Lhip hop italiano è un sottogenere della musica hip hop sviluppatosi in Italia all'inizio degli anni ottanta, passando da testi in inglese (es. Let get dizzy oppure Ontha Run degli storici Radical Stuff, 1992) a quelli in lingua italiana. Uno dei primi esperimenti è stato fatto nel 1986 dalla band bolognese "Raptus", fondata da Ohm Guru e Gaudi, con la Attack Punk Records (e dello stesso anno è anche Disoccupato Rappo, parodia rap dei torinesi Truzzi Broders), ma è negli anni Novanta che i gruppi appartenenti alla scena hip hop incidono i loro primi lavori significativi. Dopo un periodo di crisi attorno ai primi anni duemila, negli anni seguenti l'hip hop italiano ha riscontrato una notevole crescita commerciale con il lancio mediatico di numerosi rapper, la nascita di diverse competizioni di freestyle e la diffusione tramite internet.
Storia Anni ottanta In Italia la cultura hip hop fu introdotta negli anni ottanta grazie al primo tour mondiale di Afrika Bambaataa, attraverso la trasmissione su canali privati locali e regionali di alcune pellicole statunitensi dedicate al movimento, quali per esempio Beat Street (1984), Style Wars (1983) e soprattutto il lungometraggio del Wild Style. Nei primi anni Ottanta i film che diffondevano l'immaginario legato alla cultura Hip Hop erano The_Warriors_di_Walter_Hill (1979, Paramount Pictures), Fame di Alan Parker (1980, prodotto da David De Silva e Alan Marshall). (1983) ma già durante i primi anni Ottanta l'immaginario legato al graffiti writing e alla breakdance faceva da sfondo in film come The Warriors di Walter Hill (I Guerrieri della Notte, 1979) e Fame (Saranno Famosi, 1980). Tra i pionieri del genere in italia sin dai primi anni Ottanta ci sono Ice One a Roma, DJ Gruff, Sean, Kaos, tra Milano e Bologna, Sha-One e Gransta MSV a Napoli.
Jovanotti, che a Roma conobbe questo genere, pubblicò l’album di debutto Jovanotti for President (1988), caratterizzato da strofe rappate in lingua inglese. Con le pubblicazioni di La mia moto e di Giovani Jovanotti, l'artista abbandonò in buona parte il corso iniziato l'anno precedente e quando rientrò in scena con un disco rap nel 1991, fu già parte di un fenomeno più vasto.
Si può dire che Jovanotti fu uno dei primi a fare rap in Italia e poi a farlo conoscere al grande pubblico, ma senza mai avvicinarsi alla cultura hip hop. Successivamente gli venne riconosciuto un ruolo di precursore per l'hip hop in Italia, anche se in realtà si può dire che Jovanotti fece sì che una forma di espressione già presente sul suolo italiano, spesso in ben altra veste, fosse conosciuta per la prima volta dal grande pubblico.
In città come Roma e Milano si crearono gruppi di breaker e writers che si riunivano di pomeriggio e organizzavano dei contest che in poco tempo raggiunsero una risonanza tale che vi partecipavano ragazzi provenienti da tutta Italia e addirittura dall’estero. All’epoca non era ancora chiaro che le diverse discipline facevano parte di un unico movimento: inizialmente si reputava che fosse impossibile fare rap in italiano per via della metrica, degli accenti, di cadenze e di sillabe. DJ Enzo, DJ Gruff, Ice One, Pinzu, Shark e Josta sono tra i primi a provarci ma per tutto il decennio nessuno della scena osa incidere dischi rap in italiano.
Anni novanta All'inizio degli anni novanta si muovono i rapper delle posse, termine inglese che significa "gruppo", attivisti nel campo politico-sociale e di rivendicazione di diritti, che si servono della musica per esprimere le proprie opinioni e diffonderle. Il movimento si sviluppa essenzialmente nell'ambito dei centri sociali.
Nel 1990 il collettivo romano Onda Rossa Posse (dalle cui ceneri nasceranno gli Assalti Frontali) incide il primo disco in vinile di rap italiano che contiene il singolo Batti il tuo tempo. Anche La scena bolognese è in fermento in quegli anni e nel 1991 gli Isola Posse All Stars incidono Stop al panico.
A Roma invece si fanno notare gli Assalti frontali che incidono l’album Terra di nessuno.
