I Giochi della XI Olimpiade (), noti anche come Berlino 1936, si svolsero a Berlino, in Germania, dal 1º al 16 agosto 1936.

Assegnazione La decisione dello svolgimento dei Giochi olimpici a Berlino venne presa dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) il 13 maggio 1931, allorché la Germania era ancora una repubblica democratica. In seguito, quando nel 1933 Adolf Hitler salì al potere, molte nazioni avanzarono la proposta di cambiare sede, ma il CIO rifiutò. Anche il Führer all'inizio si mostrò molto riluttante all'idea di dovere organizzare i Giochi: quando però Joseph Goebbels, ministro della propaganda, gli fece capire che tale occasione poteva rivelarsi un'efficace opera propagandistica per il regime nazista, Hitler cambiò idea.

Sviluppo e preparazione Organizzazione Il governo tedesco non badò a spese e perciò vennero costruiti impianti e strutture all'avanguardia per l'epoca, che rappresentavano pienamente il gusto moderno del tempo. Fu pubblicato anche un bollettino quotidiano, l'Olympia Zeitung, stampato in 14 lingue con una tiratura di copie. L'occasione olimpica venne inoltre celebrata dal film propagandistico Olympia della regista Leni Riefenstahl; così il cinema si configurò come uno dei più efficaci mezzi di comunicazione di massa di cui Hitler si servì.

Sedi di gara

Hitler non badò a spese: l'Olympiastadion di Berlino, che poteva contenere più di 100.000 spettatori, venne realizzato in materiali pregiati, con una struttura dalle forme classiche di memoria greco-romana, e accanto fu eretto un enorme campo di parata dove potevano riunirsi circa 500.000 persone. La piscina fu ampliata e il villaggio olimpico maschile, che sarà successivamente utilizzato prima come ospedale e poi come campo di prigionia durante la seconda guerra mondiale, fu composto da tante pittoresche villette e altrettanti campi di allenamento. Le donne risiedevano invece vicino allo stadio, in un complesso detto Casa della pace.

AVUS - Atletica (Maratona, 50 km a piedi), Ciclismo (strada) BSV 92 campo & Stadium – Ciclismo (pista), Pallamano Teatro all'aperto di Dietrich Eckert –Ginnastica Döberitz – Equitazione, Pentathlon moderno (equitazione) Deutschlandhalle – Pugilato, Sollevamento pesi Campo di regata Grünau – Canoa, Canottaggio Sport Haus des Deutschen – Scherma, Pentathlon moderno (scherma) Campo Hertha BSC – Calcio Stadion Hockey – Hockey su prato Hockey Stadion nº 2 – Hockey Baia di Kiel – Vela Mayfield – Equitazione, Polo Mommsenstadion – Calcio Olympiastadion – Atletica, Equitazione (salto), Calcio (finale), Pallamano (finale) Stadio Olimpico di nuoto – Tuffi, Pentathlon moderno (nuoto), Nuoto, Pallanuoto Stadio di polizia – Pallamano Poststadion – Calcio Ruhleben – Pentathlon moderno (ripresa) Campi da tennis, Basket, Scherma (spada) Stadio di tennis – Basket Wannsee Golf Course – Pentathlon moderno (corsa) Poligono di tiro di Wannsee – Tiro

Simboli Torcia

Durante i Giochi del 1936 venne introdotta un'aggiunta di primario valore per tutte le edizioni future, il percorso della fiamma olimpica; l'ultimo tedoforo portò la fiaccola olimpica sin dentro lo stadio, accendendo il braciere posto tra le gradinate dell'Olympiastadion.

Casi mediatici Antisemitismo Il Comitato olimpico tedesco, in conformità alle direttive naziste, impedì ai tedeschi di origine ebrea o rom di partecipare ai Giochi olimpici; l'unica ebrea tedesca a prendervi parte fu la fiorettista Helene Mayer. Questa decisione significò l'esclusione di molti dei migliori atleti del paese, come Gretel Bergmann, che fu sospesa dalla squadra tedesca pochi giorni dopo aver stabilito un record di 1,60 m nel salto in alto.

Per protesta contro l'antisemitismo nazista, le nuotatrici austriache di origine ebraica Ruth Langer, Judith Deutsch e Lucy Goldner rifiutarono di partecipare, affermando "Non boicottiamo l'Olimpia, ma Berlino".

