Tra le personalità più importanti dei Vangeli, venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei santi, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l'opera di Gesù Cristo; insieme a quest'ultimo, Giovanni Battista è menzionato cinque volte nel Corano con il nome di Yahyā b. Zakariyyā,Jane Dammen McAuliffe (General editor), Encyclopaedia of the Qur'ān, Leiden, Brill, 2001, voce John the Baptist di Andrea Rippin, Vol. III, pp. 51-52. come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto; nella religione dei Mandei, con il nome di Iahia IuhanaEdmondo Lupieri, The Mandaeans: The Last Gnostics, Grand rapids, Eerdmans, 2002, p.96: Iuhana è il termino mandeo per Yuhanan-Giovanni e Iahia è formato dall'arabo Yahya (Giovanni): questo uso è quindi posteriore alla conquista araba della Mesopotamia (639 d.C.)., viene considerato il più grande di tutti i profeti.
Intorno alla sua figura sono cresciute numerose credenze popolari. su Sapere.it. Giovanni Battista ha un posto di rilievo anche nel calendario della Massoneria.
Nel Martirologio Romano è l'unico santo di cui si celebra non solo la morte, ma anche la nascita, oltre alla Madonna, e pure il concepimento, come per Gesù.
Biografia Nascita
Fonte principale sulla vita e la figura del Battista sono i Vangeli. Essi affermano che fu concepito da Elisabetta, sposa di Zaccaria, quando i due erano in tarda età. In modo simile, un angelo aveva preannunciato ad Abramo la nascita di Isacco quando il patriarca era in tarda età. L'annuncio viene dato dapprima a Zaccaria () e poi a Maria.
L'annuncio a Zaccaria Zaccaria riceve l'annuncio mentre si trova nel Tempio di Gerusalemme innanzi all'altare del Signore, dopo aver terminato il proprio servizio sacerdotale. Al sommo sacerdote levita della classe di Abìa (), l'angelo preannuncia la nascita di un uomo giusto, che non avrebbe mai bevuto vino né bevande inebrianti, che avrebbe svolto la duplice missione di riunire gli Israeliti intorno al loro Signore e di riavvicinare i figli ai loro padri, superando la durezza dei cuori dei padri e riportando i figli alla sapienza davidica dei giusti patriarchi. I figli sono definiti "ribelli", epiteto riservato anche a Satana, e sono contrapposti a Giovanni, che riconobbe la divinità di Gesù fin dal grembo materno. L'angelo assimila Giovanni al profeta Elia, che ebbe il privilegio di manifestarsi insieme a Mosè e a Gesù nel monte Tabor. Le parole riservate da san Gabriele a Giovanni non sono meno celebrative di quelle di Gesù, poiché nessun altro uomo nominato nell'intera Bibbia fu mai paragonato a Mosè o Elia. Come Elia, Giovanni è colmato di Spirito Santo e dei suoi carismi, oltreché della forza necessaria a riunire le famiglie al loro interno e poi le Dodici di Tribù intorno al re d'Israele. Il legame col sacerdozio levitico è quindi duplice: al sommo sacerdote Zaccaria, nel pieno espletamento delle sue funzioni nel Tempio, viene profetizzata la nascita di un nuovo sommo sacerdote che con sant'Elia avrebbe condiviso il fine di convertire Israele e i necessari doni dello Spirito Santo e della forza...
Diversamente dagli apostoli e come Gesù, la sua missione divina sulla terra non segue ad una chiamata in età adulta, bensì è nota alla famiglia fin dalla nascita ed è implicita nel suo nome.
Giovanni non è presente alla discesa dello Spirito Santo nella solennità di Pentecoste perché è morto (Matteo 14,1-2) tuttavia è colmo di Spirito Santo "fin dal seno di sua madre" (), in modo diverso dalla Vergine che, secondo la Chiesa cattolica, ne fu colmata dal suo concepimento e resa, a differenza di Giovanni, preservata dal peccato originale dunque immacolata. Maria fu informata di tale privilegio con il saluto "piena di grazia" (Luca 1,28) dell'angelo all'Annunciazione. La presenza dello Spirito Santo nell'infante Giovanni si manifesta nel sussulto in grembo che indica il riconoscimento di Gesù come Dio e fa sì che anche Elisabetta sia colmata di Spirito Santo e riconosca Maria madre di Dio e Dio il figlio che porta in grembo: "benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo" (Luca 1,42).
L'Annuncio a Maria Annunciando a Maria la nascita di Gesù, l'arcangelo Gabriele le rivela che la parente Elisabetta, che tutti dicevano sterile, era al sesto mese di gestazione; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno. Per aver conosciuto direttamente Gesù e per averne annunciato l'arrivo ancor prima che questi nascesse, Giovanni è ricordato come "il Precursore" o "il più grande dei profeti".
Se i vangeli canonici non fanno alcuna menzione né dei genitori di Elisabetta né di quelli di Maria, una tradizione secolare e, con il precetto di Papa Gregorio XIII (1584), la Chiesa cattolica in modo ufficiale, venerano sant'Anna come madre di Maria; Esmerìa, madre di Elisabetta, al contrario, non è stata dichiarata santa e solo Elisabetta è presente nel calendario della Chiesa cattolica e ortodossa. Il Vangelo di Luca dice genericamente che Maria ed Elisabetta "sono parenti" (Lc 1,36). In questo senso, si pronuncia anche il Catechismo di Pio X (Parte II, art. 83).La Chiesa Ortodossa, invece, venera Elisabetta e Maria come figlie di sorelle (Esmerìa ed Anna) e quindi Giovanni Battista come cugino di secondo grado di Gesù.
