La Prima Divisione 1922-1923 è stata la 23ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio, disputata tra l'8 ottobre 1922 e il 15 luglio 1923 e conclusa con la vittoria del , al suo ottavo titolo.
Stagione Novità La riunificazione del campionato
Dopo la tribolata stagione 1921-1922, caratterizzata in Italia dalla disputa di due diversi e concorrenti campionati di calcio a causa della lite fra grandi e piccole società relativamente al numero di partecipanti al torneo, il Compromesso Colombo, emanato il 22 giugno 1922, aveva sanato lo scisma e dettato le linee fondamentali dell'organizzazione di quello che era divenuto oramai lo sport nazionale italiano.
Secondo il dettato del compromesso, la nuova stagione fu organizzata sulla base di 36 squadre, individuate dallo stesso lodo arbitrale, suddivise in tre gironi di livello nazionale gestiti dalla Lega Nord, mentre nel Meridione continuarono a disputarsi i tradizionali campionati regionali, ora coordinati dalla Lega Sud. La struttura era però transitoria, perché le squadre del torneo settentrionale dovevano scendere a 24, secondo il modello del Progetto Pozzo, fin dalla stagione successiva, per cui si stabilì la retrocessione di ben quattro società per ciascun girone, oltre al blocco una tantum delle promozioni dalla Seconda Divisione. A causa del numero elevato di partecipanti, la FIGC aveva dovuto organizzare un torneo di qualificazione al fine di ridurli a tre gironi composti di 12 squadre ciascuno, ricordando che dopo la fusione di U.S. Livorno e Pro Livorno si era liberato un posto in Prima Divisione, e si rese necessario riorganizzarlo, con i turni che passarono da tre a cinque.
Formula Tre gironi interregionali da 12 squadre ciascuno, di cui la prima classificata accede alle finali, mentre le ultime quattro vengono retrocesse. Le tre finaliste si sfidano in triangolare in andata e ritorno, e la vincitrice ratifica il titolo in una finalissima con partita e contropartita.
Il campionato meridionale fu organizzato con qualificazioni gestite dai Comitati Regionali Laziale, Campano, Pugliese e Siciliano. Alla fase nazionale accedevano i campioni regionali, le seconde classificate dei gironi laziale, campano e pugliese, più l', unica iscritta del girone Marchigiano. Le semifinali della Lega Sud erano dunque strutturate su due gironi composti da quattro squadre, le cui vincitrici disputarono la finale per il titolo meridionale.
Avvenimenti
Finalmente riunificato, il campionato aveva nelle due finaliste della precedente stagione confederale le favorite al titolo anche per questo torneo. In particolare il si era rinforzato con l'arrivo del terzino Delfo Bellini dalla , che si andava ad aggiungere al ritorno di Aristodemo Santamaria il quale aveva appena condotto al successo la , e sempre dal club piemontese Ettore Neri.
I grifoni disputarono uno splendido campionato e raggiunsero la finale da imbattuti: solo un caparbio , secondo classificato nel girone B, uscì indenne da entrambi i confronti coi rossoblu. Nello stesso raggruppamento, e furono sopravanzate dal , battuto in casa dopo lungo tempo solo dai liguri e capace di segnare all' quattordici gol.
Dal canto loro, i campioni in carica della , partiti sottotono, rimontarono nel girone di ritorno gestendo abbastanza agilmente nel finale gli attacchi di un rigenerato e della sorprendente Sampierdarenese. Quest'ultima partì di slancio, concludendo il girone di andata in vetta con 19 punti, staccando di tre lunghezze il Torino, di quattro il (che tuttavia aveva una partita in meno) e di cinque la Pro Vercelli.
Tuttavia i genovesi calarono nettamente nel girone di ritorno, facendosi sorpassare dai bianchi leoni e dai granata. Alla diciottesima giornata la Pro Vercelli superò la Sampierdarenese nello scontro diretto volando in vetta solitaria con due punti di vantaggio su Torino e Sampierdarenese. La settimana successiva i liguri persero anche lo scontro diretto contro i granata abbandonando ogni velleità di primato. Nelle ultime giornate la Pro Vercelli non ebbe particolari difficoltà nel mantenere la vetta e vinse il girone staccando di quattro punti i granata e di ben otto lunghezze i sampierdarenesi.
