Biografia e governatorato Membro di spicco dell'aristocrazia militare arabo-sicula, Abū l-ʿAbbās ibn ʿAlī salì al potere nel dicembre dell'886 (corrispondente al mese di shawwal del 273 H.), nel contesto di un profondo malcontento sociale e militare nei confronti del governo di Sawāda ibn Muḥammad ibn Khafāja.Alex Metcalfe, The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh University Press, 2009, p. 29. La popolazione e le milizie (lo jund) di Palermo si sollevarono in massa, deponendo Sawāda e costringendolo a imbarcarsi per l'Ifrīqiya.

Prendendo atto della rivolta e dell'impossibilità di inviare immediati rinforzi nell'isola a causa di altre crises interne in Nordafrica, l'emiro aghlabide di Kairouan, Ibrāhīm II, accettò la rimozione di Sawāda e riconobbe la nomina di Abū l-ʿAbbās ibn ʿAlī come nuovo governatore legittimo, nel tentativo di placare gli insorti e mantenere l'isola legata alla dinastia.

Ottenuto il controllo formale della provincia, Abū l-ʿAbbās riuscì a compattare temporaneamente le fazioni interne promuovendo nuove campagne belliche contro i Bizantini.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. I, Firenze, Le Monnier, 1854, p. 418. Sotto il suo comando, nell'888, i musulmani di Sicilia ottennero una netta vittoria navale contro la flotta bizantina al largo di Milazzo, successo che permise ad Abū l-ʿAbbās di lanciare nei mesi successivi una serie di incursioni distruttive lungo le coste della Calabria.

La tregua con la dinastia aghlabide si interruppe bruscamente non appena l'emiro Ibrāhīm II riprese il pieno controllo dei domini nordafricani. Deciso a restaurare l'autorità centralizzata sull'isola e a punire l'insubordinazione dello jund, l'emiro revocò il riconoscimento ad Abū l-ʿAbbās, il cui mandato, nato da una sedizione e poi interrotto con la forza, viene per questo motivo talvolta catalogato come un'usurpazione dalla storiografia, e, nell'estate dell'890, inviò in Sicilia un potente esercito guidato da suo figlio, Abu l-Abbas Abd Allah.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. I, Firenze, Le Monnier, 1854, pp. 424-425.

Di fronte all'imponente flotta nordafricana, lo jund e gli abitanti di Palermo capitolarono per evitare il saccheggio della città, accettando di consegnare i capi della fazione ribelle.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. I, Firenze, Le Monnier, 1854, p. 426. Abū l-ʿAbbās ibn ʿAlī fu destituito, tratto in arresto dalle forze lealiste aghlabide e inviato come prigioniero in Ifrīqiya per essere consegnato al giudizio dell'emiro. Il governo della Sicilia fu conseguentemente riaffidato, per un secondo mandato, a Sawāda ibn Muḥammad.Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. I, Firenze, Le Monnier, 1854, p. 427.

Note

Bibliografia Michele Amari, Storia dei Musulmani di Sicilia, Vol. I, Firenze, Felice Le Monnier, 1854. Alex Metcalfe, The Muslims of Medieval Italy, Edinburgh, Edinburgh University Press, 2009. ISBN 978-0-7486-2008-1.

Voci correlate Governanti islamici di Sicilia Storia della Sicilia islamica Aghlabidi

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