Stilo (Stilu in calabrese, Stylon in greco-calabro) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, inserito nel circuito I borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica

Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino. Nelle vicinanze di Ferdinandea si estende il bosco di Stilo, un esempio tipico di bosco delle Serre calabresi, con abeti bianchi e faggi e con un ricco sottobosco con forte presenza di eriche e agrifogli. Come fauna sono presenti il gatto selvatico, la martora e numerose specie di picchi. Il territorio si estende, con un sottile lembo, fino al mare in località Caldarella.

Dal punto di vista idrografico, lungo tutto il territorio di Stilo scorre la fiumara Stilaro; nell'area boschiva e montana del comune erano state edificate la Diga Giulia e la Diga Azzarera, ora non più in uso. Sempre in quest'area scorrono gli affluenti Folea, Mila e Ruggero; verso l'area pianeggiante si aggiungono, provenienti da Pazzano, il torrente Troia e il Fosso Brunìa. Lo Stilaro sfocia infine nel mar Jonio in contrada Caldarella.

Clima

Origini del nome Secondo il Barrio e il Marafioti, Stilo prende il nome dalla fiumara Stilaro e non viceversa, come pensa l'Aceti, il quale ritiene che la città abbia ricevuto tale nome in virtù della conformazione a colonna, in greco Stylon, del promontorio di Cocinto (attuale Punta Stilo), dove si trovava una volta il primo insediamento. Altri pensano si chiami Stylon, appunto "colonna", per la forma del Monte Consolino, sua attuale ubicazione.. Altra ipotesi è che Stilo debba il suo attuale nome alla presenza di una colonna, di antico tempio esistente nel primo centro urbano originario della cittadina, nei pressi della città magno-greca Kaulonia denominato Stilo. Gli abitanti trasferitisi ai piedi del Consolino avranno battezzato il nuovo centro con il nome Stilo (colonna).

Storia Età antica Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco, da parte di Dionisio I di Siracusa, della città di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta (Vita di San Giovanni Therestis, 1677), fu edificata in ben tre luoghi diversi: la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo (da indagini subacquee effettuate negli anni '80 sarebbe stata individuata l'area in cui sorgeva il Coynthum Promontorium, citato nelle fonti greche..), nel Medioevo, sempre in quest'area, sulla destra della fiumara Assi, e infine sul Monte Consolino.

In principio fu una città fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum, o in greco Kosilinon (da kosi, "villaggio", e silinon, "della luna").

Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambiò il nome in Stilida.

Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. Considerata nellItinerarium Antonini una stazione itinerante distante 400 stadi (unità di misura di distanza greca) da Locri.

Nella regione dei Salti (in latino saltus), separata dalle località Malafrana a est, Maddaloni, Troiano e Napi a sud e da località Maleni e dallo Stilaro a nord, è stato ritrovato l’unico complesso residenziale romano in villa, denominato villa di località Maddaloni, dell'area, a cui è stato attribuito uno sviluppo in senso monumentale nel corso del III secolo, e almeno altri 4 siti tardo-antichi a corona.L'eredità bizantina in territorio di Stilo (RC). Riflessioni e problemi alla luce dei nuovi dati topografici, Giuseppe Hyeraci, VII Congresso nazionale di Archeologia medievale, Volume II, a cura di paul Arthur e Marco Leo Imperiale, 2015, Società degli archeologi medievisti italiani

Età medievale

Una battaglia navale avvenne tra le navi aghlabidi e le navi bizantine comandate da Nasar, nell'880, al largo di Punta Stilo. Questa località allora era chiamata "Le colonne", in greco Steilai..

Stilida divenne parte dell'Impero bizantino nel VI secolo. Stilida era situata nei pressi di Punta Stilo alla destra della fiumara Assi. Il 15 luglio del 982 subì danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da questi ultimi..

Nel 995 sarebbe stata rapita nel casale (chorion bizantino) di Cursano, sito in località Botterio Signore, la madre di Giovanni Theristis, incinta dello stesso, tradotta poi a PalermoNotizie degli scavi di Antichità, Kaulonia, ricognizioni archeologiche nel territorio (2001-2005) di A. Facella. 14 anni dopo Giovanni sarebbe tornato a Stilo e da allora si sarebbero tramandate leggende e credenze popolari sul suo conto.

