La Teogonia () rappresenta un poema mitologico scritto da Esiodo, in cui viene narrata la storia e la genealogia degli dèi greci. Si ritiene che sia stato composto intorno al 700 a.C. e rappresenta una fonte fondamentale per la mitografia.
L'opera è composta da 1022 esametri. Ripercorre le origini e gli avvenimenti mitologici greci dal Chaos primordiale, fino al momento in cui Zeus divenne il re degli dèi.
La Teogonia esiodea L'opera è stata trasmessa dalla tradizione medievale bizantinaPer mezzo di circa trenta papiri e circa sessanta manoscritti. unitamente ad altre due opere esiodee, Le opere e i giorni e Lo scudo di EraclePur di ispirazione "esiodea", lo Scudo di Eracle va datato un secolo dopo il periodo in cui Esiodo compose, se si colloca tale periodo alla fine dell'VIII secolo a.C. (Cfr. ad es. Cesare_Cassanmagnago p. 14).Le altre opere "esiodee" sono andate perdute, tranne il Catalogo delle donne (; anche Eoie ) che, grazie al recupero di numerosi papiri egiziani, è stato in parte ricostruito..
La lingua utilizzata nella Teogonia è convenzionale almeno quanto quella omerica, ripetendone alcune caratteristiche con qualche innovazioneCesare_Cassanmagnago p. 16.; è quindi un dialetto ionico "composito", seppur Esiodo fosse nativo della BeoziaLuciano Agostiniani pp. 1141 e sgg..
Il contenuto della Teogonia esiodea propone quella che sembra essere la visione dei sacerdoti del culto di Apollo delfico, dove l'attrazione fra Chaos e Gaia sostenuta da Amore è il fondamento dell'universo e della sua armonia.Ilaria_Ramelli e Carlo_del_Grande, Teogonia, in Enciclopedia filosofica, vol. 11, Milano, Bompiani, 2006, pag. 11416. Tale modello mitologico riceve influenze dalle culture religiose e dai miti propri del Vicino Oriente antico e dell'antico EgittoIl testo, fondamentale tutt'oggi, di queste ricerche è Francis_MacDonald_Cornford, Principium Sapientiae. The Origins of Greek Philosophical Thought, Cambridge, Cambridge University Press, 1952, a cui si richiama, seppur con delle differenze nelle conclusioni, l'opera di Walter_Burkert: The Orientalizing Revolution. Near Eastern Influence on Greek Culture in the Early Archaic Age, Cambridge (Massachusetts), Harvard University Press, 1992.: la Teogonia si basa su testi precedenti, il più antico dei quali è un testo ittita del XIII-XIV secolo a.C. che propone una genealogia divina simile a quella proposta da EsiodoGiulio Guidorizzi. Il mito greco vol.1 Gli dèi, Milano, Mondadori, 2009, p. 1167.. Analogie sono riscontrabili anche con l'Enūma eliš, il poema babilonese della creazione, ove si narra della coppia generatrice Apsû e Tiāmat: Apsû viene poi ucciso da Ea e, successivamente, si afferma in qualità del re degli dèi Marduk.La religione greca, Ugo Bianchi, UTET, 1975, pag. 65.
L'inno alle dee Muse La Teogonia di Esiodo, così come ambedue i poemi "omerici", si contraddistingue per un preciso incipit che richiama l'intervento di alcune dee indicate con il nome di "Muse" (, ).
Come nota Walter Friedrich Otto, le Muse sono divinità con delle caratteristiche uniche: mentre alle altre divinità greche l'appellativo di "olimpiche" era applicato collettivamente, le Muse erano le uniche, insieme al padre Zeus, per le quali questo appellativo fosse usato anche singolarmente.
