Corbetta (AFI: ; Corbetta in dialetto milaneseOrtografia classica AFI: ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia. È il secondo comune del territorio del magentino per numero di abitanti.
Le origini dell'abitato sono riconducibili già all'epoca celtica tra il VII ed il VI secolo a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del comune.
Grazie al suo ruolo di capopieve, per secoli ha rappresentato un punto di forza religioso fondamentale per lo sviluppo del cristianesimo nell'area, proseguito in epoca moderna dal locale santuario, divenuto uno dei maggiori centri di fede mariana del magentino e dell'abbiatense.
Geografia fisica Territorio min|Il Fontanile Borra nel 2008, dopo una nevicata|alt=|sinistra Morfologicamente, il territorio di Corbetta (pari a 18,69 km²) è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni tipiche delle colture asciutte, i quali insieme occupano quasi i 3/4 del territorio comunale. L'altitudine varia tra 127 metri e i 147 m s.m.l. con una pendenza media del 3%.A. Asti, L. Redaelli, E. Turchi, F. Vallone, Antiche villeggiature a Corbetta: una ipotesi di recupero dei giardini storici, nel quadro della valorizzazione ambientale del territorio, Politecnico di Milano, 1985.
Le formazioni boschive del territorio presentano una vegetazione sub-mediterranea, costituita da alberi d'alto fusto, cedui e cespugliati. La pianta più diffusa è indubbiamente la robinia, affiancata dalla quercia, nelle varietà del cerro e della farnia, oltre ad ontani, olmi, carpini, aceri e salici; il cespugliato ospita salici, pruni selvatici, biancospini e soprattutto sambuchi.
Geologia e idrografia min|Tratto della campagna corbettese in località Preloreto. Geologicamente, Corbetta si trova all'interno di una pianura terrazzata formatasi di origine fluvio-glaciale, con un territorio denominato scientificamente Diluvium recente, costituito da depositi alluvionali post-glaciali con le formazioni più diffuse costituite essenzialmente da alluvioni antiche che hanno sedimentato ghiaia o sabbia e che costituiscono il sistema di terrazzi carbonatici sottostanti il livello medio della pianura. Gli strati alluvionali più recenti hanno invece sedimentato ghiaia, sabbia e limi con la conseguenza di apparire dunque argillosi per un metro di spessore e di presentarsi di colore brunastro. Da un punto di vista agronomico, i terreni definiti argillosi e limosi sul territorio si presentano come poveri di scheletro, poco profondi, di difficile lavorazione ed a bassa fertilità naturale e pertanto solo la costante azione dell'uomo nei secoli attraverso bonifiche idrauliche e abbondanti concimazioni organiche hanno permesso di migliorare le capacità agronomiche di questi terreni. Generalmente i terreni del comune presentano caratteristiche omogenee nelle loro componenti.F. Sgarella, Pontevecchio e l'impronta dei monaci celestini nel magentino, Zeisciu, Magenta, 2006
Aspetto caratteristico dell'idrografia di Corbetta sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco agricolo Sud Milano. Alcuni di questi fontanili, attualmente, versano in cattive condizioni o sono asciutti, mentre altri come il fontanile di Castellazzo de' Stampi o quello di Soriano sono stati recentemente restaurati. Il comune è inoltre interessato, a sud-est, dalla presenza del manufatto artificiale del Canale scolmatore di Nord-Ovest (scolmatore dell'Olona) realizzato nel 1959, che tocca il comune per una lunghezza di circa 320 metri a sud della cascina Impero, al confine col comune di Cisliano.
Corbetta fa inoltre parte, per la sua vicinanza al Naviglio Grande, del Polo dei Navigli istituito dalla Provincia di Milano.
Sismologia Dal punto di vista sismico Corbetta presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4. (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale. Nella sua storia l'abitato ha percepito o ha risentito di tre terremoti di entità superiore a 5,5 ML: quello del 1117 (6,5 ML), quello del 1222 (6 ML) e quello del 1887 (6,3 ML).
