Biografia Nato nel 1703 ad Al-ʿUyayna, un villaggio del Najd centrale, Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb giunse ad al-Dirʿiyya (allora capitale dell'emirato saudita) nel 1744, dopo varie peregrinazioni destinate in seguito a mitizzarne la figura presso i suoi seguaci. Nipote di Sulaymān b. Muḥammad, Muftī del Najd, e figlio di ʿAbd al-Wahhāb, giudice di scuola hanbalita (corrente rigorista dell'interpretazione coranica che esercitava ad al-ʿUyayna) Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb studiò alla Mecca e Medina (dove aderì al Hanbalismo), e poi a Basra (Bassora), per essere poi miracolosamente salvato da un mulattiere mentre era in procinto di soccombere nel deserto. Fu poi a Baghdad, in Kurdistan e in Persia - a Hamadān e Esfahan - prima di soggiornare a Ḥuraymilā.

Spostatosi qualche anno dopo ad al-Dirʿiyya, convertì alla sua visione dell'Islam due fratelli del locale signore, il futuro re ʿAbd al-ʿAzīz b. Saʿūd (m. 1801) e infine lo stesso Emiro. I due sottoscrissero nel 1744 un patto ideale per affermare la causa neo-hanbalita nei territori governati dall'Emiro. Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb morì nel 1792 a Dirʿiyya, dove insegnava giurisprudenza nella locale moschea.

Dedicò tutta la sua esistenza alla purificazione della religione islamica affinché ci fosse un ritorno al messaggio iniziale dell'Islam, così come istituito dagli al-salaf al-ṣāliḥīn (i pii predecessori ), ovvero i primissimi discepoli della religione islamica. Per questo motivo egli rigettò gli elementi a suo parere non-islamici, giudicati come perniciosamente innovativi ( bidʿa ) e politeistici ( shirk ), ossia "associatori (di divinità all'unico Dio)".

Nella sua opera di riforma religiosa (fra cui spicca il Kitāb al-tawḥīd ,Il libro dell'Unicità divina), Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb denunciò diverse pratiche religiose delle varie confraternite mistiche sufi come eretiche e non ortodosse, così come la loro eccessiva venerazione ed idolatria delle figure dei santi-fondatori. Dal momento che tutti i musulmani devono pregare un unico Dio, essi non dovevano cercare l'intercessione di esseri umani, mortali e limitati, poiché la loro "santità" (il termine in arabo non esiste e si parla di "amicizia con Dio") era effettiva solo durante la loro vita. Considerò inoltre eretico anche il Kharigismo e lo Sciismo, e innovazioni non ammissibili altre pratiche religiose non originarie e introdotte successivamente tra i musulmani, come quella di festeggiare la nascita del profeta Maometto.

Viene considerato da vari musulmani e studiosi come un importante riformatore ma viene criticato da molti altri. Notevolmente influenzato da Ibn Taymiyya e da Ibn Qayyim al-Jawziyya (entrambi considerati massimi referenti, dopo Aḥmad b. Ḥanbal, dei numerosi movimenti neo-hanbaliti che coltivano una visione fondamentalistica dell'Islam), Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb è fortemente inviso ai sufi che lo considerano colpevole di travisamento dei valori profondi più autentici dell'Islam.

Nel 2011 gli è stata dedicata la moschea nazionale del Qatar, ubicata a Doha.

Bibliografia H. St John B. Philby, Arabia, Londra, 1930. Henri Laoust, Essai sur les doctrines sociales et politiques d'Ibn Taymiyya, Il Cairo, IFAO, 1939. F. Montessoro, Lo stato islamico, p. 68

Voci correlate Hanbalismo Fondamentalismo islamico Arabia Saudita

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