Pesaro (, AFI: , Pesre in pesarese) è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche. È la seconda città più popolosa della regione, dopo Ancona.

Pesaro nacque come villaggio piceno alla fine del VI secolo a.C. Divenne una colonia romana nel 184 a.C. Nel Medioevo fece parte della Pentapoli marittima; risalgono a questo periodo i mosaici del duomo. In seguito si governò autonomamente come comune, ribellandosi al Sacro Romano Impero e aderendo alla lega delle città guelfe della Marca. Nel periodo comunale ebbe inizio il fiorente artigianato della ceramica, che è uno dei segni distintivi della città. La città ebbe rilevanza nel periodo rinascimentale, caratterizzato da un susseguirsi di signorie: i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere. Nel periodo sforzesco e roveresco la città ebbe il periodo di maggior fervore culturale ed artistico e fu eretto il palazzo ducale. Nel 1523 Pesaro divenne la capitale del Ducato di Urbino, che nel 1631 passò sotto il diretto dominio dello Stato della Chiesa. Alla fine del Settecento nacque a Pesaro Gioachino Rossini, fra i massimi e più celebri operisti della storia. Nel 1860 la città fu annessa allo Stato italiano in seguito a plebiscito.

Affacciata sul Mare Adriatico e attraversato dal fiume Foglia, già Isauro, nome da cui la città potrebbe aver preso il nome, Pesaro è un centro balneare e industriale situato tra due colline costiere: il San Bartolo e l'Ardizio; il suo centro storico è ricco di elementi di interesse, specie del periodo rinascimentale. La città ha un comprensorio urbano che si estende al di là dei confini comunali e ingloba diversi altri comuni quali Montelabbate, Vallefoglia, Tavullia e Mombaroccio.

Geografia fisica Territorio Pesaro si affaccia sul mare Adriatico, con l'abitato che si estende nella zona compresa tra i due colli costieri principali: il Colle Ardizio a sud-est e il Colle San Bartolo a nord-ovest, il quale è sede dell'omonimo Parco naturale regionale del Monte San Bartolo.

Pesaro possiede una spiaggia sabbiosa suddivisa in tre settori: il litorale della Baia Flaminia (tra le ultime pendici meridionali del colle San Bartolo e il porto); il litorale di Ponente (tra il porto e Piazza della Libertà); il litorale di Levante (tra Piazza della Libertà e la località di Fosso Sejore, con un lungo tratto posto sotto le pendici del colle Ardizio).

Dal 2005 la città è premiata con la Bandiera Blu, premio annuale conferito dalla FEE per riconoscere i comuni che soddisfano i criteri di ottima qualità delle acque di balneazione e del servizio offerto. Dal 2016 Pesaro è stata insignita anche della prestigiosa "Bandiera Verde", riconoscimento ufficiale dell'Associazione dei Pediatri Italiani, per quelle località balneari che presentano le caratteristiche ideali a misura di famiglia per la miglior vivibilità dei bambini.

Il fiume principale che attraversa la città è il Foglia, che partendo dall'Appennino umbro-marchigiano scorre nella zona settentrionale dell'agglomerato urbano per poi sfociare accanto al porto di Pesaro. Nella zona più a sud è invece presente il torrente Genica, un piccolo corso d'acqua in parte cementificato, che un tempo fungeva da canale di scolo per la città.

Nell'entroterra, lungo il Foglia, è presente una modesta distesa pianeggiante che si restringe in prossimità dell'Appennino formando la valle del Foglia.

Clima

Pesaro, secondo la classificazione di Köppen, è compresa nella zona climatica C (clima temperato). In base alla vegetazione rientra nella fascia submediterranea calda, dei querceti caducifogli di roverella con presenze di leccio, una quercia sempreverde.

Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani è compresa nella zona climatica D (l'accensione dei caloriferi è consentita dal 1º novembre al 15 aprile per un massimo di dodici ore giornaliere).

