Il Corpo forestale dello Stato (in acronimo: CFS) è stato un corpo di polizia italiano a ordinamento civile e militare, attivo dal 1822 al 2016 e dipendente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Svolgeva funzioni di polizia giudiziaria, di pubblica sicurezza e di tutela dell’ambiente, con competenze specialistiche nella difesa del patrimonio agroforestale, nella protezione del paesaggio e nel controllo della filiera agroalimentare.Art. 16 comma 2 legge 1º aprile 1981, n. 121 (testo in vigore al 18 ottobre 2010)
Il Corpo cessò formalmente di esistere il 31 dicembre 2016. A partire dal 1º gennaio 2017, la maggior parte del personale e delle competenze fu trasferita al neocostituito Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri. Altre funzioni vennero ridistribuite tra il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, la Polizia di Stato, la Guardia di finanza, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e altri enti della pubblica amministrazione, tra cui il Ministero della cultura, il Ministero del lavoro e il Ministero dell’istruzione.Ciò fu fatto sulla base di quanto disposto dall'articolo 8, comma 1, lett a) della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), che prevedeva la "riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia" e del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 (Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124 in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche),
Alla data di cessazione, il personale del Corpo forestale dello Stato ammontava a unità, dislocato su tutto il territorio nazionale. Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano, il processo di soppressione del Corpo forestale dello Stato non ha avuto effetto: continuano infatti a operare i rispettivi corpi forestali regionali e provinciali, con competenze autonome e organizzazione locale.
Storia Le origini
Il Corpo forestale dello Stato trae le sue origini dallAmministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna, istituita con le regie patenti di re Carlo Felice di Savoia del 15 ottobre 1822. Quindi, con le regie patenti del 15 dicembre 1833, Carlo Alberto di Savoia diede nuovo impulso all'Amministrazione forestale piemontese e ne stabilì la riorganizzazione su base territoriale, con suddivisione dei Regi Stati di terra-ferma in ventuno circondari (composti di una o più province), a loro volta distinti in distretti, corrispondenti normalmente ai mandamenti.
Ogni circondario era curato da un ispettore, ogni distretto aveva un capo guardia. Il numero delle guardie era stabilito in base alla natura, all'estensione e situazione dei boschi. Nel Regno di Sardegna, il corpo di vigilanza dei boschi era destinato essenzialmente a garantire la conservazione e il miglioramento del patrimonio forestale, oltre che a effettuare il taglio e la successiva vendita dei prodotti legnosi.
A seguito della proclamazione del Regno d'Italia, nel 1861, iniziò la progressiva riorganizzazione delle amministrazioni degli stati pre-unitari, che vennero assorbiti in un'unica amministrazione forestale.
Il Corpo reale delle foreste
Nel Regno d'Italia la prima legge forestale venne approvata nel 1877 (legge 20 giugno 1877, n. 3917)Vedi art. 1. La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 161 dell'11 luglio 1877., che stabiliva importanti vincoli sul territorio e poneva per la prima volta il problema di dare un migliore assetto al territorio per contrastare i fenomeni del dissesto idrogeologico. Con il regio decreto 20 dicembre 1877, n. 4239, si stabiliva il ruolo organico del personale dell'Amministrazione forestale dello Statopubblicato sulla G.U. n.17 del 22 gennaio 1878.
Il principale impulso alla difesa del patrimonio forestale italiano fu, però, ottenuto solo a partire dal 1910, quando con la legge Luzzatti (legge 2 giugno 1910, n.277) venne istituito il "Corpo reale delle foreste", nell'ambito del Ministero dell'agricoltura, ma con proprio organico.
Il progetto di riforma, curato da Luigi Luzzatti, che negli anni precedenti aveva dato impulso anche alla nascita della scuola forestale di Vallombrosa, vicino a Firenze, poneva al centro l'importanza dell'allargamento del demanio forestale, basato su importanti foreste sottratte ai tagli indiscriminati e alla distruzione (Anela, Bono, Bottidda, Bultei, Boscolungo, Cadibona, Camaldoli, Cansiglio, Cecina, Ficuzza, Follonica, Fontana, Gallipoli-Cognato, Montedimezzo, Penna, Lame, Pineta di Ravenna, S. Gerbone, Settefratelli, Sila, Somadida, Taburno, Umbra-Iacotenente e Vallombrosa) che verranno nel corso degli anni arricchite con l'acquisto di nuovi fondi. La gestione di tali importanti aree venne affidata all'Azienda di Stato per le foreste demaniali che per un lungo periodo è stato il braccio tecnico-operativo dell'amministrazione forestale italiana. Il progetto di riforma ideato dal Luzzatti prevedeva anche un incremento del personale forestale che nel quinquennio 1911-1915 avrebbe raggiunto le 3 500 unità, assorbendo al proprio interno anche il personale di custodia delle province.
