Ornithomimidae (il cui nome significa "sauri imitatori di uccelli") è una famiglia estinta di dinosauri teropodi ornitomimosauri, molto simili superficialmente ai moderni struzzi, vissuti nel Cretaceo superiore, circa 92-66 milioni di anni fa (Turoniano-Maastrichtiano), in quella che un tempo era la Laurasia (oggi Asia e Nord America). Questi animali sono noti per la loro corporatura leggera, gambe e collo allungati, arti anteriori lunghi e funzionali e una piccola testa dalle fauci sdentate.

Descrizione

Il cranio degli ornitomimidi era relativamente piccolo, dotato di grandi occhi e fauci prive di denti ma dotate di becco. La testa era sorretta da un collo relativamente lungo e sottile. Gli arti anteriori ("braccia") erano lunghi e sottili e possedevano tre dita armate di potenti artigli. Gli arti posteriori erano lunghi e potenti, mentre le dita erano più corte e robuste e terminavano con artigli simili a zoccoli. Gli ornitomimidi erano probabilmente tra i più veloci di tutti i dinosauri.Holtz, Thomas R. Jr. (2012) Dinosaurs: The Most Complete, Up-to-Date Encyclopedia for Dinosaur Lovers of All Ages, Winter 2011 Appendix. Come molti altri coelurosauri, gli ornitomimidi erano ricoperti sulla maggior parte del corpo da un fitto piumaggio.

Classificazione Nominata da Othniel Charles Marsh nel 1890, la famiglia Ornithomimidae era originariamente classificata come un gruppo di ornitopodi. Due anni dopo, Marsh descrisse del materiale aggiuntivo e si rese conto che gli ornitomimidi erano teropodi. Quando, nel corso del ventesimo secolo, si cominciò a far luce sui rapporti di parentela tra i diversi gruppi di teropodi, Friedrich von Huene incluse Ornithomimidae nel suo infraordine Coelurosauria. Riconoscendo le caratteristiche peculiari degli ornitomimidi, che li differenziavano dagli altri coelurosauri, Rinchen Barsbold posizionò la famiglia in un infraordine a parte, Ornithomimosauria, nel 1976. Oggi Ornithomosauria è considerato un clade interno a Coelurosauria. Quando si iniziò ad adottare la classificazione cladistica, tra gli anni '90 e 2000, tuttavia, i generi ascritti a Ornithomimidae e Ornithomimosauria variavano da autore ad autore.

Il cladogramma sottostante è il risultato di uno studio condotto da Claudia Serrano-Branas e colleghi (2015):

Paleobiologia

Confrontando gli anelli sclerotici del genere Ornithomimus con quelli di alcuni uccelli e rettili moderni, si è scoperto che questi animali potrebbero essere stati catemerali, ossia attivi per tutto il giorno a brevi intervalli.

Sebbene si conosca poco delle abitudini riproduttive degli ornitomimidi, sono stati ritrovati diversi fossili di ornitomimidi neonati che rappresentano embrioni o esemplari appena nati.Tanke, D.H. and Brett-Surman, M.K. 2001. Evidence of Hatchling and Nestling-Size Hadrosaurs (Reptilia:Ornithischia) from Dinosaur Provincial Park (Dinosaur Park Formation: Campanian), Alberta, Canada. pp. 206–218. In: Mesozoic Vertebrate Life—New Research Inspired by the Paleontology of Philip J. Currie. Edited by D.H. Tanke and K. Carpenter. Indiana University Press: Bloomington. xviii + 577 pp.

Gli ornitomimidi, probabilmente, erano predati almeno occasionalmente da altri teropodi, come evidenziato da una vertebra caudale di un ornitomimide che conserva segni di denti attribuiti al dromaeosauride Saurornitholestes.Jacobsen, A.R. 2001. Tooth-marked small theropod bone: An extremely rare trace. p. 58-63. In: Mesozoic Vertebrate Life. Ed.s Tanke, D. H., Carpenter, K., Skrepnick, M. W. Indiana University Press. Un altro esemplare di ornitomimide non identificato mostra un osso del dito patologico la cui estremità presenta una struttura a forma di "fungo" che differisce da quanto osservato in esemplari sani.Molnar, R. E., 2001, Theropod paleopathology: a literature survey: In: Mesozoic Vertebrate Life, edited by Tanke, D. H., and Carpenter, K., Indiana University Press, p. 337-363.

Dieta Gli ornitomimidi probabilmente soddisfacevano la maggior parte del loro fabbisogno energetico nutrendosi di vegetali. Molti ornitomimosauri, comprese le specie più basali, sono stati ritrovati con numerosi gastroliti all'interno del loro stomaco, caratteristica degli erbivori. Henry Fairfield Osborn suggerì anche che le lunghe "braccia" degli ornitomimidi, simili a quelle dei bradipi, potrebbero essere state usate per avvicinare i rami più bassi degli alberi, ipotesi supportata da ulteriori studi sulle loro strane mani uncinate. La grande abbondanza di ornitomimidi (che in America sono i dinosauri di medie-piccole dimensioni più comuni) è coerente con l'idea che si nutrissero di piante, poiché gli erbivori di solito superano in numero i carnivori in un ecosistema. Tuttavia, potrebbero essere stati onnivori, nutrendosi sia di piante sia di piccoli animali.

Le abitudini alimentari degli ornitomimidi sono tuttora controverse. Nel 2001, Norell et al. analizzarono i resti di un esemplare di Gallimimus (IGM 100/1133) e uno di Ornithomimus (RTMP 95.110.1). I fossili (due crani) conservavano ancora parte dei tessuti molli, ed entrambi presentavano un becco cheratinoso con scanalature verticali che si estendevano in direzione ventrale dalla mandibola ossea superiore. Queste strutture ricordano le lamelle del becco delle anatre, la cui funzione è quella di filtrare dall'acqua piccoli organismi commestibili come piante, foraminiferi, molluschi e ostracodi. Gli autori hanno inoltre osservato che gli ornitomimidi erano abbondanti in ambienti alluvionali e più rari negli ambienti più aridi, suggerendo che questi animali fossero dipendenti dall'acqua per il cibo, possedendo abitudini alimentari da filtratori. Norell et al. notarono inoltre che gli ornitomimidi più basali avevano denti ben sviluppati, mentre le forme derivate erano edentule e probabilmente non potevano nutrirsi di grandi animali.

Un altro articolo ha messo in discussione le conclusioni di Norell et al.. Barrett (2005) ha osservato che le creste verticali sono visibili sulla superficie interna dei becchi di tartarughe strettamente erbivore e anche nell'adrosauride Edmontosaurus. Barrett ha anche fornito dei calcoli, stimando la quantità di energia che potrebbe derivare da un'alimentazione filtratrice e il probabile fabbisogno energetico di un animale grande come Gallimimus. Barrett ha concluso che una dieta principalmente erbivora, implementata da piccoli animali, sia l'ipotesi più plausibile per le abitudini alimentari degli ornitomimidi.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Ornitomimosauri Categoria:Taxa classificati da Othniel Charles Marsh Categoria:Taxa descritti nel 1890