Biografia
Le poche informazioni biografiche pervenute su Serapione derivano dalle agiografie scritte anche secoli dopo la sua morte, e la loro affidabilità non è quindi del tutto certa. Nacque a Nehorki-Pecherki, un piccolo villaggio a circa 30 km da Mosca, negli anni 1440, figlio probabilmente di un pope ortodosso. Dapprima un laico sposato e iniziato al sacerdozio contro la sua volontà, dopo la morte della moglie si fece monaco nel monastero di Dubno, presso Vladimir, diventandone anche abate. Dopo la morte dei genitori donò tutte le sue proprietà ai bisognosi e decise di trasferirsi. Si accasò quindi al monastero della Dormizione e infine al monastero della Trinità di San Sergio, divenendo abate anche di quest'ultima comunità nel 1495. In buoni rapporti col metropolita Simone e con la corte dello zar Ivan III di Russia, presenziò all'insediamento come erede al trono del principe Demetrio di Mosca nel 1498.
Fu un oppositore del movimento dei Nestjažateli o "non possidenti", i quali sostenevano l'illegittimità di tutte le proprietà e dei beni ecclesiastici materiali, e difese le sue posizioni nel grande concilio russo indetto dallo zar nel 1503, respingendo anche le accuse di corruzione che gli vennero mosse. Ivan III era maggiormente incline alle istanze dei Nestjažateli, e pretese da Serapione il pagamento di una multa; l'agiografia del santo riporta poi che non molto tempo dopo Serapione guarì Ivan da una paralisi che l'aveva colpito, e lo zar per fare penitenza effettuò grandi donazioni in favore del monastero della Trinità di San Sergio.
Alla morte del vescovo Gennadio di Novgorod nel 1506, lo zar Basilio III di Russia lo designò nuovo vescovo di Novgorod, nonostante le obiezioni di Serapione che voleva rifiutare la carica. Nonostante la sua forzata nomina, prese presto a cuore i suoi nuovi fedeli e cercò di amministrare la città al meglio delle sue possibilità; nel 1507 circa Novgorod fu devastata da un grande incendio e poi da un'epidemia di peste, e il vescovo si adoperò per alleviare le sofferenze della città. Durante il suo breve episcopato Serapione entrò in aspro scontro col monaco Giuseppe di Volokolamsk, un tempo fidato collaboratore del predecessore Gennadio e uno dei principali persecutori dell'eresia dei giudaizzanti. Le discordie cominciarono nel 1507, quando Giuseppe decise in autonomia e con la benedizione dello zar di variare l'obbedienza del suo monastero di Volokolamsk da Novgorod a Mosca, causando le ire di Serapione che lo scomunicò. Giuseppe tuttavia godeva di un ascendente maggiore sullo zar Basilio in quanto suo alleato nella repressione dei giudaizzanti, e nel 1509 il sovrano, che non tollerava alcuna sfida alla sua autorità e che vedeva nelle azioni di Serapione un insulto nei propri confronti, convocò un concilio dove annullò le decisioni del vescovo e lo depose dalla sua carica, rinchiudendolo nel monastero del Salvatore e di Andronico per due anni e scomunicandolo a sua volta.
Dalla sua prigionia, Serapione scrisse una lettera al metropolita Simone di Mosca per giustificarsi denunciando le ingiustizie subite, documento sopravvissuto fino ai tempo moderni. La rimozione del vescovo di Novgorod causò molto malcontento nel clero, che cominciava a malvedere l'intraprendenza di Giuseppe di Volokolamsk e dei suoi accoliti. Probabilmente per questo Serapione fu poi rilasciato già nel 1511. Gli fu rimossa la scomunica, ma non gli fu permesso di tornare a Novgorod né di prendere altri titoli; la cattedra di Novgorod rimase vacante fino al 1526, quando fu assunta da Macario I di Novgorod. Serapione tornò quindi al monastero della Trinità di San Sergio, dove morì nel 1516; le sue spoglie furono trovate incorrotte dopo un anno dalla morte, e venne per questo canonizzato. Nel 1559, con l'autorizzazione del metropolita Macario di Mosca, le reliquie di Serapione furono spostate in una tomba più elaborata e aperta alla venerazione dei fedeli all'interno del monastero.
Subito considerato santo dalla tradizione popolare russa, venne riconosciuto ufficialmente come tale dalla chiesa ortodossa russa solo dal patriarca Pimen di Mosca nel 1981, che da allora lo venera il 16 marzo. Il suo culto si diffuse soprattutto nell'area di Novgorod, ed è ricordato nelle sinassi liturgiche della metropolia di Novgorod, così come nelle celebrazioni dei vecchi credenti. Una preziosa e antica agiografia, la Vita di San Serapione, è sopravvissuta fino all'epoca contemporanea, e risale all'incirca alla prima metà del XVI secolo; alcuni studiosi la ritengono realizzata dall'abate Giacobbe del monastero della Trinità di San Sergio, mentre altri dal metropolita Ioasaf di Mosca, esiliato presso lo stesso monastero pochi anni più tardi dopo essere stato deposto dalla propria carica esattamente come successo a Serapione I. Nell'iconografia Serapione è raffigurato secondo lo stereotipo del santo ortodosso, cioè come un vecchio dalla lunga barba parato con gli abiti monastici.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Vescovi, arcivescovi e metropoliti di Novgorod Categoria:Santi russi del XVI secolo