Con lo scoppio del primo conflitto mondiale, le attività silvicolturali subirono un forte arresto e il personale forestale venne mobilitato nelle file del Regio Esercito. I forestali combatterono su tutti i fronti, distinguendosi in numerosi fatti d'arme (alla fine della guerra si conteranno 71 caduti). Negli anni del conflitto, all'amministrazione forestale venne dato il compito di provvedere all'approvvigionamento del legname alle forze combattenti e del carbone per usi bellici e civili. Ciò comportò tagli molto significativi nelle foreste demaniali, che subirono un forte depauperamento per venire incontro alle richieste dello stato maggiore. Alla fine della guerra, l'Italia avrebbe ottenuto anche nuovi boschi nei territori annessi e il Corpo reale delle foreste svolse un'importante opera di ricostituzione dei boschi danneggiati, in particolare nella zona dell'Altopiano di Asiago, teatro di feroci scontri e distruzioni.
Il ventennio fascista
Dopo l'avvento al governo del fascismo, il Corpo reale delle foreste venne soppresso nel 1926 e costituita la Milizia nazionale forestale.
Durante il ventennio, l'Amministrazione forestale conobbe un significativo aumento dell'organico e continuò a svolgere i propri principali compiti: selvicoltura, gestione dei boschi, controllo della caccia, rimboschimenti, lotta agli incendi boschivi, tutela delle aree protette, realizzazione di opere per la difesa idrogeologica (briglie, sistemazione dell'alveo dei fiumi, manufatti) e per la fissazione delle dune in numerose aree del Paese (in particolare in Sicilia, Sardegna e Toscana). Il regime puntò molto sull'aspetto produttivo dei boschi al fine di sopperire alla carenza di materie prime e, in quegli anni, l'attenzione della selvicoltura fu orientata anche all'introduzione di nuove specie forestali a rapido accrescimento, destinate alla produzione della carta, di materiale da costruzione o per le finalità protettive dei versanti montani e dei terreni agricoli. Dipendeva gerarchicamente dalla MVSN e amministrativamente dal ministero dell'agricoltura e foreste.
A Firenze aveva sede, a Villa Favorita, L'accademia Forestale, dove studiavano i futuri Ufficiali della Milizia Nazionale Forestale.
Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, con R.D.L. del 6 dicembre 1943 venne soppressa la Milizia Nazionale Forestale e ripristinato il Corpo Reale delle Foreste; i reparti attivi nel territorio della Repubblica Sociale Italiana passarono sotto il comando della Guardia Nazionale Repubblicana. Con decreto legislativo del Duce della Repubblica Sociale Italiana n. 908 dell'11 dicembre 1944, la Milizia venne ribattezzata Guardia Nazionale Repubblicana della Montagna e delle Foreste, organizzata su un comando superiore, una scuola allievi, un battaglione operativo, 7 legioni, una coorte e 4 centurie autonome.
La ricostituzione nel secondo dopoguerra
Nel secondo dopoguerra, nata la Repubblica, con il decreto legislativo 12 marzo 1948, n. 804, furono emanate le norme di attuazione per la costituzione del Corpo forestale dello Stato.
Il nuovo Corpo era composto da personale tecnico con funzioni di polizia (oltre a aiutanti forestali e archivisti, applicati ed alunni d'ordine forestali); la norma in particolare precisava che: «Il personale del Corpo forestale dello Stato è, a tutti gli effetti, personale civile dello Stato ed è soggetto alle disposizioni del relativo stato giuridico»Gazzetta Ufficiale, Decreto Legislativo 12 marzo 1948, n. 804 - Norme di attuazione per il ripristino del Corpo forestale dello Stato. (GU Serie Generale n.149 del 30-6-1948 - Suppl. Ordinario n. 1).
Con la legge 121 del 1981 recante il Nuovo ordinamento dell'amministrazione della pubblica sicurezza” venne sancito l'inserimento del Corpo tra le cinque forze di polizia dello Stato e divenne una delle tre forze di polizia ad ordinamento civile (con Polizia di Stato e Polizia penitenziaria). Nuovo ordinamento del Corpo forestale dello Stato
Con la legge 6 febbraio 2004, n. 36 il Corpo venne dotato di un nuovo ordinamento, divenendo «forza di polizia dello Stato ad ordinamento civile, specializzata nella difesa del patrimonio agro-forestale italiano e nella tutela dell'ambiente, del paesaggio e dell'ecosistema [...] concorre nell'espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica, ai sensi della legge 1º aprile 1981, n. 121, nonché nel controllo del territorio, con particolare riferimento alle aree rurali e montane. Il Corpo forestale dello Stato svolge attività di polizia giudiziaria e vigila sul rispetto della normativa nazionale e internazionale concernente la salvaguardia delle risorse agroambientali, forestali e paesaggistiche e la tutela del patrimonio naturalistico nazionale, nonché la sicurezza agroalimentare, prevenendo e reprimendo i reati connessi. È altresì struttura operativa nazionale di protezione civile».
La riforma Madia del 2015 e lo scioglimento
Il 4 agosto 2015 il parlamento italiano approvò il cosiddetto "ddl Madia" sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche che prevedeva all'art. 8 l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato in un'altra forza di polizia. La norma prevedeva inoltre che la definizione del riordino delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare fosse demandata ad appositi decreti delegati.