Gli Almamegretta, i Sangue Misto, i 99 Posse, i Camelz Finezza Click, i sardi Sa Razza e La Fossa, i Nuovi Briganti, Frankie HI-NRG con Fight da Faida sono la colonna sonora del rap italiano old school dei primi anni novanta, anni in cui le stragi di mafia hanno scosso la penisola. Nel 1993 Frankie HI-NRG con il disco Verba Manent diventa il primo rapper italiano a pubblicare un disco di hip hop in italiano distribuito da una major.
Le sonorità di quegli anni, molto semplici, vennero completamente abbandonate con l'arrivo di artisti quali Articolo 31, Bassi Maestro, Otierre, The NextOne, Kaos al nord, Colle der Fomento, Flaminio Maphia, Piotta e Cor Veleno a Roma, il precursore Lou X con suo cugino C.U.B.A. Cabbal a Pescara, ognuno con un proprio stile e un proprio modo di fare rap. Senza dubbio fra i citati i maggiori esponenti sono gli Articolo 31. Nel 1994 i Sangue Misto segnano l'epoca pubblicano uno dei dischi old school più importanti della storia dell’hip hop italiano dal titolo SxM che diventa negli anni un culto dell’hip hop: il disco si distingue dagli altri hip hop degli anni novanta grazie a sonorità acide e cupe e grazie alla modalità di scrittura dei testi utilizzando all’interno del disco degli slang nuovi, particolari ma molto musicali.
Nel 1993 l'album Strade di città degli Articolo 31 entrò nella classifica italiana degli album, vendendo oltre copie, un record per un album hip hop dell'epoca. Anche Neffa nel 1996 ebbe un buon successo commerciale raggiungendo il disco d'oro con il suo lavoro corale Neffa & i Messaggeri della Dopa.
Comincia così quella che viene definita la golden age del rap italiano. Uno dei rapper rappresentativi di questa fase fu Joe Cassano, cresciuto musicalmente tra New York e vari collettivi italiani, tra cui la Porzione Massiccia Crew di Bologna, fondata da Inoki. Con l'album Dio lodato, pubblicato postumo nel 1999 a causa della sua morte prematura avvenuta per arresto cardiaco, Cassano venne definito come il "più grande cultore della golden age", segnando l'epoca con brani come Dio lodato per 'sta chance..., Gli occhi della strada e Nocche dure.
Nel 1994 gli Articolo 31 pubblicarono Messa di vespiri, contenente il singolo Ohi Maria (vincitore del premio Un disco per l'estate), mentre due anni più tardi pubblicarono Così com'è, promosso dai singoli Tranqi Funky e 2030, che viene riconosciuto come l'album più importante della storia dell'Hip Hop Italiano. È l'album rap italiano più venduto di sempre con oltre 600 000 copie vendute, inoltre è l'unico album rap italiano ad aver vinto il disco di diamante. Sempre nel 1994 inoltre fu fondata la crew Spaghetti Funk. A caratterizzare questi MC e DJ è dunque la somiglianza di stile, di contenuti e di musica, legata come dicono loro ad una componente funk, oltre che rap. Il legame tra tutti gli artisti, nato intorno al 1994, si è rafforzato nel 1998 quando tutti insieme intrapresero un tour per l'Italia, per promuovere l'album Nessuno degli Articolo 31. Nel dicembre 1999 uscì Xché sì!, che vide un miscuglio di funk e hip hop che conferì a quest'album una musicalità molto orecchiabile. Numerose le collaborazioni con artisti importanti tra cui Kurtis Blow, noto per essere il primo rapper della storia ad ottenere un disco d'oro con un suo singolo.
Altri album di importanza rilevante nel corso di questo periodo sono Novecinquanta di Fritz da Cat, Fastidio di Kaos, Sotto effetto stono dei Sottotono, 107 elementi di Neffa, Sindrome di fine millennio degli Uomini di mare, Deluxe dei Lyricalz, La realtà, la lealtà e lo scontro di Lou X, Il mondo che non c'è di Chief & Soci del 1997.
Anni duemila Sul finire del 1999 il gruppo milanese Sacre Scuole, composto da Jake la Furia, Gué Pequeno e Dargen d'Amico, pubblica l'album 3 MC's al cubo.
Nel 2001 i Sottotono partecipano al Festival di Sanremo per poi sciogliersi poco tempo dopo. Nel 2003 il rapper pugliese Caparezza raggiunge il successo con l'album Verità Supposte e in particolare col singolo Fuori dal tunnel.
