Il CAM di Venezia o CAM de Venise era una squadriglia che, dal 2 giugno 1915, combatté nella prima guerra mondiale, inquadrata nella francese Aéronautique navale. Già nel Bombardamento della costa adriatica del 24 maggio 1915 gli idrovolanti austriaci bombardavano la città di Venezia e l’Italia aveva fatto prevedere nella Convenzione Navale, allegata al Patto di Londra, la presenza di una squadriglia francese per la sua difesa.
Storia 1915 Dopo lunghe trattative, Francia e Inghilterra riuscirono a portare l'Italia in guerra con loro nel maggio del 1915. La dichiarazione di guerra italiana riguarda solo l'Impero austro-ungarico, un vecchio nemico ereditario che ancora tiene sotto di sé giogo terre irredente popolate da italiani (Irredentismo italiano). Il suo confine naturale con l'Italia è costituito dalle vette alpine ed il mare Adriatico, un lungo mare chiuso a forma di Cul-de-sac in cui la navigazione è di vitale importanza per entrambe le nazioni, in particolare per l'Austria significa collegare il suo principale porto commerciale, Trieste, con la sua potente base navale di Cattaro vicino al Montenegro, ma il cui accesso via terra è difficile. È un teatro ideale di operazioni per l'aviazione navale: le onde sono limitate favorendo i decolli, la chiarezza dell'acqua permette facilmente di distinguere i sottomarini e la larghezza del mare è adatta per la gamma dei velivoli del tempo. L'aviazione italiana in generale è in ritardo rispetto alla sua omologa austriaca, che è cresciuta considerevolmente e preparata da mesi di conflitto con Serbia e Russia. Il governo italiano chiede assistenza materiale alleata in questo settore: la Francia mette a disposizione una squadriglia di idrovolanti per monitorare l'alto Adriatico. È in questo contesto che viene creato il Centro Aeromarittimo (CAM) di Venezia o Centre Aéromaritime (CAM) de Venise.
Il certificato di nascita del CAM risale ufficialmente al 25 maggio 1915, il giorno successivo la dichiarazione di guerra italiana, a testimonianza dell'accordo preliminare tra le due marine. Nasce inizialmente come un distaccamento del centro aeromarittimo di Saint-Raphaël (Varo) diventando un CAM a pieno titolo nel 1916. Il 2 giugno ci sono sei idrovolanti FBA 100 CV (sviluppo dell'FBA Type A). Per quanto riguarda i piloti, la Marina francese ha selezionato due sottufficiali, i secondi maestri Paolo Poggi e Perron e due ufficiali, l’enseigne de vaisseau di prima classe Jean Roulier ed il luogotenente Jean-Louis Conneau. Quest'ultimo era un pioniere dell'aviazione molto famoso anche in Italia sotto lo pseudonimo di Andrew Beaumont, ha partecipato a numerose corse prima della guerra, vincente sul Daily Mail Circuit of Britain air race in Inghilterra su Blériot XI davanti a Jules Védrines su Morane-Borel e la Parigi-Roma del 1911, soffiando il primo posto al Roland Garros. È presente anche il capo-pilota dell'azienda Donnet Levèque, dalla quale sono derivati gli FBA. Ha istruito una grande parte dei piloti di idrovolante che sono ancora un cerchio ristretto all'inizio della guerra. Il loro numero in Francia rimane piuttosto limitato e la marina deve integrare la sua forza lavoro con due piloti distaccati dell'aviazione militare che hanno appreso prima della guerra il volo sugli idrovolanti. Così viene assegnato il sergente (presto promosso Maresciallo) Ernest Morin, un ingegnere navale ed il caporale (presto sergente) Pierre Divetain ex pilota che ha anche volato nella corsa per idrovolanti con Conneau, la Parigi-Deauville del 1913. Oltre ai piloti vi erano trenta uomini arruolati ed il comandante del distaccamento, il tenente Antoine Reynaud, che con l'eccezione di un'osservazione di riconoscimento in volo non farà voli di guerra.