Esiodo racconta una vera e propria epifania: le dee incontrano il pastore Esiodo «mentre pascolava agnelli sotto il divino Elicone» apostrofandolo tra i «pastori campestri, vili creature obbrobriose, niente altro che ventri», ma le dee consegnano al pastore Esiodo il bastone (o lo scettro) decorato di alloro trasformandolo da «'ventre', ovvero rozzo contadino e pastore in poeta: una divina grazia tanto eccezionale quanto misteriosa»Cesare_Casanmagnago in Esiodo, Tutte le opere, Milano, Bompiani, 2009, p. 925..
Le Muse, dunque, sono le dee che donano agli uomini la possibilità di parlare secondo il "vero", e, figlie di Mnemosine (la Memoria), consentono ai cantori di "ricordare" avendo questa stessa funzione uno statuto religioso e un proprio cultoMarcel Detienne. I maestri di verità nella Grecia arcaica. Milano, Mondadori, 1992, p. 4.. La potenza del canto propria dei cantori ispirati dalle Muse arriva a dare l'"oblio dei mali e tregua alle cure"Esiodo, Teogonia 55.; un potere religioso che arriva loro dalla chiaroveggenza dovuta alla memoriaPierre Hadot. Che cos'è la filosofia antica. Torino, Einaudi, 1998, p. 22..
La genesi degli dèi
La Teogonia di EsiodoEsiodo, Teogonia' 116 e sgg. racconta come, dopo Chaos (), sorse l'immortale Gaia (), progenitrice dei Titani e degli dèi dell’Olimpo.
Da sola e senza congiungersi con nessuno, per partenogenesi, Gaia genera Urano (), ovvero il Cielo stellante;Definito “pari alla Terra”: tale attributo si riferisce alla sua estensione, giacché il Cielo, semisferico, finisce là dove finisce Gaia; la linea dell’orizzonte indica sia la fine del Cielo stellante che quella della Terra (Arrighetti, p. 326; Cassanmagnago p. 929). quindi i monti, dimore delle dee ninfe ( nýmphē),quindi le Oreadi (). e Ponto (), ovvero il Mare.distinto quindi da Oceano ().
Unendosi a Urano, Gaia genera i Titani (): Oceano ()In Iliade, XIV 201, Oceano è detto «padre degli dèi». Aristotele, in Metafisica I (A) 3,983 intende questo, «Oceano e Teti genitori del divenire», come anticipazione delle teorie di Talete., Ceo (), Crio (), Iperione (), Giapeto (), Teia ()Pindaro Istmica V la canta; da intendere come divinità della luce (cfr. Colonna p. 83)., Rea ( oppure ), Temi (), Mnemosine (), Febe (), Teti () e Crono ().
Dopo i Titani, l'unione tra Gaia e Urano genera i tre Ciclopi () Bronte, Sterope e ArgeDèi con un "occhio solo", i loro nomi richiamano rispettivamente il "Tonante", il "Fulminante" e lo "Splendente".Da notare la differenza con lOdissea, IX 187, dove i Ciclopi risultano dei giganteschi e selvaggi pastori e in cui, uno di questi, Polifemo,è figlio di Posidone. Qui, nella Teogonia esiodea, sono invece tre, dèì figli di Urano e Gaia, costruttori di fulmini che poi consegneranno a Zeus; in Callimaco, Inno ad Artemide, sono gli aiutanti di Efesto, costruttori delle fortificazioni delle città dell'Argolide, ma lo scoliaste (Esiodo Theog., 139) indica questi ultimi come una "terza" categoria di Ciclopi: «perché di Ciclopi ci sono tre stirpi: i Ciclopi che costruirono le mura di Micene, quelli attorno a Polifemo e gli dèi stessi.»., e gli Ecatonchiri () Cotto, Briareo e Gige (dalle cento mani e dalla forza terribile)Così lo scoliaste (148): «Costoro sono detti venti che prorompono dalle nubi e sono di sicuro devastatori. Per questo miticamente sono provvisti anche di cento braccia perché hanno pulsionalità guerresche. Cotto, Briareo e Gige sono i tre momenti (dell'anno): Cotto è la canicola, cioè il momento dell'estate, Briareo è la primavera in rapporto con il fiorire ('bryein') e crescere le piante; Gige è il tempo invernale.» (Trad. Cassanmagnago, p. 503)..
