Sotto il nome generico di sestina si individuano due strutture metriche diversificate: la sestina lirica e la sestina narrativa detta anche sesta rima.

La sestina narrativa o sesta rima

La sestina narrativa o sesta rima è una stanza composta da sei versi endecasillabi con schema: ABABCC. Come avverte Elwert non si chiamano sestina o sesta rima tutte le strofe di sei versi, ma solo il tipo ABABCC.W. Th. Elwert, Versificazione italiana dalle origini ai giorni nostri, Firenze, Le Monnier, 1991, p. 145. Su questa definizione è concorde anche F. Bausi-M. Martelli, La metrica italiana, Firenze, Le Lettere, 2003, p. 195: La sestina narrativa o sesta rima è una sorta di ottava decurtata, nella prima parte (quella a rima alterna) di un distico: consta infatti di sei versi, generalmente tutti endecasillabi, disposti secondo lo schema ABABCC. Pertanto, nell'eventualità in cui si dovessero riscontrare, per esempio, strofe con schema: ABABAB o ABCCDD si dovrà semplicemente parlare di strofe di sei versi.

Questa stanza viene utilizzata dal giovane Leopardi per la traduzione in italiano della Batracomiomachia di Omero; eccone l'incipit:

La sestina lirica

La sestina lirica o canzone-sestina è caratterizzata da stanze indivisibili e dalle seguenti regole:

Il componimento è formato da 6 stanze di 6 endecasillabi ciascuna Nessun verso rima all'interno della stanza I versi che rimano tra loro terminano con la stessa parola-rima Nel congedo di 3 versi ricompaiono tutte e 6 le parole rima: 3 in fine di verso e tre all'interno. I versi sono ordinati secondo la regola della retrogradatio cruciata, o permutazione centripeta. Questo lo schema:

ABCDEF, FAEBDC, CFDABE, ECBFAD, DEACFB, BDFECA.

Come si vede, in ogni stanza la prima parola-rima corrisponde alla sesta della stanza precedente, la seconda corrisponde alla prima, la terza alla penultima, la quarta alla seconda, la quinta alla terzultima e l'ultima alla terza. Quindi, la regola generale sarà, in cifre, 6-1-5-2-4-3, serie numerica che corrisponde, come ha mostrato Paolo Canettieri, al modo in cui sono disposti i punti sulle facce opposte dei dadiP. Canettieri, Il gioco delle forme nella lirica dei trovatori, Roma, Bagatto libri, 1996..

Nella poesia italiana questo particolare tipo di canzone è stata introdotta da Dante con Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra che si rifece alla canso di Arnaut Daniel Lo ferm voler qu'el cor m'intra.

1 Al poco giorno e al gran cerchio d'ombraA Ombra1 2 son giunto, lasso, ed al bianchir de' colli,BColli2 3 quando si perde lo color ne l'erba:CErba3 4 e 'l mio disio però non cangia il verde,DVerde4 5 sì è barbato ne la dura petraEPetra5 6 che parla e sente come fosse donna.FDonna6 7 Similemente questa nova donnaF Donna6 8 si sta gelata come neve a l'ombra:AOmbra1 9 ché non la move, se non come petra,EPetra5 10 il dolce tempo che riscalda i colliBColli2 11 e che li fa tornar di bianco in verdeDVerde4 12 perché li copre di fioretti e d'erba.CErba3 13 Quand'ella ha in testa una ghirlanda d'erba,CErba3 14 trae de la mente nostra ogn'altra donna:FDonna6 15 perché si mischia il crespo giallo e 'l verdeDVerde4 16 si bel, ch'Amor lì viene a stare a l'ombra,AOmbra1 17 che m'ha serrato intra piccioli colliBColli2 18 più forte assai che la calcina petra.EPetra5 19 La sua bellezza ha più vertù che petra,EPetra5 20 e 'l colpo suo non può sanar per erba.CErba3 21 ch'io son fuggito per piani e per colli,BColli2 22 per potere scampar da cotal donna;FDonna6 23 e dal suo lume non mi può far ombraAOmbra1 24 poggio né muro mai né fronda verde.DVerde4 25 Io l'ho veduta già vestita a verde, DVerde4 26 sì fatta ch'ella avrebbe messo in petraEPetra5 27 l'amor ch'io porto pur a la sua ombra:AOmbra1 28 ond'io l'ho chesta in un bel prato d'erbaCErba3 29 innamorata com'anco fu donna,FDonna6 30 e chiuso intorno d'altissimi colli.BColli2 31 Ma ben ritorneranno i fiumi a' colli,BColli2 32 prima che questo legno molle e verdeDVerde4 33 s'infiammi, come suol far bella donna,FDonna6 34 di me; che mi torrei dormire in petraEPetra5 35 tutto il mio tempo e gir pascendo l'erba,CErba3 36 sol per veder do' suoi panni fanno ombra.A Ombra1Congedo: 37 Quantunque i colli fanno più nera ombra,(colli)ombra2+1 38 sotto un bel verde la giovane donna(verde)donna4+6 39 la fa sparer, com'uom petra sott’erba.(petra)erba5+3

La sestina lirica fu consacrata definitivamente come genere autonomo rispetto alla canzone da Francesco Petrarca, che nel suo Canzoniere ne inserì ben 9 (tra cui una doppia, composta di 12 strofe) e si diffuse in seguito in tutta EuropaC. Pulsoni, Da Petrarca all'Europa: appunti sulla fortuna della sestina lirica, in Atti e memorie dell'Accademia galileiana di Scienze, Lettere ed Arti, a.a. 2010-11, vol. 123, pp. 201-17.. Fu usata da alcuni umanisti come Leon Battista Alberti e la vediamo apparire nei canzonieri del Cinquecento e Seicento e nelle raccolte dell'Arcadia. Essa viene usata dai poeti tedeschi romantici e da Giosuè Carducci nell'Ottocento, e nel Novecento da Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Ungaretti e Franco Fortini, dall'inglese Rudyard Kipling, dagli statunitensi Ezra Pound, Wystan Hugh Auden e John Ashbery e dal catalano Joan Brossa.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

C. Pulsoni, Petrarca e la codificazione del genere sestina, in La sestina ("Anticomoderno" 2), Roma 1996, pp. 55–65 https://web.archive.org/web/20160304072640/http://www.insulaeuropea.eu/pulsoni/petrarca_e_la_codificazione.pdf

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