Il Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (TdPALL, TPALL, TdP, TP o Dottore in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro), in Italia, è un professionista tecnico sanitario, iscritto all'Ordine TSRM-PSTRP nel rispettivo Albo.
Nel settore pubblico può ricoprire, inoltre, il ruolo di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, UPG, che, in possesso della Laurea abilitante L/SNT4, è responsabile, dopo superamento dell'Esame di Stato, nell'ambito delle proprie competenze.
La sua Forma Mentis, come strumenti cardine operativo-strutturali, utilizza il Ciclo di Deming rivolto al miglioramento continuo e la Valutazione del Rischio in senso esteso (ad esempio, in Sicurezza Alimentare definibile con il metodo HACCP). Applica tali "armi" in ogni campo in cui si dedica.
Si adopera per garantire la Salute della popolazione e dei lavoratori ma anche il sano, virtuoso ed ecosostenibile sviluppo delle imprese e la leale concorrenza tra esse inoltre, le corrette prassi commerciali. Per il TdPALL, l'utente non è visto solo come cittadino ma anche come lavoratore e consumatore.
Le attività che svolge sono la sensibilizzazione, promozione, prevenzione e repressione, indagini, Campionamenti Ufficiali, Audit, verifiche e Controlli in materia di:
Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro Protezione Ambientale Igiene Pubblica e Nutrizione Sicurezza degli Alimenti e delle Bevande e Sanità Pubblica Veterinaria Ispettorato Micologico Attività di indagine e sorveglianza epidemiologica.
Altresì, il TdPALL può essere incaricato dalla Procura della Repubblica per svolgere inchieste e indagini. A sua volta, il TdPALL può delegare e/o cooperare in concerto con altre interforze europee e nazionali, quali:
Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA); Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF); Polizia di Frontiera (PIF); Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari; Comando carabinieri per la tutela della salute (NAS); Comando carabinieri per la tutela ambientale (NOE); Capitaneria di porto; Ispettorato nazionale del lavoro (INL); Comando carabinieri per la tutela del lavoro; Guardia di Finanza; Guardia Eco-zoofila, Polizia locale (Italia), Polizia di Stato
Storia
Il profilo professionale del TdPALL, Tecnico della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, porta dentro sé le esperienze e le competenze del vigile sanitario comunaleFigura istituita nel 1890 agli articoli 2 e 5 del R.D. 6 luglio 1890 n. 7042, guardie di sanità (1907), del vigile sanitario provincialeCon il testo unico delle leggi sanitarie del 1934 (regio decreto 27 luglio 1934 n. 1265) venne stabilito che al laboratorio provinciale erano addetti vigili sanitari per le disinfezioni e per la vigilanza igienica assunti dalla Provincia con pubblico concorso. Per l'ammissione al concorso di vigile sanitario non era previsto alcun titolo di studio anche se nella circolare n. 64 del 4 agosto 1939 indirizzata agli enti locali il Ministero dell'Interno ribadiva la necessità che i vigili sanitari avessero la licenza di scuola media inferiore, dell'ispettore d'igiene (1970-1984).
La legge 23 dicembre 1978, n. 833 (viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale), nell'attribuire alle unità sanitarie locali l'esercizio delle funzioni per le attività di prevenzione aveva previsto che le stesse si avvalessero degli operatori sia dei propri servizi di igiene sia dei servizi multizonali. Inoltre, per quanto riguarda l'igiene del lavoro veniva disposto che alle unità sanitarie locali venissero attribuiti i compiti svolti dall'Ispettorato del lavoro in materia di prevenzione, di igiene e di controllo della salute dei lavoratori con l'organizzazione di propri servizi di igiene ambientale e di medicina del lavoro. Nulla veniva precisato, invece, in merito al personale di igiene e sanità pubblica. Con il DPR 20 dicembre 1979 n. 761 (stato giuridico del personale delle ULS) viene inquadrata la figura di "Personale di vigilanza e ispezione"Questa figura trovava inquadramento nel "Ruolo sanitario-Tabella M-Personale di Vigilanza e Ispezione" quale operatore professionale di prima categoria. Per il personale proveniente da altri enti, assegnato alle unità sanitarie locali in applicazione delle norme transitorie della Legge 833/1978, l'allegato 2 del 761 aveva previsto l'equiparazione delle qualifiche e dei livelli funzionali al fine dell'inquadramento dei ruoli nominativi regionali (equiparazione delle qualifiche di "vigile sanitario" e "guardia di sanità"). Col DM 30 gennaio 1982 (Normativa concorsuale) venivano stabiliti i nuovi titoli per l'accesso ai concorsi pubblici: diplomi di perito industriale, di perito agrario e di geometra.