Urano, tuttavia, impedisce che i figli da lui generati con Gaia, i dodici Titani, i tre Ciclopi e i tre Centimani, vengano alla luce. La ragione di questo rifiuto risiederebbe, per CassanmagnagoCassanmagnago, op. cit., p. 929., nella loro "mostruosità". Ecco che la madre di costoro, Gaia, costruisce dapprima una falce e poi invita i figli a disfarsi del padre che li costringe nel suo ventre. Solo l'ultimo dei Titani, Crono, risponde all'appello della madre e appena Urano si stende nuovamente su Gaia, nascosto,Nella vagina della madre, locheòs (così legge Shawn_O'Bryhim, Hesiod and the Cretan Cave in "Rheinisches Museum fuer Philologie" 140: 95-96, 1997). lo evira. Il sangue versato dal membro evirato di Urano gocciola su Gaia producendo altre divinità: le Erinni (: Aletto, Tesifone e MegeraQuesti nomi sono tuttavia di origine ellenistica, mentre la loro presenza è ternaria a partire da Euripide; nellIliade il nome è plurale (ad es. XIX, 418) che singolare (ad es. XIX, 87).), le dee della vendettaQueste dee rappresentano lo spirito della vendetta nei confronti di chi colpisce i parenti o i membri del proprio clan. Sono anche le divinità che sorvegliano il rispetto degli impegni presi sotto giuramento e che impongono il rispetto del corso "naturale" degli eventi (in quest'ultima accezione cfr. Iliade XIX, 418 ed Eraclito fr. 94 Diels-Kranz)., i terribili Giganti ()NellOdissea (VII, 59) sono una tribù selvaggia che perisce insieme al loro capo Eurimedonte. e le Ninfe Melie ()Le Ninfe dell'albero di frassino. Anche queste divinità sono strettamente connesse con la guerra essendo il frassino l'albero con cui si costruivano le lance.Lo scoliaste (187) sostiene che da queste Ninfe viene la prima generazione degli uomini..
Ponto (, il Mare) generaNon è chiaro se per partenogenesi, o come gli altri successivi a lui, per mezzo dell'unione con Gaia, cf. Arrighetti p. 294, Cassanmagnago p. 931 (46). Nereo () detto il "vecchio", divinità marina sincera ed equilibrata; poi, sempre Ponto ma unitosi a Gaia, genera Taumante ()L'aspetto meraviglioso del mare, cfr. Arrighetti p. 294., quindi Forco ()L'aspetto mostruoso del mare, cfr. Arrighetti p. 294., Ceto () dalle belle guance, ed Euribia ().
Gaia e TartaroCfr. vv. 820-885. generano Tifone () "a causa dell'aurea" di Afrodite. Questo essere gigantesco, mostruoso, terribile e potente viene sconfitto dal re degli dèi (Zeus) e relegato nel Tartaro insieme ai Titani e da dove spira i venti dannosi per gli uomini. Infine Gaia unendosi a Tartaro generò Pallante () un gigante che tentò di violentare Atena durante la Gigantomachia nella quale perse la vita.
Note
Bibliografia , Collana Bur, Milano, Rizzoli, 1959.
Voci correlate Religione dell'antica Grecia Catalogo delle donne
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Collegamenti esterni
Scolii della Teogonia: Scholia Ad Hesiodum. - Thomas Gaisford - Google Libri, a cura di Thomas Gaisford, Oxonii e typographeo calrendoniano, 1820.
Categoria:Opere di Esiodo Categoria:Opere letterarie dell'VIII secolo a.C. Categoria:Testi sacri