Issime (pronuncia fr. - Éischeme in töitschu, Éséima in patois di Gaby, Eichima in patois valdostano, Einsimmen in tedescoObsoleto.) è un comune italiano sparso di abitanti della Valle d'Aosta orientale.

Geografia fisica Territorio Issime si trova nella media valle del Lys, l'ultima valle laterale della Valle d'Aosta sulla sinistra orografica della Dora Baltea.

Il paese è attraversato dal torrente Lys (in Töitschu, Lyesu).

A valle del capoluogo, nei pressi del gouffre de Guillemore (in Töitschu, z’Gilljumuart), si trova lo sbarramento di Guillemore, che forma un lago artificiale apprezzato anche per la pesca sportiva.Catasto laghi > Sbarramento Guillemore , www.arpa.vda.it

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it

Vette La vetta più alta è il Mont Néry (3 075 metri).

Le altre vette sono: Nel vallone di Bourines (in Töitschu, Burrunun-Gumbu): la Weiss Weib (in tedesco, "Sposa bianca"; in Töitschu, Wéis WéibjiMichele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 300.), nel vallone di Bourines. Nel vallone di San Grato (in Töitschu, Sen Kroasch Gumbu): la Becca di Vlou (in Töitschu, z'Vluhuare) la Becca Torché il Vogel (pron. - in Töitschu, da Vuagal o z'Blett) il Siahuare, conosciuto dagli abitanti di Challand-Saint-Victor come Bec des Allemands o Corno dei laghi. Nel vallone del Tourrison (in Töitschu, Turrudshu-Gumbu), in sinistra idrografica del Lys: il Mont Crest il Mont des Pierres-Blanches.Carta Tecnica Regionale, Regione Autonoma Valle d'Aosta; on-line su GeoNavigatore (consultato nel settembre 2013)

Origini del nome Il toponimo latino è Ixima (anticamente AximaVallée d'Aoste autrefois, raccolta di opere di Robert Berton, 1981, Sagep ed., Genova.).

Il toponimo ufficiale, Issime, è in francese.

Sono presenti inoltre le forme: Éischeme nella variante Éischemtöitschu della lingua walser Éséima in patois di Gaby Eichima in patois valdostano standard Einsimmen in tedesco (obsoleto).

Storia In epoca pre-romana, Issime fu interessato da stanziamenti di carattere agro-pastorale e commerciale, legati allo sfruttamento minerario.

Nel Medioevo divenne capoluogo del mandamento della potente famiglia nobiliare Vallaise (bassa Valle d'Aosta), che nel 1227 concesse al paese, insieme a privilegi speciali tramite uno statuto locale che rimase in vigore fino al 1773.

A partire dal XIII secolo, fu sede del tribunale, la cui sede sorge sulla piazza di Duarf, il capoluogo, e dove un giudice e due consiglieri amministravano la giustizia per i baroni de Vallaise. Issime svolse un ruolo di primo piano anche in ambito religioso, come unica parrocchia dell'alta valle del Lys fino al 1660.

L'insediamento delle genti walser, che si integrarono alla popolazione autoctona di lingua e cultura franco-provenzale, ha dato vita a un dialetto, a costumi e tradizioni, e ad un'architettura originale e tuttora vivente e ottimamente conservata. I migliori esempi di case tipiche walser ("Städel") si trovano nel vallone di San Grato (Sen-Kroasch Gumbu, in Töitschu) e nel vallone di Bourines (Burrunun Gumbu, in Töitschu).