Durante i Giochi, il comandante del Villaggio Olimpico, Wolfgang Fürstner, fu improvvisamente sostituito. La ragione ufficiale da parte dei nazisti fu perché egli non aveva agito "con l'energia necessaria", causando danni significativi al sito. Egli si suicidò poco dopo la conclusione dei Giochi di Berlino, perché con l'introduzione delle leggi di Norimberga, che lo classificavano come ebreo, era stato dimesso dal suo incarico di ufficiale dalla Wehrmacht..

Ipotesi di boicottaggio degli Stati Uniti In alcuni paesi, come gli Stati Uniti, si formò un movimento per il boicottaggio dei Giochi di Berlino, che ebbe anche il consenso del presidente Franklin Delano Roosevelt, il quale inviò un osservatore, Avery Brundage, di tendenze ultraconservatrici e razziste, in Germania per rendersi meglio conto della situazione. L'osservatore, e futuro presidente del CIO, tornò in patria veramente fiero dell'operato dei tedeschi.

Gli atleti statunitensi parteciparono quindi ai Giochi berlinesi. Tuttavia a New York fu organizzata una "contro-olimpiade" in contemporanea con lo svolgimento dei Giochi ufficiali; lo stesso si cercò di fare a Barcellona, programmando una Olimpiade Popolare che però non poté avere luogo a causa dello scoppio della guerra civile spagnola.

Il caso Owens È leggenda assai diffusa, ma si tratta di narrazione priva di fondamento, come dichiarato dallo stesso Jesse Owens, il rifiuto di Hitler di riconoscere le vittorie dell'atleta afroamericano. Egli, infatti, non celebrò alcuna vittoria, ma, mentre l'atleta statunitense passava sotto la tribuna d'onore, venne salutato da Hitler con un gesto della mano, al quale egli rispose.Jesse Owens, The Jesse Owens Story. Il fatto venne confermato anche da Eric Brown (1919–2016), pilota della Fleet Air Arm, che nel 2014 dichiarò in un documentario della BBC:

Al contrario fu Franklin Delano Roosevelt, in quel periodo impegnato in un'elezione e preoccupato della reazione degli Stati del Sud, a cancellare un appuntamento con il pluriolimpionico alla Casa Bianca.

Diffusione L'edizione fu anche la prima ad essere ripresa dall'occhio delle telecamere della televisione: il regime tedesco mise in onda il primo programma televisivo regolare al mondo per permettere ai possessori dell'apparecchio di seguire la visione in diretta dell'evento, mentre la Deutsche Reichspost, vista la scarsità di televisori privati, organizzò vari punti d'ascolto (le cosiddette "sale pubbliche televisive") in diverse zone di Berlino, affinché anche la gente comune potesse ammirare le imprese degli atleti. La comunicazione olimpica assunse, insomma, un ruolo preponderante nell'intento di nazificazione del Cancelliere tedesco, tanto da trasformare i Giochi Olimpici in una potente arma di propaganda.

I Giochi

Discipline Vennero aggiunte le prove di canoa, di pallamano, di pallacanestro (che era comparsa per l'ultima volta nell'edizione di ) e di baseball, quest'ultimo a livello dimostrativo. In aggiunta si tennero anche delle sfilate e dei saggi della gioventù hitleriana in stile ellenico. Il vero miracolo fu comprimere questo programma sterminato nelle ormai canoniche due settimane di durata dei Giochi.

Oltre al programma ufficiale si svolsero i seguenti sport dimostrativi:

Baseball Volo a vela Wushu

Calendario degli eventi ● Cerimonia di apertura● Competizioni● Numero Finali● Cerimonia di chiusura Sport Agosto 1936 Finali12345678910111213141516Cerimonia d'apertura● Atletica leggera4253522629 Calcio●●●●●● ●●●11 Canoa/kayak549 Canottaggio●●●77 Ciclismo●1326 Equitazione●2●●46 Ginnastica●719 Hockey su prato●●●●●●●11 Lotta●●61●●●714 Nuoto●113●12311 Pallacanestro●●●●●●●11 Pallamano●●●●●11 Pallanuoto●●●●●●●11 Pentathlon moderno●●●●11 Polo●●●●●11 Pugilato●●●●●78 Scherma●111●1●●1●1●17 Sollevamento pesi2125 Tiro1113 Tuffi●111●14 Vela●●●●●●314Cerimonia di chiusura● Finali 631278912146133511164129

