Sconfisse gli insorti in occasione della seconda guerra servile, ma fu catturato e ucciso durante la sua campagna contro Mitridate VI del Ponto.

Biografia Figlio di Manio Aquillio (console nel 129 a.C.) e nipote di Manio Aquillio, fu collega di Mario nel suo quinto consolato del 101 a.C. e suo luogotenente nella guerra contro i Teutoni. Fu incaricato di domare la seconda guerra servile in Sicilia (104-100 a.C.): avendo sottomesso completamente gli insorti, tornò a Roma nel 100 a.C., celebrando un trionfo.

Nel 98 a.C. Lucio Fufio lo accusò di cattiva amministrazione in Sicilia. Nel processo che ne seguì, fu difeso da Marco Antonio Oratore: malgrado l'esistenza di prove schiaccianti della sua colpevolezza, venne prosciolto in considerazione del suo valore nella guerra servile.

Nell'89 a.C. fu inviato in Asia come legato consolare a condurre la guerra contro Mitridate VI e i suoi alleati. Sconfitto presso Protophachium insieme all'alleato bitino Nicomede IV,Appiano, Guerre mitridatiche, 19. fuggì prima a Pergamo, poi a Mitilene, dove fu catturato e consegnato a Mitridate.Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 18, 3. Mitridate lo trattò inumanamente, facendolo poi morire colandogli dell'oro fuso in gola.

Note

Bibliografia Appiano, Guerre mitridatiche. Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II.

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