In Italia sono definite strade statali le arterie di interesse nazionale. Il Codice della strada definisce statali le strade che «costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale, congiungono la rete viabile principale dello Stato con quelle degli Stati limitrofi, congiungono tra loro i capoluoghi di regione/provincia...»
Storia Sin dalle riforme seguite alla nascita del Regno d'Italia, lo Stato si fece carico della realizzazione e della manutenzione di una rete primaria di strade per i collegamenti tra le principali città; nel 1865 la legge Lanza introdusse la classificazione delle strade tra nazionali, provinciali e comunali (cfr. Allegato F, art.10) ed il Regio Decreto 17 novembre 1865, n. 2633 elencò le prime 38 strade nazionali. A seguito dei lavori di estensione della rete stradale, la prima revisione dell'elenco avviene nel 1884 con il Regio Decreto n. 2197 che riporta le 90 strade nazionali del Regno.
Nei decenni successivi lo Stato investì significativamente nella realizzazione di strade, in particolare nel Sud, ma queste strade vennero progressivamente delegate alle province, provocando paradossalmente una riduzione dell'estensione della rete di strade nazionali a fronte di un forte aumento delle strade provincialiUn elenco di strade provinciali e delle 90 strade nazionali è reperibile nella. Inoltre, la rete stradale era considerata complementare a quella ferroviaria, su cui viaggiava il traffico a lunga percorrenza, al punto che per lungo tempo vi fu il divieto di classificare come nazionali le strade su percorsi già serviti dalla ferrovia.
L'avvenuta estensione della rete stradale rese necessario nel 1911 un aggiornamento dell'elenco redatto quasi 30 anni prima, formalizzato con il Regio Decreto n. 221 che comprende 84 strade nazionali. L'avvento dell'automobile, che richiedeva la disponibilità di strade veloci e ben pavimentate, cambiò la situazione, e nel primo dopoguerra si decise di rimettere mano alla questione. Si fronteggiarono due teorie contrapposte, legate ai desideri di espansione di enti pubblici tra di loro concorrenti: le Province premevano per ricevere in gestione anche tutte le residue strade nazionali, mentre il Genio civile, che allora accentrava la gestione dei lavori pubblici, proponeva un reinvestimento in una rete di strade di diretta gestione statale.
Un primo passo fu compiuto con il Regio Decreto n. 2056 del 15 novembre 1923, che riordinò ulteriormente la classificazione delle strade. L'elenco delle 118 strade cominciava dalla strada nazionale 1 Padana superiore e terminava con la strada nazionale 118 in Sardegna. Cadde anche il divieto di sovrapposizione con i percorsi ferroviari, dando il via alla progressiva sostituzione dei trasporti ferroviari con quelli stradali.
La riforma del 1923 non risolveva tuttavia la questione delle competenze, e di fatto non fu attuata. Il crescente accentramento di potere del regime fascista portò comunque alla definitiva affermazione del modello di gestione centralista, che culminò nel 1928 con la fondazione dell'Azienda Autonoma Statale della Strada (AASS) (legge 17 maggio 1928, n. 1094, G.U. n. 127 del 31/05/1928), che poi dal 1946 si trasformerà in ANAS.
Con l'istituzione dell'AASS, per la prima volta vi fu un ente che si occupò in esclusiva delle strade dello Stato; contemporaneamente, vennero istituite 137 strade statali, per la maggior parte riprendendo e rinumerando le 118 strade del decreto precedente, da SS 1 (Via Aurelia) a SS 137 (in Dalmazia nell'attuale Croazia). Questa numerazione è tuttora in uso, salvo le modifiche dovute a cambiamenti di tracciato o di confini nazionali.
Per queste prime strade le progressive cominciavano, passavano e terminavano sempre nei centri delle città (la progressiva delle strade statali che partono da Milano comincia in piazza Duomo), seguendo i tracciati antichi. SetteTrattasi delle seguenti strade: SS 57, SS 59, SS 60, SS 61, ex SS 135 (Litoranea Zaratina ed ex della Dalmazia), ex SS 136 (Mediana Zaratina ed ex del Mare di Karin) ed ex SS 137 (Orientale Zaratina ed ex della Val Kerca). di queste strade sono state cedute alla Jugoslavia con il trattato di Parigi del 1947.
