Wright fu uno dei protagonisti dell'architettura moderna, mantenendo una posizione autonoma rispetto al Movimento Moderno europeo. Progettò case private, edifici pubblici, luoghi di culto, sedi di lavoro, musei e piani urbanistici, legando la propria opera all'architettura organica, agli ambienti interni, ai materiali e al paesaggio naturale.

Dalle prime esperienze a Chicago e dalla stagione delle case della prateria, Wright arrivò a opere come la Robie House, la Casa sulla cascata e il Solomon R. Guggenheim Museum, lavorando su ambienti continui, collegamenti fra interno ed esterno ed edifici pensati per il luogo in cui sorgevano. Negli anni trenta affiancò al lavoro sulla casa moderna il progetto urbanistico di Broadacre City e le case usoniane, pensate come abitazioni statunitensi più semplici, economiche e adatte alla vita contemporanea.

Nel 2019 otto sue opere sono state iscritte nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO con il nome di Opere architettoniche del XX secolo di Frank Lloyd Wright, per il ruolo avuto dalla sua architettura nello sviluppo dell'architettura moderna in Europa e negli Stati Uniti.

Biografia Infanzia e formazione

Frank Lloyd Wright nacque a Richland Center, nel Wisconsin, l'8 giugno 1867 (malgrado Wright avesse indicato anche il 1869). Il padre, William Cary Wright (1825-1904), fu predicatore e musicista, mentre la madre, Anna Lloyd Jones (1838/39-1923), era insegnante e apparteneva a una famiglia gallese stabilitasi nell'area di Spring Green, sempre nel Wisconsin. Durante l'infanzia di Wright la famiglia si spostò più volte seguendo gli incarichi del padre, fra Rhode Island, Iowa e Massachusetts, prima di stabilirsi a Madison nel 1878.

Anna Lloyd Jones influì sulla formazione del figlio. Secondo una tradizione biografica legata all'autobiografia di Wright, la madre era convinta che il figlio sarebbe cresciuto costruendo "edifici belli"; per stimolarne l'immaginazione, decorò la sua cameretta con incisioni raffiguranti cattedrali inglesi. Nel 1876 lo introdusse anche ai giochi fröbeliani, scoperti all'esposizione internazionale organizzata per il centenario di Filadelfia. Ideati dal pedagogo tedesco Friedrich Fröbel, questi giochi comprendevano blocchi, bastoncini e carte usati per favorire l'apprendimento tramite il gioco, l'osservazione, la composizione e il riconoscimento di forme e rapporti geometrici. Molti anni dopo Wright ricordò "i lisci triangoli di cartone" e "i levigati blocchetti di acero" come un'esperienza rimasta impressa nella sua memoria infantile.

La separazione dei genitori, che divorziarono nel 1885, aggravò una situazione economica già difficile. A quattordici anni Frank cambiò il secondo nome da Lincoln a Lloyd, richiamandosi alla famiglia materna dei Lloyd Jones. Dopo avere frequentato la Madison High School, forse senza conseguire il diploma, fu ammesso nel 1886 all'Università del Wisconsin-Madison come studente speciale; seguì corsi a tempo parziale per due semestri e lavorò con Allan D. Conover, professore di ingegneria civile e architetto, senza laurearsi. In questi anni si avvicinò anche agli scritti di Eugène Viollet-le-Duc e John Ruskin, tra cui il Dizionario ragionato dell'architettura e Le pietre di Venezia.

Gli anni di Chicago (1887-1893)

Silsbee

Nel 1887 Wright si trasferì a Chicago in cerca di lavoro. La città era stata quasi interamente distrutta dall'incendio del 1871 e negli anni successivi aveva conosciuto una forte crescita economica, demografica ed edilizia. Wright ricordò in seguito un primo impatto difficile con Chicago, descrivendo quartieri degradati, strade affollate e un ambiente architettonico che giudicava poco soddisfacente.

