Lo gnosticismo è un movimento filosofico, religioso ed esoterico, a carattere iniziatico, molto articolato e complesso, fiorito nel mondo ellenistico greco-romano, che raggiunse la massima diffusione tra il II e il IV secolo d.C. Il termine gnosticismo è di origine moderna, che discende dalla parola greca gnósis (), cioè «conoscenza», che era l'obiettivo che esso si poneva. Il termine fu infatti coniato da Henry More nel 1669,An Exposition of the Seven Epistles to the Seven Churches together with a Brief Discourse of Idolatry, with Application to the Church of Rome, "To the Reader": though it be indeed but a spice of the old abhorred Gnosticism, (pagina non numerata). con esplicito riferimento al vocabolo greco «gnosi» utilizzato nell'antichità dai seguaci del movimento.cfr. Annali di scienze religiose [ADSR], volume 11, pag. 200, Vita e Pensiero, 2006.

Anche se sembra collocarsi soprattutto in un contesto cristianoAdolf von Harnack definì lo Gnosticismo l'acuta ellenizzazione del Cristianesimo ("Die Gnosis ist akute Hellenisierung des Christentums", in Lehrbuch der Dogmengeschichte, Freiburg 1888, vol. I, p. 162); Moritz Friedländer (Der vorchristliche judische Gnostizismus, Göttingen, 1898), ne invocò le origini giudaico-ellenistiche, e, Wilhelm Bousset (Hauptprobleme Der Gnosis, Göttingen, 1907), le origini persiane.Karen L. King, What is Gnosticism? (2005) "Bousset held that Gnosticism was a pre-Christian religion, existing alongside of Christianity. It was an Oriental product, anti-Jewish and un-Hellenic...", in passato alcuni studiosi hanno ritenuto che lo gnosticismo precedesse il cristianesimo e annoverasse credenze religiose pre-cristiane e pratiche spirituali comuni alle origini del cristianesimo, al neoplatonismo, all'ebraismo del Secondo Tempio, alle religioni misteriche e allo zoroastrismo (soprattutto per ciò che riguarda lo zurvanismo). La discussione sullo gnosticismo è cambiata radicalmente con la scoperta dei Codici di Nag Hammadi, che condussero gli studiosi a una revisione delle precedenti ipotesi.

Storia Origini Le origini dello gnosticismo sono state per lungo tempo oggetto di dibattito e sono tuttora un interessante soggetto di ricerca. Più queste origini sono studiate, più sembra che le sue radici affondino in epoca precristiana. Mentre in precedenza lo gnosticismo veniva considerato soprattutto una delle eresie del cristianesimo, sembra che le prime tracce di sistemi gnostici possano essere trovate già alcuni secoli prima dell'era cristiana. Al quinto Congresso degli Orientalisti tenutosi a Berlino nel 1882, Rudolf KesslerÜber Gnosis und althabylonische Religion, Berlino 1882. fece notare il collegamento tra gnosis e religione della Mesopotamia, ma non la religione originale sumero-accadica, quanto la religione sincretica che si sviluppò dopo la conquista della regione da parte di Ciro il Grande e la diffusione nella stessa dello zoroastrismo. Sette anni più tardi, nel 1889, Wilhelm Brandt pubblicò il suo Mandäische Religion,Die mandäische Religion: Eine Erforschung der Religion der Mandäer in theologischer, religiöser, philosophischer und kultureller Hinsicht dargestellt, Leipzig 1889. in cui descriveva il mandeismo, l'unica scuola gnostica sopravvissuta ininterrottamente fino ai nostri giorni, come una forma così chiara di gnosticismo, da essere prova che lo gnosticismo esistette indipendentemente e anteriormente al cristianesimo.

Molti studiosi, invece, hanno ricercato la fonte delle teorie gnostiche nel mondo ellenistico e, specialmente, nella città di Alessandria d'Egitto. Nel 1880, Manuel JoëlBlicke in die Religionsgeschichte zu Anfang des zweiten christlichen Jahrhunderts, Breslau, 1880. cercò di provare che l'origine di tutte le teorie gnostiche sia rintracciabile in Platone. Anche se la tesi su Platone può essere considerata come una forzatura, l'influenza greca sulla nascita e sullo sviluppo dello gnosticismo non può essere negata. In ogni caso, che il pensiero alessandrino abbia avuto qualche influenza, almeno nello sviluppo dello gnosticismo cristiano, è dimostrato dal fatto che la maggior parte della letteratura gnostica di cui siamo in possesso ci proviene da fonti egiziane in lingua copta.

