Il conformista è un film del 1970 diretto da Bernardo Bertolucci e tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia.
Trama Roma, 1938. Marcello Clerici, spia fascista e docente di filosofia, è promesso a Giulia, ragazza gioviale e solare e di media borghesia, l'esatto opposto di lui. Prima di sposarsi, però, Marcello deve confessarsi e qui rivela di aver subito da ragazzo gli abusi sessuali dell'autista di famiglia che poi ha ucciso per errore. Così, abbandonato il cattolicesimo, con il padre fanatico, violento e ora infermo - probabilmente compromesso da uno stadio tardivo di sifilide - e una madre oppiomane, si avvicina alla polizia segreta fascista, la quale gli affida una delicata missione, che lui stesso ha sollecitato: uccidere il professore Luca Quadri, suo vecchio insegnante di filosofia e noto dissidente politico rifugiatosi in Francia.
Approfittando del viaggio di nozze con Giulia, che gli confessa di non essere vergine e di essere stata violentata all'età di 15 anni da un uomo molto più grande di lei e per giunta testimone al matrimonio, Marcello giunge a Parigi, sotto la costante sorveglianza dell'agente Manganiello, e si mette subito in contatto con Quadri, il quale lo invita a casa sua. Marcello rimane colpito dalla bellezza di Anna, la moglie del professore, e le propone addirittura di fuggire insieme, ma lei, pur non rifiutando la sua corte, lo provoca avvicinandosi a Giulia.
Clerici e Manganiello giungono in auto sul luogo scelto per l'agguato a Quadri, tra le montagne della Savoia, nel quale diventa inevitabile uccidere anche Anna che ha deciso all'ultimo momento di accompagnare il marito nel viaggio.
La notte del 25 luglio 1943, alla caduta del fascismo, Marcello esce in strada e incontra per caso l'uomo che aveva tentato di violentarlo, l'autista Pasqualino, e che credeva di aver ucciso. Lo accusa in pubblica piazza di quell'episodio che l'aveva segnato e per il quale aveva cercato per tutta la vita di conformarsi agli altri. Clerici, nell'accusarlo, gli attribuisce gli orrori che lui stesso aveva commesso, in una sovrapposizione finale tra carnefice e vittima, tra origini e conseguenze di quella spirale di violenza.
Produzione Nel 1969, nei giorni in cui Bernardo Bertolucci stava preparando e montando il film Strategia del ragno, arrivava improvvisamente la richiesta di un'idea per un film da parte della Paramount, che in Italia si chiamava Mars Film. Il regista raccontò la storia del romanzo Il conformista di Alberto Moravia che in realtà non aveva ancora letto ma gli era stato raccontato dettagliatamente dalla sua compagna di allora, Maria Paola Maino. Bertolucci lesse il romanzo e in un mese scrisse la sceneggiatura che venne poi approvata. Con un budget di dollari,Booklet del DVD/Blu-ray. iniziò la ricerca dei collaboratori assieme al cugino Giovanni in qualità di produttore.
Cast tecnico
Bertolucci e lo scenografo Ferdinando Scarfiotti decisero di ambientare la prima parte del film all'EUR per dare la sensazione della Roma fascista, mentre con Parigi l'intenzione era quella di dare un'idea del fronte popolare. Il direttore della fotografia era Vittorio Storaro, che aveva già collaborato con il regista per Strategia del ragno. Si aggiunse poi Gitt Magrini, costumista di molti film della Nouvelle Vague e anche attrice ne La notte di Antonioni. Il produttore Giovanni Bertolucci scelse come montatore Franco Arcalli e non Roberto Perpignani che aveva lavorato a quasi tutti i film precedenti del regista, in quanto offriva un nuovo modo di lavorare segmentando maggiormente il montaggio.
Cast artistico Il primo attore a essere contattato fu Jean-Louis Trintignant, il quale si trovava già in Italia per girare un altro film. Il ruolo di Giulia venne offerto inizialmente a Florinda Bolkan, ma l'attrice rifiutò scegliendo di girare il film L'ultima valle di James Clavell,HuffPost Italia, 6 ottobre 2019, intervista a Marina Cicogna. così il ruolo venne assegnato a Stefania Sandrelli che aveva recentemente lavorato in Partner. La prima idea per il ruolo di Anna, la moglie del professor Quadri, fu Brigitte Bardot, che però non accettò l'offerta. In quei giorni Bertolucci si trovava a Parigi per i sopralluoghi del film e al cinema vide Così bella, così dolce di Robert Bresson, nel quale recitava Dominique Sanda e con cui si trovò subito un accordo.
Riprese
Il film fu girato in gran parte a Roma e Parigi, ma anche all'Abetone (la scena finale ambientata in Savoia) e a Joinville-le-Pont (la scena del ballo). Le riprese si svolsero tra l'ottobre del 1969 e il gennaio del 1970.
Distribuzione Il film era stato presentato in concorso al Festival di Berlino nel giugno del 1970, poi a settembre era stato proiettato anche al New York Film Festival assieme a Strategia del ragno. L'anteprima nazionale era avvenuta a Saint-Vincent l'8 dicembre, a partire dal gennaio del 1971 era stato distribuito nel resto del territorio. In Francia uscì il 17 febbraio, a marzo negli Stati Uniti e in aprile in Germania.
Nel 1993 il film è stato restaurato dalla Cineteca Nazionale, con la supervisione di Storaro, ed è stata ripristinata la scena del ballo dei ciechi; questa versione è stata poi presentata lo stesso anno al Festival di Locarno. Nel 2011, in occasione del restauro digitale a cura della Cineteca di Bologna, il film è stato riproposto nelle sale di alcune città italiane.
Nel 2022 un nuovo restauro del film in 4K, ha ripristinato nei titoli di testa il cartello con il nome di Dominique Sanda, curiosamente sparito in tutte le versioni precedenti.
Accoglienza Critica La critica italiana dell'epoca aveva apprezzato la "qualità criticamente conscia e raffinata del suo linguaggio figurativo"Giovanni Raboni, Avvenire, 30 gennaio 1971. e sottolineato come Bertolucci "abbia dimostrato chiaramente di aver raggiunto la pienezza delle proprie capacità espressive".Callisto Cosulich, ABC, 12 febbraio 1971.
Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare.
Incassi In Italia ha incassato lire.
Riconoscimenti
David di Donatello 1971 Miglior film (ex aequo con Il giardino dei Finzi Contini e Waterloo) Festival internazionale del cinema di Berlino 1970 Premio Interfilm Premio speciale dei giornalisti In concorso per lOrso d'oro British Film Institute Award 1970 Sutherland Trophy Sindacato belga della critica cinematografica 1971 Grand Prix al miglior film
National Society of Film Critics Award 1972 Miglior regia Miglior fotografia Premi Oscar 1972 Candidatura Migliore sceneggiatura non originale Golden Globe 1972 Candidatura Miglior film straniero in lingua straniera
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:David di Donatello per il miglior film Categoria:Film basati su opere di Alberto Moravia Categoria:Film basati su romanzi di autori italiani Categoria:Film diretti da Bernardo Bertolucci Categoria:Film neo-noir Categoria:Film sul fascismo Categoria:Film sulla cecità Categoria:Film a tematica gay Categoria:Film ambientati negli anni 1910 Categoria:Film ambientati negli anni 1930 Categoria:Film ambientati negli anni 1940 Categoria:Film girati all'Eur Categoria:Film ambientati a Roma Categoria:Film ambientati a Parigi Categoria:Film girati a Parigi