Biografia Nacque a metà dell'XI secolo in provincia di Reggio Calabria, nel paese di Melicuccà, già famoso all'epoca per essere stato il luogo in cui Sant'Elia Speleota passò gli ultimi anni della sua vita.
Incerta è la sua data di nascita, che si dovrebbe aggirare tra il 1035 e il 1040. Suo padre si chiamava Ursino, sua madre Maria.
Sulla sua formazione ebbe grande influsso Nicola, vescovo della vicina Oppido. Già da giovane intraprese la via del monachesimo presso il Monastero delle Grotte, fondato a Melicuccà da Sant'Elia Speleota, dove studiò assiduamente i Testi Sacri.
Fu presto ordinato sacerdote, e nel 1092 fu scelto come vescovo della piccola diocesi di Isola. Negli anni successivi viaggiò molto: si recò anche in Sicilia dove ordinò, seguendo il rito greco, alcuni sacerdoti. Ma la sua attività pastorale si svolse soprattutto in Calabria. Fu attivo in particolare a Medino (nella Piana di Sibari), a Scilla, a Squillace, a Bovalino e in molte zone della Calabria meridionale. Tentò anche di recarsi, invano, a Costantinopoli. La sua predicazione fu spesso accompagnata da eventi miracolosi: la messa in fuga di un lupo, la liberazione di un indemoniato dalla possessione demoniaca e la guarigione di un ammalato.
Fondò nei pressi di Amaroni il monastero di San Nicola di Vittorito, dove si ritirò negli ultimi anni della sua vita: qui infatti morì il 10 dicembre 1114. Venne prima sepolto a Solano (nei pressi di Bagnara Calabra) e successivamente fu traslato nella cattedrale di Bova. Di lui non si è conservata nessuna opera, tantomeno le reliquie.
Fu chiamato "Luca il Grammatico" (dal greco grammatikòs, ossia letterato) per la sua erudizione; dotato di grande eloquenza, era anche un valente innografo. Di ciò si ha testimonianza nel Codice Messinese Greco, nel quale sono presenti dei Canoni (poesie) da lui composti in onore di San Giovanni Battista. Luca era anche un valido amanuense, come dimostra una pergamena greca contenente il testamento dell'abate Gregorio, igumeno del monastero di San Filippo di Demenna, scritto dal monaco nel 1105.
Fu il primo vescovo della diocesi di Isola Capo Rizzuto (il cui nome greco dell'epoca era Asylon): durante la sua carica venne ritrovata l'icona sacra della Madonna Greca. Rimangono pochi reperti del suo vescovato per via di papa Gregorio XIII, che fece trasferire tutti i documenti, molte icone (ad eccezione della Madonna Greca, il cui culto è tutt'oggi molto sentito ad Isola Capo Rizzuto) e oggetti di valore a Roma come suo personale patrimonio. A Steccato di Cutro, che fu possedimento della Diocesi di Isola Capo Rizzuto per 400 anni, esiste ancora una collinetta che continua a portare il nome "Timpone San Luca", a testimonianza del suo passaggio.
Note
Collegamenti esterni
Con Vita e opere del venerabile padre nostro Luca, traduzione italiana di manoscritto greco.
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