I Philadelphia 76ers, conosciuti anche come Sixers (abbreviazione di Seventy-sixers), sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.
Storia Syracuse Nationals Fondati nel 1939 come Syracuse Nationals con sede a Syracuse (New York), iniziarono a giocare nella NBL nella stagione 1946-47 diventandone immediatamente il più importante team dell'est; per entrare nella lega il proprietario Danny Biasone pagò 5.000 dollari agli uffici della Lega a Chicago. Nel 1949, i Nationals e altre sei squadre della NBL furono assorbiti dalla BAA (Basketball Association of America) che assunse la nuova denominazione di NBA. Guidati da Dolph Schayes diventarono una delle squadre più forti della lega e, dopo due finali perse, vinsero il loro primo titolo nella stagione 1954-55, battendo i Fort Wayne Pistons.
Il trasferimento a Filadelfia e la stagione del record Agli inizi degli anni '60 iniziò a circolare l'idea di un trasferimento dei Nationals: Syracuse era l'ultima città di medie dimensioni ad ospitare una squadra NBA, ma era troppo piccola per garantire buoni profitti; infine, dopo l'acquisto del magnate della carta Irv Kosloff della squadra da Danny Biasone, il trasferimento diventò realtà. I Nationals si spostarono a Filadelfia nel 1963, l'anno seguente alla partenza dei Warriors. Il loro nome cambiò in "76ers", come omaggio al 1776, anno dell'indipendenza statunitense e alla loro nuova sede. Come allenatore venne scelto Schayes, che guiderà la squadra per quattro anni diventando il primo giocatore-allenatore in NBA. Per i primi quattro anni i 76ers giocarono principalmente nel Convention Hall e nella Philadelphia Arena, con apparizioni occasionali nel The Palestra, arena della Università della Pennsylvania.
Nel 1965 acquisirono la leggenda Wilt Chamberlain, che così tornò a giocare nella sua città natale. Nella stagione 1966-67 i Sixers con Chamberlain e altri campioni come Hal Greer e Billy Cunningham vinsero 68 partite nella stagione regolare, record che rimase imbattuto fino al 1971-72, quando i Lakers ne vinsero 69. Soprattutto interruppero la dinastia dei Boston Celtics battendoli nella finale di Division in gara 5 per 140-116, mentre nella finale NBA trionfarono contro i Warriors. Nella stagione 1967-68 i Sixers cominciarono a giocare allo Spectrum. Al termine di quel campionato cedettero Chamberlain ai Los Angeles Lakers e iniziò il declino della franchigia.
Il record negativo e l'arrivo di Doctor J Nella stagione 1972-73 i Sixers persero 73 incontri, con una striscia di 20 sconfitte consecutive, vincendo appena 9 gare, ancor oggi il minimo storico in una stagione di 82 partite. A risollevare le sorti della squadra fu l'acquisto nel 1976, dai Nets, dell'ala Julius Erving, soprannominato Doctor J o Dr J, uno dei giocatori più forti e spettacolari della storia dell'NBA.
Nella stagione 1976-77 Philadelphia tornò così a disputare una finale NBA venendo sconfitta dai Portland Trail Blazers di Bill Walton.
Allenati da Billy Cunningham raggiunsero nuovamente la finale nella stagione 1979-1980 in cui affrontarono i Los Angeles Lakers, perdendo per 4 a 2 non riuscendo ad arginare le straordinarie prestazioni di Magic Johnson che nella partita decisiva sostituì Kareem Abdul-Jabbar anche nel ruolo di pivot. Stesso identico risultato due anni dopo nella stagione 1981-82.
La situazione mutò nel campionato successivo con l'arrivo di Moses Malone. Potendo contare finalmente su un centro dominante i Sixers travolsero tutti gli avversari, ai playoff vinsero 12 partite su 13 e in finale ottennero la loro rivincita battendo i Lakers 4 a 0.
Gli anni di Charles Barkley
La marcia trionfale del 1983 fu il canto del cigno per Filadelfia. La stagione successiva fu caratterizzata da un netto calo di vittorie e da un'eliminazione al primo turno dei playoff. Al draft del 1984 i Sixers scelsero Charles Barkley, che diventerà l'assoluto protagonista delle stagioni successive della squadra. Malgrado il suo grande apporto di punti e rimbalzi però la squadra non riuscirà a ripetere le prestazioni precedenti, anche perché nel 1986 la proprietà decise di scambiare Moses Malone. Nella stagione 1987-88, la prima dopo il ritiro di Julius Erving, non riuscirono neppure a qualificarsi per i play off.