Dopo avere preso contatto con diversi architetti, Wright fu assunto come progettista nello studio di Joseph Lyman Silsbee. Nello studio lavoravano anche George W. Maher e George Grant Elmslie. Silsbee aveva già progettato l'All Souls' Church di Chicago per lo zio di Wright, Jenkin Lloyd Jones, e la Unity Chapel nel Wisconsin per la famiglia Wright. Wright fece così la sua prima esperienza professionale in un ambiente legato alla progettazione residenziale e a linguaggi come lo stile Shingle, il neoromanico richardsoniano e il neocoloniale. Pur apprezzando lo stile pittoresco di Silsbee, cercava un ambiente professionale più vicino alla nuova architettura commerciale di Chicago.

Adler e Sullivan

Dopo avere saputo che lo studio Adler & Sullivan cercava un disegnatore per completare gli interni dell'Auditorium Building di Chicago, Wright sostenne una serie di colloqui ed entrò nello studio. La collaborazione con Dankmar Adler e soprattutto con Louis Sullivan fu decisiva per la sua formazione: Wright lavorò ai disegni dell'Auditorium Theater e acquisì da Sullivan conoscenze di progettazione e di teoria architettonica. Nei suoi scritti avrebbe ricordato Sullivan come il proprio Lieber Meister, cioè il "caro maestro".

Con Sullivan, figura decisiva per la sua formazione, Wright costruì un rapporto professionale e personale; nello studio Adler & Sullivan lavorò ai disegni dell'Auditorium Theater e acquisì dal proprio Lieber Meister conoscenze di progettazione e di teoria architettonica. Nel frattempo sposò Catherine Lee "Kitty" Tobin (1871-1959), con nozze celebrate nel 1889. Nello stesso anno ottenne da Sullivan un prestito di 5.000 dollari, grazie al quale poté costruire la propria casa a Oak Park.

L'aumento delle spese familiari spinse Wright ad accettare incarichi residenziali indipendenti, svolti al di fuori dello studio Adler & Sullivan e poi ricordati come "case di contrabbando". Queste commissioni gli permisero di lavorare sul tema della casa unifamiliare, ma violavano il contratto legato al prestito di Sullivan. Quando Sullivan ne venne a conoscenza, il rapporto tra i due si interruppe e Wright lasciò lo studio nel 1893.

Studio indipendente e case della prateria (1893-1909)

Nel 1893 Wright visitò la Fiera Colombiana di Chicago, organizzata per celebrare il quattrocentenario dell'arrivo di Cristoforo Colombo nel continente americano. L'esposizione rafforzò negli Stati Uniti il gusto neoclassico e Beaux-Arts, che Wright avrebbe in seguito criticato come espressione di un accademismo estraneo alla vita statunitense moderna. Nella stessa occasione vide lo Ho-o-den, il padiglione giapponese costruito sulla Wooded Island, avvicinandosi all'architettura giapponese.

Nello stesso anno Wright aprì uno studio autonomo nello Schiller Building, in Randolph Street, a Chicago. In seguito ampliò la propria residenza di Oak Park e vi trasferì lo studio. Mentre Sullivan lavorava soprattutto a grandi edifici, Wright continuò a occuparsi della casa unifamiliare; in questi progetti tornarono l'esperienza maturata a Chicago, l'interesse per l'arte giapponese e l'educazione geometrica ricevuta con i giochi fröbeliani.

Tra le prime opere autonome vi furono la Winslow House, che unisce ornamenti di ascendenza sullivaniana a una geometria semplificata e fortemente orizzontale, i Francis Apartments, la Rollin Furbeck House e la Husser House. Wright progettò anche case più vicine al gusto tradizionale dei committenti, come la Bagley House, la Moore House I e la Charles E. Roberts House, continuando intanto a sperimentare sulla distribuzione interna e sul rapporto tra abitazione e lotto. La casa-studio di Oak Park, progettata per sé e per la propria famiglia, divenne un luogo di lavoro e di sperimentazione, oltre alla residenza nella quale nacquero Catherine nel 1894, David nel 1895 e Frances nel 1898.

