Ariano nel Polesine (Arian inte'l Połèzine in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Rovigo in Veneto.

Geografia fisica Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), secondo l'ordinanza P.C.M. n. 3274 del 20 marzo 2003, aggiornata al 16/01/2006.

Territorio Il comune dà il nome anche all'isola di Ariano, un territorio compreso tra i rami del Po di Goro, del Po di Venezia e del Po di Gnocca, facente parte del delta del Po. L'isola di Ariano comprende i comuni di Ariano nel Polesine, Corbola e Taglio di Po. Il confine sud si estende per tutta la lunghezza del Po di Goro, il quale è anche confine tra le regioni Veneto ed Emilia-Romagna.

Il territorio comunale ha una curiosa conformazione geografica: si estende in lunghezza dalla frazione di Santa Maria in Punta sino alla località Bacucco, sul mare Adriatico, per una quarantina di km, mentre dalla frazione di Rivà sino al mare, circa , il territorio è largo solo qualche centinaio di metri. In località Ca' Vendramin il territorio comunale si riduce in pratica al solo argine, in quanto è presente una circoscritta enclave del comune di Taglio di Po, sede del Museo Regionale della Bonifica, ricavato all'interno di una grande idrovora dismessa, già appartenente al Consorzio di bonifica Delta Po. A est di Rivà il territorio è molto giovane: si è formato assieme all'attuale cuspide deltizia in seguito al taglio di Porto Viro, operato dalla Serenissima nel 1600 e ultimato il 16 settembre 1604.

Questo ha comportato il fatto che ancora oggi la superficie comunale stia aumentando leggermente e, assieme ai comuni di Porto Tolle e Porto Viro, costituisca l'unico territorio italiano tuttora in espansione.

È il comune più meridionale della Regione Veneto.

Fa parte del Parco regionale veneto del Delta del Po e del Parco interregionale Delta del Po, anche se quest'ultimo non è ancora pienamente operativo. Il comune fa parte del Distretto RO 2 di Protezione Civile e antincendio boschivo.istituito con Deliberazione G.R.V. 3936 del 12/12/2006, ai sensi del D.G.R. 506 del 18/2/2005.

Clima Il comune è compreso nella zona climatica E. GR-G: gradi-giorno 2347.

La primavera è fresca e piovosa e l'autunno nebbioso o piovoso. L'inverno è nebbioso con parentesi di clima più asciutto e temperature abbastanza rigide dovute all'anticiclone siberiano; le precipitazioni nevose sono rare ed effimere. Durante l'estate il clima è caldo afoso, interrotto occasionalmente da forti temporali e acquazzoni. Tutti i valori sono mitigati dalla relativa vicinanza al mare; infatti nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1985 la temperatura più bassa registrata fu di -14 gradi Celsius, quando a meno di , a Molinella, vi fu il record a . Non risultano dati ufficiali precedenti, anche se è probabile che il record sia stato raggiunto durante l'ondata di freddo del gennaio e febbraio 1929, un periodo insolitamente lungo che portò il fiume Po a gelare, consentendo il passaggio sul ghiaccio a persone e carri, come testimoniato da foto d'epoca.Fonte: Quotidiano Nazionale 7/2/2009-Cronaca di Rovigo, pag. 1.

Temperature La stazione meteorologica più vicina è la Stazione meteorologica di Papozze, in località Panarella del comune di Papozze. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a , quella del mese più caldo, luglio, è di .

Origini del nome Il nome di Ariano deriva probabilmente da Atria, ora Adria, antica città etrusca sul mare che ha dato il suo nome anche alle lagune e allo stesso mare Adriatico. Sino all'XI secolo Ariano è infatti citata con il nome Adriano (Hadriani o Radriani), ma anche Atriano, volgarmente poi ridotto ad Ariano in epoca medioevale dopo la rotta di Ficarolo che formò la parte ovest dell'isola omonima;La rotta separò ulteriormente Ariano e Corbola da Adria a nord e da Berra a sud (Frizzi, Memorie per la storia di Ferrara, p. 117). successivamente chiamato anche "Ariano austriaco" o "Ariano sinistro" (Ariano alla sinistra del Po di Goro). Mantenne il nome di Ariano fino al regio D decreto 7-7-1867 n. 3807Dizionario di toponomastica, edizione UTET, 1990..

