Le Isole del mar Cinese Meridionale sono una ecoregione terrestre dell'ecozona indomalese appartenente al bioma delle Foreste pluviali di latifoglie tropicali e subtropicali (codice ecoregione: IM00148) che si sviluppa per circa 6 km2 su un gruppo di isole situate fra Filippine, Borneo, Vietnam e Cina nell'Oceano pacifico sud-occidentale. La sovranità di queste isole è disputata a vario titolo fra gli stati che le circondano.
Lo stato di conservazione è considerato in pericolo critico.
La regione ricade interamente nell'hotspot di biodiversità denominato Philippines Biodiversity Hotspot..
Territorio
L'ecoregione è composta da oltre 250 isole, atolli e banchi di sabbia sparsi in una vasta area del Mar Cinese Meridionale.
Le isole principali sono raggruppate in tre arcipelaghi: isole Pratas (o Dongsha, come riconosciute dalla Cina); isole Paracel o Xisha; isole Spratly o Nansha.
Situata al largo della costa, a metà strada tra Hong Kong e Taiwan, l'isola di Pratas (Dongsha Tao in cinese) è l'isola corallina più settentrionale del Mar Cinese Meridionale. L'isola emerge dall'estremità occidentale dell'atollo di Dungsha, è lunga 2500 m e larga 865 m, con una superficie di 1,74 km², di cui 0,64 km² sono costituiti da una laguna con una profondità massima di 1,5 m. L'intera isola è sabbiosa, senza rilievi.
Le isole Paracel si trovano a circa un terzo della distanza tra il Vietnam centrale e le Filippine settentrionali. Comprendendo diverse piccole isole e scogli, non sono lontane da Hainan Dao, la più grande isola della Cina. L'isola più grande dell'arcipelago è l'isola di Woody (Yongxing Dao), che ha una superficie di circa 2 km².
Le isole Spratly sono il più grande arcipelago del Mar Cinese Meridionale. Situate a 160 km a nord della Malesia e a 100 km a ovest delle Filippine, le Spratly includono circa 150 formazioni geologiche nominate e innumerevoli lingue di terra senza nome. L'attività vulcanica continua in questa regione e potrebbe portare alla formazione di nuove formazioni non ancora mappate. L'isola più grande dell'arcipelago delle Spratly, Taiping è lunga solo 1470 metri e larga 350 metri, con una superficie terrestre inferiore a 0,5 km². L'altitudine dell'isola è inferiore a 5 metri.
Geograficamente fanno parte della regione anche le isole Zhongsha, composte dal banco di Macclesfield (che ne è la componente principale in termini di estensione) e altre formazioni isolate vicine, come la secca di Scarborough. Tuttavia, mentre gli altri tre arcipelaghi possiedono isole, banchi di sabbia o scogli emersi, il banco di Macclesfield è l'unico raggruppamento a essere interamente sottomarino (un atollo sommerso). Ciononostante, viene catalogato e rivendicato formalmente insieme a tutte le altre formazioni insulari della regione.
Le isole del Mar Cinese Meridionale non sono nate come isole vulcaniche tradizionali, ma sono emerse e si sono sviluppate attraverso un processo geologico e biologico iniziato nel Miocene Inferiore-Medio, tra i 20 e i 15 milioni di anni fa. L'emersione e la formazione di queste isole sono avvenute in tre fasi principali:
distacco dei blocchi continentali (~30–16 Ma). Durante l'apertura del Mar Cinese Meridionale, l'estensione tettonica ha frammentato il margine continentale cinese. Grandi blocchi di crosta continentale si sono separati e sono migrati verso sud creando una serie di horst (creste rialzate di roccia) e graben (fosse profonde). Le cime di queste montagne sottomarine si trovavano appena sotto il livello dell'acqua o in acque molto basse; colonizzazione dei coralli (~16–5 Ma). Quando l'espansione del fondale si è arrestata (circa 16-15 milioni di anni fa), le condizioni oceaniche si sono stabilizzate e i coralli e altri organismi marini hanno iniziato a colonizzare le creste di queste montagne sottomarine. Nel corso dei milioni di anni, i resti di questi organismi si sono accumulati, cementandosi e formando massicci atolli e scogliere carbonatiche sopra il basamento roccioso; oscillazioni del livello del mare (Plio-Pleistocene ed Ere glaciali). Durante le ere glaciali del Pleistocene, il livello globale del mare è sceso drasticamente (fino a 120 metri in meno rispetto a oggi), esponendo ampie porzioni di queste scogliere coralliche e unendo molte aree al continente. Con il successivo innalzamento del mare, solo le creste sabbiose e i depositi accumulati dalle tempeste (i cays o banchi di sabbia) sono rimasti stabilmente sopra il livello dell'alta marea, dando vita alle isole attuali.
