Questa voce contiene un elenco dei personaggi presenti nella serie televisiva Oz.
Detenuti Simon Adebisi Simon Adebisi è interpretato da Adewale Akinnuoye-Agbaje. Simon Adebisi è il detenuto n°93A234 ed è stato arrestato il 2 maggio del 1993, per aver ucciso un poliziotto decapitandolo. La sua pena è il carcere a vita. Adebisi appartiene al gruppo degli afroamericani del carcere, detto degli zombie o dei neri, ed è addetto alla cucina di Oz.
Nella Prima stagione è solo uno dei tanti, fa parte del gruppo dei neri della prigione, e obbedisce al leader del suo gruppo, Jefferson Keane. A causa del fratello di quest'ultimo, che ha fatto avance omosessuali al prigioniero mafioso Dino Ortolani, lui e il suo gruppo si ritrovano in guerra contro i siciliani della prigione, fino alla morte di Jefferson Keane. Il capomafia Nino Schibetta, dopo aver perso per diverse ragioni i suoi uomini, si trova costretto a collaborare con il gruppo dei neri, o meglio degli zombie (nome che deriva dal fatto dell'uso di molte droghe da parte di questo gruppo). Però Adebisi non è tipo da farsi comandare troppo a lungo, e dopo essere diventato il leader del suo clan, uccide Nino Schibetta con l'aiuto di un altro prigioniero, l'irlandese Ryan O'Reily, mettendo nei suoi pasti vetro tritato. Adebisi sarà pure uno dei capi della rivolta esplosa nel carcere di Oz, considerato alla pari del leader musulmano Kareem Said e di Ryan O'Reily.
Nella seconda stagione Adebisi è ormai il leader indiscusso degli zombie, ma deve fare i conti con Peter Schibetta, figlio di Nino, finito in carcere e intenzionato a vendicarsi della morte del padre. Nel tentativo di ucciderlo, Peter avrà la peggio, sarà violentato da Simon e riporterà gravi danni cerebrali. Nel frattempo nel carcere di Oz faranno l'ingresso due nuovi personaggi: Antonio Nappa, mafioso siciliano e padrino di Peter, e Kipekemie Jara, stregone africano. Nappa si vendica subito, infatti riesce a ottenere che Adebisi faccia un controllo su uso di droghe, e ovviamente verrà trovato positivo. Adebisi intenzionato a vendicarsi viene fermato da Kipekemie Jara, che riuscirà a portarlo sulla retta via, spiegandogli che lui è diverso dagli altri, che lui è africano. Adebisi cambia vita, ma Antonio Nappa decide di uccidere Kipekemie Jara in quanto non si fida del cambiamento di Adebisi e lo fa uccidere dal resto del clan degli zombie della prigione. Adebisi trovando il corpo senza vita del suo "padre spirituale", inizia a sentire gli spiriti della sua terra, l'Africa e impazzisce, finendo nel braccio dei malati di mente.
Nella terza stagione torna in "Paradiso" facendo credere di aver rinnegato l'Africa e suo padre, e chiede a Nappa di lavorare di nuovo in cucina. Lentamente inizia a preparare il suo piano di vendetta, infetta Nappa con un ago, rendendolo sieropositivo; ferisce Il poeta e un altro detenuto ustionandoli. Infine crea un piano per togliere la direzione del "Paradiso" a Tim McManus, e riesce a convincere un AC a dargli una pistola.