L'edificio di Oak Park fu il primo sul quale Wright ebbe pieno controllo artistico. L'abitazione, modificata più volte, gli permise di sperimentare forme geometriche, materiali naturali, ambienti interni meno divisi e una maggiore continuità fra casa, lotto e giardino. Con l'aggiunta dello studio nel 1898, Oak Park divenne il centro della sua attività per undici anni; in quel periodo Wright sviluppò il linguaggio poi noto come Prairie School e produsse più di un terzo delle sue opere complessive.

Nel 1903 Darwin D. Martin, dirigente della Larkin Company, un'azienda di vendita per corrispondenza con sede a Buffalo, nello Stato di New York, propose Wright come progettista sia della nuova sede amministrativa dell'azienda sia della propria residenza privata. Il Larkin Administration Building, completato nel 1906, fu il primo grande incarico commerciale di Wright: un edificio di sei piani in mattoni rossi scuri, con un atrio centrale aperto, alto circa ventitré metri e illuminato da lucernari, organizzato verso l'interno per isolare gli ambienti di lavoro dal fumo e dalle linee ferroviarie circostanti. Wright progettò ogni aspetto degli interni, introducendo soluzioni allora insolite come aria condizionata, riscaldamento radiante, porte in vetro, arredi metallici integrati e servizi igienici sospesi; nell'autobiografia definì l'edificio "una genuina espressione di potere direttamente applicato allo scopo". Non mancarono all'epoca le reazioni negative: il critico Russell Sturgis, su Architectural Record, giudicò l'edificio "un mostro di goffaggine". L'edificio, accolto con attenzione in Europa, fu demolito nel 1950.

La Darwin D. Martin House, costruita tra il 1903 e il 1905 nel quartiere Parkside di Buffalo, è considerata la più grande e più elaborata casa Prairie della costa orientale degli Stati Uniti. Wright la definì "una sinfonia domestica" e "una composizione pressoché perfetta": il complesso comprendeva sei strutture collegate, tra cui la residenza principale, la Barton House per il cognato George Barton e la sorella Delta di Martin, un lungo pergolato con annessa serra, una rimessa e un cottage per il giardiniere. Elemento distintivo del complesso sono le quasi quattrocento finestre con vetri artistici, che Wright definì "schermi di luce", progettate per mettere in relazione visiva gli spazi interni con il paesaggio esterno. Pergolato, rimessa e garage, demoliti nel 1962, furono ricostruiti tra il 2004 e il 2007.

Le prairie houses, o "case della prateria", furono commissionate soprattutto dalla borghesia di Chicago e costruite per lo più nelle aree suburbane della città. Queste abitazioni cercavano una maggiore continuità con il lotto e con il paesaggio suburbano, usando linee orizzontali, tetti poco inclinati e aggettanti, ambienti interni continui, forte presenza del camino e materiali come legno e pietra. La distribuzione interna si sviluppava spesso attorno al focolare, a cui Wright assegnava un ruolo compositivo e simbolico, mentre gli ambienti si espandevano secondo schemi più fluidi rispetto alla casa vittoriana tradizionale.

Queste ricerche, già presenti nella Hickox House e nella Bradley House, appaiono in modo più compiuto nella Thomas House, nella Willits House, nella Coonley House di Riverside e nella Robie House di Chicago. La Robie House, progettata come due grandi rettangoli sfalsati, divenne uno degli esempi più rappresentativi dello stile Prairie per il volume lungo e orizzontale, il tetto a sbalzo, le finestre continue e la pianta aperta raccolta attorno al focolare. Nel riconoscere le Opere architettoniche del XX secolo di Frank Lloyd Wright come patrimonio mondiale, l'UNESCO ha incluso la Robie House fra gli edifici che esprimono l'architettura organica di Wright, basata su pianta aperta, continuità fra interno ed esterno e uso innovativo dei materiali.