Membro del Partito Repubblicano, fu Consigliere per la sicurezza nazionale e Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America durante le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford tra il 1969 e il 1977. Nel 1973 fu insignito del premio Nobel per la pace.
All'inizio degli anni settanta si rese protagonista di una innovativa politica estera, raggiungendo alcuni importanti successi per gli Stati Uniti d'America, che gli valsero un grande prestigio internazionale e una crescente influenza all'interno dell'amministrazione Nixon.
I suoi metodi spregiudicati di azione politica, che non escludevano pesanti interferenze anche militari su governi e politici stranieri per salvaguardare a tutti i costi il potere statunitense e impedire la sopravvivenza di realtà politiche ritenute ostili, sono stati aspramente criticati.
Biografia
Heinz Kissinger nacque a Fürth, in Baviera, in una famiglia ebraica tedesca originaria di Bad Kissingen; suo padre, Louis Kissinger (1887-1982), era un insegnante mentre sua madre, Paula Stern (1901-1998), una casalinga. Oltre a Heinz i Kissinger avevano anche un altro figlio, Walter (1924-2021). La loro era una tipica famiglia ebraica borghese. Lasciarono la Germania nel 1938 in seguito alle persecuzioni antisemite dei nazisti. In un primo momento trovarono rifugio a Londra; di lì, con l'aiuto di alcuni parenti, si trasferirono a New York, a Washington Heights (Upper Manhattan).
Lì Heinz cambiò il suo nome in Henry. S'iscrisse alla High School George Washington e subito si dimostrò uno degli studenti più brillanti. Per proseguire gli studi serali d'inglese, durante il giorno lavorava come operaio. Successivamente s'iscrisse ai corsi serali del City College e cominciò a studiare ragioneria. Dapprima lavorò in una fabbrica di spazzole, poi in un'altra per pennelli da barba e infine trovò impiego in un ufficio postale.
Durante la seconda guerra mondiale Insieme al fratello Walter, nel 1943 si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti d'America. Kissinger decise di ottenere la cittadinanza statunitense il 19 giugno 1943 dopo il suo arruolamento; venne ingaggiato come traduttore per il tedesco da un organismo di controspionaggio, con il quale operò fino al 18 aprile 1946 nella Germania occupata. Arruolato come soldato semplice, fu affidato come interprete e aiutante del generale comandante della 84ª Divisione che, nell'aprile del 1945, fu inviata a Krefeld in Germania.
Conquistatasi la fiducia del comandante, gli venne affidato – sia perché parlava il tedesco, sia per le capacità dimostrate sul campo – l'incarico di riorganizzare l'amministrazione di Krefeld, allo sbando dopo la fine della guerra. Nel giro di poco tempo Kissinger da soldato semplice riuscì a ristabilire la situazione economica della città. Venne pertanto promosso sergente e subito dopo fu distaccato alla scuola dei servizi segreti del comando europeo, dove collaborava con gli ufficiali per dare la caccia ai nazisti fuggiti.
Terminata la guerra, l'esercito gli offrì di rimanere nella scuola come insegnante civile con un lauto stipendio, ma Kissinger rifiutò, poiché voleva portare a termine gli studi interrotti. Nel 1947 fu ammesso a Harvard.
Carriera accademica Nel 1950 ottenne cum laude il baccellierato; nel 1952 il Master of Art e nel 1954 il Dottorato di ricerca, tutti presso l'università di Harvard, con una tesi su Peace, Legitimacy and the Equilibrium. A study of the Statesmanship of Castlereagh and Metternich ()Luca Maggioni, Il leader nella Storia (da Napoleone a Mao): Kissinger interprete della Guerra Fredda, Rivista di politica: trimestrale di studi, analisi e commenti: 4, 2012 (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012).. Kissinger incominciò a lavorare a Harvard, anche se non come membro ufficiale del corpo docenti. Gli venne offerta una cattedra all'Università di Chicago, ma la rifiutò perché la considerava troppo lontana dalla scena politica di Washington. Preferì restare a Harvard, anche se con impieghi temporanei.