Nel corso del Medioevo gli abitanti della costa si trasferirono sempre di più verso l'interno, creando i nuclei medievali degli attuali paesi della vallata dello Stilaro; così gli abitanti di Stilida si spostarono sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo.

Tra il 1065 e il 1071 Stilo resistette all'invasione normanna. Ai tempi era definita oppidum, cioè città fortificata con cinte murarie. Vi erano cinque porte d'accesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari.

Tra il X e l'XI secolo nacquero e si espandettero i monasteri di diritto metropolitico di Santa Maria (Theotókos) d'Arsafia, documentato come il più antico sul territorio (all'inizio della seconda metà del X secolo, durante la reggenza del metropolita di Reggio Teofilatto), di San Leonte (oltre la metà dell'XI secolo), di San Pietro dei Salti e di San Nicola di Soumpesa.

Nei pressi del territorio di Arsafia sono stati anche individuati quattro siti in cui erano presenti tre famiglie: Ardabastonai, Mantes, Koubouklesioi. Sempre nel X secolo, in località Salti, alcuni documenti bizantini e poi normanni attestano la presenza di possedimenti delle famiglie Gaidarokrites, Kasiris, Phylores, Phouphounkouloi e Oursoleon, di monasteri e oratori, come quelli di Santa Maria del Primicerio e di San Pietro dei Salti ed il chorion (villaggio bizantino) di Trogion. Nelle località Marone e Muturavolo erano i possedimenti delle famiglie Karbounes, Parillas, Maronites e Philommates, risalenti alla seconda metà del X secolo e alla prima metà dell'XI secolo. Nei pressi si trovava il chorion di Rousiton.

Nel periodo normanno Stilo divenne possesso del Regio Demanio, a differenza di altre città, come Crotone, Catanzaro e Gerace, proprietà di signori feudali. Conservò questo privilegio fino al XIV secolo, quando Carlo V di Spagna gli revocò i privilegi.

Fino al 1094, anno in cui Ruggero II concesse alcune terre demaniali ad istituti religiosi, Stilo comprendeva i casali di.:

Agrilla Antistilo, scomparso nel XV secolo Arsafia, dove fu presente un monastero tra il X e l'XI secolo Barbarito, scomparso nel XV secolo Baronci Bingi, situato di fronte a Bivongi sull'altra sponda dello Stilaro nei pressi del torrente Pardalà, dipendente da Arsafia e scomparso nel XII secolo Bivongi, assegnato nel 1094 alla certosa di Serra San Bruno Botteria, distrutto in battaglia nel XVI secolo; ne rimangono ancora i ruderi Calamiona Caldarella Camini, casale fino al 1811 Colicestra Cursano, situato alla sinistra dell'Assi tra Stilo e Guardavalle; fu distrutto dai Saraceni nel 986 e nominato nei documenti ancora nel 1138, nel 1149 e nel 1154. Nel XII secolo si attestano possedimenti delle famiglie Moschatos e Parillas. I ruderi sono visibili ancora nel '700 Favaco Mesa Monasterace, casale fino al 1275 Oliviano, donato alla certosa di Serra San Bruno nel 1094 Palacorio Pazzano, rimasto legato a Stilo fino al 1811 Pellicciano Plagia o Plaga Rosito (Rousiton), esistente almeno dal 1172, andato in rovina nel XVI secolo Rovito Sakrai Salti, nato da una villa romana tardo-antica; intorno all'XI secolo era presente un monastero Sant'Andrea di Pruppà, esistente almeno dal 1094 San Bartolomeo, andato in rovina nel XVI secolo San Leonte, nei pressi di Camini in località "Sagghjiuonti"; nel 1212 Federico II lo donò alla Certosa di Santo Stefano; era presente una grangia. San Lorenzo, donato nel 1191 da Tancredi di Sicilia alla Certosa di Santo Stefano Troghion o Trogino o Trogion, esistente almeno dal 1054 lungo il torrente Troiano Nel 1260, sotto Carlo I d'Angiò, la città di Stilo risulta demaniale: il suo castello era munito di reale presidio contando per una delle principali fortezze della provinciaFoglio 78, Archivio della Reale Zecca di Napoli..

