è un videogioco RPG del 2004, pubblicato da Square Enix e sviluppato da Level 5 per PlayStation 2. I protagonisti, i mostri e i luoghi sono stati disegnati da Akira Toriyama, l'autore di Dragon Ball.

Nel 2013 ne è stata realizzata una versione per Android e iOS, mentre nel 2015 per Nintendo 3DS.

Trama Riassunto Un giullare malvagio ruba uno scettro magico dal castello del re Trode, per conquistare un potere immenso con il quale vuole dominare tutto il mondo. Una diabolica maledizione intrappola il regno di Trodain in un groviglio di rovi magici e tutti i servitori del re sono trasformati in piante tranne re Trode, trasformato in un mostriciattolo, la principessa Medea, trasformata in un cavallo, ed Eroe, l'unica guardia del re rimasta illesa. Nella speranza di riportare il regno di Trodain al suo antico splendore, i tre intraprendono un lungo viaggio per dare la caccia allo stregone malvagio; a loro si uniranno il bandito Yangus, a cui l'eroe salva la vita, la maga Jessica e un cavaliere templare di nome Angelo. Così inizia la storia che si diramerà in tantissime avventure fantastiche, incontrando re, regine, ladri, draghi, maghi e mostri di ogni sorta, ma anche amici ed alleati.

Trama Il videogioco comincia con un flashback che vede il castello di Trodain distrutto da un mare di rovi. A questo punto la storia ha inizio con l'arrivo di una compagnia piuttosto mal assortita:

l'Eroe, un giovane spadaccino accompagnato dal suo topolino di nome Munchie (sarà il giocatore a sceglierne il nome); Yangus, un uomo dall'aspetto e dai modi rudi che segue fedelmente l'eroe, chiamandolo "capo"; Trode, uno strano essere verde dalla parlata stranamente forbita; Medea, un cavallo bianco che traina il carro dei protagonisti.

Trode in realtà è il re di Trodain ed è stato trasformato in troll dalla maledizione di Dhoulmagus, il mago giullare. Questa maledizione oltre ad aver distrutto tutto il regno di Trode, ne ha trasformato gli abitanti in alberi e sua figlia Medea in un cavallo (quello utilizzato dal gruppo per muoversi). L'unico personaggio rimasto immune alla maledizione è proprio l'eroe, che nel regno di Trodain faceva parte della guardia reale.

Dopo l'attacco da parte di un gruppo di Slime, i quattro raggiungono il villaggio di Farebury.

Qui l'Eroe e Yangus devono cercare Mastro Rylus, un anziano e saggio mago che è stato mentore di Dhoulmagus nell'arte della magia. Il villaggio è stranamente irrequieto a causa di un incendio che ha distrutto una casa, e, a quanto pare, ucciso una persona. I due poi fanno la conoscenza in un bar del "Grande" Kalderasha, un veggente che sembra aver perso i suoi poteri e che annega tutto il giorno la sua tristezza nell'alcol. In questo bar vengono a sapere che la persona rimasta uccisa è proprio Mastro Rylus, e che quindi il loro viaggio è andato a vuoto. Quando vanno a riferire l'accaduto a Re Trode, lo trovano assediato dai paesani che gli tirano oggetti addosso a causa del suo aspetto.

