L'ispettore Coliandro è una serie televisiva italiana prodotta dal 2006 al 2021 e trasmessa in prima visione da Rai 2 e RaiPlay.
Diretta dai Manetti Bros., la serie vede protagonista Coliandro, interpretato da Giampaolo Morelli. Ideatore della serie è lo scrittore Carlo Lucarelli: Coliandro – un poliziotto con tratti molto diversi dai tradizionali investigatori della fiction e della narrativa italiana – è una sua creazione e, prima della trasposizione televisiva, negli anni 90 del XX secolo il personaggio era stato il protagonista di alcuni suoi romanzi gialli.
Nonostante sia una serie TV, ogni episodio de L'ispettore Coliandro è girato come film TV a sé stante, alludendo ogni volta a un diverso genere cinematografico e con molte citazioni verso alcuni modelli ispiratori, tra cui le pellicole di genere interpretate negli anni 70 e 80 da Tomas Milian nel ruolo dell'ispettore Nico Giraldi, o i classici polizieschi di Clint Eastwood nei panni dell'ispettore Harry Callaghan.
Trama
Coliandro è un giovane ispettore, in servizio alla questura di Bologna, che si ritrova sempre invischiato suo malgrado in vicende più grandi di lui. Coliandro non si tira mai indietro, ma la sua sbadataggine e la sua incapacità investigativa finiscono inevitabilmente per cacciarlo nei guai.
Nel corso delle sue indagini Coliandro riceve l'aiuto dei colleghi, gli ispettori Trombetti e Gamberini e l'agente Gargiulo, mentre a mettergli costantemente i bastoni fra le ruote ci sono il suo superiore, il commissario De Zan, e la dottoressa Longhi, sostituto procuratore, i quali non hanno mai visto di buon occhio le iniziative personali di Coliandro e non nutrono grande stima di lui. In ogni indagine l'ispettore interagisce con una ragazza diversa, che è in qualche modo coinvolta nel caso da risolvere; Coliandro si prende sempre un'infatuazione per la ragazza di turno e si illude di poter iniziare una relazione sentimentale stabile con lei ma, alla fine della vicenda, il più delle volte si ritrova solo e deluso.
Anche se riesce ogni volta, in un modo o nell'altro, a venire a capo dell'indagine (ma sempre e solo grazie alla sua testardaggine e a provvidenziali colpi di fortuna), nessuno gliene rende mai merito. Alla fine l'ispettore è sempre costretto, suo malgrado, a subire punizioni per via del suo operato giudicato "poco professionale".
Episodi Stagione Episodi Prima TV Prima stagione 4 2006 Seconda stagione 4 2009 Terza stagione 4 2009 Quarta stagione 2 2010 Quinta stagione 6 2016 Sesta stagione 6 2017 Settima stagione 4 2018 Ottava stagione 4 2021
Personaggi e interpreti
Ispettore Coliandro (stagioni 1-8), interpretato da Giampaolo Morelli. Vice ispettore Trombetti (stagione 1), interpretato da Enrico Silvestrin. Sostituto procuratore Longhi (stagioni 1-8), interpretata da Veronika Logan. Agente/Ispettore capo Gargiulo (stagioni 1-7), interpretato da Giuseppe Soleri. Commissario De Zan (stagioni 1-8), interpretato da Alessandro Rossi. Ispettore Borromini (stagioni 1-8), interpretato da Massimiliano Bruno. Ispettore Gamberini (stagioni 2-8), interpretato da Paolo Sassanelli. Agente Balboni (stagione 2, guest 3), interpretata da Enrica Ajò. Sovrintendente/Ispettore Bertaccini (stagioni 3-8), interpretata da Caterina Silva. Vicedirigente Paffoni (stagioni 5-8), interpretata da Luisella Notari. Sovrintendente/Ispettore Buffarini (stagioni 5-8), interpretata da Benedetta Cimatti. Agente Lorusso (stagione 8, ricorrente 6-7), interpretato da Francesco Zenzola.