Negli anni successivi le cose non migliorarono di molto e i Sixers non riuscirono a competere con le squadre dominanti di quel periodo: i Detroit Pistons dei Bad Boys e i Bulls di Pippen e Jordan. Nel 1992 dopo aver fallito di nuovo l'accesso ai playoff Barkley fu trasferito ai Phoenix Suns in cambio di Jeff Hornacek, Andrew Lang e Tim Perry. L'operazione fece di Filadelfia una delle squadre più deboli della lega di quegli anni.
1996-2006: l'era Iverson Nel 1996 Philadelphia si aggiudicò la 1°scelta del draft NBA, e scelse Allen Iverson dalla Georgetown University, che portò ai 76ers un'ondata di cambiamento. Questo però non bastò, visto che nella stagione 1996 la squadra si posizionò in fondo alla classifica. Per questo la dirigenza decise di assumere un nuovo Head Coach: Larry Brown, un allenatore amante della tradizione e celebre per la sua reputazione di aggiusta squadre. Già dai primi contatti, però, sorsero problemi con Iverson che si caratterizzava come l'opposto di Brown, una giovane stella hip-hop determinata a fare di testa sua. Nel corso della stagione successiva i Philadelphia sentirono il miglioramento portato da parte di Brown, ma lui non fu comunque contento; per questo cercò acquirenti per vendere Allen Iverson, non riuscendo però in questo intento, e Allen restò a Philadelphia. Dopo quanto accaduto, però, Iverson decise di ascoltare Brown.
Grazie al patto stretto tra Iverson e Brown la squadra cominciò a vincere, arrivando ai playoffs dopo tanto tempo: vengono eliminati subito dai Pacers di Reggie Miller, così anche la stagione successiva. Nel 2001 la squadra arriva in finale, trascinata dalla stella Iverson, MVP della stagione, sostenendo grandi sfide, e subendo diversi infortuni, ma ciò non intimidì i Philadelphia volenterosi di vincere il titolo, contro i Los Angeles Lakers di Shaquille O'Neal e Kobe Bryant. Dopo una gara 1 in casa dei Lakers, piena di emozioni, dopo un estenuante tempo supplementare i 76ers vinsero, interrompendo la striscia vincente dei Lakers che erano imbattuti nei playoffs. La possibilità di vincere il titolo sfumerà, ma Iverson e Brown si coprirono di meriti ed elogi per l'eccellente lavoro svolto, rimanendo nelle memorie della città.
2006-2012: l'era Andre Iguodala Il 19 dicembre 2006 Iverson viene ceduto insieme a Ivan McFarlin ai Denver Nuggets in cambio del playmaker Andre Miller, dell'ala Joe Smith e di due scelte al primo turno al draft.
L'11 gennaio il GM dei Sixers Billy King annuncia che l'ala veterana Chris Webber ha accettato una buonuscita ed ha rescisso il suo contratto con i Sixers. I Sixers hanno pagato 36 milioni di dollari a Webber per il restante anno e mezzo di contratto (7 in meno di quanto gli avrebbero dovuto pagare) facendolo diventare free agent. Poco dopo Webber si è accordato con i Detroit Pistons. I Sixers selezionano poi l'ala piccola di Georgia Tech Thaddeus Young con la 12ª scelta assoluta. In seguito ingaggiano dai Miami Heat l'ala grande Jason Smith (21ª scelta da Colorado State), la guardia/ala piccola Derrick Byars dai Portland Trail Blazers (42ª scelta da Vanderbilt) e l'ala grande Herbert Hill dagli Utah Jazz (da Providence). Il 4 dicembre 2007 i Sixers licenziano King sostituendolo con il GM dei New Jersey Nets Ed Stefanski. Dopo la partenza di Iverson la leadership della squadra viene data all'altro A.I., Andre Iguodala. Con Iguodala i Sixers conquistano un posto ai Playoffs grazie ad una vittoria sugli Atlanta Hawks il 4 aprile 2008; era la prima volta dal 2005 che i Sixers si qualificavano per la postseason, nonché la prima dall'addio di Iverson. Vengono tuttavia eliminati per 4-2 dai Detroit Pistons al primo turno. Nonostante l'eliminazione i tifosi considerano la stagione un successo, visto che agli inizi di febbraio i Sixers erano a 12 partite dal 50% e avrebbero concluso la stagione con un record di 40-42.
