Iniziò come poeta, cantando le cose semplici e umili di tutti i giorni, seguendo un'influenza pascoliana, usando toni dimessi e parole semplici; passò in seguito a scrivere novelle e romanzi, tra cui Puri di cuore, dove il linguaggio diventa più complesso e analitico, tornando ancora alla poesia negli ultimi anni.

Biografia Anni giovanili Nacque a Cesenatico nell'allora provincia di Forlì nel 1885, da Ettore Moretti, impiegato al Comune e imprenditore di trasporti marittimi e da Filomena (che faceva Moretti di cognome anche da nubile), insegnante elementare, di origine marchigiana.

Frequentò la scuola elementare a Cesenatico nella classe della madre, esperienza indubbiamente importante per la formazione della sua personalità.

Nel 1896 venne iscritto presso l'Istituto "Sant'Apollinare" di Ravenna diretto da religiosi, ma l'anno seguente lo abbandonò per il profitto scadente. Si iscrisse quindi al liceo-ginnasio "Vittorino da Feltre" di Bologna che lasciò nel 1900, senza aver conseguito la licenza ginnasiale.

La scuola di recitazione Deciso a lasciare per sempre gli studi, convinse i genitori a iscriverlo, nel 1901, alla «Regia Scuola di recitazione "Tommaso Salvini"» di Firenze diretta da Luigi Rasi. Viste le sue scarse doti in quel campo, il Rasi stesso gli consigliò di lasciare quella carriera suggerendogli una via diversa e maggiormente affine agli interessi letterari che aveva già in precedenza espresso. Rasi incaricò quindi Moretti di fargli da collaboratore lavorando per portare a termine il suo "Dizionario dei comici italiani", incarico che egli portò egregiamente a termine ottenendo così due vantaggi: quello di essere abbastanza autonomo economicamente e quello di poter svolgere un'attività gratificante. Alla scuola del Rasi conobbe Aldo Palazzeschi con il quale strinse un'amicizia solida e duratura nel tempo.

Gli anni fiorentini

Gli anni trascorsi a Firenze, centro culturale di prima importanza, sono rilevanti per la formazione centrale. Il clima fiorentino di questo periodo, con le nuove tendenze che danno via a riviste come Hermes, Lacerba, La Voce, Leonardo, sarà per Moretti, che ne rimane ai margini, ricco di stimoli. A Firenze il giovane Moretti frequenta il Gabinetto Vieusseux, dov'era possibile accedere alle più importanti riviste italiane ed europee, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

La prima produzione poetica Al 1902 e 1903 appartengono le prime raccolte di novelle intitolate Le primavere e quelle di versi, Il poema di un'armonia e La sorgente della pace.

Ma il vero debutto letterario avviene con la pubblicazione nel 1905 delle liriche di Fraternità, seguito dalle novelle intitolate Paese degli equivoci. Nel 1908 viene data alle stampe la raccolta La serenata delle zanzareLe illustrazioni delle raccolte Fraternità e La serenata delle zanzare furono eseguite da uno dei massimi disegnatori del tempo, Adolfo De Carolis. e nel giro di pochi anni vengono pubblicate le sue raccolte più famose: Poesie scritte col lapis del 1910La raccolta fu recensita da Borgese che, per descrivere la poetica morettiana, coniò il termine «crepuscolare», sancendo la nascita di un nuovo movimento letterario., Poesie di tutti i giorni del 1911, I poemetti di Marino del 1913 e Il giardino dei frutti del 1916. Con quest'opera Moretti sembra congedarsi come poeta dal pubblico, per darsi soprattutto alla memorialistica e alla narrativa. Riprenderà la sua attività di poeta solamente mezzo secolo dopo.

Gli anni della guerra Era intanto scoppiata la prima guerra mondiale e lo scrittore, pur non ritenuto idoneo, volle partecipare; si arruolò come infermiere negli ospedali da campo.

Inviato a Roma, nel 1916 lavorò presso un'agenzia di stampa della Croce Rossa con Federigo Tozzi con il quale rimase in contatto sino al 1920, anno della sua morte.

Durante la guerra avvenne l'esordio di Moretti come romanziere con Il sole del sabato pubblicato nel 1916 ma uscito nel 1913 su Il Giornale d'Italia, al quale seguì nel 1918 Guenda che ottenne buoni consensi.