Clima Il clima di Corbetta è quello continentale, tipico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi con diverse giornate di gelo, col fenomeno della nebbia, ed estati e che risentono di elevate temperature che possono superare i 30 °C e con l'umidità che può raggiungere l'80% causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". L'umidità non è comunque presente solo d'estate, ma è molto elevata tutto l'anno. I dati provenienti dalla vicina stazione meteorologica di Milano Malpensa, ad ogni modo, indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C.
Il comune appartiene alla zona climatica E, 2563 GR/G. Corbetta, come del resto gran parte dei comuni della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione.
La piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera con un minimo relativo invernale e con una media annua superiore ai 1000 mm, con un minimo relativo invernale.
Origini del nome min|sinistra|La fuga di Sant'Ambrogio raffigurata da Vuolvino (IX secolo) nell'altare del santo nella basilica milanese. Si noti la licenza raffigurativa che assegnò a sant'Ambrogio una cavalcatura giudicata più onorevole della mula della tradizione. Le tradizioni più antiche che mirano a spiegare l'origine del nome della città di Corbetta ci consegnano il toponimo Curia picta che potrebbe appunto significare "corte dipinta" o più semplicemente sede di un'antica curtis con l'aggiunta dell'aggettivo picta a identificarne lo splendore dettato dalla presenza di pitture. Nel medioevo, invece, il borgo di Corbetta è chiamato Curbitum dallo storico Wippone,Wippone, Gesta Chuonradi II imperatoris, Capitulum XXXVI, De miraculo, quod accidit in die pentecostes. Corio-Picta dallo storico Landolfo il VecchioLandolfo "Seniore", altrove invece, ancora in epoca medievale, prevaleva il latinismo Curia-picta (o Curia pincta)Giorgio Giulini, Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città e campagna di Milano né secoli bassi raccolte ed esaminate dal conte Giorgio Giulini, Milano, 1760, Libro XX, pag. 322 Sancti Ambrosii e Castrum Sancti Ambrosii. Un'ipotesi relativamente recente propende a spiegare il nome della città con i due termini celto-liguri di cur (anello) e betda (casa di legno): un gruppo di case fortificate circondate da un fossato difensivoPierangelo Valenti, Il Castello del Crociato a Corbetta, 1969..
Secondo la tradizione popolare, invece, il nome di Corbetta risalirebbe ad un fatto leggendario e curioso. Quando Sant'Ambrogio fu proclamato vescovo per acclamazione dai milanesi, si spaventò a tal punto per le enormi responsabilità che gli sarebbero spettate che decise di fuggire da Milano, intraprendendo il cammino lungo la strada consolare VercellinaVita di sant'Ambrogio: La prima biografia del patrono di Milano di Paolino di Milano, a cura di Marco Maria Navoni, Edizioni San Paolo, 1996. ISBN 978-88-215-3306-8, pp. 7-10. con la sua mula di nome Betta: l'animale, dopo aver percorso alcuni chilometri nel contado milanese, giunse a Corbetta (la tradizione vuole nei pressi dell'attuale chiesa di Sant'Ambrogio dove per l'appunto venne poi costruito un oratorio), s'impuntò e non volle più proseguire. Il Santo, incalzato dalla folla dei milanesi, cercò di smuoverla esortandola in dialetto "Cur Betta! Cur Betta!", da cui deriverebbe il nome del paese. Raggiunto dalla popolazione che lo acclamava vescovo, Ambrogio dovette cedere e tornò trionfalmente a Milano dove, poco dopo, venne consacrato alla cattedra episcopale.Maria Grazia Tolfo, Ambrogio, il personaggio leggendario in Storia di Milano, 2008 A ricordo dell'evento, nel 2020 su una rotatoria stradale cittadina è stata eretta una scultura in ars topiaria raffigurante appunto la mula Betta.