Il 9 luglio 2008 i Sixers piazzano un colpo di mercato ingaggiando Elton Brand (2 volte All-Star e Rookie of the Year nel 2000), facendogli firmare un contratto di 5 anni a 79,795 milioni di dollari. I Sixers sono stati in grado di ingaggiarlo dopo aver ceduto Rodney Carney e aver rinunciato a tutti i free agent con restrizioni. Brand aveva inizialmente scelto di rinnovare il suo contratto con i Los Angeles Clippers, ma poi scelse di firmare con i Sixers per l'offerta più alta (ritenendola il "Philly-max") e per le maggiori possibilità di vincere l'NBA giocando in Eastern Conference. Questa mossa è stata oggetto di polemiche quando emerse un patto segreto tra lui e Baron Davis per giocare insieme nei Clippers. In seguito la squadra ha firmato la guardia free agent Royal Ivey dai Milwaukee Bucks, Kareem Rush dagli Indiana Pacers e l'ex Sixer Theo Ratliff dopo l'infortunio di Jason Smith. Il 2 settembre 2008 viene ingaggiato Donyell Marshall dopo che questo aveva dichiarato di voler tornare a casa e terminare la carriera nella città dell'amore fraterno. Rush, Ivey, Ratliff e Marshall firmarono tutti contratti al minimo stipendio salariale di veterani, ma erano considerati perni di una squadra in crescita. Durante l'off-season i Sixers rifirmano anche due importanti free agent: Lou Williams e Andre Iguodala, facendogli firmare rispettivamente un contratto a 5 anni a 25 milioni di dollari e uno di 6 anni a 80 milioni di dollari. Tuttavia i Sixers non riescono a ripetere le prestazioni dell'anno precedente. I Sixers partono con un record di 9-14 prima di licenziare l'allenatore Maurice Cheeks il 13 dicembre. Viene nominato allenatore l'assistente GM Tony DiLeo e le prestazioni dei Sixers migliorano gradualmente. Finiscono la stagione con un record di 41-41 (32-27 sotto la guida di DiLeo).
La prima stagione di Brand con i Sixers si conclude in anticipo a causa di un infortunio alla spalla destra e del relativo intervento. Nonostante la perdita di Brand i Sixers si guadagnano un posto ai Playoffs grazie alla vittoria sui Detroit Pistons per 90-95 il 4 aprile 2009. Al primo turno incontrano gli Orlando Magic. Tre delle prime quattro partite hanno finali al cardiopalma. Young e Iguodala realizzano tiri vittoria allo scadere rispettivamente in gara 1 e 3 mentre il Magic Hedo Türkoğlu realizza il tiro vincente in gara-4. Proprio come l'anno precedente i Sixers guidano la serie per 2-1, ma i Orlando Magic vincono tre partite consecutive eliminando i Sixers dai play-off. Durante l'off-season 2009 i Sixers selezionano al Draft il playmaker Jrue Holiday da UCLA con la 17ª scelta. I Sixers cedono poi l'ala grande Reggie Evans ai Toronto Raptors in cambio dell'ala piccola specialista da tre punti Jason Kapono, vincitore del Three-point Shootout nel 2007 e nel 2008. Questa offseason segna anche il ritorno del logo utilizzato dal 1977 al 1997, insieme a un nuovo stadio e a nuove uniformi rispetto a quelle introdotte nel 1982-83.
Inoltre, il 13 marzo 2009 i 76ers hanno giocato per l'ultima volta prima della demolizione al vecchio palazzetto: "The Spectrum". Per l'occasione si sono riuniti tutti i più importanti giocatori della storia dei 76ers come Julius Erving e Moses Malone. I 76ers hanno battuto i Chicago Bulls 104 a 101. Lo stadio verrà poi fatto implodere a capodanno 2010.