Con il DPR 7 settembre 1984 n. 821, venivano attribuite al personale di vigilanza e ispezione attività e funzioni orientate verso l'autonomia professionale e la Legge 26 febbraio 1999 n. 42 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) cancella ogni residuo concetto di ausiliarietà e complementarità. Al tecnico della prevenzione viene assegnato un proprio campo di attività, gli vengono riconosciute una propria responsabilità professionale, una propria autonomia professionale e pari dignità rispetto alle altre professioni sanitarie. Nel decreto 27 luglio 2000 viene definita l'equipollenza di diplomi e attestati al diploma universitario di tecnico della prevenzione nell'ambiente e dei luoghi di lavoro, ai fini dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-base mentre nel decreto 3 novembre 2011, modifica del decreto 27 luglio 2000, vengono aggiunti i titoli di Guardia di Sanità e personale dell'ex-Comando Antidroga e dell'ex-Comando Antisofisticazioni e sanità transitato nel Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con il grado minimo di Brigadiere.
L'art. 4 della legge 10 agosto 2000 n. 251 (Disciplina delle Professioni Sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica) definisce gli ambiti e le attività degli operatori delle professioni tecniche della prevenzione mentre l'art. 5 del decreto 29 marzo 2001 identifica le figure professionali del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e dell'assistente sanitarioOperatore sanitario il cui profilo professionale è definito dal D.M. 17 gennaio 1997, n. 69 quali costituenti le professioni tecniche della prevenzione.
Funzioni Le funzioni del Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, specificate nel D.M. 17 gennaio 1997 n. 58, connettono le storiche competenze sanitarie con quelle tecniche, giuridiche e psicosociali. Le principali funzioni che vengono ora richieste al tecnico della prevenzione sono la formulazione di pareri professionali, l'erogazione di consulenza professionale, l'esecuzione di attività di controllo ufficiale (ispezione, controllo, campionamento, audit, monitoraggio e sorveglianza), l'effettuazione di indagini e di attività di polizia giudiziaria, la partecipazione a programmi di prevenzione e promozione della salute in collaborazione con gli assistenti sanitari, tutela dell’ambiente e la realizzazione di interventi formativi.
Percorso formativo Il profilo professionale del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro è disciplinato dal decreto ministeriale 17 gennaio 1997 n. 58.
La Laurea in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, conseguito ai sensi dell'art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria), e successive modifiche, abilita all'esercizio della professione congiuntamente all'acquisizione permanente dei Moduli A e B in materia di Prevenzione e Protezione nei Luoghi di Lavoro, Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP).
Inoltre, il conseguimento della Laurea L/SNT4 in alcune Regioni Italiane, ad esempio la Toscana, consente anche l'abilitazione come Formatore HACCP.
La Laurea in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro ha l'obiettivo qualificante di formare operatori che svolgono con autonomia tecnico-professionale attività di prevenzione, verifica e controllo in materie di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e veterinariadecreto ministeriale del Ministero della sanità 17 gennaio 1997 n. 58. Il corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro afferisce alla classe delle lauree L/SNT4 stabilite dal decreto interministeriale 19 febbraio 2009 (Determinazione delle classi delle lauree delle professioni sanitarie) ai sensi del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270. Con la laurea triennale in "Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro", lo studente riceve una specifica formazione teorica e compie dei tirocini professionalizzanti in previsione delle future opportunità di lavoro.
"Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione" LM/SNT4 è la Laurea Magistrale delle professioni tecniche della PrevenzioneLa categoria professioni tecniche della prevenzione contiene, secondo il decreto ministeriale 29 marzo 2001, due profili professionali: tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e assistente sanitario.
Carriera e inquadramento Col profilo professionale definito dal citato decreto ministeriale 17 gennaio 1997 n. 58 al Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro viene riconosciuto il ruolo di professionista sia all'interno del Servizio Sanitario Nazionale che in regime di libero professionista. Il TdPALL è una delle 22 professioni sanitarie non mediche e collabora/coopera nelle ASL/ATS con altre figure professionali come medici igienisti, medici del lavoro, medici veterinari, architetti, ingegneri, assistenti sanitari, Infermieri e altri professionisti della sanità, con i quali concorre al raggiungimento degli obiettivi di sanità pubblica, di sanità veterinaria, di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e di igiene degli alimenti. Nelle ARPA/APPA il TdPALL collabora con ingegneri, chimici, fisici, biologi, geologi, tecnici laureati o diplomati per la protezione dell'ambiente. Può altresì lavorare presso la Polizia di Stato e a livello centrale nel Ministero della Salute. Inoltre negli ultimi anni la figura del TdPALL è stata ammessa a concorrere per i concorsi pubblici come: RSPP e ASPP nelle Aziende Ospedaliere e in quelle Universitarie; TdP UPG per INL; Professionista a Elevata Competenza per la Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, CTSS, istituita presso l'INAIL