Quando Ciro il Grande entrò a Babilonia nel 539 a.C., si incontrarono due grandi scuole di pensiero, quella mesopotamica e quella iraniana, e iniziò una fase di sincretismo religioso. L'idea della lotta titanica tra bene e male, che pervade l'universo in eterno, è l'idea da cui deriva lo zoroastrismo, o dualismo iraniano. Questo, e l'immaginata esistenza di innumerevoli spiriti intermedi, angeli e demoni, fu la spinta che fece superare le idee del sumero-accadismo. D'altra parte la fiducia incrollabile di tale substrato culturale nell'astrologia e la convinzione che il sistema planetario abbia un'influenza totale sugli affari di questo mondo si sviluppò proprio tra i caldei. La grandezza dei Sette (la Luna, Mercurio, Venere, Marte, il Sole, Giove, e Saturno), la sacra Ebdomade, simboleggiata per millenni dalle torri di Babilonia a sette gradini di sette colori, non fu sminuita. I Sette cessarono di essere adorati come divinità, ma furono reinterpretati come arconti e dynameis, regolatori e poteri, la cui quasi irresistibile forza contrastava l'uomo. Furono reinterpretati come daeva, spiriti maligni, secondo l'inversione terminologica zoroastriana (nella quale il termine daeva viene a significare, di contrasto a tutti i sistemi religiosi indoeuropei, non gli spiriti celesti ma i demoni infernali). La religione degli invasori e quella degli invasi si fusero in un compromesso: ogni anima, nella sua ascesa verso il Dio supremo e la luce infinita dell'Ogdoade, doveva combattere contro l'avversa influenza del dio o degli dei dell'Ebdomade. Questa ascesa dell'anima attraverso le sfere planetarie fino al paradiso cominciò ad essere concepita come una lotta con poteri avversi e divenne la prima e predominante linea dello gnosticismo.

La seconda grande linea del pensiero gnostico fu la magia, il potere ex opere operato di nomi, suoni, gesti e azioni. Queste formule magiche, che provocavano risate e disgusto ai non iniziati, non sono corruzioni più tarde della filosofia gnostica, ma una parte essenziale dello gnosticismo e furono osservate in tutte le forme di gnosticismo cristiano. Nessuna gnosis era completa senza la conoscenza delle formule che, una volta pronunciate, permettevano l'annullamento dei poteri ostili. Lo gnosticismo entrò in contatto con l'ebraismo abbastanza presto. Considerando le forti, ben organizzate ed estremamente colte colonie ebraiche nella valle dell'Eufrate, questo primo contatto con il giudaismo è perfettamente naturale. Forse l'idea gnostica di un Redentore deriva proprio dalle speranze messianiche dell'ebraismo. Ma, fin dall'inizio, la concezione gnostica del Salvatore è più sovrumana di quella dell'ebraismo; il loro Manda d'Haye, o Soter, è una manifestazione immediata della Divinità, un Re della Luce, un Æon (Eone).

Le correnti gnostiche sono accomunate dal dualismo Dio/mondo materiale, Dio trascendente/Demiurgo creatore e la concezione del corpo come prigione dell'anima.

Gnosticismo in senso stretto Lo "gnosticismo" in senso stretto si sviluppò pienamente nel II secolo d.C., periodo in cui operarono i principali maestri delle varie scuole. Esso ebbe come centri di maggiore fioritura soprattutto Alessandria d'Egitto e Roma. Un particolare impulso ebbe, negli ultimi secoli, in Siria e in Egitto, grazie alla sua diffusione in ambienti monastici, attraverso varie correnti ascetiche. Lo gnosticismo, comunque, ebbe i suoi rappresentanti più noti nei primi secoli dopo Cristo, con prominenti insegnanti come Marcione, Valentino e Basilide. Insieme a quelli di Eracleone, i loro testi sono andati perduti e ci sono pervenuti grazie alle citazioni dei loro rivali teologici: Ireneo di Lione, poi Clemente Alessandrino, Origene, Epifanio di Salamina e Tertulliano.- Altri gnostici noti furono Cerinto, Carpocrate e Simone Mago con tutta la sua scuola. Anche quando la corrente principale e centralizzata della Chiesa di Roma divenne il corpo cristiano ufficiale e dominante e iniziò a sopprimere le correnti cristiane alternative e il paganesimo, lo gnosticismo non svanì senza lasciare traccia, anche se sant'Ireneo di Lione, Tertulliano e san Giustino rimasero le uniche fonti di conoscenza fino al 1945, anno in cui furono scoperte, nei pressi del villaggio di al-Qasr in Egitto, quarantaquattro opere gnostiche.

