Biografia

Nacque a Trieste, all'epoca parte dell'Austria-Ungheria, da padre dalmata e madre milanese. Lasciò la sua città natale per non svolgere il servizio militare nell'esercito austro-ungarico e si trasferì a Milano assieme ai fratelli.

Appartenente a una famiglia di valenti atleti nella lotta greco-romana; i fratelli maggiori erano Emilio Ruggero Raicevich (1873-1924) e Massimo Roberto Raicevich (1878-1915): furono entrambi campioni nazionali italiani in diverse categorie, ma meno vincenti e famosi di Giovanni nelle competizioni internazionali e mondiali.Vedi Enciclopedia Italiana in Collegamenti esterni. Fu un fervente irredentista; il 27 maggio 1915 sposò la nipote Bice, figlia di Emilio: ebbe quattro figli.

Quando nel 1907 gli chiesero se lui e i fratelli fossero nati in Italia lui rispose:

Sostenne le ragioni dell'intervento militare dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale e nel 1915 si arruolò nei volontari del Regio Esercito e fece parte del corpo volontari ciclisti automobilisti. Quell'anno il fratello Massimo, che avendo sposato una donna tedesca viveva in Germania, venne fermato alla frontiera mentre stava facendo rientro in Italia e condotto a Salisburgo, dove venne rinchiuso nella fortezza destinata ai prigionieri italiani; morì durante la prigionia in circostanze misteriose: secondo alcune fonti sarebbe stato fucilato dagli austriaci. Giovanni Raicevich combatté sul Piave e sull'Isonzo, ricevendo anche un encomio solenne alla presa di Gorizia.

Nel 1924 perse anche il fratello Emilio, morto a Buenos Aires mentre stava partecipando con lui alle gare del diciannovesimo campionato internazionale di lotta greco-romana.

Carriera sportiva

Iniziò la sua attività nella Ginnastica Triestina. In seguito aprì una palestra in Via Foscolo Trieste, aiutato dai fratelli. Nel 1902 ad Alessandria diventarono tutti e tre campioni italiani in tre diverse categorie.

Nel 1905 vinse i tornei internazionali di Liegi, di Krefeld e della Vestfalia oltre al Campionato europeo. Nel 1906 conquistò il titolo di campione del Sud America. Nel 1907 diventò Campione del Mondo battendo Laurent le Beaucairois.. Bissò il successo il 16 febbraio 1909, presso il Teatro Dal Verme di MilanoStoria Illustrata. n. 6, Anno VII, giugno 1963, pagina 866. Arnoldo Mondadori editore., contro il francese Paul Pons, uno dei migliori lottatori di ogni tempo.

Fu anche campione d'Italia nella specialità ininterrottamente dal 1907 al 1929, anno in cui abbandonò imbattuto lo sport agonistico dopo il trionfo contro il ceco Hans Kavan.

Nonostante l'altezza di soli 1,72 metri (il peso variava da 82 kg nel 1902 a 110 kg nel 1912), combatté contro personaggi di più elevata statura risultando sempre vincitore. Paul Pons, ad esempio, il campione francese già citato, battuto nella finale del Teatro dal Verme, era ben 23 centimetri più alto e pesava 25 chilogrammi di più.Vedi l'articolo pubblicato nel 1996 da la Repubblica, elencato nei Collegamenti esterni.

Carriera come attore La sua vigoria fisica gli fece ottenere parti cinematografiche in alcuni film della serie Maciste, tra cui L'uomo della foresta del 1922 diretto dal romano Ubaldo Maria Del Colle.l'Internet Movie Database elenca sette pellicole nella filmografia di Raicevich: da Il leone mansueto del 1919 a Un viaggio nell'impossibile del 1923. Vedi l'elenco completo

Come attore girò 7 film (uno, il primo, con la casa produttrice CINES di Roma, e i sei successivi con la Lombardo Film di Napoli), tra cui, nel 1922, Il re della foresta o L'uomo della foresta, in cui .

Come produttore-attore, con la Raicevich Film di Roma, girò due film: nel 1922 Il trionfo di Ercole e nel 1923 Un viaggio nell'impossibile. Il terzo, Ercole al bivio, sarà solo iniziato, ma mai terminato.

Filmografia Il leone mansueto, regia di Enrique Santos (1919) Il re della forza, regia di Ubaldo Maria Del Colle (1920) Il pugno del gigante, regia di Ubaldo Maria Del Colle (1921) Il club degli stravaganti, regia di Gero Zambuto (1921) Il trionfo di Ercole, regia di Francesco Bertolini (1922) L'uomo della foresta, regia di Ubaldo Maria Del Colle (1922) Il cavaliere della lieta figura, regia di Ubaldo Maria Del Colle (1922) Il colosso vendicatore, regia di Ubaldo Maria Del Colle (1922) Un viaggio nell'impossibile, regia di Luciano Doria e Nunzio Malasomma (1923)

Onorificenze

Riconoscimenti Nel maggio 2015, una targa dedicata a Raicevich è stata inserita nel percorso Walk of Fame dello sport italiano al parco olimpico del Foro Italico a Roma, riservato agli sportivi italiani che si sono distinti in campo internazionale.

Note

Bibliografia

Orio Vergani. Misure del tempo : diario, a cura di Nico Naldini, Milano, Baldini & Castoldi, 2003, pp. 516–519. Le pagine relative a Raicevich sono consultabili su Livio Toschi. Giovanni Raicevich: il re della forza: nella vita e sui tappeti di lotta si batte per Trieste italiana. Da: Rassegna storica del risorgimento, 90, 2003, n. 1, pp. 87–96. Istituto per la storia del risorgimento italiano, 2003. Dino Cafagna: "L'uomo più forte del mondo (La leggenda di Giovanni Raicevich da Trieste)". 200 pp., con 180 fotografie originali a lui appartenute. Ed. Luglio, Trieste, 2015.

Voci correlate Lotta greco-romana Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali

Altri progetti

Collegamenti esterni

Luglio Editore:http://www.luglioeditore.it/libridett.php?cat=6&id=329 Sito ufficiale della FIJLKAM - Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali URL visitato il 3/07/2012. La morte a Roma di Raicevich il più grande lottatore del mondo quotidiano La Stampa, 2 novembre 1957, p. 10, Archivio storico. URL visitato il 1/07/2012. Il piccolo gigante e il lottatore nero articolo di Geminello Alvi, quotidiano la Repubblica, 11 dicembre 1996, p. 36, Sezione Cultura. URL visitato il 1/07/2012.

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