La chiesa di Santa Maria della Ciusara, conosciuta anche come Santa Maria Antica è una chiesa, dal 1900 proprietà della famiglia Mutti, ubicata nella località Ciusara, appartenente al Comune di Bonavigo, in provincia e diocesi di Verona.

Storia Il toponimo Ciusara (o Chiusara) si riferisce ad una chiusa di un canale comunicante con il vicino fiume Adige ed oggi dà il nome ad una località in cui sorgono una fattoria e la chiesa romanica di S. Maria, isolata nella pianura, al termine di una strada senza uscita.

La chiesa è probabilmente la pieve citata nella bolla di Papa Eugenio III, la Piae postulatio voluntatis del 1145 e inizialmente era parte delle proprietà della Cattedrale di Verona. Successivamente fu controllata dai Benedettini di Sant’Angelo in Monte in Verona, poi dai Canonici di Sant’Antonio in Alga di Venezia e, infine, dai camaldolesi del monastero di S. Michele in Murano. Fu sede plebana fino a tutto il Settecento, con il convento trasformato poi in fattoriaBenini, p. 255-256..

La chiesa, per gli affreschi che contiene, è databile alla fine dell’XI secolo o all’inizio del XII secolo, nonostante la datazione ritrovata su tre mattoni della parete sinistra, la quale riferisce che il prete Gotebaldo costruì quella chiesa nel 1294Il Butturini ritiene che l’anno sia da legge come 1094; Benini, p. 256..

Nel tempo l’edificio fu modificato. Nel Quattrocento fu murata la piccola abside sinistra per adibirla a fossa comune per la sepoltura delle monache, confermata da ritrovamenti effettuati, mentre successivamente, a causa di costruzioni addossate, fu demolita parte dell’abside maggiore.

All’intervento datato 1736, come riportato nell’iscrizione dipinta sull’arco trionfale, risale l’attuale altare maggiore.

Nel 1909 la chiesa è stata dichiarata monumento nazionale e, grazie agli interventi di restauro avvenuti durante il XX secolo e il XXI secolo, quest’ultimo finanziato dal PNRR, l’edificio è testimone di una storia antica giunta fino a noi.

Descrizione Esterno La chiesa presenta una facciata a capanna verso occidente con filari di mattoni a spina di pesce a vista e conci di pietra viva agli spigoli. Il portale d’ingresso è sovrastato da un oculo e, ancora più in alto, vi è un coronamento ad archetti pensili interrotto sul lato sinistro dal campanile, inserito nella facciata stessa.

La muratura è interamente in mattoni, mentre le absidi laterali sono ricavate nello spessore del muroBenini, p. 256..

Interno L’aula liturgica si presenta a pianta rettangolare, coperta da un tetto a capriate lignee e pavimentata con mattoni di piatto, mentre le pareti si presentano intonacate salvo alcuni tratti con iscrizioni incise e dei corsi di mattoni a spina di pesce.

Entrando nella chiesa, sulla destra, si trova un fonte battesimale seicentesco con due stemmi vescovili ad affiancare due colombe che si abbeverano ad un calice, simbolo dell’Ordine dei Camaldolesi. La presenza di una porta murata nella controfacciata e una interruzione della pavimentazione hanno fatto ipotizzare la preesistenza di un locale battesimaleBenini, p. 257-258.,

Sempre sul lato destro, oltre ad una iscrizione assieme ad una croce di consacrazioneNell’anno del Signore 1294, settima indizione, fu eretto un recinto (che separava il presbiterio dalla zona destinata ai laici) nel secondo anno (del governo della comunità da parte) del presbitero Bono. Tebaldo scrisse; , vi è una grata composta da elementi in cotto. Interpretata tradizionalmente come facente parte di una cella punitiva, oggi la si ritiene una grata legata al sacramento della Penitenza.

Interessanti sono gli affreschi nelle due absidi laterali. In quella di sinistra è raffigurato un santo vescovo anziano con il libro dei Vangeli e, sottostanti, ai lati, due santi martiri. In quella di destra vi è un Cristo adolescente e, al di sotto, ai lati, due santi, di cui, forse, S. Giorgio sulla destra. Questi affreschi, dallo stile bizantino, sono databili alla fine dell’XI secolo o all’inizio del XII secoloBenini, p. 256 e 258..

L’altare barocco, realizzato nel 1705, ha collocata al suo interno una pala di Leonardo Attavanti, conosciuto anche come Leonardo da Verona, eseguita nel 1494. In essa è raffigurata una Madonna in trono col Bambino tra i Santi Giovanni Battista, Girolamo, Pietro e Marco, mentre nella lunetta vi è Dio Padre e lo Spirito Santo in forma di colomba, il tutto secondo lo schema di una sacra conversazione. Sono mancanti le tre tavole della predella, vendute ad un antiquario veneziano dal primo proprietario della pala. Gli stemmi ai lati del trono della Beata Vergine Maria sono stati riconosciuti in quelli della famiglia Maffei. Si conosce che due dei suoi membri furono canonici di S. Giorgio in Alga, a cui apparteneva la parrocchia di Bonavigo fino al 1668.

Campanile

Costruito poco dopo al resto della chiesa, tanto da alterarne la facciata sul lato sinistro, il campanile è inserito nell’edificio per mezzo di un grosso pilastro interno. A base quadrata, la torre è composta da strati alterni di tufo e mattoni in cotto e possiede una cella campanaria con bifore sui quattro lati, coperta da tegole su cui svetta una Croce metallicaBenini, p. 257..

Note

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