Sebbene sia un funzionario amministrativo de facto, Reynaud non manca nel suo lavoro, poiché deve affrontare tutti i problemi incontrati durante l'insediamento del centro nel giugno del 1915. Gli idrovolanti sono alloggiati in un hangar dell'Isola di Sant'Andrea (Venezia) situata ad est di Venezia e con un canale di volo orientato nord-sud. A parte gli hangar, non c'è dimora sull'isola e Reynaud deve prima alloggiare i suoi uomini a Venezia. Se riteniamo che questa situazione sia lungi dall'essere dispiaciuta per le parti interessate, non soddisfa Reynaud perché limita il valore operativo del centro. Gli idrovolanti sono tutti montati ed ogni pilota riceve un velivolo dedicato (il 2 per Conneau, il 3 per Morin, il 6 per Divetain , 10 per Roulier, 11 per Poggi e 12 per Perron).
Dal punto di vista del comando, Reynaud è stupito di ricevere ordini dal prefetto marittimo italiano quando gli è stato detto alla sua partenza che il suo compito sarebbe stato quello di difendere Venezia. Viene quindi confermato dal telegramma che deve mettersi a disposizione del comando italiano per portare a termine le missioni che richiederà, nei limiti dei suoi mezzi tecnici. L'ufficiale, che aveva una grande idea della sua missione iniziale, manterrà un po' di amarezza. In questo momento, gli italiani hanno a Venezia solo due piloti ed alcuni idrovolanti galleggianti Albatros, che eseguono ricognizioni quotidiane su Pola. Gli idrovolanti francesi devono sostenerli, il che preoccupa un po' Reynaud perché questi voli li mettono al limite del loro raggio d'azione. Questo problema si risolve rapidamente con l'apertura di una postazione avanzata al Porto di Lignano Sabbiadoro, un piccolo porto ad est di Venezia, molto più vicino alla zona di combattimento. Approfittando di questa base avanzata, le prime pattuglie aeree sono condotte sul Golfo di Trieste. Il 14 giugno, un idrovolante austriaco viene incontrato in volo. Quattro giorni dopo, di ritorno da una ricognizione su Pola, una FBA sganciò due bombe sul faro di Punta Salvore.
Questi primi voli mostrano rapidamente problemi con i motori Gnome (Gnome Delta) che equipaggiano gli FBA, tanto che il 25 giugno un telegramma richiede l'invio di emergenza di un tecnico della casa Gnome et Rhône per effettuare gli aggiustamenti necessari. La fabbrica di Lione si sta rapidamente attivando inviando un tecnico accompagnato dal direttore della compagnia, lo stesso Laurent Seguin, inventore del motore rotativo. Ha preso nel suo bagaglio una macchina fotografica Verascope della Jules Richard (azienda), con la quale scatta bellissime fotografie in rilievo.
Il 1º luglio 1915 darà origine a un'impresa che porterà fama alla squadriglia. Roulier, che vola sull'FBA 10 prendendo il marinaio Pierre Giorzo fa una ricognizione nella baia di Trieste. I due uomini vedono un U-Boot uscire da Pirano, che risulta essere l'SM U-11 e che inizia immediatamente ad immergersi. Roulier scende a 15 metri di altezza e sgancia due bombe, mentre il sottomarino scompare sotto le onde. Roulier e Giorzo osservano alcune bolle d'aria sulla superficie e perdono traccia della sua scia. L'FBA ammara poi a Porto Lignano per una breve sosta e torna a Venezia, dove le notizie di questa lotta si diffondono a macchia d'olio. Il prefetto marittimo di Venezia è andato a congratularsi con Roulier dichiarando "Lunga vita alla Francia!" Tutti i giornali italiani annunciano l'impresa nei titoli delle prime pagine. Questa è la celebrità anche se il sottomarino in questione è sopravvissuto all'attacco. Robert Vaucher, il corrispondente di Venezia del quotidiano francese "L'Illustration" riporta: "Ero in Piazza San Marco, dove la banda municipale stava dando un concerto. All'improvviso, nel cielo blu, si sente un ronzio del motore. Poi, emergendo dietro le cupole di San Marco, un idrovolante nei colori francesi passò lentamente, sfiorando il Campanile. La musica interruppe immediatamente il pezzo che eseguiva e cantò la Marsigliese. Allo stesso tempo si avverte un forte grido: "Evviva la Francia!" e ci siamo precipitati alla Piazzetta per vedere evolvere sulle lagune il velivolo francese, elegante e veloce."
