuncia: , ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pisa, in Toscana. È costeggiato dal fiume Arno, che ne delimita il confine con i comuni di Vicopisano e San Giuliano Terme.

Geografia fisica Territorio Cascina si trova sulla riva sinistra dell'Arno, nella sua pianura alluvionale ad un'altitudine media di Il territorio è pianeggiante, non presenta zone boscose né corsi d'acqua naturali oltre al fiume Arno.

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima Classificazione climatica: zona D, Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002

La tabella sottostante riporta i valori medi che si registrano nel corso dell'anno:

Storia

La storia documentata di Cascina risale sino al periodo romano. La pianta stessa della cittadina richiama quella del castrum, con strade perpendicolari tra loro (chiamate cardi e decumani) che formano una scacchiera. Inoltre nel territorio cascinese le tracce della centurazione romana sopravvivono nei toponimi attuali di molti paesi, come ad esempio il suffisso -anum/-ana in paesi come Musigliano, Visignano, Laiano, Bibbiano, Titignano e molti altri.

La prima menzione di Cascina è in una pergamena del 750 in cui si parla della donazione di una casa fatta alla chiesa di Santa Maria di Cassina. L'origine del nome è incerta, ma potrebbe essere derivata da un termine cassina o casina nel senso di "casa di campagna", oppure dall'omonimo torrente che attraversava l'attuale paese, ora scomparso, e che a sua volta deriverebbe da un nome di persona etrusco, latinizzato in Cassenius. La Tavola Peutingeriana riporta una località, detta Valvata, situata a 8 miglia romane da Pisa, che in passato è stata identificata con Cascina, anche se questa resta solo un'ipotesi. Ciò che invece è noto era l'attribuzione dei toponimi di diversi paesi situati sull'antica via romana che da Pisa conduceva a Cascina: Quinto veniva identificato con Casciavola, Sesto con la località in cui sorge la Pieve di San Cassiano, Settimo con San Benedetto a Settimo, Ottavo con una zona ad ovest di Cascina (località in cui anticamente sfociava il fiume Cascina), Nono ad est di Cascina e Tredici fra Vicopisano e Calcinaia. È chiaro quindi come l'attribuzione dei toponimi venisse fatta in base alle progressive distanze in miglia romane dalla città di Pisa.

Maggiori conoscenze sulla storia di Cascina risalgono all'epoca medievale, periodo in cui il comune combatté sanguinose battaglie prima contro i Lucchesi e poi contro i Fiorentini. Nel novembre del 1313 un soldato al seguito del condottiero pisano Uguccione della Faggiuola, tale Isbrigato da Peccioli, per vendicarsi con i Lucchesi che in una delle tante guerre avevano disfatto una torre di Cascina, fece un'iscrizione sulla parete della chiesa di San Michele in Escheto a Lucca, con la scritta: «QUIA CASCINENSES TURRIM MISERE LUCENSES HANC CASCINENSES DESTRUXERUNT QUIPPE LUCENSES ISBRIGATO DE PECOLI FECIT» (traduzione: "poiché i lucchesi disfecero la torre dei cascinesi, i cascinesi distrussero questa dei lucchesi. Isbrigato da Peccioli pose").

A Cascina venne combattuta il 29 luglio 1364 la nota battaglia di Cascina tra Fiorentini e Pisani, la quale avrebbe dovuto essere raffigurata da Michelangelo Buonarroti in un affresco mai realizzato. Di esso si conservano disegni preparatori che raffigurano parti dell'affresco, e alcune copie parziali del cartone preparatorio (andato perduto), una delle quali di Aristotele da Sangallo raffigurante la parte in cui soldati fiorentini seminudi si stanno bagnando nel fiume Arno. Di questa scena esiste anche un dipinto di Giorgio Vasari, attualmente ospitato a Palazzo Vecchio di Firenze.

Dopo essere rimasta sotto il dominio di Pisa per tutto il secolo XIV, Cascina passò quindi sotto il dominio fiorentino. Storicamente, uno dei motivi dello sviluppo come borgo medioevale e della costruzione delle mura di Cascina fu proprio la sua collocazione sulla strada che congiunge le due città, che si alternarono più volte nel controllo del borgo. Da citare al riguardo della cerchia muraria, le torri angolari, a pianta pentagonale. In passato era presente un fossato, più o meno dove ora si trova la circonvallazione (viale Comaschi, via Pascoli, via della Pace, via Michelangelo).