Nella quarta stagione, terminata la serrata Adebisi inizia a fomentare il piano per mettere il Paradiso in mano ad un nero. Inizia convincendo Glynn a far reintegrare Pierce, Poeta e Wangler; poi approfitta delle angherie dei tre nei confronti di un neodetenuto, per dare a quest'ultimo la pistola e far sì che ci siano nuove vittime e il conseguente licenziamento di McManus. I piani di Adebisi si stanno così realizzando, finché Raoul Hernandez non decide di spifferare il tutto al direttore. Adebisi si accorda con Chucky Pancamo per far uccidere il capo dei latinos e dare il comando ad Enrique Morales. Nel frattempo con l'aiuto di Zahir Arif, convince la comunità afroamericana a fare pressioni su Glynn per mettere un nero a capo del Paradiso, che è Martin Querns. Quest'ultimo parla ad Adebisi, dicendogli di poter fare quello che desidera, basta che non ci siano episodi di violenza. In seguito ci saranno diversi trasferimenti di carcerati di colore dagli altri bracci al Paradiso, tutti leali ad Adebisi, facendo del criminale il più potente e influente detenuto della prigione. Simon può così soddisfare tutti i propri vizi, spacciando droga, sniffando e facendosi addirittura mettere delle tende nel suo acquario. Nomina Poeta e Supreme Allah suoi luogotenenti, ma una serie di omicidi fa vacillare la fiducia di Querns nei confronti di Adebisi e la fiducia di questi nei confronti dei suoi sottoposti. Quando Said ritorna ad essere il leader dei musulmani, finge di allearsi ad Adebisi e tenta di impossessarsi dei video dei droga party indetti da Adebisi. Simon glieli cede volontariamente per provare la sua lealtà, ma quando viene a sapere che Said vuole tradirlo fa entrare Said per ucciderlo. Dopo un breve scontro, un lago di sangue inonda l'acquario; Adebisi esce col sorriso sulle labbra, ma sputando sangue e schiantandosi al suolo morto.
Miguel Alvarez Miguel Alvarez è interpretato da Kirk Acevedo. Miguel Alvarez è il detenuto numero 97A413, condannato il 3 febbraio del 1997 per aggressione a mano armata e omicidio preterintenzionale di secondo grado, a 15 anni di carcere con possibilità di vigilata non prima di due. È il personaggio principale dei Latinos ed è membro di El Norte. Suo padre e suo nonno sono entrambi detenuti ad Oz, mentre lui è stato incarcerato per aver aggredito un uomo anziano che gli aveva accidentalmente graffiato la macchina. Cresciuto in un quartiere ispanico molto povero, Alvarez fa quello che può per sopravvivere. Comunque è lui il vero nemico di se stesso, in quanto reagisce prima di pensare. Viene spesso messo in isolamento ed è in continua lotta con il direttore Glynn e Carmen "Chico" Guerra, anche se è considerato uno dei pochi salvabili da McManus e padre Ray Mukada.
Nella Stagione 1 appena arrivato ad Oz, Alvarez viene accoltellato. Non compare più finché non viene a sapere che la sua ragazza sta per partorire, inizialmente non vuole assistere al parto, poi suo nonno e suo padre lo convincono ad andarci; tuttavia il figlio muore in quanto lui e Maritza si drogavano anche durante la gravidanza di lei. Affranto, Miguel diventa il leader dei latinos. Durante la rivolta, Alvarez fa parte dei cinque leader e si occupa di tenere d'occhio gli ostaggi ed è particolarmente brutale con molti di loro. A differenza degli altri capi della rivolta, Alvarez finisce in infermeria dopo essere stato colpito da un proiettile sparato da un agente della SORT.
Nella Stagione 2 Alvarez ritorna in Paradiso, e i Latinos stanno per decidere se diventare partner degli italiani e degli Zombie o se gestire il traffico di droga da soli. Peter Schibetta, il figlio di Nino gli chiede di diventare suo socio se riesce ad uccidere Simon Adebisi. Anche l'africano gli chiede lo stesso, così Alvarez decide di aspettare senza far nulla. In seguito il direttore Glynn convoca Alvarez per farsi dire chi è che ha stuprato la figlia, ma Alvarez lo tortura evitando di dirglielo. Quando Miguel chiede ad Adebisi di entrare nel traffico della droga con lui, questi rifiuta perché non è stato aiutato e così i latinos si stancano del modo passivo di Alvarez di guidare El Norte e quando arriva Raoul Hernandez, il comando passa nelle sue mani. Quest'ultimo odia Alvarez perché è "troppo bianco" e per provare di avere i cojones, Miguel si vede costretto a cavare gli occhi all'AC Eugene Rivera. Alvarez evita così di essere ucciso da El Cid, ma come risultato si guadagna l'isolamento.
