Una delle figure più influenti del movimento femminista galiziano nel periodo tra le due guerre, pubblicò articoli su diverse riviste. Fece parte del Sejm polacco tra il 1928 e il 1935, da dove portò all'attenzione internazionale la repressione da parte delle autorità governative, inclusi i tentativi del regime della Sanacja di sopprimere la cultura delle minoranze ucraine e la negazione da parte del revvgime sovietico della carestia in Ucraina durante l'Holodomor. Con l'occupazione sovietica e nazista dell'Ucraina, Rudnyc'ka fuggì dal paese e rimase in esilio per il resto della sua vita, pubblicando libri e articoli mentre si spostava tra Europa e Stati Uniti.

Gioventù Milena Rudnyc'ka nacque il 15 luglio 1892 a Zboriv, in Galizia, nell'Impero austro-ungarico, da Olga (nata Ida Spiegel) e Ivan Rudnytsky.Zhurzhenko, Tatiana (2006). "Rudnytska, Milena (1892–1976)". In de Haan, Francisca; Daskalova, Krassimira; Loutfi, Anna (eds.). Biographical dictionary of women's movements and feminisms in Central, Eastern, and South Eastern Europe: 19th and 20th centuries. Budapest, Ungheria: Central European University Press. pp. 470–474. ISBN 978-9-637-32639-4.Terza figlia e unica femmina nella famiglia di intellettuali. Il padre di Rudnyc'ka discendeva dalla nobiltà ucraina e, dopo aver conseguito una laurea in giurisprudenza all'Università di Leopoli, lavorò come notaio nell'Ucraina occidentale. Sua madre proveniva da una famiglia ebrea galiziana di commercianti. La loro unione fu osteggiata da entrambe le famiglie e la coppia ritardò il matrimonio per quasi un decennio, perché all'epoca non era consentito sposarsi prima dei ventiquattro anni senza il consenso dei genitori. Quando Ida lasciò casa, si convertì al cristianesimo e cambiò il suo nome in Olga, i due finalmente si sposarono e successivamente ebbero cinque figli: Mykhailo (1889–1975), filologo; Volodymyr (1891–1975), un avvocato; Milena; Ivan (1896–1995) pubblicista e saggista; e Antin (1902–1975) compositore e direttore d'orchestra dell'opera di Kiev.Rudnytsky, Ivan L. (1987). Essays in Modern Ukrainian History. Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press. ISBN 9780916458195. Pg. XVI.

La famiglia di Rudnyc'ka parlava polacco in casa e sua madre non imparò mai l'ucraino, sebbene avesse cresciuto i propri figli come cittadini ucraini. Molto legata al padre, Rudnyc'ka fu profondamente colpita dalla sua morte nel 1906, che spinse la famiglia a trasferirsi a Leopoli . Ricevette le prime lezioni a casa, ma poi frequentò il Ginnasio Classico di Leopoli e nel 1910 si iscrisse all'Università di Leopoli per studiare filosofia, laureandosi in seguito con una laurea in filosofia e matematica. Durante la prima guerra mondiale la famiglia visse a Vienna, dove Rudnyc'ka studiò all'Università di Vienna fino al 1917, conseguendo una laurea in pedagogia. In seguito iniziò un dottorato, ma non lo completò.

Carriera Rudnyc'ka iniziò a lavorare come giornalista presso la redazione del bisettimanale Наша Мета ("Nasha Meta", "Il nostro obiettivo") nel 1918. L'anno successivo sposò Pavlo Lysiak, un avvocato e politico che aveva studiato anche a Leopoli e viveva in Austria. In quell'anno la coppia ebbe il loro unico figlio, Ivan, e la loro casa divenne presto un luogo di ritrovo per i leader della comunità intellettuale ucraina a Vienna. Tornata in Galizia, la guerra polacco-ucraina aveva portato al controllo polacco sulla zona e all'adozione di politiche per sopprimere le minoranze. Sebbene Rudnyc'ka sostenesse il movimento nazionale ucraino, riteneva che alle donne fossero stati assegnati ruoli inferiori. Iniziò dunque a concentrarsi sull'organizzazione delle donne e sul loro coinvolgimento nell'innalzamento della coscienza civica della nazione ucraina. Tornata a Leopoli nel 1920, Rudnyc'ka e suo marito si separarono poco dopo. Suo figlio, cresciuto in famiglia, adottò successivamente il suo cognome.

