Lai d’Ignaure è un racconto narrativo in versi in lingua d’oïl, composto probabilmente tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII secolo. Il testo, anonimo, appartiene alla tradizione dei lais medievali di argomento amoroso e presenta una rielaborazione parodica di motivi diffusi nella letteratura cortese, tra cui quello del cuore mangiato.

Trama Ignaure è un cavaliere noto per intrattenere relazioni amorose con numerose dame dell’alta società, tutte sposate. Le donne, ciascuna convinta di essere l’unica amata, scoprono casualmente l’inganno e decidono di vendicarsi attirando il cavaliere in una trappola.

I mariti delle dame catturano Ignaure, lo uccidono e fanno cucinare una parte del suo corpo, che viene servita alle donne come pietanza. Solo dopo il pasto viene rivelata loro la verità. Alla scoperta dell’inganno, le donne scelgono di lasciarsi morire insieme, rifiutando ogni altro cibo.

Interpretazione Il Lai d’Ignaure è stato interpretato dalla critica come una parodia dei codici dell’amor cortese. La molteplicità delle relazioni amorose, la punizione collettiva e la sostituzione simbolica del cuore con un’altra parte del corpo mettono in discussione l’idealizzazione dell’amore adulterino tipica della letteratura cortese.

In questa prospettiva, il testo costituisce una deformazione consapevole del motivo del cuore mangiato, trasformando una tragedia amorosa in un racconto a forte componente satirica.

Tradizione e datazione Il Lai d’Ignaure è generalmente datato tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Il testo è tramandato da un numero limitato di manoscritti, circostanza che non ne ha impedito la diffusione nella tradizione letteraria medievale né la rilevanza negli studi sul motivo del cuore mangiato e sulle riscritture parodiche dell’amor cortese.

Rapporti con il motivo del cuore mangiato Il Lai d’Ignaure è frequentemente citato come una variante parodica del motivo del cuore mangiato, attestato anche nella vida di Guilhem de Cabestaing e in altri testi narrativi medievali. A differenza delle versioni tragiche del motivo, il lai sovverte il valore simbolico del cuore, accentuando la dimensione grottesca e collettiva della vendetta.

Note

Bibliografia Mariella Di Maio, Il cuore mangiato. Storia di un tema letterario dal Medioevo all’Ottocento, Milano, Guerini e Associati, 1996. Gaston Paris, «Le Lai d’Ignaure», in Romania, XIII (1884). J. E. Matzke, «The Legend of the Eaten Heart», in Publications of the Modern Language Association, XXVI (1911).

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