Nel 1798 fu elevata a vicariato con il titolo di vicariato di Cascina e Pontedera.

Nel primo dopoguerra, specie con il sorgere dello squadrismo fascista nella primavera del 1921 Cascina ed il suo territorio furono interessati da una serie di violenze. La prima vittima dei fascisti nell'intera provincia pisana fu Enrico Ciampi, ucciso a San Casciano il 4 marzo del 1921. Insieme al figlio Silvio aveva lasciato il Partito Socialista ed aveva fondato a Barca di Noce una sezione del Partito Comunista d'Italia. Proprio in questo periodo e in questo territorio la squadra fascista, guidata dal marchese Domenico Serlupi, terrorizzava i cittadini. In occasione di una manifestazione nei pressi della villa Serlupi, il marchese aprì il fuoco e ferì Ciampi che morì a seguito delle ferite riportate.. Sull'eco dei fatti di Sarzana, nella notte tra il 21 ed il 22 luglio a Cascina i fascisti guidati da Serlupi entrano in una trattoria intimando all'oste Luigi Benvenuti di issare la bandiera a lutto e ai presenti alzarsi in piedi in omaggio agli squadristi morti. Ne scaturì una rissa dove Serlupi sparò e uccise Benvenuti, oltre ad un fascista (quest'ultimo ammazzato involontariamente). Lo stesso marchese però nello scontro rimediò una coltellata che lo porterà alla morte il giorno successivo. Sempre sull'onda di questi avvenimenti una squadraccia il 23 luglio assassina nella frazione di Santo Stefano a Macerata Archimede Bartoli, figlio di un consigliere comunale socialista. Il 19 marzo 1922 infine, alle porte di Cascina, venne assassinato dai fascisti Comasco Comaschi. Attivista anarchico, promotore della locale Pubblica Assistenza, Comaschi era soprattutto la carismatica guida degli Arditi del Popolo della zonaBiblioteca Digitale Serantini - COMASCHI, Comasco.

Durante la seconda guerra mondiale Cascina subì i pesanti effetti dell'occupazione nazifascista. Tra il 13 ed il 14 luglio 1944, nella frazione di San Benedetto, quattro uomini furono giustiziati dai nazisti con l'accusa di sabotaggioAtlante delle stragi naziste e fasciste in Italia: SAN BENEDETTO CASCINA 13-14.07.1944. Il 9 agosto successivo, nel corso di un rastrellamento, sei uomini vennero fucilati dai tedeschi in località PettoriAtlante delle stragi naziste e fasciste in Italia: PETTORI CASCINA 09.08.1944.

Ai nostri giorni Cascina e le sue frazioni si presentano come una grande conurbazione in continua crescita che si protende verso Pisa.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR dell'11 settembre 1996. Lo stemma è d'azzurro, alla fascia-banda d'oro, sormontata da una cassa d'argento, con l'iscrizione «Fides» di nero. La cassa si riferisce al supposto nome latino della città, ovvero cassina o casina. Originariamente sotto l'urna era posta una fascia-banda d'argento e d'oro. La fascia, successivamente, è stata modificata in una squadra d'oro, per rappresentare la lavorazione del legno, attività molto diffusa nella cittadina e nei dintorni.

Il gonfalone è un drappo rettangolare di colore bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Pieve di Santa Maria

La pieve di San Giovanni e Santa Maria Assunta la si trova menzionata nell'anno 801 e si trova nella piazza principale di Cascina. La pieve così come concepita oggi risale alla fine dell'XI secolo e rientra nel tipico stile architettonico del romanico pisano. Il campanile è del XII secolo, ma la parte superiore venne ricostruita alla fine del secolo successivo. Il soffitto, ricostruito a seguito di un incendio, è a cassettoni. Tra le opere di rilievo che si ritrovano all'interno, un frammento d'affresco trecentesco con la Madonna con Bambino, una Madonna con Bambino in terracotta attribuita a Benedetto da Maiano, un'acquasantiera romanica.

