Sperlonga ( ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Sperlonga sorge su uno sperone di Monte San Magno, nel settore sud-occidentale dei monti Aurunci che si protende nel golfo di Gaeta, mar Tirreno.
Il territorio circostante è prevalentemente pianeggiante. La spiaggia, caratterizzata da sabbia fine e dorata, si alterna a speroni rocciosi che si protendono verso il mare, formando calette, spesso accessibili solo via mare. Queste formazioni rocciose si trovano a sud della cittadina, in direzione del promontorio di Gaeta. Clima Il clima è di tipo mediterraneo, con estati brevi, calde, afose, asciutte e prevalentemente serene, e inverni più lunghi, freschi, piovosi e parzialmente nuvolosi; nel corso dell’anno la temperatura varia in genere da 5-6 °C a 30 °C, con valori raramente inferiori a 2 °C o superiori a 33 °C.
Le temperature medie mostrano un minimo invernale tra gennaio e febbraio, con massime medie di 12-13 °C e minime di circa 6 °C, mentre il periodo più caldo si concentra tra luglio e agosto, quando le massime medie raggiungono i 30 °C e le minime si attestano intorno ai 20 °C.
La piovosità è distribuita durante tutto l’anno, ma presenta una marcata riduzione estiva: luglio è il mese meno piovoso, con circa 14 mm e 2,6 giorni di pioggia, mentre novembre è il mese più piovoso, con circa 98 mm e 10,2 giorni di pioggia; la stagione più piovosa si estende indicativamente da metà settembre a fine aprile. Classificazione climatica: zona C, 1175 GR/G.
Storia Nel territorio si trovano tracce di attività umana a partire dal Paleolitico medio.
Secondo una tradizione mitica, presso Sperlonga sorgeva la città di Amyclae (in greco Αμύκλαι), fondata dagli Spartani.
In età romana sorsero nel territorio, inquadrato nella giurisdizione del municipio di Fundi, numerose ville, la più celebre delle quali è quella cosiddetta dell'imperatore Tiberio, comprendente una grotta naturale modificata e decorata con sculture del ciclo di Ulisse. Le ville fungevano anche da centri di produzione per l'industria della pesca (vasche per l'allevamento).
Nel VI secolo i ruderi della villa imperiale furono adoperati come rifugio, ma il paese si sviluppò sul vicino promontorio di San Magno (65 m s.l.m.), uno sperone dei monti Aurunci, a difesa dalle incursioni via mare dei saraceni. Il nome deriva probabilmente dalla grande grotta (spelunca) inglobata nella villa di Tiberio.
Il castrum Speloncae viene menzionato in un documento del X secolo: comprendeva una piccola chiesa dedicata a san Pietro, patrono dei pescatori. Il paese si sviluppò intorno al castello progressivamente, per cerchi concentrici. Nell'XI secolo l'abitato fu cinto da mura, di cui restano due porte: la "Portella" o "Porta Carrese" e la "Porta Marina"; entrambe portano lo stemma della famiglia Caetani.
Sperlonga restò un piccolo paese di pescatori, continuamente minacciato dalle incursioni dei pirati, i quali, come ricordano vari murales, arrivarono a rapire gli abitanti per ridurli in schiavitù. Malgrado la costruzione di una serie di torri di avvistamento con la funzione di difesa costiera, la cittadina venne assalita e saccheggiata una prima volta nel 1534 dall'ammiraglio ottomano Khair Ad-Dìn, detto il Barbarossa; nel 1623 una flotta di corsari barbareschi vi fece un'altra incursione, di cui resta memoria nel poema Il sacco e rovina di Sperlonga nel 1623 del chirurgo e poeta Curzio Mattei di Lenola.
Ricostruita fra i secoli XVII e il XIX, assunse la forma attuale, detta "a testuggine", e vi vennero erette chiese e palazzi signorili.
