La chiesa di San Giusto a Fortuna si trova nel comune di Scarperia e San Piero, sulla sinistra del fiume Sieve, alla base della fortezza Medicea di San Martino.
Storia e descrizione Il territorio di Fortuna apparteneva ai vescovi fiorentini. Nei pressi si trova una Villa della famiglia Pitti di Firenze e per questo alcuni storici ritengono che siano originari della zona.
Forse risalente al XII secolo, la chiesa inizia ad essere documentata nella seconda metà del secolo successivo. Nel 1370 la chiesa era guidata da un monaco vallombrosano e sottoposta al giuspatronato dei Vescovi; essa fu unita a Santo Stefano a Coldaia nel 1385 dal vescovo Angelo Acciaiuoli.
Un’importante opera di ristrutturazione dell'edificio deve essere stata intrapresa nel Quattrocento. Testimonianza di questa fase erano un rilievo in stucco dipinto con la Madonna col Bambino, ancora presente in chiesa nel XIX secolo, attribuito ad Antonio Rossellino o a Tommaso Fiamberti e una targa in maiolica invetriata dello stesso soggetto, attribuita sempre al Rossellino, ad una bottega fiorentina e più recentemente ad una faentina cinquecentesca. Entrambe sono oggi al Museo nazionale del Bargello di Firenze. Nel 1491 il patronato era esercitato dalla famiglia degli Ughi.
Nella seconda metà del Settecento l’edificio si presentava in avanzate condizioni di degrado. A seguito di ciò vennero effettuati dei lavori, compiuti nel 1775, che consistettero, di fatto, in una quasi completa ricostruzione della chiesa.
La chiesa è stata restaurata anche dopo il terremoto del 1919 ed ancora negli anni 1992-1993.
La facciata a capanna è semplicemente intonacata. Sotto la finestra rettangolare, ai lati del portale sono due lapidi marmoree che ricordano l'operato di due rettori del XIX secolo.
L'interno è ad unica navata con copertura a capriate ed è divisa in tre campate da archi a tutto sesto. Alla parete destra è l'altare di sant'Antonio, dove è un dipinto, forse tardo ottocentesco, con Sant'Antonio con il Bambino Gesù. A sinistra si apre una cappella dedicata alla Vergine, al cui altare è una tela settecentesca anonima con la Madonna col Bambino.
Il presbiterio è coperto con volta a botte ed è ancora delimitato da una balaustra in pietra datata 1919, uno dei pochi esempi in zona di conservazione di un assetto pre-conciliare. L'altare in muratura presenta un fronte dipinto con motivi geometrici in bicromia bianco-nera, di gusto neoromanico. Dietro di esso, l'abside semipoligonale è l'unica parte dell'edificio conservatasi risalente al Quattrocento.
Note
Bibliografia Gaspero Righini, Mugello e Val di Sieve, note e memorie storico-artistico-letterarie, Firenze, Tipografia Pierazzi, 10 ottobre 1956. AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.
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