Costretti a lasciare il villaggio, vengono però raggiunti da Valentina, figlia di Kalderasha, che sembra averli riconosciuti grazie ad un sogno premonitore. Ella dice loro che il padre in realtà non ha perso i poteri, ma non riesce più a vedere il futuro a causa della perdita della sua sfera di cristallo. Sempre nel sogno ella ha visto la sfera perduta nelle profondità di una grotta a sud di Farebury, e chiede al gruppo di andarla a cercare. Raggiunta la grotta, Eroe e Yangus (ovviamente Re Trode non può rischiare di rovinare la sua regale persona) si inoltrano all'interno. Nelle estreme profondità delle grotte trovano la sfera fra le grinfie di Geyzer. Dopo un duro combattimento Eroe e Yangus sconfiggono il nemico il quale spiega loro di avercela con Kalderasha per aver gettato la sfera nella cascata ed averlo preso in piena testa. Tornati quindi a Farebury, Eroe e Yangus consegnano la sfera a Kalderasha che si chiarisce con la figlia, riacquistando la fiducia in sé stesso e nei suoi poteri. Per ricompensare i due avventurieri del loro aiuto, Kalderasha usa la sfera divinatoria per indicargli la direzione verso cui si è diretto Dhoulmagus, ossia il villaggio di Alexandria.

Ripreso il viaggio, Eroe, Yangus, Trode e Medea trovano un posto di confine completamente distrutto, segno del passaggio di Dhoulmagus. Nella nuova area i mostri, rispetto al livello attuale della compagnia, sono piuttosto forti, ma alla fine Eroe e company giungono nel villaggio di Alexandria dove vengono mal accolti da due ragazzini impertinenti che si atteggiano a guardie della città: una vecchia signora però li rimprovera per la loro scortesia e gli avventurieri possono riprendere le loro indagini e recarsi nella casa nobiliare degli Albert. Qui vengono a sapere che Alistair, il primogenito della casata, è stato brutalmente assassinato e che sua sorella Jessica è partita da sola allo scopo di rintracciare il malfattore ed ucciderlo. Scoperto che detto malfattore è Dhoulamgus e che probabilmente si nasconde nella vicina Torre di Alexandria, Eroe e Yangus si mettono in viaggio. Giunti in cima alla torre, dopo mille peripezie, Eroe e Yangus vengono attaccati da Jessica che li crede gli assassini di Alistair. In questo frangente Jessica non è ancora possibile muoverla! Ad ogni modo lo scontro viene interrotto dallo spirito di Alistair che appare alla sorella per informarla che ad assassinarlo è stato Dhoulmagus e non la compagnia dell'eroe.

Risolto l'equivoco, Yangus e l'Eroe tornano ad Alexandria ricongiungendosi con Trode e Medea (che ovviamente hanno atteso i due avventurieri nei pressi della città). Jessica invece parte da sola alla volta di Porto Prospero, luogo in cui è stato avvistato Dhoulmagus. Ovviamente anche gli eroi si mettono in viaggio per la medesima destinazione, e dopo un lungo viaggio tra scogliere maestose e paesaggi mozzafiatanti, giungono a Porto Prospero. Qui il gruppo viene a sapere che Dhoulmagus è stato visto camminare sulle acque del mare e che la sua presenza ha corrotto le creature dell'oceano; al punto che una gigantesca piovra, famosa per non essere malvagia, sembra invece essere impazzita e non risparmia attacchi ai danni delle navi. Per questo motivo tutte le rotte sono state sospese. Tocca quindi all'Eroe e a Yangus risolvere la situazione; i due avventurieri sconfiggono il potente boss riportando la tranquillità tra le creature del mare. Jessica, che intanto era anch'ella a Porto Prospero, rimane molto colpita dalla forza di Eroe e di Yangus, e saputo che anche loro sono sulle tracce di Dhoulmagus, decide di unirsi alla compagnia: da questo momento Jessica diventa giocabile.