Dopo lo scioglimento degli Articolo 31, con DJ Jad e J-Ax che intraprendono carriere da solista, con quest'ultimo che si sposta verso il genere Rap rock, e l'abbandono di Neffa dalla scena rap, si ha un periodo di stanchezza per la scena italiana che si risveglia con alcune produzioni: in primis vanno ricordati Mi fist dei Club Dogo, Chi more pe' mme dei Co'Sang, Sangue dei Truceboys, 60 Hz di DJ Shocca, Fabiano detto Inoki di Inoki, Mondo Marcio di Mondo Marcio e Mr. Simpatia di Fabri Fibra.
Nonostante l'Italia rimanga salda nell'underground, il mercato dei dischi, capeggiato da etichette indipendenti come la Portafoglio Lainz o la Vibra, dà comunque dei risultati. E nel 2006 diversi MC riescono ad ottenere un contratto discografico con delle major: Mondo Marcio firma per la EMI, Inoki con la Warner, Fabri Fibra e i Club Dogo con la Universal, mentre i Cor Veleno firmano per la H2O Music, essendo i primi artisti italiani a sfruttare la musica formato digitale. Alcuni videoclip, come quello di Applausi per Fibra di Fabri Fibra, riescono ad arrivare su emittenti come All Music o MTV e guadagnare discrete posizioni nelle classifiche.
In questo periodo nascono anche i primi contesti di freestyle, tra cui 2theBeat, Tecniche Perfette ed MTV Spit. Tra il 2006 e il 2008 il genere si espande a un pubblico più ampio, inizialmente grazie all'album Solo un Uomo di Mondo Marcio, che portò il genere al grande pubblico in Italia, successivamente seguirono gli album Tradimento di Fabri Fibra e Marracash di Marracash che riuscirono a conquistare le prime posizioni in classifica.
Intanto a Roma, tra tutti i gruppi hip hop, si affermava il truceklan, creato dall'unione dei gruppi hip hop Truceboys e In the Panchine. Tra gli esponenti principali del gruppo spiccavano: Noyz Narcos, Metal Carter, Gel, Cole, Gemello, Chicoria, Benassa, Duke Montana (uscito dal gruppo nel 2011) e Zinghero. Mentre dalla parte della produzione: Lou Chano, DJ Sano Volcano, 3FX, Fuzzy, DJ Gengis, Rough, Giordy Beatz, Meme, DJ Sine, Marco Tozzi e Low Killa. Gli album realizzati dal collettivo sono: Sangue, Ministero dell'Inferno e In the Panchine. I Generi toccati dal gruppo vanno dal Gangsta rap all'Hardcore hip hop al Rap metal.
Anni duemiladieci Dal 2010 dopo il successo del singolo Tranne Te di Fabri Fibra si crea un vero e proprio fenomeno di rapper mainstream. Nello stesso anno viene pubblicato C'eravamo tanto odiati, primo e unico disco dei Due di Picche, duo composto da J-Ax e Neffa, pionieri dell'Hip hop Italiano anni '90.
Fanno il loro debutto nella musica rap italiana artisti come Emis Killa, Clementino, Fedez, Gemitaiz, MadMan, Rocco Hunt e Salmo. Allo stesso tempo nascono artisti che riescono a portare la loro musica ad alti livelli di vendita, esempi di questi artisti sono Noyz Narcos del TruceKlan e Nitro.
Tra il 2015 e il 2016 arriva in Italia l'influenza trap, a partire da XDVR e Sfera Ebbasta di Sfera Ebbasta e Trilogy della Dark Polo Gang, una raccolta dei mixtape Crack musica di Tony Effe e Dark Side, Succo di zenzero di Wayne Santana e The Dark Album di Dark Pyrex. Seguono questa scia nuovi artisti come Ghali, Lazza, Achille Lauro, Capo Plaza, Izi, Tedua, Massimo Pericolo, Rkomi, Ernia, Laïoung, Cromo, DrefGold, il collettivo FSK Satellite (composto da Taxi B, Sapobully e Chiello) e molti altri; sebbene l'underground resti ben saldo con artisti come Lord Madness, Murubutu, Claver Gold, FastCut, Suarez, Leslie, Hard Squat Crew, Inoki, Rancore, Mezzosangue, Lanz Khan, Mattak, Gionni Gioielli, L'Elfo e molti altri.
Escono in questi anni album già diventati classici del genere come Silenzio di Rancore&DJMyke, Musica Cicatrene di MezzoSangue, The Island Chainsaw Massacre di Salmo, Il cuore e la fame di Egreen e Dead Poets di DJ FastCut.
Anni duemilaventi