La Galizia (in ruteno, ; ; in ceco e ; ; ; ; ; ) è una regione storica e geografica localizzata al crocevia dell'Europa centrale e orientale.

Un tempo parte del più vasto Principato di Galizia-Volinia e più tardi possedimento in mano alla corona dell'Austria-Ungheria con il nome di Regno di Galizia e Lodomeria, si può individuare nei pressi dell'odierna demarcazione tra Polonia e Ucraina. La Galizia, così chiamata per via dell'importante insediamento in epoca medievale di nome Halyč, viene menzionata per la prima volta nelle cronache storiche ungheresi nell'anno 1206 come Galiciae. Nel 1253 il principe Danilo di Galizia venne incoronato re della Rus' () o re di Rutenia in seguito all'invasione mongola di tale regione. Nel 1352 il Regno di Polonia annesse il Principato di Galizia e Volinia e lo convertì nel Voivodato di Rutenia ().

Il nucleo della Galizia storica si estende in alcune delle moderne regioni dell'Ucraina occidentale, in particolare gli oblast' di Leopoli, Ternopil' e di Ivano-Frankivs'k nei pressi di Halyč. Nel XVIII secolo i territori in seguito divenuti parte dei moderni voivodati della Piccola Polonia, dei Precarpazia e della Slesia furono aggiunti dalla monarchia asburgica alla Galizia. Per quanto riguarda i due centri principali della regione, questi sono situati nel cuore dell'antica Rutenia Rossa (Leopoli) e nella Piccola Polonia (Cracovia). La Galizia finì per essere oggetto di contesa tra la Polonia e la Rutenia fin dal medioevo e nel XX secolo tra la Polonia e l'Ucraina. Nel X secolo furono fondate diverse città in Galizia quali Volodymyr-Volyns'kyj e Jarosław, i cui nomi risultano legati a due principi di Kiev. Si riscontrano notevoli varietà etniche e religiose tra Galizia e Podolia (situata a est) così come tra Galizia e Rutenia sud-occidentale, soprattutto a ridosso del triplice confine di Stato tra Polonia, Ucraina e Slovacchia (la cosiddetta Rutenia subcarpatica).

Origine e variazioni del nome

Il nome Galicia et Lodomeria venne usato per la prima volta nel XIII secolo dal re Andrea II d'Ungheria. Si trattava di una versione latinizzata dei nomi slavi Halyč e Volodymyr, le due più grandi città del principato ucraino (o ruteno) di Galizia e Volinia, che all'epoca si trovava sotto il dominio ungherese.

L'origine del nome ucraino Halyč (Halicz in polacco, Galič in russo, Galic in latino) è incerta. Alcuni storici credono che il termine abbia a che fare con le popolazioni di origine celtica che si insediarono nelle vicinanze, dato che è correlato a molti nomi simili di luoghi sparsi per l'Europa, come Galazia in Turchia, Gallia in Francia, e Galizia in Spagna. Altri sostengono che il nome sia di origine slava – da halyca/galica che significa "collina spoglia", o da halka/galka che significa "taccola". La taccola venne usata nello stemma cittadino e in seguito anche su quello della Galizia. Il nome, comunque, nasce prima dello stemma, che potrebbe rappresentare un'etimologia popolare.

Anche se gli ungheresi furono espulsi dal principato di Galizia e Volinia nel 1221, i re magiari (e anche gli Angiò-Durazzo del Regno di Napoli) continuarono a fregiarsi del titolo di re di Galicia et Lodomeria. Nel XVI secolo questi titoli vennero ereditati, insieme alla corona ungherese, dagli Asburgo (1527). Nel 1772 l'imperatrice Maria Teresa, arciduchessa d'Austria e regina d'Ungheria, decise di usare queste antiche pretese storiche per giustificare la sua partecipazione alla prima spartizione della Polonia; a seguito della spartizione l'Austria poté annettere vasti territori ma non quelli della Volinia, che - assieme alla città di Volodymyr - vennero assegnati alla Russia. In compenso, la Galizia austriaca inglobò gran parte della Piccola Polonia, storicamente ed etnicamente polacca (a differenza della Volinia che era etnicamente rutena). La Galizia asburgica rimase austriaca anche dopo lAusgleich del 1867, nonostante il fatto che tale territorio era anticamente appartenuto alla corona ungherese: nell'ambito dell'Impero Austro-Ungarico si trovò quindi a far parte della Cisleitania.