Il clima varia leggermente tra i diversi gruppi di isole. Il gruppo settentrionale delle Paracel ha un clima subtropicale marittimo, dominato dagli alisei che soffiano da sud-ovest da maggio ad agosto e da nord-est da novembre a marzo. Le precipitazioni annue totali ammontano a 1132,5 mm, con un massimo a giugno (226,0 mm) e un minimo a dicembre (3,3 mm). Il gruppo delle Spratly ha un clima tropicale più meridionale. La temperatura media annua è di 27 °C. Durante l'estate, da maggio ad agosto, la temperatura massima si aggira intorno ai 30 °C, mentre la temperatura media invernale è di circa 25 °C. Le Spratly presentano una stagione secca di sette mesi e una stagione delle piogge di cinque mesi, con una precipitazione media annua compresa tra 1800 e 2200 mm. I venti monsonici di sud-est soffiano da marzo ad aprile, per poi virare a venti monsonici di sud-ovest da maggio a novembre. Poche isole dispongono di acqua dolce, sebbene in alcune siano stati scavati con successo dei pozzi che, nel corso degli anni, hanno fornito una fonte d'acqua ai pescatori di passaggio.
L'ecoregione delle isole del Mar Cinese Meridionale comprende numerose isole basse, scogli, barriere coralline, banchi di sabbia e altri tipi di forme del terreno parzialmente sommerse situate al largo della costa. Le barriere coralline sono la struttura predominante di queste isole e la vegetazione esistente è costituita principalmente da una foresta sempreverde di specie pantropicali. L'isolamento e la struttura di questo gruppo di isole le differenziano dalle isole vicine e dalla terraferma giustificando una distinta ecoregione.
Flora
Con poco o nessun suolo, una lunga stagione secca e forti venti che soffiano per gran parte dell'anno, molte delle minuscole isole del Mar Cinese Meridionale sono completamente prive di vegetazione. Le isole più grandi, tuttavia, sono in grado di ospitare foreste tropicali, macchia mediterranea e macchia e praterie costiere.
Nell'isola di Paracel la maggior parte della flora presente è costituita da specie pantropicali. La vegetazione di Paracel è molto simile a quella dell'isola di Hainan, la più grande isola della Cina e vicina dell'arcipelago di Paracel a nord. I principali tipi di vegetazione su Paracel sono la foresta sempreverde di isole coralline, la macchia mediterranea e la macchia e le praterie costiere. Sono state registrate 340 specie appartenenti a 89 famiglie e 224 generi. Tra queste figurano 22 specie di macromiceti (funghi di grandi dimensioni), una sola specie di lichene, 5 specie di pteridofite (felci e piante affini) e 312 specie di angiosperme (piante da fiore). La vegetazione delle isole Paracel è dominata da Pisonia grandis, Guettarda speciosa, Scaevola sericea e Messerschmidia argentea . In totale, sono state registrate 212 specie di piante vascolari selvatiche appartenenti a 52 famiglie e 147 generi, con le principali famiglie di piante rappresentate da Poaceae, Papilionaceae, Cyperaceae, Euphorbiaceae, Malvaceae, Rubiaceae, Nyctaginaceae e Boraginaceae.
La vegetazione arbustiva delle isole Spratly è dominata da Cordia subcordata, Scaevola sericea e Terminalia catappa. Complessivamente in queste isole sono state censite 48 specie di piante vascolari appartenenti alle Rubiaceae, Boraginaceae, Goodeniaceae, Papilionaceae, Convolvulaceae e Poaceae. Si ritiene che Triumfetta repens, Clitoria macrophylla, Ochrosia borbonica e Ipomoea gracilis si trovino solo su queste isole.
