Milena (Milocca in ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia.

Geografia fisica Milena sorge in una zona collinare a 423 metri sul livello del mare. Si trova nella parte occidentale della provincia a est del fiume Platani, nella Sicilia centrale. Confina con i comuni di Bompensiere, Campofranco, Grotte, Racalmuto e Sutera. Dista da Agrigento, da Caltanissetta e da Enna.

Storia Con il nome storico di Milocca, il comune nasce nel 1923 con territorio scorporato da Campofranco e Sutera, come statuito dal regio decreto n. 3032 del 30/12/1923VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA In virtù della delegazione dei potere conferiti al Governo con legge 3 gennaio 1922 n. 1601; Veduta la legge Comunale e Provinciale, testo unico 4 febbraio 1915, n. 148; Udito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno. Presidente del Consiglio dei Ministri; Abbiamo decretato e decretiamo: Art. 1 Le frazioni di Milocca e San Biagio di Campofranco sono distaccate dai rispettivi Comuni di Sutera e Campofranco e costituite in unico Comune con il nome di MILOCCA. Art. 2 Il territorio del nuovo Comune è costituito dal territorio giudiziario già assegnato a Milocca in virtù della legge 16 aprile 1819 n. 1565 e del territorio attualmente appartenente al comune di Campofranco, indicato in catasto sotto la denominazione ex-feudo San Biagio. Art. 3 Il Governo del Re è autorizzato ad emanare le norme per la esecuzione del presente decreto. Ordiniamo che il presente decreto, munito dal sigillo di Stato, sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 30 dicembre 1923 Vittorio Emanuele Mussolini. A dare impulso all'attività cooperativistica dell'unica Cassa Rurale "laica" della provincia nissena fu Salvatore Angilella. Egli contribuirà grandemente alla storia di Milocca e delle sue istituzioni, adoperandosi alla sua rinascita sociale, politica ed economica per quasi un sessantennio, fino alla sua morte avvenuta nel 1966.

Nel 1933 (RD n. 1177 del 4 agosto), il comune fu ribattezzato Littoria Nissena, ma dopo pochi mesi, con RD n. 1794 del 4 dicembre, in omaggio alla regina Milena del Montenegro, madre della regina Elena, sposa di Vittorio Emanuele III, la città fu rinominata Milena (a partire dal 25 gennaio 1934), per iniziativa del podestà pro tempore, Carmelo Cipolla, che nel 1946 sarebbe poi stato il primo sindaco post liberazione dal fascismo (e zio del futuro sindaco Claudio Cipolla, eletto nel 2018).

Dal 1924 al 1946 a Milena si sono succeduti ben 13 Commissari prefettizi e podestà e 10 sindaci, di cui i primi due di nomina prefettizia. In seguito, nel 1946, si fecero le prime elezioni amministrative e si ebbe finalmente la prima amministrazione comunale eletta democraticamente.

Dal 1954 il dott. Giuseppe Luparelli prese le redini del paese per circa 40 anni. Uomo influente e capace, cambiò radicalmente il paese: infatti, essendo Milena suddiviso in villaggi molto distanti tra loro, cercò di accentrare la popolazione con lottizzazioni di terreni per i più indigenti e con la costruzione di case popolari.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 12 aprile 1965. Lo stemma si può blasonare d'azzurro, al leone d'oro, posto su di un monte di tre cime al naturale, fondato in punta. Il profilo collinare del paese è rappresentato dai tre rilievi. Le figure del leone e dei monti sono la sintesi dell'evoluzione storica del comune che passa attraverso le armi dei Capizzi di Sicilia e la croce della Baronia di Milocca dei padri benedettini di San Martino delle Scale di Palermo per arrivare allo stemma attuale.

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa Madre, intitolata all'Immacolata Concezione, si trova in piazza Garibaldi, risale al 1881 e fu portata a compimento nel 1877, per l'esigenza di avere una chiesa più grande di quella di San Martino, piccola e pericolante, che accogliesse tutta la popolazione. L'architettura dalle linee semplici ed eleganti, proprie del neoclassicismo siciliano, è arricchita all'interno con quadri e sculture di Francesco Biangardi, mentre successiva è la costruzione della torre dell'orologio; un recente restauro ha messo in luce la muratura a faccia vista. "Fattoria di San Martino", risalente al XVII secolo. "a Cruci", sita in via Nazionale, è un capitello votivo realizzato nella prima metà del Novecento, in sostituzione di una vecchia cappella in gesso a forma di cubuluni, che era stata realizzata per contenere la croce in legno donata e portata a spalla a Milena da padre Gioacchino La Lomia, frate cappuccino proveniente da Canicattì, al quale la popolazione, riconosce grazie e miracoli. Stele del centenario parrocchiale, in via Fratelli Cervi, eretta in occasione del centenario della parrocchia Immacolata vulgo San Giuseppe il 15 settembre 2023.