Nel 1942, con l'annessione all'Italia di nuovi territori in Slovenia e in Dalmazia, furono classificate nella provincia di Cattaro due nuove strade (SS 138 e SS 139), oltre all'estensione della rete nella provincia di Lubiana (SS 56, SS 57 bis, SS 58 con diramazioni, SS 58 bis e SS 58 ter), in quella di Fiume (SS 14 e SS 14 bis) e in quelle di Zara e Spalato (SS 135, SS 136 e SS 137 con diramazioni); anche queste strade sono state cedute alla Jugoslavia con il trattato di Parigi del 1947.
Sulla base della legge 126 del 1958 sulle strade pubbliche, lo Stato cominciò a classificarne molte altreDM 16 novembre 1959: Inclusione di centouna strade nella rete delle strade statali - G.U. n.41 del 18/2/1960, p.573, anche di importanza minore, garantendo investimenti e manutenzione a spese dello Stato in ogni angolo d'Italia; a oggi, la numerazione delle strade statali ha superato il numero 750. Per queste ultime strade, le progressive venivano fatte iniziare al termine dell'abitato della città da cui partivano.
A partire dalla metà degli anni '60, l'ANAS cominciò a costruire anche una rete di superstrade che spesso affiancavano o completavano i percorsi delle strade statali, ma formalmente non le sostituivano. Queste strade, inizialmente denominate nei modi più disparati, vennero successivamente catalogate sotto il nome di nuova strada ANAS (NSA), anch'esso seguito da un numero progressivo. Nel tempo, molte delle nuove strade ANAS sono poi state riclassificate come strade statali, sia come nuovo percorso di una strada statale esistente, sia come nuova strada statale a sé stante con un nuovo numero.
Nel 2001, in conseguenza delle riforme federaliste di fine anni '90, moltissime strade statali vennero cedute alle Regioni, e da esse alle Province; lo Stato mantenne per sé solo una ossatura di strade fondamentali, nonché quelle che portano ai principali posti di confine con altri Stati. Dal punto di vista della classificazione, questo ha determinato una estrema e confusionaria varietà di nuove sigle e numerazioni delle strade, eseguite autonomamente da ogni ente locale senza un criterio comune; di conseguenza, spesso nell'uso comune le strade hanno continuato a essere identificate come "ex strada statale numero...".
Dal 2018, di fronte alla difficoltà da parte di molti enti locali di garantire la manutenzione delle ex strade statali, è stato avviato un progetto di "rientro strade" che prevede la restituzione all'ANAS di quasi 7000 km di strade, scaglionate in due fasi. Conseguentemente, queste strade hanno nuovamente assunto la preesistente numerazione di strada statale già rimossa nel 2001.
Generalità Quella di strada statale è una classificazione amministrativa. Il codice della strada italiano definisce tali le strade che:Art. 2 comma 6 lett. a) d.lgs 30 aprile 1992 n. 285
costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale; congiungono la rete viabile principale dello Stato con quelle degli Stati limitrofi; congiungono tra loro i capoluoghi di regione ovvero i capoluoghi di provincia situati in regioni diverse, ovvero costituiscono diretti e importanti collegamenti tra strade statali; allacciano alla rete delle strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i centri di particolare importanza industriale, turistica e climatica; servono traffici interregionali o presentano particolare interesse per l'economia di vaste zone del territorio nazionale.
Le strade statali possono essere definite tecnicamente come strade extraurbane principali (strada di tipo B) o come strade extraurbane secondarie (strada di tipo C). Le strade statali che attraversano centri abitati con popolazione di almeno abitanti sono strade urbane (tipo D e E) di competenza dei relativi comuni. Le strade statali che attraversano centri o nuclei abitati con popolazione inferiore a abitanti sono strade urbane (tipo D e E) di competenza del Comune, previo nulla osta dell'Anas.