Nel terzo raggruppamento, oggettivamente di minor tasso tecnico, si mise in mostra la vera sorpresa del campionato, il , che impegnò in un concitato testa a testa i ben più quotati piemontesi dell', riuscendo infine a sopravanzarli nello spareggio di Milano. Subito dietro alle due contendenti si piazzò il , che tre anni prima si era aggiudicato il campionato dell'Italia centro-meridionale. Deludente, invece, fu il comportamento dei campioni federali uscenti della Novese: seppur indubbiamente indeboliti dalla partenza di alcuni uomini-chiave che l'avevano portata al titolo, il basso profilo della loro annata fu la riprova della mediocrità del torneo federale della precedente stagione, e della sensatezza della riunificazione.
Sensatezza che fu confermata anche dalle retrocessioni: soltanto cinque delle formazioni provenienti dal precedente torneo della FIGC riuscirono a salvarsi (Sampierdarenese, , , e Novese), contro le diciannove della disciolta CCI.Delle 24 secessioniste del 1921, erano saltate il Vicenza e il Venezia in prima battuta (non essendo riuscite a qualificarsi al campionato di Prima Divisione 1922-1923), poi il Mantova, l'US Milanese e il Savona. Rocambolesco fu, in particolare, il cammino dello : ripescato inizialmente per la fusione delle due società livornesi, che aveva liberato un posto nella massima serie, subì una squalifica del campo per un anno, in seguito ai gravissimi incidenti che costellarono la gara al Picco contro gli acerrimi rivali genoani, con ripetuti tentativi di aggressione all'arbitro, sia allo stadio che, successivamente, alla stazione.Le numerose gare in campo neutro influirono negativamente sulle prestazioni degli aquilotti, che furono costretti allo spareggio-salvezza contro il : una prima gara si concluse con un nulla di fatto dopo ben 3 ore e 17 minuti di gioco, sospesa infine per oscurità; la ripetizione, vinta dagli spezzini di misura, sancì la retrocessione dei tortonesi. Anche il Brescia si salvò in maniera rocambolesca: precipitato all'ultimo posto in classifica a causa della posizione irregolare dei giocatori Ros e Lunghi che gli erano costate quattro sconfitte a tavolino,Il Lavoro del 19 dicembre 1922. riuscì a evitare la retrocessione nel finale grazie alla decisione della FIGC, presa alla vigilia dell'ultima giornata,La Stampa del 7 maggio 1923. di annullare le sconfitte a tavolino e di far ripetere le partite incriminate.
Il perfetto meccanismo genoano non conobbe intoppi neanche nelle finali. Il primo appuntamento clou si svolse a Vercelli, dove i campioni in carica vennero raggiunti dai rossoblu nel secondo tempo con un gol di Catto su cross di Santamaria. Nella seconda giornata il Genoa sconfisse abbastanza agevolmente il Padova, salendo a quota tre punti. Ma la grande sorpresa, e la fortuna per i Grifoni, si manifestò allorché, tra lo stupore generale, l'arrembante Padova batté nettamente i vercellesi. Poiché la settimana precedente gli euganei avevano perso a Marassi la partita con il Genoa, la strada per i liguri parve spianata.
Fu a questo punto che la gara di Marassi del 24 giugno tra grifoni e bianchi Leoni assunse de facto il ruolo di ultima spiaggia per i vercellesi. In uno stadio gremito da più di diecimila spettatori, una rete di Sardi portò il Genoa alla vittoria della partita ed escluse la principale rivale, la Pro Vercelli, dalla lotta per il titolo. Rimaneva teoricamente ancora in corsa il Padova, che tuttavia perse le rimanenti due partite, prima contro il Genoa e poi contro la Pro Vercelli, chiudendo terzo. Per la consueta passerella conclusiva l'avversaria fu la , dove militava un giovane Fulvio Bernardini. Prima della gara di ritorno, disputata al Flaminio, i genoani ebbero addirittura l'onore di essere ricevuti dal Papa e da Mussolini. I rossoblù non ebbero problemi a battere i biancocelesti in entrambe le partite (4-1 a Genova e 2-0 a Roma), riuscendo così nell'impresa di vincere il loro ottavo titolo finendo imbattuti in tutte le ventotto gare disputate.