Nel 1959 fu nominato professore associato e professore di ruolo nel 1962, nel Department of Government e nel Center for International Affairs (), dirigendo dal 1951 al 1971 il programma di seminari internazionali di Harvard e contemporaneamente dal 1958 al 1971 il programma di studi sulla difesa di Harvard. Inoltre svolse consulenze per diversi organismi del governo federale (National Security Council, Council on Foreign Relations, RAND Corporation, Arms Control and Disarmament Agency, Department of State).
L'uomo che lanciò Kissinger nella politica fu Nelson Rockefeller, miliardario, persona di potere e di grande prestigio, repubblicano e collaboratore del presidente Eisenhower. L'incontro fra i due avvenne nel 1955, nel corso di un seminario che Rockefeller aveva organizzato a New York con istituti di cultura e organismi governativi per esaminare vari problemi di politica internazionale. Rockefeller offrì a Kissinger di lavorare alla sua fondazione con il titolo di direttore degli studi speciali.
Grazie a Rockefeller cominciò anche una proficua collaborazione con la presidenza Eisenhower come consulente per gli affari esteri. L'operato di Kissinger fu valutato positivamente e mantenne perciò il suo ruolo anche con le successive amministrazioni Kennedy, Johnson, Nixon e Ford.
Intanto non subì interruzioni la sua attività di studioso della strategia politica internazionale; nel 1958 pubblicò il suo primo libro, Nuclear Weapons and Foreign Policy (), che riscosse fin da subito un grande successo. Il libro divenne un best seller e richiamò su di lui l'attenzione di politici, giornalisti e di tutti coloro che si occupavano, in qualche modo, dei problemi strategici del potere americano. Kissinger propose una nuova teoria della pace e della guerra e un nuovo modo d'impostare i rapporti di potere in relazione alla rivoluzione avvenuta negli armamenti nucleari. Kissinger, nel frattempo, rimase affascinato dai discorsi della "Nuova Frontiera" di Kennedy. Arthur Schlesinger Jr., uno dei consiglieri più stretti del neo presidente, gli offrì una collaborazione. L'esperienza con Kennedy tuttavia non andò come sperato poiché Kissinger non riuscì mai a farsi accettare dal gruppo di potere, nonostante le sue teorie strategiche avessero spinto la presidenza a triplicare i fondi per le armi nucleari.
Carriera politica Dopo l'assassinio di Kennedy, Kissinger collaborò con il suo successore Johnson, che gli affidò incarichi speciali, come diversi viaggi in Vietnam per verificare l'attendibilità dei rapporti della CIA. Fu nel corso di queste missioni che Kissinger si rese conto degli errori che si stavano commettendo in Vietnam. Le relazioni dettagliate di Kissinger, tuttavia, non tolsero Johnson dai guai. In quegli stessi anni lavorò a un'altra importante opera di carattere storico-politico: A World Restored: Castlereagh, Metternich and the Problems of Peace, 1812-1822 (). Si tratta di uno studio sui tentativi compiuti dai due famosi statisti europei per riportare la pace in Europa dopo le guerre napoleoniche.
Nel 1968 Rockefeller, intanto divenuto governatore di New York, era l'unico avversario di Nixon alla convenzione repubblicana di Miami e assunse Kissinger come suo consigliere di politica internazionale. L'8 agosto di quell'anno Rockefeller subì una cocente sconfitta. Nixon fu designato al primo ballottaggio candidato del partito repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti d'America. Fu una delle campagne elettorali più drammatiche nella storia statunitense. Ad aprile, a Memphis, era stato assassinato Martin Luther King, a giugno la stessa sorte capitò a Robert Kennedy, probabile candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti.
