La ex strada statale 415 Paullese (SS 415), ora strada provinciale ex strada statale 415 Paullese (SP ex SS 415) nella città metropolitana di Milano e in provincia di Lodi e strada della provincia di Cremona ex strada statale 415 Paullese (SP CR ex SS 415) in provincia di Cremona, è una strada provinciale italiana. È un'importante arteria della Lombardia centrale. Collega Milano a Cremona passando per Crema e Castelleone.

Storia I collegamenti tra Cremona e Crema verso Milano si svolgevano fino agli anni cinquanta del XX secolo lungo tracciati viari storici che attraversavano centri abitati. In particolare il tracciato storico della via Paullese era una strada consolare romana, uscente dalla porta Herculea.

In passato erano state avanzate diverse ipotesi per velocizzare i collegamenti tra il cremasco e Milano, in particolare furono proposte soluzioni su rotaia quali una ferrovia diretta agli inizi del Novecento e, negli anni trenta, una tramvia.

Nella seconda metà degli anni cinquanta gli amministratori della provincia di Cremona (in testa l'allora presidente, l'avvocato Giuseppe Ghisalberti, il principale propugnatore) caldeggiarono una nuova arteria che andasse a migliorare e velocizzare i trasporti tra le due province mettendo a disposizione 2 miliardi di lire; il progetto fu stilato dall'ingegner Mauro Rusconi. Contemporaneamente la provincia di Milano affrontava un analogo progetto dal costo di 700 milioni curato dall'ingegner Antonio Berti.

Il tratto di quella che allora veniva chiamata "circonvallazione" di Castelleone e il suo proseguimento fino a Farfengo di Grumello Cremonese ed Uniti fu aperto nel 1958 e servirono 175 milioni per la sua realizzazione.

Nel 1960 veniva aperto un tratto di cinque chilometri da San Pedrengo alla cascina Brusone, parallelo al vecchio tracciato stradale, e costò 180 milioni di lire; sempre in quell'anno fu finanziato con 190 milioni il rettilineo verso Spino d'Adda aperto nel 1962.

L'inaugurazione ufficiale alla presenza del ministro dei lavori pubblici Fiorentino Sullo avvenne il 24 novembre 1962; Sullo nell'occasione annunciò la volontà di statizzare l'infrastruttura e di voler destinare 300 milioni per completare il tratto milanese.

L'ultima tratta tra San Pedrengo e Cremona lunga 1893 metri fu progettata a quattro corsie e finanziata nel 1960 con un preventivo di 135 milioni di lire, poi saliti a 150 e i lavori furono conclusi nel 1963.

La nuova arteria a tre corsie era stata completata in provincia di Cremona, tracciando quasi per intero un nuovo tronco stradale, sfruttando solo in poche occasioni strade esistenti, quali il tratto tra Castelleone e la cascina Oriolo (un rettilineo creato nel 1856), la circonvallazione sud di Crema (dalla cascina Cà delle Mosche al cimitero maggiore, realizzata negli anni 1950/1951) e una buona parte della strada preesistente che partiva da Ombriano e che proseguiva per Pandino via Palazzo Pignano (la "provinciale di Cassano"). Per l'attraversamento del fiume Adda fu utilizzato il ponte in cotto costruito nel 1882.

La nuova "Paullese" rimaneva incompleta, tuttavia, nel milanese anche a causa della crisi politica in atto nell'ente provinciale durata ben 18 mesi e conclusasi nel 1962. Nello stesso anno l'Unione Regionale delle Camere di Commercio intervenne per sollecitarne il completamento. Verso la fine dell'anno il ministro per i lavori pubblici Fiorentino Sullo firmava il decreto per statalizzare la nuova strada. L'ANAS, cui venne affidata la gestione, le diede il numero 415 e il nome di "Paullese" e si impegnò a finanziare con 500 milioni di lire e quindi appaltò i lavori del tratto verso il capoluogo. I lavori vennero conclusi nel 1965: la variante di Zelo Buon Persico e Paullo fu aperta nel mese di novembre e costò complessivamente 700 milioni di lire.