Rudnyc'ka divenne una delle principali attiviste dell'Unione delle donne ucraine (ucraino: Союз українок, Soyuz ukrainok), che contribuì a fondare nel 1920. Nel 1921 iniziò a lavorare presso il Seminario per insegnanti e in seguito presso l'Istituto Pedagogico Superiore, entrambi a Leopoli, ma nel 1928 cessò di insegnare e si dedicò interamente a questioni sociali e politiche. Dopo essersi unita all'Alleanza Democratica Nazionale Ucraina, Rudnyc'ka fu eletta al Sejm polacco nel 1928 come rappresentante del partito, rimanendovi fino al 1935. Nello stesso anno fu eletta presidente dell'Unione delle Donne e ricoprì tale carica fino al 1939. Fino al 1939 continuò la sua attività giornalistica e pubblicò anche su diverse riviste femministe come Woman (жінка, zhinka), Donna-cittadina (Громадянина, Hromadyanina), Donna ucraina (Українка, Ukrainka), curando, inoltre, la pagina femminile del quotidiano ucraino Azione (газета дію, hazeta diyu ).

In Parlamento, Rudnyc'ka fu un'accesa sostenitrice dell'Ucraina e criticò le autorità polacche per la repressione della cultura ucraina, incluse le scuole e le istituzioni religiose. Membro delle commissioni per l'istruzione e gli affari esteri, tenne numerosi discorsi ed era nota per le sue spiccate doti oratorie e il suo carisma. Nel 1931, fu una dei tre delegati ucraini a presentare un caso contro i funzionari polacchi alla Società delle Nazioni, definendo la repressione una "campagna di pacificazione" per mettere a tacere la minoranza ucraina. Fu anche invitata a parlare della questione alla Camera dei Comuni britannica. Durante la carestia del 1932-1933 fu eletta vicepresidente del Comitato di soccorso pubblico e organizzò riunioni con politici, scienziati ed educatori per affrontare la questione e fornire aiuti umanitari.

Il 29 settembre 1933, a Ginevra, si riunirono 14 paesi e Rudnyc'ka, insieme agli altri membri della delegazione ucraina, presentò le proprie conclusioni sulla carestia e sulla necessità di assistenza internazionale. Dopo diverse ore, la Società delle Nazioni risolse che la carestia era un problema interno dell'URSS, la quale non era membro della Società, e che quindi non avrebbe fornito alcun aiuto. La delegazione si appellò dunque al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). I funzionari del CICR contattarono le autorità sovietiche per ottenere l'autorizzazione per la Croce Rossa di organizzare aiuti internazionali per l'Ucraina, ma il capo della Mezzaluna Rossa sovietica, Avel Yenukidze, negò l'esistenza di qualsivoglia carestia in Ucraina. Rudnyc'ka intervenne a un'altra conferenza internazionale tenutasi a Vienna nel dicembre del 1933, esortando la comunità internazionale a fare pressione sul regime stalinista affinché ammettesse l'esistenza di una crisi e consentisse l'invio di aiuti. I sovietici continuarono a negare e le informazioni sulla natura e la portata della carestia furono soppresse. Nel 1958, nel suo libro Боротьба за правду про Великий Голод ("Borot'ba za pravdu pro Velikiy Holod", "La lotta per la verità sulla Grande Carestia"), Rudnyc'ka sosteneva che la carestia fosse il risultato della pressione organizzata del Cremlino per "dividere i contadini ucraini, usando la collettivizzazione per frenare il ribelle popolo ucraino”.

Rudnyc'ka contribuì a organizzare il primo Congresso delle donne ucraine nel 1934, che si tenne a Stanyslaviv, e poi nel 1937 fu eletta presidente dell'Unione mondiale delle donne ucraine. Alla fine degli anni '30, il governo polacco tenne sotto stretto controllo i membri dell'Unione delle donne, arrestando alcune delle leader e cercando di mettere al bando l'organizzazione.

Nel 1939, durante l'invasione sovietica della Polonia, Mosca annesse la Galizia costringendo gli attivisti nazionalisti a fuggire. Temendo le repressioni del regime sovietico, Rudnyc'ka si trasferì a Cracovia, nel frattempo occupata dai nazisti. Successivamente, nel 1940, si trasferì a Berlino, dove suo figlio stava terminando gli studi, iniziati già a Leopoli. Nel 1943 arrivò a Praga, dove pubblicò il suo libro, Zakhidna Ukraina pid bolshevykamy (L'Ucraina occidentale sotto i bolscevichi) nel 1944. Continuando a scrivere in esilio, si trasferì a Berlino e poi diresse il Comitato di soccorso ucraino a Ginevra tra il 1945 e il 1950. Nel 1950 si trasferì a New York, dove rimase per otto anni, prima di tornare in Europa, trasferendosi prima a Roma e infine stabilendosi a Monaco.

Morte Rudnyc'ka morì il 29 marzo 1976 a Monaco e fu sepolta il 2 aprile 1976 nella sezione ucraina del cimitero di Waldfriedhof in Lorettoplatz a Monaco. I suoi resti furono seppelliti nuovamente a Leopoli nel 1993 nel cimitero di Lychakiv, accanto ad altri membri della famiglia.

Note

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