Il nome ufficiale completo delle nuove province austriache era: Regno di Galizia e Lodomiria con i Ducati di Auschwitz e Zator. Dopo l'incorporazione della Libera Città di Cracovia, nel 1846, venne esteso a: Regno di Galizia e Lodomiria, e Granducato di Cracovia, con i Ducati di Auschwitz e Zator. Ognuna di queste entità era formalmente separata; erano elencate in questo modo nei titoli dell'imperatore d'Austria, ognuna aveva la sua bandiera e il suo stemma distintivo. A scopi amministrativi, comunque, formavano una singola provincia. I ducati di Auschwitz (Oświęcim) e Zator erano piccoli principati storici a ovest di Cracovia, sul confine con la Slesia prussiana. La Lodomiria era infine austriaca solo di nome: di fatto i territori dell'antica Lodomiria (Volinia) erano da molti secoli sotto sovranità russa.

Galizia e Lodomiria in varie lingue Latino: Galicia et Lodomeria Tedesco: Galizien und Lodomerien Ungherese: Gácsország (o Halics) és Lodoméria Polacco: Galicja i Lodomeria Slovacco: Halič a Vladimírsko o Galícia a Lodoméria Ucraino: Hałyčyna i Vołodymyrija (Галичина і Володимирія) Romeno: Galiția și Lodomeria

Geografia fisica Profili generali Fino al 1918 la Galizia costituì una provincia dell'Austria-Ungheria, confinante a nord con la Russia (il confine era segnato in parte dall'alto corso della Vistola, fino alla confluenza con il San, e poi, con andamento irregolare, raggiungeva le sorgenti dello Zbruč, affluente del Dnestr); a ovest, per breve tratto, con la Slesia germanica e con quella austriaca; a sud con l'Ungheria (il confine passava, come passa attualmente quello tra la Polonia e la Slovacchia, sulla displuviale carpatica); a est con la Bucovina, altra provincia austriaca, e la Russia (fiume Zbruč). Intesa entro questi limiti, la Galizia ha una superficie di circa km² e comprende: il versante orientale dei Carpazi dalle sorgenti della Vistola a quelle del Prut; la fascia subcarpatica di colline neogeniche, alta per lo più dai 200 ai 500 m; la parte occidentale dell'altipiano cretacico, coperto da terreni miocenici, della Podolia, alto in massima parte dai 300 ai 500 m, il quale ha una prosecuzione, verso nord-ovest, nel Roztocze, un rilievo che presenta una cresta parallela all'arco dei Carpazi Orientali e importante perché vi passa lo spartiacque tra il Mar Baltico e il Mar Nero; un breve lembo di bassopiano (a nord-ovest). Quasi tutta la regione invia le sue acque alla Vistola (Galizia occidentale e nord-orientale, incisa dalle valli del Dunajec, della Wisłoka, del San e del Bug) e al Dnestr, il cui corso superiore percorre in un profondo solco la Galizia orientale, e vi riceve affluenti notevoli (Stryj, Limnycja e Bystrycja, di destra; Strypa e Seret, di sinistra). L'estremo lembo sud-orientale della regione invia le sue acque al Prut.

