La vallata dello Stilaro è una valle della Calabria, ai margini delle Serre Calabresi, nella città metropolitana di Reggio Calabria, che prende il nome dalla fiumara Stilaro: qui si trovano i comuni di Bivongi, Pazzano, Stilo e Monasterace.
Geografia
Oltre alla fiumara Stilaro sono presenti i suoi affluenti: Folea, Ruggero, Pardalà, Melodare e Celia, il rio Chiesa Vecchia e il rio Freddo e infine il fosso Brunìa e Ianni.
Vi è una forte presenza di lecci, castagni, roveri, ontani ed erica; tra gli alberi c'è anche la roverella, la farnia, l'orniello e il carpino bianco; più scarsa è la presenza di sughera. Lungo i corsi d'acqua ci sono il pioppo nero, il salicone, l'ontano nero, la tamerice, l'oleandro, le felci regali e le bulbifere. Tra gli arbusti c'è una forte presenza del corbezzolo, il mirto, il lentisco, la fillirea, la ginestra e il cisto
Nel territorio è ancora presente la faina, la puzzola, la donnola, il tasso, la volpe, la lepre, la martora, il gatto selvatico, il riccio e il ghiro. Nei torrenti si trova la trota fario mediterranea. Il cielo è invece popolato dall'astore, lo sparviero, il gufo reale, il falco pellegrino e l'allocco.
Geologia
Dai piedi del monte Consolino fino al mare la stratificazione geologica è composta da un gruppo neozoico, un gruppo cenozoico che comprende il pliocenico, miocenico ed eocenico, il mesozoico, il paleozoico.
I comuni In tabella sono riportati abitanti e superficie di ogni paese.
Stemma Città Popolazione(ab) Superficie(km2)Bivongi144025,3 km²Monasterace354115 km²Pazzano68115 km²Stilo273978,49 km²
Storia Età della Pietra e dei Metalli L'area di Stilo risulta frequentata sin dal Paleolitico medio per poi proseguire nel Neolitico. Anche nell'età dei metalli risultano resti, qualcuno nell'eneolitico mentre almeno 20 siti subcostieri in contrada Napi e Ligghjia di Stilo con ritrovamenti di facies di Messina-Ricadi e Thapsos.Scoperto da indagini effettuatte negli anni '70 del secolo scorso e rese pubbliche nel 1984 da Hodder e Malone e ulteriormente approfondite tra il 2001 ed il 2006 dall'equipe congiunta della Scuola Normale di Pisa e dell'Università di Pisa.
Ad est di Stilo, in contrada Pellicciano-Pubbliche, e a sud nuovamente in contrada Ligghja e Napi ma anche in contrada Franchi sono stati trovati insediamenti alla fine dell'età del Bronzo e del Ferro tra cui le tracce di due necropoli dell'VIII secolo A.C. nell'area Franchi-Bavolungi.
Età antica
Le prime testimonianze certe dei primi abitanti greci della vallata dello Stilaro si attestano tra il VIII e il VII secolo a.C. in particolare in contrada Franchi-Bavolungi di Stilo in cui sono stati ritrovati vasi di produzione greca del periodo tardo-geometrico e proto-Corinzio antico, ceramica dell'Eubea, che testimonia anche relazioni con gli abitanti autoctoni. Successivamente coloni greci insediarono in queste aree siti con funzioni militari ed un santuario. Alla destra idrografica dello Stilaro sono stati ritrovati presunti resti di almeno 7 fattorie greche risalenti al VII-V secolo A.C..
Successivamente fondarono sulla costa dell'attuale Monasterace, presso la foce della fiumara Assi la piccola colonia di Kaulon, si stima di 10.000 abitanti. Essa commerciava con gli indigeni stanziati nell'entroterra che estraevano il minerale. Con l'argento batterono anche moneta come testimoniano alcuni ritrovamenti di resti di edifici per la lavorazione in loco del minerale e di stateri. Il territorio di Caulonia era ricco di risorse e anche per questo era conteso fra le colonie di Locri e Crotone. Nella prima metà del IV secolo a.C. lo Stilaro allora chiamato Elleporo fu teatro di un'importante battaglia tra Dionisio I e la Lega italiota formata da alcune città della Magna Grecia con la sconfitta di queste ultime .
In seguito il territorio fu conquistato dai Romani, i quali sfruttarono intensamente la zona con l'estrazione del rame, istituendo nella vallata una colonia penali per i damnata ad metalla e deforestando la zona per rifornire di legna i cantieri navali. Nei pressi di Kaulon ci sarebbe stata una statio.