Appartenente da secoli al Regno di Napoli e poi al Regno delle Due Sicilie, Sperlonga era compresa nell'antica provincia di Terra di Lavoro, in particolare nel distretto di Gaeta. Anche dopo la sconfitta militare di Francesco II di Borbone ad opera di Garibaldi e la successiva annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna (diventato nel 1861 Regno d'Italia), Sperlonga continuò a far parte della sopraddetta provincia. Nel 1927, volendo il regime fascista ridimensionare la provincia di Terra di Lavoro, il territorio del comune di Sperlonga fu annesso al Lazio (provincia di Frosinone, poi alla Provincia di Roma) togliendolo alla Campania, dove in quello stesso periodo veniva fondata la provincia di Caserta. Dal 1934 la cittadina fu incorporata nella neocostituita provincia di Latina (all'epoca Littoria).
Lo sviluppo di Sperlonga, basato soprattutto sul turismo, iniziò dopo l'apertura della via Flacca, una strada litoranea che unisce Terracina a Gaeta, passando per il litorale di Fondi, inaugurata il 9 febbraio 1958. Da allora, infranto il secolare isolamento, il paese uscì gradualmente dall'estrema povertà che lo caratterizzava.
Forte impulso gli fu dato anche dalla scoperta delle sculture della villa di Tiberio (1957).
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La chiesa di Santa Maria di Sperlonga, la cui prima menzione risale al 1135. A due navate, con matronei, successivamente subì modifiche e rifacimenti. Conserva una tela con la "Madonna Assunta" sull'altare maggiore ed una statua lignea di san Leone Magno nella cappella del presepe, dedicatagli al momento della sua consacrazione come patrono del paese (inizio del XVIII secolo). La cappella di San Domenico conserva un altare settecentesco e volta affrescata. Chiesa madre di Santa Maria Assunta in Cielo, consacrata ufficialmente il 15 agosto 1964. Qui si venerano san Leone Magno, protettore di Sperlonga, e san Rocco, compatrono. La piccola cappella di San Rocco, del XV secolo.
Architetture civili Palazzo Sabella, che si dice abbia ospitato nel 1379 l'antipapa Clemente VII in fuga da Fondi dopo la sconfitta di Marino. La facciata venne rifatta nel XVI secolo. Architetture militari Torri di avvistamento
La Torre centrale, detta localmente Torre Maggiore, apparteneva al sistema di torri di avvistamento impiantato nel XVI secolo: ne sopravvive solo una porzione nell'attuale centro del paese.
La Torre Truglia, edificata nel 1532 sulla punta del promontorio su cui sorge il paese. Venne distrutta durante un'incursione del Barbarossa e ricostruita nel 1611 e di nuovo distrutta nel 1623.
Al sistema difensivo appartenevano anche la "Torre del Nibbio", inclusa in un castello baronale prospiciente la piazzetta centrale del paese e la "Torre di Capovento", a 3 km a sud del paese, anch'essa costruita nel 1532 e utilizzata come dogana dal 1820.
Siti archeologici
La villa dell'imperatore romano Tiberio deriva dall'ingrandimento di una precedente villa tardo-repubblicana, con ambienti disposti intorno ad un portico. Una grotta naturale, già nota agli archeologi dal 1908, venne sistemata come sala da pranzo estiva, con giochi d'acqua e straordinari gruppi scultorei del ciclo di Ulisse (tra cui spicca il colossale Gruppo di Polifemo), rinvenuti in frammenti nel 1957 e attualmente conservati nel Museo archeologico nazionale di Sperlonga. La Villa Prato, villa rustica di eccezionale importanza, facilmente accessibile dalla via Flacca. Grotta di Tiberio
Aree naturali Parco regionale Riviera di Ulisse, che tutela un insieme di aree costiere caratterizzate da falesie, macchia mediterranea, fondali marini e rilevanti testimonianze archeologiche. Comprende ambienti naturali di particolare interesse, con pareti rocciose a picco sul mare frequentate dal falco pellegrino, tratti di costa ricchi di specie vegetali rare e fondali popolati da anemoni, pesci, nudibranchi e coralli. Accanto al valore naturalistico, il parco conserva luoghi storici e monumentali collegati all’età romana antica. Monumento Naturale Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento - Punta Cetarola SIC Lago Lungo (Sperlonga) IT6040012 SIC Duna di Capratica IT6040021 SIC/ZPS Costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta IT6040022 Oasi blu Villa di Tiberio, un'area naturale protetta e gestita dal WWF.