Storia Le epoche pre-romana e romana
Corbetta risulta essere un centro abitato sin da epoche molto antiche. I primi ritrovamenti in loco, operati grazie a scavi scientifici condotti dallo scrittore scapigliato ed archeologo Carlo Dossi, attestano il popolamento dell'area al VII-VI secolo a.C. ad opera di tribù celto-liguri, di cui sono state ritrovate delle tombe "alla cappuccina", oltre a umboni e armi d'epocaTali reperti sono oggi in esposizione nel locale Museo archeologico Villa Pisani Dossi. A. Bresciani et al., Il Museo Pisani Dossi a Corbetta, Milano 1998.. Sono stati ritrovati inoltre vasellame (in particolare un gruppo di anfore da vino ritrovate dal Dossi presso la chiesa di Sant'Ambrogio nel quartiere Isola BellariaA. Bresciani et al., Il Museo Pisani Dossi a Corbetta, Milano 1998.), fittili e materiale vitreo sia nei vecchi pozzi del castello locale che in varie tombe ad inumazione sparse nella campagna attorno al paese.M. De Donno, Una necropoli romana a Corbetta (Milano) - La provenienza dei materiali, in Archeologia uomo territorio, 1995, vol. 14, pp. 101-109. Nel IV secolo a.C. vi era un insediamento (pagus) gallo-celtico (Insubri) e, probabilmente dopo le battaglie di Talamone (225 a.C.) e Casteggio (222 a.C.), o comunque attorno al II secolo a.C., una colonia romana con l'evidente scopo di proteggere Milano ed i territori ad est del Ticino dalle razzie dei galli burgundi.AA.VV., I Celti, Bompiani, Milano, 1991, ISBN 9788845217531.
La configurazione delle mura, che circondavano per un terzo il castello, e il corso d'acqua attiguo delineano le caratteristiche difensive di base del campo trincerato romano. A testimonianza dell'impronta romana rimangono resti di are votive dedicate a Giove, agli dei Mani ed alle sacre matroneA. Quadrellaro, Carlo Pisani Dossi archeologo, in Corbetta. Storia della Comunità dal 1861 al 1945, Amministrazione Comunale di Corbetta, Sant'Angelo Lodigiano, 2003. (già venerate dai Celti), divinità tutelari della famiglia (reperti inglobati nelle fiancate esterne della chiesa prepositurale di San Vittore Martire), e svariate monete con l'effigie di Giulio Cesare, Claudio e Traiano.
La vicinanza di Milano, divenuta poi sede imperiale, e l'ubicazione su vie romane (come la vetustissima strada, battuta già da Celti ed Etruschi, che da Corbetta porta a Castellazzo de' Stampi e di lì al capoluogo lombardo) non potevano certo non favorire lo sviluppo civile di Curia Picta, nella quale risiedeva forse anche un pubblico magistrato di curia.L'ipotesi viene confermata anche da Carlo Dossi nelle sue Note azzurre, nella n. 5756 Da Corbetta, epoca romana, passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia.p. Giuseppe Fossati c.r.s. e Andrea Balzarotti, Sancti Petri ad Ulmum, Sampeder Alulma, San Pietro all'Olmo, pro manoscripto, San Pietro all'Olmo, 2000.
Il Medioevo
A seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'assedio di Milano nel 539 d.C., la città si popolò maggiormente, accogliendo gli esuli provenienti dal capoluogo.
È di questo periodo la diffusione nell'Italia settentrionale del Cristianesimo che raggiunge anche Corbetta, com'è dimostrato dal ritrovamento nel 1971 della basilica paleocristiana sotto il pavimento della chiesa di San Vittore.Nel 569 d.C. l'arrivo dei Longobardi fu segnato da una migliore legislazione e dalla comparsa delle prime testimonianze che citano espressamente la presenza del borgo.Ludovico Antonio Muratori, Antiquitates italicae medii aevi, Mediolani, ex Typographia Societatis Palatinae in Regia Curia, 1738-1742.
Nel IX secolo la borgata ed il castello di Corbetta passarono sotto la signoria dell'arcivescovo di Milano.