Età medievale
Nel X secolo sotto il dominio bizantino c'è una forte crescita economica e demografica che consente la nascita di ben 22 casali con 37 conventi, chiese e laure eremitiche fondate dai monaci greci di San Basilio. In questo periodo è il casale di Stilo ad avere un ruolo sempre più importante tale da inglobare i casali di Pazzano, Stignano, Guardavalle, Riace e Camini. In questo periodo viene sfruttato l'allevamento del baco da seta insieme alle tradizionali attività di agricoltura e pastorizia, ma anche attività più industriali come quale forno per la calce, 2 forni per il ferro e ben 16 mulini. Si pensa che con la presenza dei normanni vi fossero anche delle attività di siderurgia.
Il 15 luglio del 982 nella vallata si svolge una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da questi ultimi.
Nell'XI secolo Stilo divenne un possedimento normanno con a capo il nobile locale Costa Peloga, ma gli si ribella nel 1065 e per ben 6 anni resiste agli attacchi normanni. Con i normanni si hanno anche le prime notizie su documenti cartacei della presenza di attività minerarie nel territorio.
Fino al 1094, anno in cui Ruggero II concesse alcune terre demaniali a istituti religiosi, Stilo comprendeva i casali di: Agrilla Antistilo, scomparso nel 1600 Arsafia Barbarito, scomparso nel 1600 Baronci Bingi, situato di fronte a Bivongi sull'altra sponda dello Stilaro nei pressi del torrente Pardalà, dipendente da Arsafia e scomparso nel 1300 Bivongi, assegnato nel 1094 alla certosa di Serra San Bruno Botteria, distrutto in battaglia nel '700; ne rimangono ancora i ruderi Calamiona Caldarella Camini Colicestra Cursano, situato alla sinistra dell'Assi tra Stilo e Guardavalle, fu distrutto dai Saraceni nel 986, i ruderi sono visibili ancora nel '700 Favaco Mesa Monasterace, casale fino al 1275 Oliviano, donato alla certosa di Serra San Bruno nel 1094 Palacorio Pazzano, rimase legato a Stilo fino al 1811 Pellicciano Plagia o Plaga Rosito, esistente almeno dal 1172, andato in rovina nel XVI secolo Rovito Sakrai Salti Sant'Andrea di Pruppà, esistente almeno dal 1094 San Bartolomeo, andò in rovina nel XVI secolo San Leonte, nei pressi di Camini in località Sagghjiuonti nel 1212 Federico II lo donò alla Certosa di Santo Stefano San Lorenzo, donato nel 1191 da Tancredi alla Certosa di Santo Stefano Troghion o Trogino o Trogion, esistente almeno dal 1054 lungo il torrente Troiano
Sempre in questo periodo era florido il monachesimo bizantino che ha creato 24 chiese, 14 monasteri e 5 laure tra cui: Chiesa delle Acque Sante, dipendente dal Monastero di San Leonte Chiesa dei Sette Santi Dormienti, abbattuta nel 1922 per la costruzione della strada comunale tra Bivongi e Pazzano Chiesa del Divin Salvatore, sorgeva nell'area del Monastero di San Giovanni Therestis a Bivongi Chiesa privata di Ruggero Bonello dipendente dal Monastero di Santa Maria di Arsafia ubicata tra Monasterace superiore e lo Stilaro Chiesa di Sant'Andrea in contrada Pruppà a Monasterace Chiesa di San Fantino a Stilo, secondo un documento del 1050 Chiesa privata di San Giorgio donata nel 1165 al Monastero di San Giovanni Theristis Chiesa di San Giorgio al castello, la chiesa costruita all'interno del castello normanno di Stilo Chiesa di San Giovanni il precursore in Contrada Marone a Monasterace Chiesa di San Marco Evangelista. Rimangono i resti nei pressi di Monasterace marina Chiesa di Santa Maria dei Salti in località Salti nei pressi del torrente Arito a Stilo appartenuta all'Abbazia della SS. ma Trinità di Mileto Chiesa di San Nicola dei Salti, di cui è rimasto solo l'oratorio in località Salti a Stilo Chiesa di San Pietro dei Salti in località Salti ormai scomparsa Chiesa di Santa Maria dello stretto a Stilo alle pendici del Monte Consolino (documento del 1154) Chiesa privata di Santa Maria di Cursano in contrada Buttaria nei pressi della