Le stazioni meteorologiche principali sono due: quella dell'ASSAM a Villa Caprile e l'Osservatorio Valerio, fondato nel 1861 e ancora oggi in attività, situato nello storico parco degli Orti Giulii.

Il clima è di tipo subcontinentale. La presenza di alcuni rilievi collinari in zona riparano il circondario, in parte, dalle correnti di aria fredda provenienti da occidente, ma non c'è nessun riparo dai venti veramente freddi di nord-est (bora).

In inverno il clima è freddo e umido (la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è generalmente compresa fra i 3 e i 4 °C) mentre d'estate è caldo e afoso.

La massima storica di 39,2 °C risale al 6 luglio 1950, mentre la minima assoluta di -15,2 °C venne registrata il 16 febbraio 1940.

I temporali sono concentrati principalmente nel periodo autunnale. Le nevicate sono rare e non creano problemi alla circolazione.

Storia Età antica Villaggio piceno min|Hydria ritrovata nella necropoli picena di Novilara, con un Signore degli animali (Museo Oliveriano) min|La stele figurata di Novilara, noto esempio di arte picena (Museo delle Civiltà, Roma) Sono due i fattori all'origine della più antica frequentazione dell'area su cui sorse Pesaro: l'approdo fluviale alla foce del fiume Foglia e il percorso costiero che in età romana fu denominato Via Flaminia. La nascita della città risale all'Età del ferro, quando Pesaro era un villaggio piceno, come provano gli scavi effettuati nel centro della città, in via delle Galigarie, nel 1977Giovanni Colonna, Piceni: popolo d'Europa, edizioni De Luca, Roma, 1999 Mario Luni, L'abitato di Pesaro, in AA.VV., in: Piceni. Popolo d’Europa, edizioni De Luca, Roma, 1999, pp. 167-169, che hanno portato a scoprire i resti di alcune case, o capanne, dell'abitato più antico della città, risalente alla fase "Piceno IV Β" e fase "Piceno V", come testimoniano i frammenti di vasellame, che consentono di datare l'abitato al periodo compreso tra la fine del VI e gli inizi del IV secolo a.C. Esso sorgeva nei pressi del fiume Foglia, sopra all'alta scarpata fluviale; la posizione sopraelevata sulla pianura circostante costitutiva una difesa naturale. I piceni di Pesaro utilizzavano la foce del fiume come approdo e ciò permise di entrare in contatto con i navigatori greci, come prova il ritrovamento di ceramica attica a figure nere e a figure rosse del VI-V sec. a.C.

Anche nello scalo marittimo di Santa Marina di Focara, poco a nord del villaggio piceno di Pesaro, sono stati recuperati frammenti di vasi attici a figure rosse e di ceramica picena, che provano i rapporti tra Greci e Piceni, testimoniati anche nei villaggi piceni di Ancona e di Numana; un altro scalo è stato ipotizzato fin dal XVIII sec. a Vallugola, presso Gabicce. Gli scavi di via Galigarie mostrano i segni di una distruzione violenta, che è stata messa in connessione con l'invasione gallica.

Nel territorio circostante, d'altra parte, si trovava uno dei più importanti e antichi insediamenti piceni delle Marche: il villaggio di Novilara, ora frazione di Pesaro, con reperti delle fasi Piceno I e Piceno II (VIII-VII sec. a.C.), quindi di un periodo antecedente a quello del villaggio di via Galigarie. Questo insediamento era tra i pochi, insieme a Numana ed Ancona, che si affacciavano sul mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce del torrente Genica. La necropoli di Novilara fu scoperta da Edoardo Brizio nel 1882; uno studio del 2024 realizzato sul DNA antico proveniente dagli inumati di Novilara e da quelli della necropoli di Numana (AN), ha confermato il tradizionale dato storico riferito ai Piceni, ovvero di una popolazione culturalmente e geneticamente unitaria insediatasi su tutte l'area costiera marchigiana.