Il ritorno a Firenze Moretti collaborò attivamente a numerosi periodici e giornali a partire dal 1923 e soprattutto alla pagina letteraria del Corriere della Sera su invito di Luigi Albertini, direttore del giornale.

Dichiaratosi contrario al fascismo, firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, anche se non partecipò attivamente alla vita politica rimanendo sempre appartato tra Firenze e la città natale. A dicembre del 1926 fece parte con Aldo Palazzeschi della giuria del premio Alessandro Manzoni dell'Unione Editori Cattolici Italiani.

Durante gli anni della dittatura la pubblicazione nel 1928 in volume del Trono dei poveri, che era già uscito a puntate tra il dicembre 1926 e il giugno 1927 su «Il Secolo», gli creò qualche inconveniente. Esso infatti venne accolto dalle contestazioni dei fascisti della Repubblica di San Marino a causa del contenuto che riportava elogi alla libertà e all'indipendenza delle passate istituzioni.

Nel 1932 il Duce bloccò l'assegnazione a Moretti da parte dell'Accademia d'Italia del Premio Mussolini, che fu poi dato a Silvio Benco. Nel 1936, nonostante la firma del Manifesto di Croce, scrisse un elzeviro per il Corriere della Sera in cui esaltava la guerra d'Etiopia. Nel 1944, durante la RSI, lo stesso premio verrà assegnato a Moretti.

Lo scrittore intanto aveva continuato negli anni precedenti la sua attività scrivendo e pubblicando novelle, ricordi e romanzi. Risale al 1935 L'Andreana, al 1937 Anna degli elefanti e al 1941 La vedova Fioravanti, il romanzo che verrà accolto come il suo capolavoro da critici letterari autorevoli come Emilio Cecchi e Pietro Pancrazi.

Il secondo dopoguerra e la fine della carriera di romanziere Nel 1946, terminato il periodo bellico, Moretti iniziò la revisione delle sue opere dando alla ristampa alcune di esse e pubblicando un altro romanzo importante, I coniugi Allori, al quale seguirà il romanzo di rievocazione Il fiocco verde nel 1948, il volume di ricordi I grilli di Pazzo Pazzi nel 1951 e un'ultima raccolta di novelle, intitolata 194, nel 1956.

Nel 1958 Moretti termina con La camera degli sposi la sua carriera di romanziere e nel 1960, con il Libro dei miei amici. Ritratti letterari, ne farà l'ultimo bilancio.

Erano intanto iniziati i riconoscimenti pubblici per l'autore. Nel 1948 otterrà, a pari merito con Francesco Flora, il Premio Fila, nel 1952 il Premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei, nel 1955, con Il libro dei sorprendenti vent'anni il premio Napoli e nel 1959, con Tutte le novelle, il Premio Viareggio che sarà causa di polemiche perché aveva superato Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini. Moretti riceverà nel 1969 nuovamente il Premio Viareggio, Speciale per l'insieme dell'opera letteraria.

Moretti ha scritto e pubblicato una novella sulla rivista Pioniere Noi Donne dal titolo: A scuola, uscita sul n° 29 del 1967.

Il ritorno alla poesia

Nel 1969, mentre l'editore Mondadori inizierà l'edizione, nei "Classici italiani contemporanei", delle opere dello scrittore, egli, in modo inaspettato e con grande vitalità, riprenderà a scrivere poesia. Usciranno nel 1969 la raccolta poetica L'ultima estate, nel 1971 Tre anni e un giorno, nel 1973 Le poverazze e nel 1974 Diario senza le date.

Nel 1975, per il suo novantesimo compleanno, la Biblioteca di Cesenatico organizzerà un importante convegno di studi e nel volume degli atti che uscirà nel 1977 il nome di Moretti apparirà accanto a quello dei più noti e validi esponenti della critica letteraria.

A Cesenatico lo scrittore si spegnerà il 6 luglio del 1979, pochi giorni prima di compiere 94 anni.

La sua casa natale è stata adibita a casa museo.