Produzione
Sviluppo
La serie nasce da un'idea del produttore Tommaso Dazzi, il quale, dopo aver letto Il giorno del lupo di Carlo Lucarelli, romanzo che vede protagonista il sovrintendente (poi ispettore) Coliandro, ha contattato lo scrittore per mostrargli il suo apprezzamento verso l'opera e, soprattutto, per proporgli un adattamento televisivo. Nel 2003 è così partita la realizzazione di un film per la televisione omonimo basato sul libro, prodotto da Dazzi e dalla Rai, sceneggiato da Lucarelli assieme a Giampiero Rigosi e diretto dai Manetti Bros. Dopo questo film TV, la Rai diede il via libera alla produzione di una serie televisiva sulle avventure dell'ispettore, realizzata dallo stesso team di produttori, sceneggiatori e registi.
Nel 2004, completate le riprese della prima stagione e con la serie già venduta all'estero, la Rai decise però di bloccarne la messa in onda e di non programmarla per quasi due anni in quanto lo stile de L'ispettore Coliandro, molto lontano dai canoni della fiction italiana dell'epoca (violenza, gergo da strada, turpiloquio, pregiudizi), aveva generato preoccupazione per il suo impatto sul pubblico e sulle forze dell'ordine. La serie fu trasmessa per la prima volta soltanto nel 2006: nonostante l'infelice programmazione nel palinsesto – «la prima stagione fu mandata in onda in pieno agosto. Insomma, non sapevano che farsene», ricorderà a posteriori il protagonista Giampaolo Morelli –, le vicende di Coliandro ottennero a sorpresa un riscontro superiore a ogni attesa, con il pubblico decisamente incuriosito da «uno sfigato che non diventa eroe, ma che riesce sempre in qualche modo a barcamenarsi», tanto da indurre la Rai a dar loro un seguito realizzando una seconda e poi una terza stagione.
Nel corso dell'estate 2009, in coda alle riprese della terza stagione, furono realizzati due episodi (Anomalia 21 e 666) che avrebbero dovuto far parte dei preventivati quattro della quarta stagione; ma il 22 dicembre seguente il consiglio di amministrazione della Rai annunciò che, per problemi di budget, era stata decisa l'esclusione della serie dal palinsesto televisivo, mettendo quindi i due residui episodi in stand-by. Dopo mesi di proteste da parte dei fan (tra cui anche dei veri poliziotti, i quali hanno aperto una pagina su Facebook per protestare contro il taglio degli episodi), la Rai decise di mandare comunque in onda gli episodi già girati, riducendo praticamente la quarta stagione a due soli episodi.
Nonostante ciò, i più che agguerriti fan della serie – «Coliandro non ha dei fan, ma degli ultras!», sintetizza Morelli –, hanno continuato con varie iniziative (compreso un massiccio mailbombing verso i vertici dell'azienda) la loro protesta per far sì che la Rai rimettesse in produzione L'ispettore Coliandro. Inframezzata dal tentativo da parte dei Manetti Bros. e di Morelli – i quali hanno sempre sostenuto attivamente le iniziative della fanbase – di far approdare Coliandro al cinema, coinvolgendo direttamente i fan nella scrittura di un soggetto, nel 2015 la serie viene ufficialmente rimessa in produzione con la realizzazione di una quinta stagione, in onda l'anno seguente. Seguono altre tre stagioni tra il 2017 e il 2021, che consacrano definitivamente Coliandro a personaggio di culto, a vera e propria «icona» della serialità italiana.
Regia
La quasi totalità degli episodi della serie è diretta dai Manetti Bros. I due fratelli, ininterrottamente dietro la macchina da presa per tutte le prime sette stagioni, hanno adottato fin dal principio uno stile di regia molto "spericolato", con un uso molto ridotto degli stuntman onde rendere le scene d'azione più autentiche; per questo motivo non sono mancati incidenti sul set, con il protagonista Morelli che in un'occasione è ritrovato con una spalla lussata e un dito rotto, o l'attrice Cecilia Dazzi che per via di uno sparo a salve troppo ravvicinato ha rischiato la vista e l'udito.