Pieve di San Casciano

La pieve dei Santi Ippolito e Cassiano è situata a San Casciano ed è ricordata in un documento datato 12 aprile 970. Nella ristrutturazione della fine del XII secolo intervenne Biduino, uno dei massimi rappresentanti della cultura artistica del tempo, autore dell'architrave del portale centrale, corredato da due iscrizioni di cui una con la data 1180. All'interno si conservano l'antico fonte battesimale monolitico ad immersione (forse dell'XI secolo) e una terracotta della bottega di Andrea della Robbia raffigurante il Battesimo di Gesù. Nel 2005, in occasione degli 825 dalla fondazione, sono state collocate delle nuove via crucis, opere in terracotta refrattaria bianca della scultrice Chiara De Chiara.

Pieve di San Lorenzo alle Corti La pieve di San Lorenzo è un'antica pieve alto-medievale, è situata nella frazione di San Lorenzo alle Corti, dove è comunemente nota come "La Pieve". La chiesa è un edificio a navata unica e senza abside, mostra sulla facciata due riproduzioni di un'antica epigrafe che attribuisce l'edificazione della prima San Lorenzo all'anno pisano 1046, ossia al 1045. La chiesa fu gravemente danneggiata nelle inondazioni del 1333 causate dallo straripamento dell'Arno. Il dono della reliquia di un dente del martire san Lorenzo è ricordato in un'epigrafe, ora murata all'interno della pieve nella parete sinistra sotto la cantoria.

Badia di San Savino

L'abbazia di San Savino, comunemente nota come "badia", è un importante edificio religioso situato a Montione. Le prime notizie sono rintracciabili in un documento risalente al 30 aprile 780, riguardante la fondazione del "monastero di San Savino di Montione", posto a difesa e aiuto della "veneranda chiesa del Beatissimo San Savino di Ceragiolo". La chiesa costruita con blocchi di calcare del Monte Pisano, presenta la tipica struttura monastica a navata unica, con presbiterio "a T" ed abside semicircolare. Un timpano conclude l'edificio con tetto a capanna. Sul lato ovest si trova l'ingresso al monastero, costituito da un ampio arco a tutto sesto. La sommità del campanile, a pianta rettangolare, fu distrutta nel 1943 dall'esercito tedesco in ritirata, per non lasciare punti sopraelevati da cui poter avere una buona visuale. In anni recenti, al campanile è stata restituita la forma originale aggiungendovi la parte mancante.

Santuario della Madonna dell'Acqua

Il santuario della Madonna dell'Acqua fu edificato poco fuori le mura di Cascina fra il 1614 e il 1619, su progetto di Iacopo Maruscelli, con un'elegante struttura a pianta centrale a croce greca. All'interno sono conservati un imponente altar maggiore con affresco staccato con la Madonna col Bambino (XVI secolo) e l'altare di San Rocco.

Altre chiese Chiesa dell'Arnaccio Chiesa di San Michele Arcangelo (Casciavola) Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Latignano) Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (Latignano) Chiesa di San Miniato in Marcianella (Marciana) Chiesa di San Michele (Marciana) Chiesa di San Donato (Montione) Chiesa di San Martino (Musigliano) Chiesa di San Iacopo (Navacchio) Chiesa di Santo Stefano (Pettori) Chiesa di San Benedetto a Settimo (San Benedetto) Chiesa di San Frediano a Settimo (San Frediano a Settimo) Chiesa di San Giorgio a Bibbiano (San Giorgio) Chiesa di San Lorenzo (San Lorenzo a Pagnatico) Chiesa di Santo Stefano (Santo Stefano a Macerata) Chiesa di San Prospero (San Prospero) Chiesa di San Sisto (San Sisto al Pino) Chiesa dei Santi Andrea e Lucia (Ripoli) Chiesa di Sant'Ilario (Titignano) Chiesa dei Santi Pietro e Giusto (Visignano) Chiesa di Santa Maria (Zambra) Chiesa di San Jacopo (Zambra)

Oratori e cappelle