Storia

Il nucleo abitato più importante sino all'epoca romana era localizzato sulla via Popilia, iniziata nel 132 a.C. dal console Publio Popilio Lenate, nei pressi dell'attuale località San Basilio. La più antica mappa dell'antichità, la Tabula Peutingeriana,Konrad Peutinger nel Cinquecento ristampò una carta delle strade romane, ora conservata a Vienna. indica Hadriani o Radriani stazione di posta tra Corniculani (Mezzogoro) a sud e VII Mària (Septem Mària)Specchi lagunari definiti da Plinio il Vecchio «Atrianorum Paludes quae Septem Maria appellantur» in Naturalis historia, vol. III, cap. 16. a nord, lungo la via Popilia, non menzionando altre località arianesi, confermando l'importanza che rivestiva allora San Basilio.

Recentissime scoperte archeologiche in Polesine hanno rinvenuto depositi di ambra del Baltico, avvalorando l'ipotesi che il centro portuale di San Basilio (assieme ad Atria e Spina) fosse un terminale della via dell'ambra che dal Baltico, attraverso i porti dell'alto Adriatico controllati dagli Etruschi, raggiungeva le antiche colonie greche, con le quali si scambiavano tra l'altro le ceramiche attiche.

La Popilia, o meglio la Popilia-Annia, che congiungeva Rimini ad Adria, oltre a essere una delle principali strade dirette a Roma, era anche una delle vie principali dell'Impero romano. Tale via rimase importante anche nel Medioevo, in epoca cristiana, costituendo un'alternativa alla strada Romea, per mezzo della quale i pellegrini cristiani, i "romei", raggiungevano Roma. Dalla caduta dell'Impero romano sino alla terza guerra di indipendenza il comune è stato terra di confine, soggetto a conquiste e dispute territoriali.

Dal Po di Tramontana - Po delle Fornaci passava sin dal Medioevo una "via del sale" che da Venezia, attraverso le lagune, la Fossa Clodia e il Po, raggiungeva Ferrara e Ostiglia e da qui, attraverso la fossa navigabile, si distribuiva in modo capillare nei territori mantovano e milanese.Risale al 1251 un primo documento con cui Venezia, le cui saline cominciavano a non essere più sufficienti per le richieste del mercato, promette di vendere a Ferrara e Mantova e con contratti successivi anche a Milano, «sale di mare», sale quindi non più di produzione locale, ma proveniente dal Mediterraneo. Jean-Claude Hocquet, Chioggia capitale del sale nel Medioevo. Storia e cartografia, le saline di Venezia e di Chioggia nel Medioevo, Chioggia, Libreria Editrice Il Leggio, 1991, p. 27.

Il plurisecolare periodo di dominazione degli Este fu caratterizzato da un'amministrazione gestita assieme, ma spesso in contrapposizione, col potere esercitato dal vescovo di Adria in rappresentanza dello Stato Pontificio.Ferrara e tutti i territori facenti capo a essa (sino all'Adige) erano feudo pontificio. Dal punto di vista della gente comune era l'autorità del vescovo, esercitata anche attraverso la distribuzione capillare delle parrocchie, quella che organizzava e gestiva il quotidiano. La rappresentanza imperiale in questi territori era inesistente, quella estense era riferibile soprattutto a funzionari delegati alla riscossione e imposizione di tasse o a qualche truppa di passaggio.

La doppia natura, imperiale e papale, della legittimazione a governare degli Estensi ha comportato lunghi vuoti di potere, causati dai mutevoli giochi di alleanze del periodo medioevale che spinsero gli Este ad avvicinarsi talvolta ai re di Francia piuttosto che all'imperatore di turno del Sacro Romano Impero, con dirette conseguenze sui rapporti col papato, in presenza inoltre di una costante rivalità con la Repubblica di Venezia. D'altro canto il poter contare anche sullo stretto rapporto con lo Stato Pontificio, una delle diplomazie più influenti dell'epoca, ha favorito la longevità della dinastia estense.