Durante la seconda guerra mondiale, Issime accolse per alcuni mesi nell'inverno 1942-43 una famiglia di profughi ebrei croati, i Kohn (padre, madre e due figli), in regime di internamento libero, prima del loro trasferimento al campo di Ferramonti in Calabria, dove saranno liberati nel settembre 1943 dall'arrivo degli Alleati.Josip Kohn, con la moglie Rosa Pfeffer, la figlia Antonia Miriam (n.1927) e il figlio Edmondo (n.1929). Ebrei stranieri internati in Italia. Nel 1942 si era stabilita a Issime - per sfuggire ai bombardamenti - anche la famiglia dell'avvocato Remo Jona (anch'egli con la moglie e due bambini), i quali dal 1936 vi trascorrevano abitualmente le vacanze. Con l'occupazione nazista e la Repubblica Sociale Italiana i Jona si illusero che le molte amichevoli relazioni intrecciate in paese li avrebbero protetti. Furono invece arrestati dai carabinieri il 7 dicembre 1943 e deportati ad Auschwitz. Solo Remo Jona vi farà ritorno.Remo Jona con la moglie Ilka Vitale e i figli Ruggero (n.1932) e Raimondo (n.1937). La moglie e i figli furono subito uccisi al loro arrivo ad Auschwitz il 26 febbraio 1944. Remo Jona sopravvisse fino alla liberazione del campo il 27 gennaio 1945. Cf. Paolo Momigliano Levi, La quotidianità negata. Da Issime ad Auschwitz: il caso della famiglia di Remo Jona, Aosta, Le Château Editore, 2001.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 5 febbraio 1987.

Nella prima partizione dello scudo è raffigurato il simbolo delle comunità walser; nella parte centrale l'arma dei Vallaise e d'Arnad, che nel Medioevo furono signori del luogo e di quasi tutta la valle del Lys; nella terza parte l'emblema del Ducato di Aosta.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose A Duarf, la chiesa parrocchiale di San Giacomo presenta dei pregevoli affreschi del Giudizio Universale, i misteri del Rosario sul sagrato, il fonte battesimale in stile romanico e soprattutto l'altare maggiore barocco (il secondo della Valle d'Aosta per dimensioni dopo quello di Antagnod) con 182 statue. Gli affreschi della facciata hanno ispirato la facciata della parrocchiale di Perloz, dedicata a San Salvatore (Saint-Sauveur) la cappella di Santa Margherita nel vallone di San Grato

Architetture civili A Duarf, il "tribunale dei Vallaise", davanti all'ex palazzo del municipio. Vari “Stadel” lungo il vallone di San Grato, andando verso il Col Dondeuil. Sul promontorio che fronteggia la chiesa parrocchiale si trova la Herrenhaus (che significa, in tedesco, Casa del signore), un tempo casaforte dei nobili Vallaise. L'edificio, risalente al XIV secolo, è stato rimaneggiato.

Cultura Issime è un paese di lingua e cultura walser. L'elemento che contraddistingue la comunità issimese rispetto ad altre realtà dell'arco alpino, come evidenziato da molti studi, sono il plurilinguismo e la compresenza di due gruppi etnici (quello tedescofono e quello francoprovenzale). Riguardo al plurilinguismo, storicamente attestato, si arriva effettivamente fino a cinque varietà (Töitschu, patois di Gaby, piemontese, francese e, ultimamente, italiano) nelle competenze linguistiche dei suoi abitanti.

Questa particolarità è evidente nel dialetto, nei toponimi, nell'architettura, e nel costume tipico.

Lingue e dialetti Insieme a Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean Issime costituisce un'isola linguistica tedesca appartenente alla comunità dei Walser. La popolazione parla infatti un dialetto alemanno, l'Éischemtöitschu.

Il 65,25% della popolazione conosce il dialetto walser, ma solo il 23,88% dichiara di averlo come lingua materna. Inoltre circa il 5% della popolazione parla il Francoprovenzale.

Oltre ad essere trilingue italiano-francese-tedesco (lingue di istruzione ufficiali per i comuni germanofoni dell'alta Valle del Lys), nel territorio di Issime, la popolazione conosce il patois francoprovenzale valdostano, in virtù della vicinanza con i comuni di Gaby e Fontainemore, e, in virtù della vicinanza geografica e dei rapporti storici con l'adiacente Valsesia e con il Canavese, anche il piemontese.

Il Töitschu e l'Associazione Augusta

Il Töitschu è la variante della lingua walser parlata dal gruppo di mercanti del Vallese che nel 1300 migrarono verso sud per esigenze principalmente demografiche.

Rispetto al dialetto di Gressoney, denominato Greschòneytitsch, quello di Issime ha subito meno modifiche nel corso dei secoli; ciononostante, è evidente l'influsso del patois valdostano, del piemontese, del francese, e dell'italiano. La comunità issimese è plurilingue.