I tracciati di alcune statali derivano da antiche strade romane, come ad es. la strada statale 7 Via Appia, che ripercorre a grandi linee la tratta dell'omonima strada romana.
Sono strade statali in quanto gestite dall'ANAS anche le strade identificate dalla sigla NSA.
Estensione e gestione
La rete statale conta circa 25.000 km di strade identificate con la sigla SS.
L'ente che gestisce tali strade, a totale partecipazione statale, è l'Anas S.p.A. (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), fondata nel 1946, sulle ceneri della vecchia AASS (Azienda autonoma delle strade statali) a sua volta istituita nel 1928. A causa dei processi di urbanizzazione, la stessa ha dismesso alcuni tratti di statali, in seguito alla loro acquisizione da parte dei Comuni interessati, che ora quindi ne curano la manutenzione.
Nomenclatura
Le strade statali italiane sono identificate da un numero e da un nome. Nei segnali stradali e nelle mappe il numero è preceduto dalla sigla SS, acronimo di strada statale. La nomenclatura delle strade statali gestite dall'ANAS segue, generalmente, lo schema SS n, dove n è un numero che va dall'1 (Aurelia) fino ad arrivare al 760 (Tangenziale Est Di Saluzzo) a seconda della data di istituzione della statale.
Le strade ANAS di nuova realizzazione, non ancora classificate, sono identificate dalla sigla NSA (nuova strada ANAS).
Sono detti "tratti stradali declassati/riclassificati" o "strade declassate/riclassificate" quei percorsi viari ceduti al demanio delle regioni, delle province o dei comuni, in conformità ai principi stabiliti dal comma 9 dell'art. 2 del Codice della strada.
Le eventuali diramazioni portano invece il numero della statale da cui si diramano, seguito da dir (diramazione), var (variante), racc (raccordo), radd (raddoppio), oppure bis, ter, quater ecc.; in alcuni casi viene utilizzata una combinazione di queste designazioni (es. SS 7 bis/var).
Per indicare un punto determinato di una strada statale, si usa indicarne la distanza chilometrica dal punto iniziale (ad esempio: il km 18,500 della strada statale 20 del Colle di Tenda e Valle Roja indica il luogo lungo la SS 20 a 18,5 km da Torino verso Ventimiglia). A questo scopo, lungo le strade statali sono disposte apposite pietre miliari o, più modernamente, cartelli stradali distanziati di un chilometro, numerati progressivamente. Inoltre ogni cento metri vengono posizionati dei cartelli più piccoli che indicano il chilometro espresso sull'ultima pietra miliare o cartello facente scopo e la distanza da questa in numeri romani (I per i 100 m, II per i 200 m, III per i 300 m e così via) per permettere un'identificazione più facile e dettagliata del punto indicato.
Numerazione delle prime 139 statali La numerazione delle strade da 1 a 139 fu fatta col seguente criterio:
Da 1 a 8: vie consolari con inizio a Roma. L'ordine è dato ponendo come prima la Via Aurelia e numerando le altre in senso orario: SS 1 - via Aurelia, che percorre la costa tirrenica e ligure, sino al confine francese; SS 2 - via Cassia, verso la Toscana interna; SS 3 - via Flaminia, verso l'Adriatico, passando per Umbria, Marche e Romagna; SS 4 - via Salaria, verso l'Adriatico, passando per la Sabina e le Marche meridionali; SS 5 - via Tiburtina Valeria, verso l'Adriatico, passando per l'Abruzzo; SS 6 - via Casilina, verso il Lazio meridionale; SS 7 - via Appia, verso l'Adriatico, passando per la Campania interna, la Basilicata e la Puglia; SS 8 - via del Mare, sino al lido di Ostia, senza uscire dal comune di Roma. SS 9: via Emilia, grande via consolare che, partendo dalla via Flaminia, congiunge la costa adriatica riminese con Milano. Da 10 a 19: vie dorsali di estensione nazionale. L'ordine segue le rappresentazioni geografiche, andando prima da nord-ovest a nord-est, poi verso sud passando per il centro.