Due grandi fabbricati, uno dei quali originariamente adibito anche a magazzino dagli Este e l'altro ad esso ispirato nell'architettura, attorniano la piazza al centro del capoluogo.

Attraverso la descrizione di Giovanni Battista Rampoldi possiamo immaginare uno scorcio del paese nei primi anni di amministrazione austriaca:

Da un punto di vista geopolitico la posizione eccentrica e isolata del territorio (si veda la cartina prima del taglio di Porto Viro), in balia delle piene del Po, scarsamente difendibile, non permetteva il sostentamento di grosse comunità con attività economiche diversificate. Tuttavia l'assenza di vie di comunicazione affidabili rendeva fondamentale l'uso del fiume e il passaggio di persone e merci anche in prossimità di Ariano, favorendo la formazione già in tempi molto lontani di una piccola comunità stanziale dedita anche ai servizi portuali, alla pesca e alle attività economiche correlate.

Emblematici della situazione logistica e dei rapporti di forza allora esistenti tra Impero bizantino, Serenissima, Estensi e Papato sono stati i viaggi del patriarca di Costantinopoli Giuseppe II, il quale, nel novembre 1437, si recò a Ferrara ad omaggiare papa Eugenio IV per consentirgli di indire il concilio ecumenico a Ferrara l'8 gennaio 1438, e successivamente della delegazione conciliare della quale faceva parte anche l'imperatore Giovanni VIII Paleologo di Costantinopoli. Entrambi fecero prima scalo a Venezia e dalla laguna entrarono nel Po, costeggiando l'isola di Ariano diretti al porto di Ferrara, usufruendo dei servizi portuali durante il tragitto.Il Resto del Carlino, Edizione di Ferrara, 19 settembre 2010, p. XXXVIII.

L'Ariano "medioevale" e pre-moderna è stata pian piano descritta da un paziente lavoro di autori che, consultando archivi principalmente ecclesiastici, hanno contribuito alla formazione di una bibliografia notevole per un paese così piccolo. Il velo sulla storia antica, principalmente su San Basilio, è stato invece tolto in tempi recentissimi con tecnologie, competenze e risorse economiche appositamente dedicate.

Oltre ad alcune vestigia storiche, la parlata dialettale tramanda e inconsapevolmente testimonia le dominazioni e le influenze di Estensi, veneziani e francesi (periodo napoleonico): il termine Listòn, usato comunemente per definire degli spazi sopraelevati nella centrale piazza Garibaldi, deriva dal veneziano El Listòn, che indica la zona di passeggio nella piazza centrale del paese;Il Gazzettino, 8 dicembre 2009, p. 15. il termine la Cumùn è ancora usato per definire l'istituzione locale che ha sede nel Palazzo comunale (Municipio); dal termine La Commune nato con la rivoluzione francese e successivamente preso a modello nel periodo napoleonico per le nuove organizzazioni amministrative locali imposte anche ai territori conquistati; il dialetto ha un'inconfondibile inflessione ferrarese, comune del resto ai territori della Transpadana ferrarese governata dagli Estensi.

Origini

Piccoli nuclei di Paleoveneti erano già insediati nel periodo che va dal XV al V secolo a.C., come nella Venetia, circa Veneto e Friuli odierni.

Prima della dominazione romana, nel VI e V secolo a.C., il nucleo abitato più importante era nei pressi dell'attuale San Basilio, controllato dagli Etruschi, da dove attraverso il Gaurus, (solo in parte coincidente con l'attuale Po di Goro),La Rotta di Sermide (VIII secolo a.C.) modificò il corso del Po. Il Po di Spina si suddivise in due rami: l'Olana (ora Po di Volano) e il Padoa (da cui deriva il nome Po), noto anche come Eridano. L'Olana verso il mare si suddivideva ulteriormente verso nord-est dando origine al Gaurus. dopo un breve tratto si arrivava al mare. Durante questo periodo San Basilio (come Adria e Spina) era una località portuale usata per gli scambi commerciali con l'Ellade, l'antico mondo greco.

Durante il IV secolo a.C. San Basilio declinò e fu soppiantata dai centri concorrenti di Adria e Spina, nel periodo della massima espansione dei Celti nella penisola italiana.