Santa Margherita di Antiochia è un dipinto a olio su tela (115 × 95 cm) di Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino, databile al 1644 circa e conservato presso la Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. Storia La commissione è documentata nel Libro dei conti del Guercino,Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. dove, alla data del 23 settembre 1644, è annotato: «Dal Padre Reverendissimo Generale di San Salvatore si è ricevuto 30 ducatoni per la Santa Margherita, che fanno 37 scudi e mezzo». Anche Carlo Cesare Malvasia ricorda un dipinto eseguito «al Padre Generale di S. Salvatore», indicandone però erroneamente il soggetto come una «S. Maria Maddalena», anziché santa Margherita.
Fin dagli anni giovanili Guercino ebbe stretti rapporti con i canonici regolari di San Salvatore. Un ruolo particolarmente importante ebbe padre Antonio Mirandola, canonico e letterato, che già nel 1617 fu tra i primi protettori del pittore e ne favorì l'affermazione. In questo contesto si colloca anche la commissione della Santa Margherita, affidata al Guercino dal padre generale dell'ordine e destinata alla chiesa romana di San Pietro in Vincoli. Secondo Salerno, la familiarità del pittore con i canonici può contribuire a spiegare il compenso relativamente contenuto ricevuto per l'opera. Il legame con la congregazione si protrasse per tutta la vita del Guercino: alla sua morte, nel 1666, il pittore fu infatti sepolto nella chiesa di San Salvatore a Bologna, accanto al fratello Paolo Antonio. Il dipinto fu collocato sin dall’origine sull’altare della cappella dedicata alla santa, nel transetto destro di San Pietro in Vincoli, presso la sagrestia, e vi è rimasto ininterrottamente. La sua presenza in questa sede è attestata dalle guide di Roma già a partire da Filippo Titi. Soggetto Secondo la tradizione agiografica, Margherita, cresciuta nella fede cristiana, fu imprigionata e in carcere affrontò il demonio, apparsole sotto le sembianze di un terribile drago. Nel dipinto la santa impugna il crocifisso con il quale avrebbe lacerato il ventre della creatura che l’aveva inghiottita. Condannata al martirio sotto l’imperatore Massimiano, fu in seguito venerata anche come protettrice delle donne durante il parto. Descrizione e stile La santa è raffigurata a mezza figura, elegantemente abbigliata, mentre solleva con la mano destra il crocifisso e con l'altra respinge il drago che compare accanto a lei. Il gesto, fermo ma privo di concitazione, e l'espressione raccolta della giovane conferiscono alla scena un tono misurato, lontano da ogni enfasi drammatica. L'equilibrio della composizione e la sobrietà dell'azione sono caratteristici della produzione matura del Guercino.
La qualità pittorica dell'opera divenne nuovamente apprezzabile soltanto dopo la pulitura eseguita in occasione della mostra monografica del 1991: prima dell'intervento, uno strato di sporco e di vernice alterata ne attenuava sensibilmente la finezza esecutiva e la ricchezza cromatica. Il dipinto presenta una gamma di colori morbida e armoniosa e una particolare delicatezza di tocco, elementi propri della fase matura dell'artista. Denis Mahon e Diane De Grazia hanno inoltre avanzato l'ipotesi che la testa del drago possa essere stata eseguita da Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino e specialista nella pittura di natura morta, che collaborò più volte alla realizzazione di oggetti e particolari accessori nei dipinti del pittore.
Al momento dell'esecuzione dell'opera Guercino si era trasferito da circa due anni a Bologna, dove aveva ampliato la propria clientela e accresciuto la produzione anche grazie all'attività di una bottega ormai ben organizzata. Teste e mezze figure isolate di santi, sante ed eroine bibliche ricorrono frequentemente nella sua produzione: il Libro dei conti documenta la notevole richiesta di questo genere di dipinti, che, grazie anche al prezzo più contenuto rispetto alle grandi composizioni, costituivano una componente regolare e remunerativa dell'attività della bottega. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nei Musei Capitolini Categoria:Dipinti su santa Margherita d'Antiochia