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001, la gestione passava dall'ANAS alla Regione Lombardia che ne provvedeva il trasferimento dell'infrastruttura al demanio delle province di Milano, Lodi e Cremona per le tratte territorialmente competenti.

La segnaletica (specialmente nel settore cremonese) non è stata aggiornata in modo uniforme. Nel tratto milanese e in quello lodigiano, è segnata come ex SS 415 sugli indicatori di progressiva chilometrica e sui cartelli direzionali. Nel tratto cremasco e nel tratto cremonese è tuttora segnata come SS 415, se si esclude la variante di Santa Maria dei Sabbioni realizzata nel 2002 e quindi posteriore all'entrata in vigore del decreto: su questa breve tratta (3 km) sotto la progressiva chilometrica non vi è indicata alcuna denominazione.

Nel 2006 l'amministrazione provinciale di Cremona in collaborazione con i comuni interessati ha promosso un piano di recupero della vecchia strada, riadattando a pista ciclabile un lungo tratto rimasto per anni in abbandono; tale pista fa parte integrante di un più lungo percorso denominato pista ciclabile Antica Strada Regina.

La strada avrebbe dovuto confluire in un nuovo sistema di gestione regionale: il 10 marzo 2017, infatti, Regione Lombardia e ANAS firmarono un protocollo d'intesa per la fondazione di una società partecipata con il fine di gestire 1.590 km di strade lombarde, tra queste era prevista la ex strada statale 415 "Paullese".

Criticità Il progetto non era ancora concluso e si manifestarono già le prime criticità; una di queste era dovuta agli incroci a raso; il quadrivio con la strada Castelleone-Montodine, ad esempio, fu subito teatro di gravi incidenti che spinsero l'ufficio tecnico del comune di Castelleone a stipulare un accordo con l'amministrazione provinciale per creare curve d'innesto ed aiuole spartitraffico.

Il problema degli incroci con la viabilità preesistente fu spesso tema di discussione per ottenere la necessaria sicurezza (spesso mancavano anche le fonti di illuminazione) e interessò nel corso degli anni un po' tutte le intersezioni, sebbene alcune, per flussi di traffico, furono causa di un numero particolarmente elevato di incidenti, quali il quadrivio con la strada Bergamina (nei pressi di Dovera) già ritenuto pericoloso dalla stampa alla vigilia dell'apertura della "direttissima" e successivamente ribattezzato dalla stessa stampa locale "il crocicchio della morte". Solo nel 1967 si provvide a costruire un rondò (con precedenze per coloro che transitavano sulla Paullese).

Anche il labirintico rondò di Cà delle Mosche fu teatro di molteplici scontri anche mortali e richieste di interventi migliorativi sugli organi di stampa.

Pure la soluzione a tre corsie (le due laterali per i due sensi di marcia, quella centrale per il sorpasso) si rivelò infelice e fu causa di scontri frontali ed incidenti gravissimi a causa di sorpassi azzardati o vietati. La terza corsia fu abolita nel 1968.

Sviluppi, modifiche e riqualificazioni

Nel 1968 fu finanziato il progetto della variante della Strada statale 235 di Orzinuovi tra Crema e Offanengo e con la sua realizzazione fu disegnato un nuovo innesto sulla "Paullese" presso la cascina Cà delle Mosche.

Con la costruzione della tangenziale est di Milano negli anni settanta, che nell'ultima parte ricalca il percorso di via Toledo, alla Paullese fu cambiato il punto di partenza, ovvero dalla stessa tangenziale, creando però una carreggiata preferenziale di due corsie per senso di marcia (tuttora esistente) per proseguire dalla paullese verso via Mecenate. Inoltre, lo svincolo fu disegnato per permettere un eventuale prolungamento della paullese verso Milano, non più per via Mecenate, ma verso l'ortomercato.

A causa di cedimenti del ponte ottocentesco nel 1983 fu appaltata la costruzione di un nuovo attraversamento dell'Adda concluso nel 1985.