Tra i reperti più noti e discussi rinvenuti nel territorio pesarese, c'è la stele iscritta di Novilara, in genere ritenuta picena e scritta in Lingua picena settentrionale. Essa è stata recentemente interpretata e tradotta come iscrizione greca arcaica, incisa in un alfabeto che con alcune variazioni era stato adottato da tutti i popoli d'Italia (Piceni, Sanniti, Etruschi, ecc.) tra il VI e II secolo a.C. Dalla reinterpretazione della stele si può dedurre che i greci, all'epoca della colonizzazione del Mediterraneo, si infiltrarono anche in queste aree (probabilmente nel VI-V secolo a.C.), interferendo con le precedenti popolazioni picene e probabilmente anche umbre ed etrusche.

Altro importante reperto dell'epoca picena di Pesaro è la stele figurata di Novilara, da San Nicola in Valmanente, celebre esempio di arte picena in cui è rappresentata una scena navale. Risale al VII - VI secolo a.C.

Invasione gallica e colonia romana Nel IV secolo a.C., nel corso dell'invasione celtica della penisola italiana, i Galli Senoni occuparono i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro, fondendosi con la popolazione preesistente.

Nel 295 a.C. ebbe luogo la Battaglia del Sentino, in cui una coalizione formata da Etruschi, Sanniti, Galli Senoni ed Umbri si scontrò con la contrapposta coalizione tra Romani e Piceni. Con la vittoria romana, tutto il territorio delle Marche, e dunque anche la zona dell'attuale Pesaro, passò sotto l'orbita romanaLuca Antonelli, I Piceni: corpus delle fonti. La documentazione letteraria, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2003, consultabile alla pagina 75.

Nel 219 a.C. Pisaurum fu collegata a Roma dalla via Flaminia, che nel 187 a.C. fu prolungata sino ad Ariminum (Rimini). Sarà poi nel 184 a.C che si avrà l'effettiva costituzione di una colonia romana anche nel territorio pesarese: Pisaurumin latino Pisaurum, la cui etimologia è la stessa del fiume Foglia, Pisaurus o più probabilmente Isaurus che, seguendo Francisco Villar, ha la forma di tanti altri idronimi pre-indoeuropei d'Europa; a quell'epoca la parte settentrionale delle Marche era denominata dai romani Ager Gallicus o anche Ager Gallicus Picenus.

Il nome della città, in latino Pisaurum, secondo alcuni deriva dal nome latino del fiume Foglia (Isaurus o Pisaurus). La tradizione erudita propone invece una paretimologia, ovvero che il toponimo sia derivato dal fatto che nella città Furio Camillo, vinti i Galli, abbia pesato l'oro (aurum in latino) che i barbari avevano trafugato da Roma.

Dopo il passaggio del Rubicone e l'avvio della seconda guerra civile romana, Pisaurum fu tra le prime città ad essere occupate da Cesare (49 a.C.). Fu successivamente colonizzata nuovamente durante il secondo triumvirato da AugustoAll'epoca, non aveva ancora ricevuto il titolo di Augusto, ma era conosciuto con il suo nome Cesare Ottaviano. e Marco Antonio, diventando, durante l'Impero, castrum e centro economico posto sulla via Flaminia. Nella suddivisione in regioni compiuta da Augusto, Pisaurum faceva parte della Regio VI - Umbria et ager Gallicus.

Curiosamente Strabone nella sua Geografia, edita intorno al 18 d.C., nella descrizione del territorio italico non cita Pesaro, mentre nomina Fano e da questa passa direttamente a Rimini; da ciò si deduce che Pesaro fosse un centro di minore importanza rispetto agli altri due.

Medioevo Distrutta da Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e occupata dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la loro caduta, Pesaro, con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della Pentapoli, alle strette dipendenze dell'Esarcato bizantino di Ravenna.

Nel 752 fu presa dai Longobardi che la tennero finché Pipino il Breve, re dei Franchi, non la donò nel 774 allo Stato della Chiesa dando inizio al plurisecolare dominio papale sulla città. Tal dominio fu però solamente nominale, poiché la città era governata sin dall'età carolingia da un rappresentante dell'Impero.