Nella Stagione 3, in isolamento, Alvarez è ridotto a bere la propria urina per sopravvivere, poiché gli AC si "dimenticano" di dargli da mangiare da quando ha accecato Rivera. Padre Mukada, Peter Marie e la dott.ssa Nathan credono che Alvarez debba uscire dall'isolamento in quanto ha iniziato a ferirsi tagliandosi e ha cercato di impiccarsi. Quando esce viene accettato in El Norte e quando affronta Jason Cramer, il capo dei gay, nell'incontro di boxe viene sconfitto a causa delle droghe somministrategli da Ryan O'Reily. Alvarez viene deriso dagli altri detenuti e quindi Hernandez è di nuovo in collera con lui. In seguito aiuta Adebisi a sbarazzarsi di due neri per il controllo della droga e ha modo, stando in Paradiso, di interagire con Rivera in un incontro. Hernandez comincia a pensare che Alvarez lo stia tradendo e quando i latinos vengono messi in buca perché trovati in possesso di tette, Raoul dà la colpa a Miguel. Così Ricardo e Guerra tentano di uccidere Alvarez, che invece accoltella Ricardo uccidendolo e ritorna in isolamento, mentendo a Glynn riguardo allo stupro della figlia.
Nella Stagione 4, in isolamento, Alvarez viene stuzzicato da Louis Bevilaqua, che lo vuole morto per vendicare il cugino Carlos Ricardo. In palestra William Giles uccide Bevilaqua, ma allo stesso tempo pugnala Alvarez. In ospedale sta per essere ucciso da Martinez, ma fa in tempo a scappare ed evadere da Oz insieme ad Agamemnon Busmalis attraverso un tunnel in piena notte. Trovato sul confine col Messico e riportato ad Oz, viene messo nuovamente in isolamento. Accetta poi la proposta di Glynn di fare la spia in Paradiso e allo stesso tempo tenta di rientrare in El Norte, capeggiato ora da Enrique Morales. Quest'ultimo non disprezza Alvarez, ma Guerra e Vasquez ancora sì e proprio questi viene accoltellato da Miguel che finisce in isolamento e per sempre fuori da El Norte.
Nella Stagione 5, tutti i detenuti in isolamento vengono reintegrati in Paradiso. Alvarez chiede una tregua a Guerra, chiedendogli di colpirlo con un coltello nella spalla. Guerra tenta di colpirlo al petto, ma Alvarez si salva e quando torna dall'ospedale viene affiancato da un giovane detenuto, Jaime Velez, che lo ha ammirato per il suo coraggio e gli chiede di diventare suo sottoposto. Miguel gli chiede di uccidere Guerra, ma sarà Velez a morire. Per redimersi della morte di Velez, Alvarez chiede di partecipare ad un programma di addestramento di cani guida e lo fa principalmente per darlo all'agente Rivera. Sapendo che lui a casa parla spagnolo, fa sì che il cane obbedisca agli ordini sia in inglese che in spagnolo. Alvarez è entusiasta di ciò che ha fatto, ma Glynn non lo aiuta riguardo alla richiesta di libertà vigilata e uno dei membri della commissione, Luis Ruiz, lo accusa con costanti domande negative e alla fine lo insulta, finendo colpito con un pugno in faccia da Miguel che viene sbattuto in isolamento.
Nella Stagione 6, Alvarez viene rilasciato dall'isolamento e finalmente fa pace con Chico Guerra. Morales gli offre di tornare coi Latinos se fa la spia sui movimenti di Redding. Alvarez rifiuta dicendo di voler rimanere pulito per avere la possibilità di uscire in vigilata. Quando Morales muore, Guerra gli chiede di diventar il capo di El Norte, ma anche stavolta rifiuta, anche se de facto ci si riferisce a lui. In seguito viene a sapere che la sua ragazza, Maritza, lo sta tradendo col suo miglior amico e che Wolfgang Cutler, un detenuto ariano, gli lascia l'intera eredità. Vern Schillinger gli chiede di dare tutto alla moglie di Cutler, Cathy Jo, ma quando i due si incontrano per firmare le carte del testamento si sentono attratti l'un l'altro e si danno appuntamento in sala visite. A Vern non va giù la situazione e così insieme agli altri ariani attacca Alvarez in palestra e fa in modo che la vedova Cutler non venga più. Nel frattempo Alonzo Torquemada, spacciatore e capo dei gay, vuole Miguel come suo partner nella vendita del "destiny" e anche come amante. Intanto McManus convince Ruiz ad avere un colloquio con Alvarez, ma il capo della commissione per la vigilata dice di essere cresciuto nello stesso quartiere di Miguel e che odia chi, come lui, infanga il nome degli ispanici e quindi non gli concederà mai la libertà. Frustrato, si concede alle droghe di Torquemada e accetta di copulare con lui.
Tobias Beecher