fiumara d'Assi a Stilo donata poi nel 1154 al Monastero San Giovanni Therestis Chiesa privata di San Procopio Martire donata nel 1140 al monastero di San Giovanni Theristis Chiesa matrice di Stilo, i cui resti sono visibili sotto all'attuale Duomo di Stilo Monastero dei cavalieri di Malta a Monasterace superiore Monastero dei SS. Cosma e Damiano a Stilo lungo il torrente Nipitino Chiesa di San Nicola dei Patti in contrada Rosito, secondo gli atti del 1235 e 1245 Monastero di San Giovanni Theristis fondato da Gerasimus Atulinos nell'XI secolo di cui rimane solo la chiesa del XII secolo Monastero di San Leonte fondato nel IX secolo nell'omonima contrada a Stilo, nel 1184 viene ceduto alla Certosa di Santo Stefano del Bosco Monastero di Santa Maria della Cattolica (Katholikòn) alle pendici del Monte Consolino, restano solo le tracce degli affreschi Monastero di Santa Maria dell'Arsafia nato nel X secolo a Monasterace superiore, nel 1094 fu donato alla Certosa di Santo Stefano del Bosco Monastero di Santa Maria di Pellicciano, in contrada Pellicciano a Stilo. Non vi è più traccia Monastero di San Nicola a Bivongi in contrada "Acque Calde". Non vi è più traccia. Monastero di San Nicola al Limite a Monasterace superiore al confine territoriale tra i monasteri di Santa Maria dell'Arsafia e di San Leonte. Nel 1186 venne donato al Monastero di San Giovanni Theristis Grande laura di Stilo, situata sul Monte Consolino nel comune di Stilo Laura del Santo, situata a 200 metri dal Monastero di San Giovanni Theristi. Ha tracce di affreschi del XVII secolo. Laura della pastorella, situata a Stilo nel versante nord del Monte Consolino e menzionata dal 115. Oggi consacrata come chiesa della Divina Pastorella Laura di Sant'Angelo, ubicata sul Monte Consolino e risalente al X secolo, presenta ancora degli affreschi tra cui uno di Gesù Redentore.
Età moderna
Si attesta la presenza di ferriere sin dal 1516 di proprietà di Carlo V, di cui alcune vengono cedute tra il 1523 e il 1524 con due diplomi al suo scudiero Cesare Fieramosca tra cui le ferriere nel villaggio di Campoli di Caulonia e la ferriera del forno di Bivongi.
Con l'arrivo dei normanni nel periodo medievale avvenne la progressiva cattolicizzazione dell'area come attestato nel 1522 dall'elevazione a santuario dell'eremo di monte Stella e l'introduzione della statua della Madonna.
Nel 1540 Carlo V di Spagna cede molte terre demaniali tra cui quelle di Stilo al marchese Concublet di Arena che riacquisirà solo nel 1658 da Filippo IV.
Nel XVII dovrebbe esser stata creata la laura di Sant'Elia Profeta. Ridotta ad un rudere nel '900, finché non scomparve per creare il nuovo cimitero di Bivongi.
Tra '700 e '800 nasce e si sviluppa una intensa industria siderurgica e di estrazione mineraria nella vallata: il complesso siderurgico dell'Assi, chiamato così dal nome della fiumara dove furono costruiti i primi edifici e che interessò i comuni di Stilo, Pazzano e Bivongi. Chiusa questa esperienza in sinergia con l'area delle Serre, e in particolare Mongiana nel 1771 nascono le Reali ferriere ed Officine di Mongiana.
Nel 1718 così era ripartita la demografia del Regio Demanio di Stilo e dei suoi casali.:
Paese Fuochi Abitanti (stimati)Stilo 323 1292 Guardavalle 356 1424Stignano 148 592 Pazzano 135 540Riace 131 524 Camini 65 260 Regio Demanio 1158 4632
Nel 1783 la Calabria viene colpita da un terremoto che danneggia anche la vallata dello Stilaro. Dopo il terremoto così era la suddivisione demografica.:
Paese AbitantiStilo 1804 Bivongi 1568Pazzano 950 Monasterace ?
Durante il Regno di Napoli e per tutta la durata del Regno delle Due Sicilie con la legge 132 del 1806 varata l'8 agosto di quell'anno da Giuseppe Bonaparte il Circondario di Stilo facente parte del distretto di Gerace comprendeva i seguenti attuali comuni: Bivongi, Camini, Monasterace, Pazzano, Riace, Stignano e Stilo.