Tra il 1992 e il 1993 furono eliminate cinque intersezioni sulla tratta tra Castelleone e Cremona: a Corte Madama di Castelleone (1 miliardo e 400 milioni), Santa Maria dei Sabbioni (1 miliardo e 400 milioni) e a Farfengo (1 miliardo e 150 milioni) furono innalzati dei cavalcavia. Alla Casetta Rossa (2 miliardi e 700 milioni) e all'incrocio per San Bassano (1 miliardo e 300 milioni) furono realizzati dei sottopassi.

Negli anni ottanta l'espansione urbanistica di Crema rendeva quanto mai necessario un intervento risolutivo dell'attraversamento cittadino, rallentato dagli impianti semaforici e dal traffico verso importanti servizi pubblici (ospedale, tribunale, scuole) sorti lungo l'arteria. Si iniziò a parlare di tangenziale nel 1982 e la sua approvazione fu frutto di una lunga gestazione politica e con i pareri contrari del mondo agricolo. La regione approvò il progetto nel 1988 e i lavori iniziarono nel 1990. La variante fu aperta dopo numerosi ritardi nell'autunno 1993.

Nel corso del primo decennio del 2000 furono intrapresi interventi quali: la rotonda di Pantigliate, all'intersezione con la "Vecchia Paullese" (poi assorbita nei lavori di raddoppio), la rotonda della Cerca a Caleppio di Settala / Mombretto di Mediglia col successivo sovrappasso, precursore dei sopracitati lavori di raddoppio.

L'8 novembre 2002 fu inaugurata la variante di Santa Maria dei Sabbioni, lunga 2,2 km e costata 4.850.000 euro; fu l'ultimo lavoro compiuto in provincia di Cremona a opera dell'ANAS che nel frattempo aveva ceduto la gestione della strada alle province.

Nel 2005 la giunta comunale di Milano guidata da Gabriele Albertini approvò il progetto di un asse di penetrazione urbana in prolungamento della strada Paullese, dalla Tangenziale Est a Rogoredo-Montecity preventivando un primo lotto di 22 milioni di euro terminato nel 2009 mentre nello stesso anno si dava avvio alla progettazione esecutiva del secondo lotto da 37,3 milioni di euro.

Nel 2006 con l'apertura di un centro commerciale alle porte di Cremona (il CremonaPo) fu realizzata una rotonda d'accesso che serve anche al quartiere Cambonino.

In località Costa Sant'Abramo, inoltre, nel 2007 fu completato lo svincolo di innesto del cosiddetto peduncolo inaugurato ufficialmente il 7 marzo 2008. In corrispondenza dello svincolo la Paullese fu lievemente deviata ed il tratto sottoteso di 180 metri fu declassato a strada comunale.

Esistono solo studi progettuali con lo scopo di definire il tracciato della variante all'abitato di Madignano, l'unico attraversamento urbano compiuto dalla Paullese. La provincia di Cremona ha inserito nel PTCP una strada a doppia corsia per senso di marcia con partenza sull'attuale viadotto sul fiume Serio (che andrebbe completamente rifatto) e termine presso la zona industriale di Oriolo. Il Comune di Madignano, nella seduta di consiglio del 27 novembre 2008 indiceva per l'8 febbraio 2009 un referendum consultivo: i cittadini approvavano l'inserimento della variante nel PTCP a maggioranza, col 62% dei votanti a favore ed il 38% contro. Le successive amministrazioni comunali, tuttavia, prendendo atto delle diverse priorità a livello provinciale e regionale (tra le quali il raddoppio della stessa Paullese tra Crema e Milano) manifestarono l'intenzione di riprendere gli studi per un tracciato settentrionale all'abitato.

A seguito di accordi e riqualificazioni sono stati declassati a strade comunali i tratti sottotesi alle tangenziali di Crema e Santa Maria dei Sabbioni nonché il tratto a quattro corsie nel comune di Cremona.

Nell'agosto 2014 fu abbattuto il cavalcavia dello svincolo San Michele lungo la tangenziale di Crema chiuso dal novembre 2013 per un evidente cedimento. Fu ricostruito e riaperto al traffico il 16 febbraio 2015; il ripristino del manufatto costò alla Provincia di Cremona 220.000 euro.

Il raddoppio