Produzione letteraria Le raccolte poetiche A parte le primissime poesie edite su riviste fiorentineCfr. "L'amico dello scolare" del 9 gennaio 1092 e "La Vedetta artistica" del 19 luglio e del 12 dicembre 1902. e la raccolta di novelle del 1902 intitolata Le primavere, si ricordano due opere che per molto tempo sono state ignorate dalla critica e messe in luce da Piero Bigongiari: Il poema di un'armonia e La sorgente della pace, entrambe pubblicate a Firenze dall'editore Ducci nel 1903 che, nell'intenzione dell'autore, dovevano far parte di una trilogia che doveva concludersi con L'autunno della vergine.

Queste raccolte risentono dell'atmosfera simbolista tipica del decadentismo europeo della fin de siècle e si possono collocare tra il gusto liberty e l'esempio dannunziano.

Ma il vero esordio pubblico di Moretti come poeta avvenne con la raccolta Fraternità. L'opera fu edita a Torino dalla casa editrice Remo Sandron nel 1905 arricchita da una incisione di Adolfo De Carolis e risente dell'influsso del Pascoli; venne recensita da Aldo Palazzeschi, mentre a sua volta Moretti recensiva I cavalli bianchi dell'amico.

Nel 1908 fecero seguito i poemetti de La serenata delle zanzare pubblicata presso l'editore Streglio di Torino con incisioni del De Carolis che, pur risentendo dell'influsso di Myricae e dei Canti di Castelvecchio di Pascoli, assumono una connotazione diversa e originale. Seguiranno Poesie scritte col lapis e Poesie di tutti i giorni, pubblicate nel (1910) e (1911) dall'editore Ricciardi, che segneranno la fase crepuscolare.

Nel 1916 uscirà un'altra opera significativa, Il giardino dei frutti pubblicate da Ricciardi che comprendeva le poesie del periodo 1911-1914 e che, in parte, erano già uscite, tra il 1912 e il 1913, sulla "Riviera Ligure".

Nel 1913 Moretti aveva pubblicato alcuni poemetti per l'infanzia su Il giornalino della domenica di Vamba, in seguito editi a Roma dalla Tipografia Ed. Nazionale con il titolo Poemetti di Marino, che, pur mantenendo il medesimo tono di certi poemetti precedenti risultarono di minore importanza.L'antologia Poesie 1905-1914, curata dal poeta per i Treves, è simile a un congedo poetico. Dopo il 1914 l'attività poetica di Moretti rimase per lungo tempo episodica e privata.

I ricordi Tra la produzione letteraria di Moretti un forte significato assumono le pagine autobiografiche che si ritrovano in diversi contesti dei suoi romanzi, come in "Anna degli elefanti" o nella sezione del "Trono dei poveri" dove rivive l'esperienza vissuta in prima persona negli ospedali da campo nel periodo della guerra.

Moretti scrisse inoltre numerose memorie autobiografiche e impressioni di viaggio ("Mia madre", "Il tempo felice", "Via Laura", "Fantasie olandesi", "Scrivere non è necessario", "Pane in desco", "L'odore del pane", "I grilli di Pazzo Pazzi", "Il libro dei miei amici", "Ritratti letterari"), che nel 1962 entrarono a far parte del volume unico intitolato "Tutti i ricordi" a cura dell'editore Mondadori.

Le novelle Ricca e varia fu anche la produzione di novelle tra le quali si ricordano Il paese degli equivoci (1907), I lestofanti (1909), Ah!Ah!Aha! (1909), I pesci fuor d'acqua (1914), La bandiera alla finestra (1917), Conoscere il mondo (1919), Personaggi secondari (1920), Una settimana in Paradiso e altre novelle (1920), Cinque novelle (1920), La vera grandezza (1925), Le capinere (1926), Allegretto quasi allegro (1927), Sorprese del buon Dio (1931), Novelle per Urbino (1937), Uomini soli (1954). Esse vennero pubblicate dapprima su riviste e giornali e poi raccolte in volume, sistemate e revisionate, dalla SEI nel 1942 e infine dalla Mondadori nel 1959 con una selezione definitiva che comprendeva cento testi divisi in quattro parti: Personaggi secondari, Da vita a vita, Presente del presente, Racconti brevi.

I romanzi Romanzi della mia terra Dopo la prima guerra mondiale Moretti si dedicò soprattutto alla narrativa e nel 1961 vengono ristampati, nei "Romanzi della mia terra", "La voce di Dio" del 1920, "Puri di cuore" del 1923, "L'Andreana" del 1935, "La vedova Fioravanti" del 1940.

Romanzi dal primo all'ultimo