Cerimonia di apertura

La solenne cerimonia di apertura dei Giochi avvenne il 1º agosto, con un pubblico entusiasta di 120.000 persone che gridava a gran voce “Heil Hitler”; il punto culminante dei festeggiamenti fu durante l'ingresso nello stadio di un tedoforo che reggeva la fiaccola accesa a Olimpia e arrivata, dopo un viaggio di 3.075 km per tutta l'Europa, a Berlino, grazie a staffette che avevano percorso circa 1 km a testa. Da allora tale procedura sarebbe divenuta tradizione a ogni edizione olimpica. Tutto questo portò a un'organizzazione perfetta e, come mai prima, i Giochi coinvolsero il pubblico: furono venduti oltre quattro milioni di biglietti.

Risultati Medagliere Il successo dell'équipe tedesca fu agevolato sia dal "dilettantismo di Stato", che consentì agli atleti di prepararsi a tempo pieno, senza preoccupazioni economiche (in quanto furono alimentati, curati ed alloggiati a spese dello Stato), sia dall'introduzione di alcune nuove specialità, come la canoa e il kayak, poco praticate negli altri paesi..

La Germania ben figurò, non salendo sul podio solo nel calcio, nel polo e nel basket.

Nella maratona due coreani, al tempo sudditi del Giappone, vinsero oro e bronzo.

Posizione Paese Totale 1 33 26 30 89 2 24 20 12 56 3 10 1 5 16 4 8 9 5 22 5 7 6 6 19 7 6 6 19 7 6 5 9 20 8 6 4 8 18 9 6 4 7 17 10 4 7 3 14 11 4 6 3 13 12 3 5 0 8 13 2 2 3 7 2 2 3 7 15 2 1 2 5 16 1 9 5 15 17 1 3 5 9 18 1 3 2 6 19 1 0 1 2 20 1 0 0 1 1 0 0 1 22 0 3 3 6 23 0 2 3 5 24 0 1 1 2 25 0 1 0 1 0 1 0 1 0 1 0 1 28 0 0 3 3 29 0 0 2 2 30 0 0 1 1 0 0 1 1 0 0 1 1 Totale 130 128 130 388

Protagonisti

Lo statunitense Jesse Owens vinse quattro medaglie d'oro nell'atletica leggera (salto in lungo, 100, 200 metri e staffetta 4×100). La nuotatrice olandese Rie Mastenbroek vinse 3 medaglie d'oro: venne definita "l'imperatrice di Berlino". La statunitense Marjorie Gestring, oro nei tuffi a 14 anni, batté il record conquistato quattro anni prima a Los Angeles da Kusuo Kitamura. Sempre in questa edizione, la danese Inge Sørensen, medaglia di bronzo nei 200 metri rana a 12 anni, divenne la più giovane atleta ad essere mai salita sul podio olimpico in una gara individuale. Nella pallanuoto, Olivér Halassy vinse con la squadra ungherese la medaglia d'oro, pur essendo privo di un piede, che gli era stato amputato dopo un incidente stradale. Jack Beresford, canottiere britannico, vinse una medaglia: era successo anche nelle precedenti quattro edizioni dei Giochi. Ondina Valla, ventenne bolognese, divenne la prima donna italiana a vincere una medaglia d'oro, grazie al suo successo (ufficializzato dal fotofinish) negli 80 metri ad ostacoli. La finale di basket tra Canada e Stati Uniti venne vinta da questi ultimi con l'incredibile punteggio di 19-8; ciò accadde in quanto la gara fu giocata all'aperto, in un campo fangoso e sotto una pioggia battente. Werner Seelenbinder, atleta tedesco di lotta greco-romana, aveva promesso un plateale gesto di dissenso nei confronti del Cancelliere tedesco in caso di vittoria, in virtù delle sue idee politiche comuniste; tuttavia si classificò solo quarto.

Note

Bibliografia

Voci correlate Arte ai Giochi Olimpici di Berlino Olimpiade Popolare Sportswashing

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