Nell'ottava stagione, pur rimanendo i registi di riferimento, per la prima volta i Manetti Bros. cedono la macchina da presa per un paio di episodi a Milena Cocozza.
Sceneggiatura Caratteristica degli episodi della serie è l'essere scritti, di fatto, replicando sempre un ben noto canovaccio che non lascia spazio a sorprese: «l'ispettore ficcherà il naso dove non deve, si metterà nei casini, si innamorerà di una donna ovviamente bellissima, verrà scaricato e tutto andrà a finire più o meno bene, con un buon numero di cattivi morti e con l'immancabile incazzatura dei superiori». Una scelta avallata dallo stesso inventore del Coliandro letterario, Carlo Lucarelli, il quale cura anche le sceneggiature televisive, e che in questo senso propende per episodi stand-alone fruibili come «un romanzo o un fumetto di Topolino o Tex Willer».
A fronte di un panorama seriale che dagli anni 2000 in poi fa sempre più affidamento su trame orizzontali, molteplici intrecci secondari e numerosi colpi di scena, paradossalmente il ritorno a una «storia verticale, una serie classica, come i vecchi telefilm» ha portato L'ispettore Coliandro a distinguersi nettamente dai prodotti concorrenti; l'unica novità, l'unica nota di cambiamento da episodio a episodio è rappresentata dal tono della narrazione, da una messa in scena che ciclicamente si appiglia a un diverso genere ispiratorio: come esemplifica lo stesso Antonio Manetti, «quando ha davanti un supercattivo alla James Bond Coliandro sembra essere all'interno di un film di 007, quando ha a che fare con un serial killer sembra quasi muoversi in un film di Dario Argento».
Altra peculiarità del prodotto è la totale assenza di nomi di battesimo per i protagonisti – Coliandro in primis –, tutti identificati con i soli cognomi: anche questa è una precisa scelta di Lucarelli in fase di script, che oltre a palesare la preferenza dello scrittore per «cognomi che sembrano nomi», vuole anche far sì che la serie mostri una stretta aderenza con la realtà, poiché «nelle cerchie lavorative come la polizia (o come a scuola) ci si chiama spesso per cognome». Ciò ha indirettamente dato vita a un discreto battage tra la fanbase della serie, che nel corso degli anni ha speculato attivamente circa la reale identità dell'ispettore. In realtà già nel romanzo Il giorno del lupo viene citato di sfuggita il nome «Marco»,. poi fugacemente presente, a mo' di easter egg, anche negli episodi televisivi Black Mamba e Yakuza; tuttavia lo stesso Lucarelli ha spiegato essere queste solo delle indicazioni fittizie, in quanto «ad un certo punto, per le schede tecniche, la Rai ci ha chiesto un nome per Coliandro, e così, senza pensarci troppo, abbiamo detto Marco».
Cast
Per la scelta del protagonista, Lucarelli inizialmente non aveva un'immagine precisa dell'attore che avrebbe dovuto impersonare Coliandro, in quanto la sua idea si basava semplicemente sui disegni che aveva realizzato Onofrio Catacchio in occasione della pubblicazione del fumetto omonimo a metà degli anni 90, dove l'ispettore era stato tratteggiato con un volto tagliato e spigoloso alla Clint Eastwood. Al contrario i Manetti avevano personificato fin dal principio Coliandro in Morelli, con il quale si erano già trovati a lavorare in passato. Sicché al momento della scelta di Morelli, Lucarelli si è convinto dal fatto che «appena l'ho incontrato lui mi ha dato la mano "storta", come fanno i poliziotti e i carabinieri, in maniera molto professionale. E ho pensato: "Questo è perfetto". Poi il personaggio si è modellato su di lui».