Dopo una lunga traversata in mare, la compagnia giunge nel Continente Meridionale, precisamente nell'Approdo del Pellegrino; qui Trode e la sua tropue vengono a sapere che Dhoulmagus è stato visto andare verso sud, pertanto la compagnia segue quella direzione. Durante il viaggio, gli avventurieri arrivano nel villaggio di Simpleton dove decidono di fermarsi in una locanda. Qui fanno la conoscenza di Angelo, un templare don Giovanni molto portato al vizio delle donne e del gioco d'azzardo. Il templare, dopo aver barato in una partita di carte, scatena una rissa alla quale Yangus si tuffa con piacere, facendo man bassa dei suoi avversari. Angelo, resosi conto di aver coinvolto la compagnia dell'eroe, per farsi perdonare dona a Jessica un anello rappresentante l'effigie dei templari. Jessica però sembra non gradire molto le attenzioni di Angelo che considera solo un cascamorto casanova. Ad ogni modo Angelo lascia comunque l'anello alla sensuale ragazza dopodiché fa ritorno nella vicina Abbazia di Maella presso cui vive assieme al fratellastro, Marcello, il comandante dei templari. Il giorno seguente, la compagnia decide di recarsi all'abbazia, poiché Jessica è del tutto intenzionata a restituire l'anello ad Angelo, ma quando arrivano a destinazione, Angelo li sorprende con inaspettate rivelazioni: da un po' di tempo nell'abbazia sembra essersi insediata un'entità oscura, e temendo per la vita dell'Abate Franciso che per lui è come un padre, Angelo esorta Eroe, Yangus e Jessica ad andare nella dimora personale dell'abate per proteggerlo; difatti i cocciuti e testardi templari, che non credono alla storia di Angelo sull'oscura presenza, non lasciano passare nessuno, pertanto l'unico modo per entrare nella residenza del vecchio e malato abate è passare per le catacombe della vecchia abbazia, dove esiste un passaggio segreto che conduce direttamente nella dimora dell'abate. Cosicché Eroe, Yangus e Jessica accettano di aiutare Angelo, mentre ovviamente Trode e Medea restano fuori dall'abbazia, temendo che il grottesco aspetto del re-troll possa creare problemi. Entrati nelle catacombe, i tre eroi affrontano svariati morti viventi, tra cui un'anima dannata che cercava solo la pace eterna. Superati i vari ostacoli lungo la strada, gli avventurieri risalgono in superficie ed entrano nella dimora dell'abate Francisco giusto in tempo per salvarlo dal suo attentatore, ossia Dhoulmagus. Questo tuttavia fugge via poiché in quel momento irrompono Marcello e gli altri templari, che erroneamente accusano Eroe, Yangus e Jessica di aver attentato alla vita dell'abate. Vengono pertanto rinchiusi nelle prigioni (assieme a Trode che viene scoperto aggirarsi nei dintorni dell'abbazia), ma poi Angelo li libera. Durante queste sequenze si scopre che tra Angelo e suo fratello Marcello non scorre affatto buon sangue; il primo infatti viene accusato continuamente da Marcello di essere uno scansafatiche, ma in realtà sotto c'è ben altro. Ad ogni modo Eroe, Yangus, Jessica, Trode ed Angelo fuggono dalle prigioni ed una volta fuori dall'abbazia, trovano questa in fiamme. I cinque si precipitano alla residenza personale dell'abate, ma vi giungono troppo tardi; difatti Dhoulmagus è riapparso ed ha ucciso l'abate, e ferito Marcello e svariati templari. Compiuto il suo compito, il giullare fugge via, rendendo inutili i tentativi degli eroi di fermarlo. Qualche giorno dopo vengono officiati i funerali dell'abate. A quel punto Marcello chiede alla compagnia dell'eroe di inseguire Dhoulmagus e fargliela pagare; consegna loro la mappa del mondo (che sarà possibile aprire solo da questo momento) ed ordina al fratellastro Angelo di andare con Jessica e company. Tale compito però non glielo affida perché crede nelle sue potenzialità ma semplicemente “perché tu, Angelo, sei l'unico che qui nell'abbazia non è indispensabile”. In sostanza Marcello approfitta della situazione per sbarazzarsi dell'odiato fratello. Da questo momento Angelo diventa un personaggio giocabile (a dire il vero è possibile rifiutarlo, in tal caso diventerà membro effettivo del gruppo, quando gli eroi arriveranno a Pickman).