I giacimenti di Stilo, conosciuti fin dai secoli a.C., nel 1094 risultano possedimenti dei Certosini di Serra San Bruno in seguito a donazione del conte Ruggero il Normanno. Qui nacque la ferriera, che utilizzava anche il ferro estratto dal sottosuolo di Pazzano attorno al monte Stella, appartenuta agli Aragonesi e ceduta nel 1524, assieme alle limitrofe ferriere di Spadola e di Fabrizia, da Carlo V a Cesare Fieramosca, fratello del famoso Ettore. Durante tutto il 1600 gli impianti di Stilo producevano in gran quantità. Nella ferriera stilese si lavoravano manufatti ferrosi per uso civile e militare, come "i tubi dell'acquedotto di Caserta, in base ai modelli ed ai disegni preparati dal Vanvitelli", come scrive G. Rubino. Questi, derivata dall'inventario del 1761, tracciò una descrizione della consistenza delle cosiddette "Ferriere Vecchie" di Stilo, per distinguerle dalle nuove, ubicate presso il vicino corso d'acqua Assi. "Esse comprendevano, oltre ad una piccola cappella ed alla residenza per l'amministratore ed i militari di guarnigione, due fonderie, otto ferriere ed una sega idraulica…"

Età moderna Nel 1540 Carlo V d'Asburgo vendette le terre demaniali di molti paesi, tra cui Stilo, poiché gli serviva denaro per difendere i territori italiani dalle invasioni turche. Stilo finì nelle mani del marchese Concublet di Arena.

Il 5 settembre 1568 nacque a Stilo il filosofo Tommaso Campanella. Nel 1575 il re di Spagna Filippo II restituì il Demanio e la contea a Stilo.. Sotto Filippo III, nel 1599 avvenne una ribellione, capeggiata da Campanella e soffocata dal governo spagnolo.

Stilo nuovamente Regio Demanio

Nel 1658, sotto il regno di Filippo IV, furono riconcessi i privilegi di Regio Demanio, come si evince dalla Copia del Real Decreto Della Maestà del Rè Nostro Signore Filippo Quarto in confirmatione dell'antichisimo Demanio e Reali Privilegii della Regia Città di Stilo nel Regno di Napoli.. La gestione del Regio Demanio era rappresentata da varie figure, tra cui la più importante era il sindaco, coadiuvato dagli assessori, che restava in carica un anno. La giustizia si componeva invece del giudice, amministratore della giustizia ordinaria insieme all'avvocato e all'auditore, del "baglivo", magistrato, del "mastrodatti", cancelliere che redigeva gli atti dei processi, e del "baiulo", magistrato che rappresentava il potere del sovrano. Il "capitano" era invece la persona incaricata di gestire la giustizia criminale, insieme a una corte e un notaio. Il "mastrogiurato" eseguiva gli ordini del capitano..

Nel 1718 così era ripartita la demografia del Regio Demanio di Stilo e dei suoi casali.:

Paese Fuochi Abitanti (stimati)Stilo 323 1292 Guardavalle 356 1424Stignano 148 592 Pazzano 135 540Riace 131 524 Camini 65 260 Regio Demanio 1158 4632

Verso il 1770 il sito siderurgico di Stilo venne abbandonato e ne venne edificato un altro a Mongiana, ben più grande, ricco e più vicino agli sbocchi commerciali e comunicativi, come Serra San Bruno e Pizzo.

Nel 1783 la Calabria venne colpita da un terremoto che danneggiò anche il borgo di Stilo. Dopo il terremoto, così era la suddivisione demografica.:

Paese AbitantiStilo 1804 Guardavalle 2692Bivongi 1568Stignano 1411 Riace 1265 Pazzano 950 Camini 586