Seguendo la legge ebraica, Giovanni venne circonciso esattamente otto giorni dopo il parto (Lc 1, 57-60). La legge ebraica prevedeva anche che il padre scegliesse un patronimico (Zaccaria stesso, oppure un antenato del ramo paterno e maschio) e la futura promessa sposa del figlio, ma i genitori per il nome seguono le indicazioni dell'annunciazione. Giovanni poi non si sposò sia secondo i Vangeli che secondo la tradizione, per seguire il compito che gli era stato affidato.
Luca lo colloca in un quadro storico ben preciso, riportando nomi, casato e cariche dei protagonisti politici di quel tempo (Vangelo secondo Luca ), riconducibile al periodo corrispondente agli anni 27 e 28 dopo Cristo, quindicesimo anno dell'impero di Tiberio.
In occasione della Visitazione di Maria, Elisabetta sarebbe stata nel sesto mese di gravidanza; questo ha permesso di fissare la nascita di Giovanni tre mesi dopo il concepimento di Gesù e dunque sei mesi prima della sua nascita, assumendo per ipotesi una probabile ancora non definitiva datazione del Natale nel mese di dicembre, non dimostrata ma nemmeno incompatibile con l'indicazione del turno sacerdotale di Zaccaria al Tempio.Ci si domanda quindi se la successione delle classi fosse ininterrotta, indipendentemente dal sopraggiungere dell'anno nuovo, provocando un continuo sfasamento rispetto all'anno precedente o se ogni anno, ad un determinato punto, l'ordine delle classi sacerdotali ripartisse dal principio, con la prima classe (Jehoiarib); le testimonianze talmudiche in proposito non sono univoche.Mons. Mario Righetti, Storia liturgica, vol. II, Milano, Ancora, 1969, pp. 65-70;
Predicazione e battesimo di Gesù
Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo una vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di dromedario e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico" (Vangelo secondo Marco ). Nei Vangeli è definito "voce di uno che grida nel deserto" (). La profezia dell'Antico Testamento riferita a Giovanni Battista viene erroneamente attribuita, dal Vangelo secondo Marco, al solo Isaia: "Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri"; in realtà, questo brano risulta essere la fusione di due diverse profezie di Malachia ("Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti.") e di Isaia («Una voce grida: "Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio."»). Qualche copista, nei primi secoli, tentò anche di sanare l'incongruenza nel passo del Vangelo secondo Marco, mutando la formula introduttiva da "Come è scritto nel profeta Isaia" nella più generica "Come è scritto nei profeti". Il Vangelo secondo Matteo - posteriore a quello di Marco, che usò anche come fonte - riporta invece correttamente la citazione: "Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!".Bruce Metzger e Bart Ehrman, Il testo del Nuovo Testamento, Paideia Editrice, 2013, p. 231, ISBN 978-88-394-0853-2.Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 133. Bart Ehrman, Misquoting Jesus, The story behind who changed the Bibble and why, HarperOne, 2005, pp. 94-95, ISBN 978-0-06-085951-0.
Giovanni dichiarò più volte di riconoscere Gesù come il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante fu quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in tale occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come:
Nello stesso tempo, dal cielo si ode una voce: che afferma che Gesù Cristo è Dio, e il Messia. Giovanni sottolineò la propria filiazione spirituale affermando: Tuttavia risulta che non pochi continuarono a dirsi seguaci del Battista ancora a lungo (vedi sezione successiva).
Il Vangelo secondo Giovanni si discosta dai sinottici riguardo alla figura di Giovanni Battista, che secondo il suo resoconto sembra non conoscere Gesù, all'opposto del Vangelo secondo Luca che li presenta come parenti;Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori, 2011, p. 45, ISBN 978-88-04-57132-2. inoltre, secondo il Vangelo di Marco - quando Gesù si recò in Galilea a predicare dopo il battesimo - Giovanni Battista era in prigione, mentre invece secondo il Vangelo di Giovanni in quel momento il Battista non era ancora stato imprigionato.Bibbia TOB, Nuovo Testamento, Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 198.Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, pp. 180-181, ISBN 978-88-430-8869-0.Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, pp. 104-105, ISBN 978-88-17-07429-2. Infine, subito dopo il battesimo da parte di Giovanni Battista, Gesù - secondo i sinottici - andò nel deserto per quaranta giorni dove il diavolo lo sottopose alle tentazioni; nel Vangelo di Giovanni, invece, tale episodio è completamente assente e tale vangelo precisa in modo esplicito che Gesù - ancora il giorno successivo al proprio battesimo - viene visto dallo stesso Giovanni Battista presso il Giordano e si recherà tre giorni dopo a Cana, in Galilea, a una festa di nozze dove inizierà il suo ministero. Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 40-41, ISBN 978-0-06-186327-1.
Secondo alcune ricerche del Novecento, Giovanni Battista sarebbe stato anche il fondatore di una comunità battistaWalter Wink, in Encyclopedia of Religion, vol. 7. NY, MacMillan, 2005 (1987), pp. 4942-3. che fu all'origine di alcuni movimenti religiosi del I secolo come la comunità cristiana fondata da Gesù di Nazareth e le comunità gnostiche samaritane fondate da Dositeo, Simone Mago e Menandro .
Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità giudaica degli Esseni, che vivevano in comunità monastiche nel deserto, aspettavano l'avvento del Messia e praticavano il battesimo come rito di purificazione. La novità del battesimo di Giovanni, rispetto alle abluzioni di tipo rituale che già si conoscevano nella tradizione giudaica, consisteva nel preciso impegno di "conversione", da parte di coloro che andavano a farsi battezzare da lui.
Scuola separata dei discepoli del Battista: i "settari battisti"