Società Evoluzione demografica

Abitanti censimento decennale

Emigrazione Negli anni cinquanta la popolazione raggiunse abitanti ma, per la scarsità di posti di lavoro, ebbe inizio l'emigrazione sia nel nord Italia sia all'estero. Una grossa fetta della popolazione si stabilì ad Asti e nei comuni limitrofi, un'altra grossa fetta ad Aix-les-Bains (Francia) ed in seguito nacquero altre piccole comunità a Basilea (Svizzera) e in numero minore in Inghilterra, Belgio, Venezuela, Stati Uniti d'America. Negli anni sessanta infatti iniziò un accentuato calo demografico che continuerà fino ai giorni nostri, sia per la diminuzione dei nati (una famiglia media in quegli anni aveva dai 3 ai 5 figli), sia per la continua emigrazione.

Cultura Feste La prima festa dell'anno coincide con il Carnevale, che intercorre tra febbraio e marzo; la festa è caratterizzata da ricchi carri allegorici, che sfilano attorno a una cornice di maschere, ammirati dai turisti che sempre più numerosi arrivano per questa occasione. Il martedì del periodo carnevalesco, è divenuta consuetudine l'allegra sfilata di tutte le scolaresche, mentre il giovedì grasso è animato dall'evento culinario dedicato alla sagra de 'li purpetta cu lu sucu', polpette al sugo condite con pane grattugiato, formaggio e aromi tra cui un particolare tipo di mentuccia detta "sambriglia', accompagnate dalla degustazione gratuita di altri prodotti tipici locali tra cui il pane detto 'scanatu' condito con olio e formaggio e il buon vino locale.

Durante l'estate per circa trenta giorni, spettacoli teatrali, proiezioni di film, cabaret, giochi e animazioni per bambini si svolgono in Piazza e nel Parco Urbano, allietando le vacanze milenesi, in una splendida cornice naturalistica, con un meraviglioso panorama sulla città, e immersi tra essenze e piante rare e tra innumerevoli specie di fiori.

Festa di San Giuseppe Per la festa di San Giuseppe, patrono del paese, il 19 marzo viene imbandita la 'tavulata di li vecchiariddi', in occasione della quale diverse famiglie, per ex voto, preparano un ricco pranzo, che una volta era per tutti i poveri del paese, mentre adesso si invitano i conoscenti; si tratta di solito di una 'tavulata' di 13 persone che raffigurano tutti gli apostoli, San Giuseppe, la Madonna e Gesù. Il pranzo è allestito con diversi piatti e con prodotti di stagione; a fine pranzo a tutti è offerta la cosiddetta 'truscitedda' o 'rizzimedda', composta di pane benedetto, finocchi, arance, dolci, mandorle e ceci tostati. Dopo la 'tavulata', nel pomeriggio si celebra la messa, seguita da una processione.

Venerdì Santo In occasione del Venerdì Santo, vengono portati dalle donne in processione per le vie del paese i simulacri di Cristo Morto e dell'Addolorata, accompagnati da un gruppo canoro, 'i lamentatori', che canta antichi canti popolari in forma di lamento che raccontano la Passione nelle 15 stazioni lungo il percorso.

Festa di Sant'Antonio Abate La seconda domenica di agosto, è dedicato alla festa religiosa di Sant'Antonio Abate; la giornata è scandita dalla celebrazione di solenni liturgie ed è conclusa dalla processione del simulacro del Santo che attraversa le vie della città.

Seconda domenica di maggio La seconda domenica di maggio, nel Villaggio Vittorio Veneto, per tradizione si organizza l'albero della cuccagna detto presa della 'ntinna, caratteristico gioco consistente nel salire in cima a un palo di circa otto metri trattato con sapone, per raggiungere il premio, aiutandosi solo con una particolare corda (pastura), realizzata con peli di criniera e coda di cavallo.

Sagre Il secondo venerdì di agosto è il giorno dedicato alla sagra della "mbriulata', piatto tipico locale, che anticamente le massaie preparavano come pasto unico per i contadini da mangiare in campagna durante il lavoro nei campi, preparato con pasta sfoglia arrotolata, olive, patate, formaggio e tritato di maiale, che attualmente sostituisce la 'frittola'.

Economia Milena è un paese prettamente agricolo, i campi vengono coltivati per la quasi totalità a grano, e per il resto vigneti, mandorle, fave, pomodori. La maggior parte della popolazione è attiva nell'agricoltura o nel suo indotto. Vi è una piccola produzione artigianale dei derivati del ferro e del legno.

Amministrazione

Gemellaggi

, dal 17 gennaio 2016

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