Clima Date le assai diverse condizioni topografiche e altimetriche (dai 150–200 m della zona a sud della confluenza Vistola-San si sale a oltre 2600 m negli Alti Tatra), il clima è vario: di carattere alpino nelle zone elevate dei Carpazi, è prettamente continentale nel resto della Galizia. A Cracovia (214 m) si ha un'escursione media annua di 20,9 °C (temperatura media annua, 8,9 °C; del gennaio, –1,6 °C; del luglio, 19,3 °C); a Leopoli (320 m) l'escursione annua è di 21,7 °C (temperatura annua, 8,3 °C; del gennaio, –2,7 °C; del luglio, 19,0 °C); a Ternopil' (318 m) l'escursione è di 22,4 °C (temperatura annua, 7,4 °C; del gennaio, –3,9 °C; del luglio, 18,5 °C). È chiaro come la continentalità vada aumentando da ovest verso est. Le precipitazioni, prevalentemente estive (Cracovia, 35%; Leopoli, 31%), sono abbondanti nelle zone elevate (già a Zakopane, a 850 m, si registrano 1145 mm all'anno), ma nella maggior parte della regione oscillano tra i 600 e gli 800 mm (Cracovia, 673 mm; Leopoli, 769).

Storia

In epoca romana la regione risultava popolata da varie tribù di etnia celto-germanica: quelle di origine esclusivamente celtica, ovvero i Galice o "Galici", i Bolihinii o "Volini", i Lugi e i Cotini, e quelle di origine germanica, come i Vandali e Goti: tutte le varie etnie presentavano in comune alcuni aspetti della cultura di Przeworsk e di Púchov. In concomitanza con le invasioni barbariche e la conseguente caduta dell'impero romano, vari gruppi di popolazioni nomadi invasero l'area: nel complesso le tribù slave orientali dei Croati Bianchi e dei Tiverzi si imposero nella regione sin dal VI secolo e fino a quando non furono sottomessi dalla Rus' di Kiev nel X secolo.

Nel XII secolo prese forma il Principato di Halyč (riportato anche nelle varianti Halicz, Halics, Galič o Galic) guidato da sovrani membri della dinastia rjurikide: fu Romano il Grande a riuscire a unire alla fine del secolo la Galizia alla vicina Volinia costituendo il Principato di Galizia-Volinia. In passato, le due regioni risultavano due entità separate, assegnate a rotazione ai membri più giovani della dinastia di Kiev. La Galizia-Volinia fu creata dopo la morte nel 1198 o 1199 (e senza un erede riconosciuto in linea paterna) dell'ultimo principe di Galizia, Vladimir II Jaroslavič. Nel momento in cui avvenne l'unione, i due centri principali della Galizia-Volinia risultavano Halyč e Volodymyr. Nel 1204 il sopraccitato Romano conquistò Kiev, formalizzò presto un'alleanza con la vicina Polonia e poi con l'Ungheria, stabilendo infine proficue relazioni diplomatiche con l'Impero bizantino.

Nel 1205 Romano ruppe l'accordo con gli alleati polacchi scatenando un conflitto con Leszek il Bianco e Corrado di Masovia. Romano fu successivamente ucciso nella battaglia di Zawichost (1205) e il suo dominio entrò in un periodo di ribellione e caos. Considerate le fragilità, Polonia e Ungheria iniziarono a concentrarsi sulla Galizia-Volinia. Fu il re Andrea II d'Ungheria ad auto-proclamarsi di lì a poco rex Galiciae et Lodomeriae, ovvero "re di Galizia e Vladimir [in-Volinia]", un titolo in seguito adottato nella Casa d'Asburgo. In un compromesso stipulato nel 1214 tra l'Ungheria e la Polonia, si scelse di assegnare il trono di Galizia-Volinia al figlio di Andrea, Colomanno.

Nel 1352 il principato venne spartito tra il regno polacco e il Granducato di Lituania. Con l'Unione di Lublino del 1569 la Polonia e la Lituania si fusero formando la Confederazione polacco-lituana, la quale durò in essere per 200 anni fino a quando non avvennero le spartizioni della stessa a vantaggio della Russia, della Prussia e dell'Austria.