Fauna La biodiversità terrestre delle isole del Mar Cinese Meridionale è poco nota poiché la ricerca si è concentrata principalmente sull'ambiente marino, che è estremamente importante per la regione. Le isole sono frequentate da tartarughe marine e da molte specie di uccelli marini.
La fauna terrestre di queste isole è povera di specie e nessun grande mammifero autoctono vi ha mai vissuto.
Sia la tartaruga verde (Chelonia mydas) che la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata) un tempo erano presenti in numero sufficiente a giustificarne lo sfruttamento commerciale. Si ritiene che queste specie continuino a nidificare, almeno in parte, anche su isole abitate da personale militare (come Pratas), sebbene si creda che il loro numero sia diminuito.
Gli uccelli marini utilizzano le isole come siti di riposo, riproduzione e svernamento. Nelle isole Paracel sono state registrate cinquantatré specie di uccelli.
Tra le specie presenti si annoverano: berta striata (Calonectris leucomelas); sula fosca (Sula leucogaster); sula dai piedi rossi (Sula sula); sterna crestata (Sterna bergii); sterna bianca (Gygis alba).
Circa il 10% della popolazione mondiale della sula dai piedi rossi nidifica sull'isola di Lincoln (Dong), nell'arcipelago delle Paracel.
Tra gli altri importanti uccelli marini nidificanti si annoverano la fregata maggiore (Fregata minor), la sterna fuligginosa (Onychoprion fuscatus), la sterna nucanera (Sterna sumatrana) e la sterna di Dougall (Sterna dougallii).
La regione si trova all'interno della East Asian-Australasian Flyway (EAAF), una delle rotte migratorie più importanti al mondo per gli uccelli acquatici e terrestri.
Popolazione
Conservazione A partire dal secolo scorso la regione ha subito una significativa perdita di biodiversità dovuta principalmente alle attività umane.
Il grave peggioramento della situazione ambientale nel Mar Cinese Meridionale si è sviluppato attraverso tre precise fasi storiche, passando da una lenta degradazione a una vera e propria emergenza ecologica nell'ultimo decennio: La prima fase ha avuto inizio a partire dagli anni '70 con l'aumento eccessivo della pesca che ha impoverito gli stock ittici e alterato le strutture trofiche. È stato calcolato che a partire dagli anni '70, a causa della pesca intensiva, l'area ha perso circa l'80% delle sue barriere coralline originarie. La seconda fase è derivata dall’attività di dragaggio del fondo marino avviata dalla Cina, a partire dal 2013, per la costruzione di isole artificiali nell'ambito del cosiddetto programma Great Wall of Sand (Grande Muraglia di Sabbia). I dati satellitari mostrano che la Cina ha triturato il fondale marino profondo e seppellito circa 20 km² di barriera corallina in pochissimi anni. La terza fase è iniziata nel 2017 ed è stata determinata da due azioni distinte: da un lato le attività dei bracconieri cinesi e filippini che ha devastato decine di chilometri quadrata di barriera coralline solo per estrarre i gusci delle vongole giganti del Mar Cinese Meridionale, considerate l'oro bianco del mare e dall'altro la risposta del Vietnam alle azioni cinesi che, per non perdere terreno strategico nei confronti di Pechino, ha iniziato a usare le stesse tecniche per la cinesi creazione di isole artificiali, distruggendo decine di chilometri di barriera corallina.
Stante la situazione di indeterminazione sull'appartenenza e giurisdizione di queste isole, non ci sono sostanzialmente aree protette nella regione. Si registrano tuttavia alcune eccezioni: il Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell'Ambiente (MOSTE) del Vietnam ha esplorato la possibilità di designare alcune porzioni delle Isole Spratly come parco marino. Una regione dell'arcipelago delle Spratly, chiamata Truong Sa in Vietnam, è stata proposta per la creazione di una area marina protetta delle dimensioni di 160 km²; Area marina protetta di Dongsha, sull'isola omonima delle Pratas, istituita da Taiwan.Dongsha
Note
Bibliografia
Voci correlate