Etere () è una divinità primigenia della religione e della mitologia greca.

È la potenza divina del cielo superiore e più puro della luminosità del giorno. Si tratta della divinità dell'aria superiore che solo gli Dei respirano, in contrapposizione all'aria respirata dai mortali ().

Genealogia Esiodo nella sua Teogonia (v. 124-125) indica Etere come figlio di Erebo (Ἔρεβος, le Tenebre)Da intendere come il buio dell'Al di là, cfr. Arrighetti p. 293. e Nyx (Nύξ, Notte),Da intendere come il buio di questo mondo, cfr. Arrighetti p. 293. e fratello di Emera (Ἠμἐρα, il Giorno)L'essere luminoso del Cielo o del Giorno, come l'essere tenebroso della Notte o di Erebo, non dipende essenzialmente dalla presenza o meno del Sole ma sono "pensati" come loro natura (Arrighetti, p.326; Cassanmagnago p.927). Per approfondimenti sul tema "tenebre-luce" in Esiodo cfr. Max Treu, Licht und Leuchtendes in der archaischen griechischen Poesie, StGen 18, 1965, 83-97; Dieter Bremer, Licht und Dunkel in der frûhgriechischen Dichtung. Interpretationen zur Vorgeschichte der Lichtmetaphysik. Bonn, Bouvier, 1976.

AcusilaoFGrHist - Acusilai Fragmenta 1- p.100 - Scholiastes Theocriti iin argomento Idyllii XIII dice che Eros è figlio della Nyx e di Etere.

Igino, mitografo di lingua latina del II secolo d.C., nelle Fabulae Praefatio. scrive che era figlio di Caligine (Tenebre) e di Caos. Da Giorno (Dies) ebbe come figli la Terra e il Cielo (Caelum) e il Mare. Mentre dalla figlia Terra ebbe come discendenza: Dolore (Dolor), Inganno (Dolus), Ira, Lutto (Luctus), Menzogna (Mendacium), Giuramento (Iusiurandum), Vendetta (Ultio), Intemperanza (Intemperantia), Disputa (Altercatio), Dimenticanza (Obliuio), Ottusità (Socordia), Paura (Timor), Superbia, Incesto (Incestum), Battaglia (Pugna), Oceano (Oceanus), Temi, Tartaro (Tartarus), Ponto (Pontus), i Titani (Titanes) e le tre Furie (Furiae).

Etere nell'orfismo Una teogonia di stampo orfico, quella attribuita a Ieronimo e a Ellanico di datazione incerta e che viene riportata nel modo più esauriente da DamascioDe principis 123 bis nel VI secolo d.C. Dall'acqua e dalla terra prese origine un serpente, il cui nome era Tempo/Chronos; a questo serpente era congiunta Ananke (Ἀνάγκη, Necessità) incorporea, per natura identica ad Adrastea, con le braccia aperte a contenere tutto il mondo. Etere umido è figlio di Tempo e fratello di Chaos senza limiti e di Erebo nebbioso; in questa triade Tempo genera l'uovo da cui nasce un essere dall'aspetto sia femminile che maschile: Protogono, anche chiamato Pan.

Un'ulteriore teogonia orfica emerge dai Discorsi sacriRiportati in Discorsi sacri in ventiquattro rapsodie; Orfici. Testimonianze e frammenti nell'edizione di Otto Kern; traduzione di Elena Verzura. Milano, Bompiani, pp. 313-529., di cui diversi autori neoplatonici riportano alcuni passi attribuiti a Orfeo, ma probabilmente frutto di una rielaborazione di materiale arcaico avvenuta tra il I e il II secolo d.C.Le religioni dei misteri (a cura di Paolo Scarpi). p. 629. In questa teogonia, Tempo (Χρόνος, Chronos) genera Etere e quindi un chásma (baratro, χάσμα) grande che si estende qua e làCfr. 66 Orfici. Testimonianze e frammenti nell'edizione di Otto Kern, p.329 e sgg..; poi il Tempo per mezzo di Etere forma un "Uovo d'argento".

Nella teologia Giamblico De Mysteriis Aegyptiorum, I,7, che a sua volta segue Aristotele, lo considera relazionato alla sostanza immateriale di cui si compongono gli dèi.

Note

Collegamenti esterni

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