Ma anche gli austriaci hanno forze aeree che continuano a fare attacchi aerei contro Venezia. Un primo raid è già avvenuto il 24 maggio (due idrovolanti) poco dopo la dichiarazione di guerra (Bombardamento della costa adriatica del 24 maggio 1915), mentre gli aerei francesi erano in viaggio verso l'Italia. Altri due seguirono il 27 maggio 1915 (due idrovolanti facevano due morti tra la popolazione) e l'8 giugno (un idrovolante solitario, la notte): piloti e meccanici francesi erano ancora in città e non potevano decollare. A luglio, Reynaud è riuscito ad alloggiare tutti sull'isola di Sant'Andrea. Così all'alba del 4 luglio, l'allarme suona e il maresciallo Morin si precipita sul suo "3" FBA che osserva in cagnesco il marinaio Gaugler armato con una mitragliatrice. Inseguono un Lohner che sorvola Venezia, "che è fuggito senza sganciare le sue bombe". Un inseguimento inizia e si esaurisce, senza una significativa differenza di velocità tra i due velivoli. Un altro avvertimento si è verificato anche la mattina dell'8 luglio, ma "il velivolo austriaco che ha approfittato delle nuvole è stato in grado di lanciare le sue bombe" (che esplodono sul terreno) e può scappare senza danni. Un'altra incursione analoga si è svolta il 13 luglio. L'opinione pubblica è stata scandalizzata dal bombardamento della perla dell'Adriatico e il Papa ha intimato agli austriaci di porre fine ad esso, senza successo. La propaganda presenta gli austriaci come barbari, ma bisogna sottolineare che Venezia non fu dichiarata città aperta perché ospitava un importante porto di guerra. Comunque sia, con un buon gesto politico, la Francia manda una piccola squadriglia di quattro caccia Nieuport per proteggere la città. Reynaud è furioso non appena sente la notizia: in un rapporto ricevuto a Parigi il 2 agosto, descrive in dettaglio tutti gli sforzi che ha compiuto per istituire il suo sistema di allerta, e, anche se riconosce i limiti dei suoi idrovolanti FBA, propone che i suoi piloti realizzino la protezione della città sugli aeroplani Nieuport o Morane.
La proposta è stata respinta e la squadriglia di Nieuport chiamata N 92/I (Escadrille N 92 i - N 392 - N 561), si trasferisce a Bazzera (dove oggi c'è il parcheggio dell'Aeroporto di Venezia-Tessera) il 15 agosto 1915. Coincidenza o no, gli austriaci lanciarono un bombardamento quel giorno (faranno una strage), offrendo a Reynaud una piccola vendetta visto che i suoi idrovolanti riescono ad intercettare. Un idrovolante nemico è segnalato sul Piave e 3 FBA francesi decollano in meno di 5 minuti dopo l'allarme. Solo quello pilotato da Roulier con Conneau come osservatore persiste nell'inseguimento dopo 45 minuti di volo. Partito quando l'idrovolante nemico arrivò a Venezia, Roulier era a quota 1.000 metri mentre l'austriaco era a 2.500 metri a 2 chilometri di distanza. Dopo un inseguimento sull'Adriatico contro il Lohner L 49 del Linienschiffleutnant Heinrich Fontaine von Felsenbrunn (osservatore linienschiffleutnant Walter Heel), solo su Pola, dopo 45 lunghi minuti di volo che arriva Roulier alla sua altezza 800 metri dietro. Conneau gli spara 125 colpi con la FM Chauchat, che per una volta funziona ma non lo colpisce.
Reynaud scopre che la squadriglia di Nieuport è ben dotata di equipaggiamenti e armi (Nieuport 10 a due posti), mentre deve lottare con problemi meccanici e che i suoi piloti hanno solo armi individuali ed un solo fucile-mitragliatore Chauchat per affrontare il nemico. La paga della sua controparte terrena, il capitano Marcel de Chalonge, è sproporzionata con la sua perché gode a causa del suo ruolo diplomatico! Reynaud si lamenta profondamente in un rapporto e ottiene soddisfazione su questo punto, la paga dei marinai viene allineata con quella dei loro compagni. Il capitano Chalonge ed i suoi ufficiali osservatori partecipano a diversi voli su Trieste.