Corigliano d'Otranto (Χωριάνα, traslitterato Choriàna o Koriàna, in gricoDon Mauro Cassoni: Griko-Italiano, Vocabolario. Lecce 1999, Curiànu in dialetto salentino, fino al 1862 chiamata Corigliano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento, appartiene alla storica regione della Grecìa Salentina, un'isola linguistica di nove comuni in cui si parla il grico, un antico idioma di origine greca.

Geografia fisica

Territorio Il territorio del comune di Corigliano d'Otranto si estende nella parte centrale della provincia per ; il centro urbano sorge a 97 m s.l.m.; il territorio risulta compreso tra i 73 e i 109 m s.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 36 metri. Il comune giace sopra i banchi calcarei più antichi, quelli del Cretaceo, in genere fratturati e ricoperti di terra rossa. L'agro coriglianese è coltivato principalmente a uliveto. L'alta permeabilità del terreno, che assorbe la maggior parte delle precipitazioni piovose, determina l'assenza di corsi d'acqua superficiali e la presenza sul territorio di manufatti per ovviare a tale penuria, come cisterne e pozzelle.

Confina a nord con i comuni di Soleto, Zollino e Martano, a est con i comuni di Castrignano de' Greci e Melpignano, a sud con i comuni di Maglie e Cutrofiano, a ovest con i comuni di Sogliano Cavour e Galatina.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima

Dal punto di vista meteorologico Corigliano d'Otranto rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola. Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare

Classificazione climatica di Corigliano d'Otranto: Zona climatica: C Gradi giorno: 1260

Origini del nome Il nome del paese viene erroneamente fatto derivare, per mera assonanza, dalla parola "cuore", simbolo che compare nello stemma civico, o, come da doppia tradizione toponomastica greco-latina, da Corelius, il centurione a cui sarebbe stato assegnato il territorio in epoca romana. Il toponimo sarebbe, secondo questa interpretazione, un'evoluzione delle forme latine fundus Corelianus o praedium Corellianum, che oggi nel greco salentino non conoscono altro suffisso che -àna (si vedano i nomi greco salentini Cutrufiàna, Sujàna, Rufàna, Skinzàna e Skurràna), mentre la desinenza in lingua italiana è -ano, rispettivamente il salentino -anu. Contro la tesi di una doppia tradizione toponomastica si potrebbe addurre la testimonianza di Leandro Alberti, che nella sua Descrittione di tutta Italia, un resoconto del suo viaggio nel Salento del 1525, ci informa che "le guardie che accolsero la carovana (come probabilmente anche il resto della gente autoctona di Corigliano) parlavano solo il greco"..

Il nome Corigliano si riconduce più verosimilmente, come per altro ipotizzato per Corigliano Calabro, al termine greco bizantino "χωρίον" (traslitterato choríon), rispettivamente all'etimologicamente relazionato termine "χώρα" (chóra), col significato di villaggio, paese, podere, terra o luogo.. A sostegno di questa ipotesi c'è il fatto che - come testimoniato tra altre pubblicazioni anche dal "Vocabolario Griko-Italiano" di Don Mauro Cassoni - la pronuncia originaria della χ di Choriàna doveva essere fricativa, come nel greco choríon, e non occlusiva come quella della [c] latina.

Storia

Il territorio fu abitato da civiltà protostoriche, testimoniate dai resti megalitici di specchie, dolmen e menhir. La fondazione del paese è incerta e potrebbe risalire al periodo della Magna Grecia, al periodo romano o addirittura al periodo pre-romano con i Messapi. Del periodo romano resta il tessuto urbanistico del centro storico nel quale, fra via Capiterra e via Cavour, è individuabile un rettangolo abitativo strutturato su lotti corrispondenti a multipli o sottomultipli dell'actus romano. Allo sviluppo del piccolo centro contribuì il cenobio basiliano di San Giorgio costruito nel IX secolo e nel quale era attiva una scuola di lingua greca e cultura bizantina che lasciò numerosi codici greci, ora custoditi in importanti biblioteche. Questa decadde alla fine del XV secolo con la distruzione del monastero di San Nicola di Casole di Otranto, del quale costituiva una grancia.

Il primo documento scritto in cui compare il nome di Corigliano risale al 1192, quando il re normanno Tancredi d'Altavilla lo concesso in feudo a Pietro Indini. Nei secoli successivi passò sotto il controllo di varie famiglie feudatarieDont les Cepoy, confirmés en 1303, et Thibaut y est avec son fils en 1307 quand la rédaction corrigée du "Livre de Marco Polo" est manuscrite (voir Joseph Petit, "Un capitaine du règne de Philippe le Bel: Thibaut de Chepoy", 1897, BnF 8-LN27-45095).. Nel 1465 fu acquistato dalla famiglia de' Monti, di origine francese, giunta in queste terre al tempo degli Angioini. Nicola Antonio acquistò il feudo direttamente dalla Regia Corte e alla sua morte, avvenuta nel 1480, passò al figlio primogenito Francesco, uomo d'arme, diplomatico e alto funzionario della corte di Ferrandino d'Aragona. Da Francesco il feudo di Corigliano passò al figlio Giovan Battista, che nel 1534 ottenne dall'imperatore Carlo V il titolo di marchese. Tra il 1514 e il 1519, fortificò il paese e ampliò notevolmente il castello dotandolo di potenti artiglierie, di quattro torrioni angolari, nonché di munizioni e di potenti mezzi difensivi. Dopo Giovan Battista, nel possesso del feudo si susseguirono, sempre di padre in figlio, Francesco II dal 1537 al 1557, Giovanni II dal 1557 al 1594, Geronimo dal 1594 al 1644 e Giorgio dal 1644 al 1649; con Giorgio che morì giovane, ha termine il marchesato dei de' Monti. Tra il 1649 e il 1651 il feudo passò prima alla sorella Giulia sposata con Francesco Sanfelice e da questi al figlio Alfonso Sanfelice-de' Monti. Nel 1651, al termine di contrasti nati in relazione alla successione ereditaria di Giorgio de' Monti, l'intera eredità viene messa all'asta e acquistata dal facoltoso barone di Tutino Luigi TraneL. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, 1994..