Lega Nord Girone A Squadre partecipanti Club Stagione Città Stadio Stagione precedente dettagli Casale Monferrato (AL) Stadio Natale Palli 6º nel girone B della 1ª Divisione CCI dettagli Milano (MI) Campo di via Goldoni 12º nel girone B della 1ª Divisione CCI dettagli Mantova (MN) Campo dell'Ippodromo Te 4º nel girone A della 1ª Divisione CCI dettagli Padova (PD) Stadio Tre Pini Campione Veneto e 2º in semifinale A FIGC dettagli Pisa (PI) Stadio Arena Garibaldi 3º nel girone B della 1ª Divisione CCI dettagli Vercelli (NO) Campo piazza Conte di Torino Campione d'Italia C.C.I. dettagli San Pier d'Arena (GE) Stadio di Villa Scassi Campione Ligure, perde la finale FIGC dettagli Savona (GE) Campo Valletta di San Michele 2° in 1ª Categoria Ligure FIGC dettagli Torino (TO) Campo Stradale Stupinigi 6º nel girone B della 1ª Divisione CCI dettagli Torino (TO) Campo Stradale StupinigiIn alternanza con il che usufruiva dello stesso campo. 2ª nel girone piemontese di 1ª Categoria FIGC dettagli Verona (VR)Campo di Borgo Venezia 6º nel girone A della 1ª Divisione CCI dettagli Bologna (BO) Campo di via Valeriani 2ª in finale 1ª Categoria Emiliana FIGC
Classifica finale Squadra 1.362217234415+29 2. 322214445912+47 3. 282212463722+15 4. 252211384333+10 5. 24229672926+3 6. 23227962318+5 7. 21228593237-5 8. 21228591623-7 9. 182266101827-9 10. 162264122336-13 11. (-1)142263132049-29 12. 52205171056-46 Legenda: Ammesso alle finali di Lega Nord. Retrocesso in Seconda Divisione 1923-1924.
Regolamento: Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta. Note: Il Petrarca ha scontato 1 punto di penalizzazionePenalizzato di 1 punto in classifica per una rinuncia..
Risultati Calendario andata (1ª)Prima giornataritorno (12ª) 8 ott.1-1 Inter-Casale0-14 feb. 13 mag.2-0 Partita persa 2-0 a tavolino per forfait e penalizzazione di 1 punto in classifica. Pisa-Petrarca1-2 8 ott.1-3 Speranza-Verona1-32-0 Torino-Pro Vercelli1-21-1 Mantova-Torinese1-025 feb.1-1 Virtus-Sampierdarenese1-34 feb.andata (2ª)Seconda giornataritorno (13ª)15 ott.4-0 Inter-Petrarca1-311 feb.1-1 Torinese-Torino0-61-2 Verona-Pisa2-03-0 Pro Vercelli-SperanzaInizialmente programmata per l'11 febbraio 1923, sospesa al 43' per impraticabilità del campo causa pioggia.3-025 feb.3-1 Sampierdarenese-Mantova0-111 feb.2-0 Casale-Virtus0-1
andata (3ª)Terza giornataritorno (14ª)22 ott.2-1 Pisa-Pro Vercelli1-34 mar.0-2 Speranza-Torino0-818 feb.0-2 Verona-Inter2-30-0 Mantova-Casale0-10-0 Virtus-Petrarca2-12-0 Sampierdarenese-Torinese0-1andata (4ª)Quarta giornataritorno (15ª)5 nov.2-1 Pisa-Torino1-611 mar.1-0 Pro Vercelli-Inter5-13-2 Torinese-Speranza1-12-0 Virtus-Verona0-10-0 Casale-Sampierdarenese0-21-0 Petrarca-Mantova0-2
andata (5ª)Quinta giornataritorno (16ª)12 nov.1-1 Mantova-Verona0-218 mar.2-4 Speranza-Pisa1-76-0 Torino-Inter2-24-1 Sampierdarenese-Petrarca0-01-1 Pro Vercelli-Virtus2-01-0 Casale-Torinese1-2andata (6ª)Sesta giornataritorno (17ª)19 nov.3-0 Inter-Speranza0-013 mag.1-1 Verona-Sampierdarenese0-225 mar.0-2 Partita persa 2-0 a tavolino per decisione della Lega Nord. Torinese-Pisa0-30-1 Virtus-Torino0-31-2 Mantova-Pro Vercelli0-12-2 Petrarca-Casale0-4
andata (7ª)Settima giornataritorno (18ª)10 dic.3-0 Casale-Verona1-11 apr.28 gen.2-0Inter-Pisa2-210 dic.3-0 Torino-Mantova2-01-0 Virtus-Speranza0-03-1 Petrarca-Torinese1-43-2 Sampierdarenese-Pro Vercelli0-1andata (8ª)Ottava giornataritorno (19ª)17 dic.1-0 Pisa-Virtus1-28 apr.1-0 Sampierdarenese-Torino0-23-2 Torinese-Inter0-12-1 Verona-Petrarca3-21-0 Mantova-Speranza1-13-0 Pro Vercelli-Casale1-0