Una delle conclusioni che si ricavano da Sant'Ireneo di Lione, dove per la prima volta appare il termine "gnostico", è che esistono tanti tipi di gnosticismo quante le persone che lo proclamano con una certa autorità.

Influenze successive Il manicheismo del IV secolo fu certamente influenzato dall'immaginario gnostico. Nel Medioevo idee gnostiche continuarono a riaffiorare a intervalli regolari, come dimostra l'apparizione di movimenti quali il catarismo, il bogomilismo e il paulicianesimo. Non si rilevano continuità dirette tra lo gnosticismo tardo-antico e il catarismo medievale, sebbene ci siano notevoli affinità.

Nel 1208 i Catari furono dichiarati eretici dalla Chiesa cattolica, e fu indetta da papa Innocenzo III una crociata per il loro sterminio che terminò solo nel 1244, con la caduta dell'ultima roccaforte catara di Montségur. A partire da questo momento le sette gnostiche scomparvero dalla scena europea, anche se lo gnosticismo sopravvisse con i Mandei in Iraq e il manicheismo in Cina, che esistono a tutt'oggi.

Più tardi ripresero il modello gnostico l'alchimia e l'astrologia rinascimentale, scienze esoterico-misteriche che si nutrivano delle pubblicazioni di letterati come Marsilio Ficino (1433–1499), che nel 1463 tradusse il Corpus Hermeticum, una raccolta di scritti sapienziali di epoca ellenistica, attribuiti al mitico Ermes Trismegisto.

Caratteristiche e definizione Una definizione piuttosto parziale del movimento, basata sull'etimologia della parola, può essere: «dottrina della salvezza tramite la conoscenza», termine che va inteso come la coscienza illuminata. Mentre il cristianesimo che prese poi piede, la cui dogmatica è stata definita dai concili ecumenici, sostiene che l'anima raggiunge la salvezza dalla dannazione eterna per grazia di Dio principalmente mediante la fede, per lo gnosticismo invece la salvezza dell'anima dipende da una forma di conoscenza superiore dell'uomo e del mondo e di illuminazione (gnosi) portate da Cristo. Gli gnostici dunque erano una classe di mistici illuminati o iniziati, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che non avevano raggiunto questa realizzazione spirituale, mistica.

Lo gnosticismo descrive un insieme di antiche religioni il cui principio base era l'insegnamento attraverso il quale si può fuggire dal mondo materiale, creato dal Demiurgo, per abbracciare il mondo spirituale. Gli ideali gnostici furono influenzati da molte delle antiche religioni che predicavano tale gnosi (variamente interpretata come conoscenza, illuminazione, salvezza, emancipazione o unicità con Dio), che, a seconda del culto in questione, poteva essere raggiunta praticando la filantropia, tale da raggiungere la povertà personale, l'astinenza sessuale (per quanto possibile per gli ascoltatori, completamente per iniziati) e una diligente ricerca della saggezza aiutando gli altri.

Nello gnosticismo il mondo del Demiurgo è rappresentato dal mondo inferiore, che è associato con la materia, la carne, il tempo e più particolarmente con un mondo imperfetto, effimero. Il mondo di Dio è rappresentato dal mondo superiore ed è associato all'anima e alla perfezione. Il mondo di Dio è eterno e non rientra nei limiti della fisica. È impalpabile, e il tempo non esiste. Per arrivare a Dio lo gnostico deve raggiungere la conoscenza, che mescola filosofia, metafisica, curiosità, cultura, saperi e i segreti della storia e dell'universo.