Simboli

Lo stemma Corigliano d'Otranto è stato riconosciuto con D.P.C.M. del 31 agosto 1956.

Il cuore allude per assonanza al nome del paese.

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 21 dicembre 1956, è un drappo partito di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa madre di San Nicola Vescovo, fu edificata nella seconda metà del XVI secolo sulle fondamenta di una preesistente cappella. Ristrutturata nel 1622, conserva alcuni elementi architettonici dell'antica struttura come il portale d'ingresso del 1573 sormontato da una lunetta con le statue del Redentore, della Vergine e di san Nicola di Mira. La torre campanaria, risalente al 1465 come risulta dal millesimo scolpito in caratteri greci che indica l'anno 6973, è inserita nelle mura urbane di epoca medievale e in origine fungeva da torre di vedetta. L'edificio è impostato su una pianta a croce latina a tre navate divise da colonne che reggono la copertura della navata centrale decorata da cordoni a fogliami. Nel 1878 i fratelli Maselli di Cutrofiano realizzarono il mosaico pavimentale raffigurante diverse scene bibliche che si snodano lungo l'Albero della vita, analogamente a quanto avviene nel pavimento della Cattedrale di Otranto. Nella navata destra sono posizionati gli altari di san Francesco di Paola, di san Nicola, di san Pietro Martire, dell'Immacolata e del Crocefisso. Nel transetto destro si erge il grande altare di san Nicola, intagliato nel 1716 dal coriglianese Gaetano Carrone, e quello della Madonna del Carmine. Il transetto sinistro è occupato dall'altare della Madonna del Rosario, attiguo a questo il cappellone del Sacramento. Nella navata sinistra sono ospitati gli altari settecenteschi dei Santi Gaetano di Thiene e Ignazio di Loyola, di sant'Antonio da Padova, di san Luigi Gonzaga e di sant'Oronzo. Sulla cantoria è collocato un organo a canne realizzato agli inizi del Settecento. Campanile della chiesa madre. La struttura, molto simile nell'impianto e negli alzati alla guglia della vicina Soleto, è incompleta per via dell'interruzione delle opere di costruzione: mancano l'ultimo registro e la lanterna. Come per la più famosa guglia soletana, presenta la medesima morfologia, con bifore nell'ultimo registro. L'anno di edificazione, o di interruzione, del campanile, riportato ad incisione su una pietra del prospetto, è il 1465, il che avvalora l'ipotesi che anche la stessa guglia di Soleto risalga alla prima metà del XV secolo.

Chiesa dell'Addolorata, costruita in stile neogotico tra gli anni 1920 e gli anni 1960 del XX secolo, è sede della Confraternita dell'Addolorata, la quale originariamente officiava nella chiesa dell'Assunta demolita nel 1926 per allargare piazza San Nicola. La facciata ha un solo portale, decorato con motivi geometrici, sormontato da archi a tutto sesto che terminano nel telaio della porta, costituito da un bassorilievo raffigurante la Pietà, opera dello scalpellino Giovanni Malorgio. Sul portale, in asse con la navata centrale, vi è il rosone. In corrispondenza delle navate laterali si aprono due bifore, racchiuse da un arco a tutto sesto. L'interno è caratterizzato dalla superficie a vista delle pareti in pietra leccese; nella navata laterale destra si conserva una grande tela raffigurante la Madonna Immacolata, realizzata dal pittore Oronzo Letizia di Alessano intorno alla fine del XVII secolo, mentre una grande tela del coriglianese Raffaele Del Savio, sistemata sulla parete interna della facciata, raffigura La vita dell'uomo (1979). Chiesa della Madonna delle Grazie, l'attuale chiesa della Madonna delle Grazie risale alla prima metà del XVII secolo e sostituisce un'antica chiesa dello stesso titolo della quale si conserva un affresco bizantino della Madonna di Costantinopoli. La facciata, inquadrata da due robuste paraste angolari e coronata da una cornice a dentelli, è arricchita dal portale d'ingresso posto in asse con il finestrone. L'interno è impostato su una pianta a navata unica coperta da una volta a botte lunettata, con cordone a fogliame in chiave. Lateralmente sono disposti gli altari di sant'Antonio da Padova del 1649 e di santa Marina, raffigurata nella tela della titolare al centro; l'altare fu realizzato nel 1797 dal sacerdote Oronzo Rizzo di Corigliano. Originariamente la chiesa era dotata di altri due altari laterali: uno dedicato alla Natività di Gesù, l'altro a san Giorgio.

Cappella della Madonna degli Angeli, databile tra il XVI e il XVII secolo, è costituita da un unico vano coperto da una volta a botte lunettata evidenziata in chiave da un festone a fogliami. Le semplici linee architettoniche della facciata si ripetono all'interno che accoglie un piccolo altare maggiore sul quale campeggia un dipinto del Chiarello del 1994. Nel pomeriggio del lunedì dell'Angelo, nel piazzale antistante si teneva, fino al 2011, una piccola festa che culmina con la gara dell'albero della cuccagna.