Fu uno degli ultimi governatori britannici delle Tredici colonie, e la sua condotta contribuì ad aizzare la ribellione dei coloni americani contro l'amministrazione inglese.
Biografia Nato a Boston nel 1711 da Thomas Hutchinson e Sarah Foster, era un discendente della teologa Anne Hutchinson. Il padre, uno dei più ricchi mercanti della città, lo fece studiare all'Università Harvard, dove si laureò nel 1727. Entrato a far parte dell'azienda paterna, in pochi anni divenne uno degli ereditieri più in vista di Boston, finché nel 1737 fu ammesso come membro nel consiglio cittadino.
Nel 1740 fu inviato in Inghilterra come rappresentate della provincia della baia del Massachusetts presso re Giorgio II di Gran Bretagna, che tentò di convincere a concedere al Massachusetts la restituzione di un tratto di terra appropriato dal New Hampshire. Il re non lo ascoltò e Hutchinson tornò in America, dove venne comunque confermato nell'assemblea cittadina. Dal 1746 al 1748 fu presidente della Camera dei rappresentanti del Massachusetts, finché non fu costretto a dimettersi a causa di un dibattito politico particolarmente acceso sul denaro coloniale, durante il quale i suoi avversari lo minacciarono di morte.
Sebbene non possedesse alcun titolo di studio inerente alla legge, nel 1752 fu nominato giudice coloniale. Dapprima favorevole alle istante autonomiste delle Tredici colonie, nel 1754 partecipò al congresso di Albany collaborando con Benjamin Franklin alla stesura del piano di rappresentazione delle colonie americane al parlamento britannico. Nel 1759 fu nominato vicegovernatore del Massachusetts, anche se di fatto spesso lo governava anche più del suo superiore Francis Bernard data la sua contemporanea posizione di magistrato. Dopo l'approvazione dell'impopolare Stamp Act nel 1765, Hutchinson si ritrovò nella paradossale posizione di avversare la legge privatamente, ma di doverla far rispettare nell'esercizio della sua funzione di giudice. Divenne quindi presto una figura molto odiata nel Massachusetts, e durante le sommosse che sconvolsero Boston nell'estate di quell'anno fu costretto a fuggire per non essere linciato dalla folla inferocita che attaccò casa sua.
In questi anni si dedicò alla storia, pubblicando nel 1764 il primo volume della Storia del Massachusetts, a cui seguì un secondo volume nel 1767 dopo che il manoscritto era per miracolo scampato alle devastazioni dei tumulti dello Stamp Act. Nel frattempo la situazione politica interna delle Americhe si stava facendo infuocata: nel 1770 accadde il massacro di Boston, quando le truppe inglesi aprirono il fuoco su una folla di cittadini causando cinque morti, e per evitare l'esplosione di una guerra civile Hutchinson ordinò alle truppe inglesi di abbandonare la città. Poco dopo fu nominato governatore del Massachusetts in sostituzione di Bernard, anche se dapprima non avrebbe voluto accettare l'incarico vista la difficile situazione.
Nel 1773 scoppiò un grosso scandalo quando Benjamin Franklin ottenne e pubblicò delle lettere scritte da Hutchinson e dal suo vice Andrew Oliver all'importante politico inglese Thomas Whately risalenti ad alcuni anni prima, nelle quali si lamentava pesantemente dei coloni e ne chiedeva la repressione. La popolarità di Hutchinson, già ai minimi termini, andò scomparendo, e i coloni inviarono diverse petizioni in Inghilterra chiedendo la sua rimozione dal potere. Nel frattempo la situazione stava velocemente precipitando: dopo l'imposizione della nuova tassa sul tè, alcuni coloni esasperati si travestirono da nativi americani e assaltarono le navi ancorate al porto di Boston, gettando a mare immensi carichi di tè in segno di protesta (evento passato alla storia come Boston Tea Party). Hutchinson non poté far nulla per impedirlo e anzi ne fu seriamente danneggiato a livello economico, poiché la sua famiglia era tra i maggiori importatori di tè di Boston.
Nonostante il consiglio privato di Sua Maestà desse parere negativo riguardo alla sua rimozione, lo stress derivato dalla pubblicazione delle sue lettere e dai fatti di Boston deteriorò la sua salute. Il 1° giugno 1774 salpò per l'Inghilterra assieme alla famiglia, e a Londra conversò lungamente con Giorgio III del Regno Unito su cosa fare riguardo alle problematiche delle colonie. Nel frattempo tuttavia era scoppiata la rivoluzione americana: Hutchinson fu destituito dai ribelli assieme al resto degli amministratori coloniali e tutte le sue proprietà sequestrate e messe all'asta (la sua carrozza ad esempio divenne proprietà di George Washington). Nonostante le difficoltà in cui incorse assieme alla sua famiglia, durante gli ultimi anni continuò a lavorare sul terzo volume della Storia del Massachusetts, includendovi anche i prodromi della rivoluzione americana di cui lui stesso era stato protagonista (il libro sarebbe poi uscito solo nel 1828 a cura di suo nipote). Morì a Londra nel 1780.
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