Silenzio (Silence: Lectures and Writings) è una raccolta di conferenze e scritti del compositore statunitense John Cage, pubblicata nel 1961 dalla Wesleyan University Press.

Il volume riunisce articoli, saggi e conferenze composti fra il 1937 e il 1961, dedicati alla musica sperimentale, alla composizione, alla danza, alle arti visive e al buddhismo Zen. In diversi testi Cage applica alla scrittura e all'esposizione orale procedimenti derivati dalla propria pratica musicale, facendo della conferenza una forma di composizione e di esecuzione.

Storia editoriale Silence fu il primo libro nel quale Cage raccolse i propri scritti. La pubblicazione segnò l'inizio di un'attività letteraria che sarebbe proseguita con A Year from Monday: New Lectures and Writings (1967), M: Writings '67–'72 (1973), Empty Words: Writings '73–'78 (1979) e X: Writings '79–'82 (1983).

Nel 2010 la Wesleyan University Press pubblicò un'edizione per il cinquantesimo anniversario, accompagnata da una prefazione del compositore e critico musicale Kyle Gann. La casa editrice presenta Silence e i quattro volumi successivi come parti di una serie nella quale Cage cercò una modalità di scrittura che non si limitasse a esporre idee già formulate, ma le producesse attraverso la forma stessa del testo.

Contenuto La prima parte della raccolta comprende testi dedicati ai fondamenti della concezione musicale di Cage, fra i quali The Future of Music: Credo, Experimental Music ed Experimental Music: Doctrine. La sezione Composition as Process riunisce le tre conferenze Changes, Indeterminacy e Communication, nelle quali il compositore affronta il rapporto fra struttura, caso e indeterminazione.

Altri scritti descrivono i procedimenti impiegati in composizioni come Music of Changes, Imaginary Landscape No. 4 e la serie Music for Piano. Il volume contiene inoltre riflessioni sulla storia della musica sperimentale negli Stati Uniti, testi dedicati a Erik Satie ed Edgard Varèse, quattro interventi sulla danza e saggi sul rapporto fra musica e arti visive, fra cui On Robert Rauschenberg, Artist, and His Work, dedicato a Robert Rauschenberg.

Fra i testi più noti figurano Lecture on Nothing, Lecture on Something, 45′ for a Speaker, Where Are We Going? and What Are We Doing? e Indeterminacy. Alle argomentazioni teoriche Cage alterna racconti autobiografici, aneddoti e brevi episodi spesso connessi al suo interesse per lo Zen.

Scrittura e procedimenti compositivi In Lecture on Nothing Cage trasferì alla parola la struttura ritmica impiegata nelle proprie composizioni musicali. La conferenza è suddivisa secondo rapporti proporzionali che regolano sia le sezioni maggiori sia le loro parti interne; nella versione stampata il testo è disposto in colonne e intervallato da spazi vuoti, destinati a determinare pause e silenzi durante la lettura.

La forma tipografica non svolge quindi una funzione puramente illustrativa, ma agisce come una partitura per l'esecutore. La durata, le ripetizioni, le pause e la distribuzione delle parole sulla pagina permettono al pubblico di sperimentare direttamente i procedimenti descritti, anziché riceverne soltanto una spiegazione teorica.

Questo rapporto fra contenuto e forma rispecchia un principio ricorrente nell'opera di Cage: l'impiego, nelle conferenze e negli scritti, di metodi analoghi a quelli adottati nella composizione musicale, compresi l'organizzazione temporale e l'indeterminazione. Nei libri successivi Cage avrebbe inoltre fatto ricorso a operazioni casuali basate sullI Ching, anche applicandole ai testi di altri autori.

Ricezione e influenza La pubblicazione di Silence rese accessibili a un pubblico ampio circa vent'anni di scritti di Cage, molti dei quali precedettero la diffusione editoriale delle sue composizioni. Per numerosi lettori questi testi costituirono il primo contatto con l'opera del compositore, talvolta prima che fosse loro possibile ascoltarne la musica. Gli scritti non rappresentano quindi un semplice commento marginale alla produzione musicale, ma uno strumento centrale per comprenderne i presupposti estetici.

Nel recensire l'edizione del cinquantenario, la critica Marjorie Perloff ha osservato che negli anni sessanta esercitarono particolare influenza le idee più provocatorie del volume, fra cui il rifiuto delle gerarchie sonore tradizionali e l'affermazione dell'impossibilità di uno spazio o di un tempo completamente vuoti. Una rilettura successiva mette tuttavia in evidenza anche la costruzione accurata del libro, la sua ironia e la compresenza di manifesto, sperimentazione tipografica, racconto autobiografico e teoria estetica.

La rilevanza degli scritti di Cage si è estesa oltre l'ambito musicale. Nel 2013 il Museum of Modern Art li utilizzò come uno dei principali gruppi di fonti per la preparazione della mostra There Will Never Be Silence: Scoring John Cage's 4′33″, dedicata ai rapporti fra Cage e le arti visive del secondo Novecento.

Edizioni italiane La prima pubblicazione italiana intitolata Silenzio uscì nel 1971 presso Feltrinelli, nella collana «Materiali». Curata da Renato Pedio, era un'antologia di testi tratti sia da Silence sia dal successivo A Year from Monday e non corrispondeva quindi integralmente al volume originale.

La prima traduzione italiana integrale, realizzata da Giancarlo Carlotti, fu pubblicata da Shake Edizioni nel 2008. Nel 2019 Il Saggiatore ne pubblicò un'edizione riveduta, con la prefazione di Kyle Gann fino ad allora inedita in Italia.

Note

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