Società Evoluzione demografica
Religioni La parrocchia di Sperlonga fa parte della forania di Fondi nell'arcidiocesi di Gaeta.
Lingue e dialetti
Bunnì, bunnè, tènte ènne chempe sta préta tent'ènne puozze campè tu "Quent' enn te'? Te' n'enn. N'enn te'? Tent'te'"
Il dialetto di Sperlonga è, andando da nord a sud, l'ultimo dialetto classificato come mediano nella costa laziale. Il dialetto presenta tuttavia fortissime influenze meridionali. Sperlonga entrò infatti a far parte del Lazio nel 1927. Fino a quella data, a partire dall'Unità d'Italia era compresa nella provincia di Terra di Lavoro, prima nel Regno di Napoli. Dal punto di vista linguistico sono tuttora rimaste marcate caratteristiche fonetiche che ricordano questa secolare appartenenza amministrativa al Regno di Napoli. La parlata sperlongana, come le altre della zona costiera o dei suoi pressi, è però abbastanza diversa da altri dialetti della zona più interna.
Il dialetto è caratterizzato dalla metafonesi napoletana tipica di gran parte di quest'area, cioè dal conguaglio in ə di tutte le vocali finali. A Sperlonga, però, vi sono alterazioni anche delle vocali interne, che fanno somigliare la sua parlata, nel complesso, ai dialetti pugliesi e anche a quelli molisani. Ciò è forse dovuto all'importazione di pescatori dalla Puglia o anche alla presenza dei principi di San Severo (i Di Sangro) che hanno amministrato il comune. Il fenomeno in questione si verifica anche in vari dialetti dei comuni vicini.
Alcuni esempi lessicali confermano l'impressione suddetta: ad esempio, tu chèmpe ("tu campi"), ruffiène (ruffiano/i), mulignèna (melanzana), acché (qui), allè (là), dumméne (domani) ecc. Molti altri elementi, anche verbali, riconducono ai dialetti campani in generale, come, ad esempio, i possessivi suje (suo), soja (sua), o anche nuje (noi), je agge state (io sono stato), ncoppa (su).
Non mancano però elementi tipici dell'area linguisticamente "mediana" del Lazio, come l'articolo gliù (il), doppo (dopo), la tripartizione accussì-assussì-allussì (in questo modo, in codesto modo, in quel modo) tipica di tutto il Lazio meridionale e dell'Abruzzo. Vi sono fenomeni particolari, come il cambio di genere tra singolare e plurale: ad esempio, la parola gl'achiuovo (il chiodo), che al plurale diviene l'achiorve. A differenza dei dialetti campani veri e propri, non è presente la trasformazione di p in ch, infatti abbiamo ad es. piègne per dire "piangere" (nel napoletano è chiàgnere), o anche più che rimane come in italiano. È presente in alcuni casi la modifica di f in sc, anche questa tipica delle parlate campane (es. sciuscià = soffiare).
Tradizioni e folclore La festa patronale si svolge nei giorni che precedono e seguono la prima domenica di settembre, in onore di san Leone e san Rocco, nella chiesa della Madonna Assunta. Le due importanti processioni percorrono quasi tutto il territorio di Sperlonga, sia la città alta che quella marina in quanto la parrocchia dell'Assunta è l'unica in tutto il comune. Caratteristica la processione di san Rocco che giunge di sera fino al mare, dove vengono sparati fuochi d'artificio: poi la statua ritorna nel centro storico passando per la cappella a lui dedicata e per i tipici vicoli e scale di Sperlonga. Allietano le serate i concerti e i diversi spettacoli pirotecnici.
Cultura
Istruzione
Scuole Nel territorio comunale al 2026 sono presenti 1 scuola dell’infanzia (asilo), 1 scuola primaria (elementare) e 1 scuola secondarie di primo grado (media).
Musei Museo archeologico nazionale di Sperlonga, che raccoglie i reperti provenienti dalla villa di Tiberio, in particolare i monumentali gruppi scultorei rinvenuti in frammenti nella grotta alla fine degli anni cinquanta; la collezione comprende anche ritratti imperiali, divinità, elementi decorativi, ceramiche, lucerne e manufatti che documentano la continuità del sito fino al tardo impero.
Biblioteche Biblioteca comunale Auditorium
Economia