Attualmente il Töitschu è parlato correntemente da buona parte degli abitanti del paese, e sono in corso numerosi tentativi di apprendimento di tipo scolastico. È edito, a cura dellAssociazione Augusta, un dizionario Italiano-Töitschu e Töitschu-italianoAA.VV. (Walser Kulturzentrum), Greschôneytitsch und d'Eischemtöitschu, 1988-1998 e una rivista omonima edita dal 1969. Sono inoltre numerosi i libri e i saggi pubblicati dall'associazione. L'associazione Augusta è nata nel 1967 ed è attiva nella salvaguardia e valorizzazione degli aspetti culturali del paese con particolare attenzione alle lingue e al paesaggio naturale e culturale. Sede dell'associazione è l'antica casa parrocchiale sita nel capoluogo (Duarf).

Degli esempi di töitschu sono: Vergelzgott = grazie (cfr. ted., Vergelt's Gott da Gott vergelte (belohne) es, lett. "che Dio lo ricompensi") Chrigschman = soldato (cfr. ted., Kriegsmann, lett. "uomo della guerra") Heersij (cfr. ted., Herzchen o Herzlein, lett. "cuoricino"), diminutivo di Heers (= cuore) = fidanzato/a. D'lljibigotschaugjini : lett. « gli occhietti del buon Dio » = i myosotis.

Un esempio comparativo con il Padre nostro: Eischemtöitschu Tedesco ItalianoÜndschen Atte das bischt im hümmil, Das déin noame séji gwihti, das déin weelt cheemi, das als séggi wi d’ willischt sua im hümmil wi ouf im heert. Gib n’ündsch höit ünz bruat van all toaga, tu n’ündsch varzîn ündsch schuldini wi wir varzîn deenen das n’ündsch séin schuldig, loa n’ündsch nöit vallen im schwache weg, wa hüt n’ündsch ous ter ellji büaschi dinhi. AmenVater unser im Himmel, geheiligt werde dein Name. Dein Reich komme. Dein Wille geschehe, wie im Himmel so auf Erden. Unser tägliches Brot gib uns heute. Und vergib uns unsere Schuld, wie auch wir vergeben unsern Schuldigern. Und führe uns nicht in Versuchung, sondern erlöse uns von dem Bösen. Amen.Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen

Dei proverbi: Goan tringhien in d'Lljéisu un arwinnen mit dam dust. Andare a bere nel Lys e tornare con la sete (essere incontentabili).

Varchaufen d'sunnu um chaufen dar moanu. Vendere il sole per comprare la luna (dormire di giorno per far festa di notte).

Is het sövvil gschnout, das d'hénji hen muan bikhjen d'steerni. Ha nevicato così tanto, che le galline beccano le stelle.

Il töitschu presenta inoltre dei prestiti provenienti dalle lingue limitrofe, il francese e il patois valdostano: mutschur (< fr. mouchoir) = fazzoletto tretwar (< fr. trottoir) = marciapiede rido (< fr. rideau) = tenda verdscháts (= scoiattolo) dal francoprovenzale verdjátsErnest Schüle (1989), Les parlers Walser de la Vallée du Lys et les patois romans des alentours, Enrico Rizzi (ed.), Lingua e comunicazione simbolica nella cultura Walser, Atti del VI Convegno Internazionale di Studi Walser, Anzola d’Ossola, Fondazione Enrico Monti, 243–254..

A Issime si trova inoltre la sede del Dauernder Rat für die Wahrung der Walser Sprache und Kultur (= Consulta permanente per la salvaguardia della lingua e della cultura walser), per l'alta valle del Lys.

Testo audio:

Z’Éischeme, z’beerg ol im grunn, wénn mu het kheen antwier z’wacht, gschlecht, nachpara ol gséllji ischt gsinh dar brouch z’hannun as kollutziunh, sua auch vür a rüddu (troa hoei, troa mischt im moane, ecc.). Unz as sibenzg joar hinner, Sen Kroasch beerga, vür d’Winnacht, sén gsinh volli lljöit mita dam via um étzen z’hoei un aschparren das im grunn vür dan gruasse winter. Ievun voaren ingier, tor eini, tor endri hen avittrut d’nachpara un ghannut as kollutziunh wass dschi hen kheen zam hous: wust un dschambunh, gute chiesch, chüjini, bloat néidlu ol batüwa, kaffi, milch, wéin, hunkh um essen mit dam bruat.