Nixon vinse le elezioni promettendo ai suoi elettori la conclusione della guerra in Vietnam e la restaurazione della legge e dell'ordine in un paese dominato dalle proteste contro la guerra e dai disordini etnici e appena eletto, non perse tempo a definire il suo staff. Fu allora che Nixon mandò a chiamare Kissinger e, dopo un incontro al 39º piano dell'Hotel Pierre di New York, gli offrì la carica di Assistente del Presidente per la Sicurezza nazionale.Henry Kissinger, Gli Anni della Casa Bianca, pp. 19-24
Nell'amministrazione Nixon Kissinger e Nixon erano legati da sostanziali affinità: avevano una naturale predisposizione per la diplomazia segreta, una concezione politica ispirata ad un esasperato pragmatismo, una notevole dose di cinismo, un profondo amore per il potere, una stima reciproca, anche se non priva di una certa diffidenza. È interessante ricordare quel che Kissinger confessò in una celebre intervista concessa a Oriana Fallaci: «Sono stato contro di lui in ben tre elezioni». Kissinger, in meno di un mese, divenne il più importante consigliere del presidente, il suo consulente, compagno, apologista, amico e portavoce.
In un mondo in cui il bipolarismo militare non garantiva più quello politico, venne abbandonata in maniera definitiva la dottrina del "contenimento" e della "guerra totale", tipica del periodo della guerra fredda.
Nasceva la teoria della "guerra limitata", del linkage, del "negoziato permanente" per mantenere un equilibrio mondiale. «Non può esserci pace senza equilibrio di forze», disse Kissinger, che avrà un ruolo dominante nella politica estera degli Stati Uniti d'America tra il 1969 e il 1977. Ora che la superiorità militare statunitense si stava ridimensionando e che altri centri di potere stavano sorgendo nel mondo, era necessaria una diplomazia agile e dinamica, che costringesse a una convivenza internazionale, resa indispensabile per evitare il rischio di una guerra atomica.
Questo non significava abbandonare l'ipotesi di guerre locali e di una forte e minacciosa strategia militare che continuasse a garantire, tra l'altro, lo sviluppo della potenza industriale e bellica statunitense.
Vietnamizzazione
Il banco di prova di questa nuova dottrina fu la guerra nel Vietnam, dove il presidente Nixon si giocava il suo futuro politico.
"Vietnamizzazione" divenne la parola d'ordine del presidente statunitense: arrivare, cioè, a un progressivo disimpegno in una guerra insostenibile da un punto di vista economico, oltre che politico. L'obiettivo da raggiungere era quello di avviare una pace negoziata che permettesse agli Stati Uniti d'America di uscire onorevolmente dalla guerra. La politica di Henry Kissinger a questo proposito fu quella d'inserire la pace in Vietnam in un più ampio disegno strategico che vedeva coinvolte la politica delle altre grandi potenze mondiali, Unione Sovietica e Cina, in primo luogo.
Politica della distensione I primi frutti di questa strategia erano stati i colloqui di Helsinki per la limitazione delle armi nucleari fra Stati Uniti d'America e URSS. Kissinger cominciò un'attività da diplomatico sempre più frenetica: da Parigi a Pechino, da Mosca a Washington, dal Medio Oriente a Hollywood.
In quegli incontri si erano poste le basi degli accordi SALT, il primo trattato di non proliferazione nucleare che, nel marzo 1970, sarà sottoscritto da 100 paesi con la sola esclusione di Francia, India, Cina, Brasile. Il lavoro di definizione del SALT 1, prima, e del SALT 2, poi, sarà motivo di una lunga trattativa diplomatica tra Stati Uniti d'America e URSS. Pioniere della politica della distensione (o détente), Kissinger sarà osteggiato sia dalla sinistra pacifista, sia dalla destra a reazionaria. Diventato Segretario di Stato, si adoperò per l'allentamento della tensione con l'Unione Sovietica e negoziò il trattato SALT e lAnti-Ballistic Missile Treaty.
Nel 1971 compì due viaggi segreti in Cina per preparare il viaggio di Nixon del 1972, con il quale si diede avvio alla normalizzazione delle relazioni tra USA e Repubblica Popolare Cinese.
Fine della guerra del Vietnam