Nata Alice Vittoria Elena Luisa Beatrice d'Assia e del Reno (), fu in nubilato una principessa del Granducato d'Assia e del Reno, nipote della regina Vittoria del Regno Unito. Ricevette il nome di Aleksandra Fëdorovna dopo la sua conversione alla Chiesa ortodossa russa, prima del matrimonio con Nicola II di Russia, suo cugino di secondo grado, e divenne infine Imperatrice consorte di tutte le Russie. Era portatrice sana di emofilia come la nonna materna Vittoria e trasmise la malattia al figlio Aleksej Nikolaevič. La costante preoccupazione per la salute dell'erede la portò ad affidarsi a vari santoni e presunti guaritori, tra i quali emerse Rasputin.

Di formazione luterana e tradizionale, ebbe un buon rapporto con il marito Nicola, sul quale, vista la debolezza di carattere, spesso si impose con decisione. Incapace di capire i cambiamenti sociali in corso a fine secolo e le spinte riformiste, isolata dalla corte russa, si rifugiò nel misticismo religioso e nell'assistenza continua al figlio Alessio. Scoppiata la rivoluzione di febbraio, la monarchia dei Romanov fu dichiarata decaduta e la famiglia imperiale venne fatta prigioniera. Aleksandra fu fucilata, con il resto della sua famiglia, a Casa Ipat'ev, il 17 luglio 1918. Nel 2000 la Chiesa ortodossa l'ha canonizzata come Santa Aleksandra Fëdorovna Portatrice della Passione.

Biografia Infanzia

Aleksandra Fëdorovna nacque come Alice d'Assia e del Reno il 6 giugno 1872 nel castello Marktplatz di Darmstadt,Heresch, pag. 12. capitale del granducato d'Assia,Gelardi, Julia, Born to Rule, p. 5.Buxhoeveden, Baroness Sophie, Life and Tragedy of Alexandra Feodorovna, p. 1. uno dei tanti Stati che componevano l'Impero tedesco. Era la sesta dei sette figli del granduca Luigi IV d'Assia-Darmstadt e della principessa Alice di Gran Bretagna, a sua volta terzogenita della regina Vittoria del Regno Unito e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha.

Fu battezzata con rito luterano il 1º luglio 1872 e le furono imposti i nomi della madre e quelli delle zie materne. I suoi padrini e madrine furono: Edoardo, principe di Galles, e la sua consorte Alessandra di Danimarca: suoi zii materni; lo zarevic Alessandro di Russia e la zarevna Dagmar di Danimarca: suoi futuri suoceri; la principessa Beatrice di Gran Bretagna: sua zia materna; Augusta d'Assia-Kassel, duchessa di Cambridge: sua prozia materna; la principessa Anna di Prussia: nipote di Federico Guglielmo III di Prussia.

Nel dicembre 1878 un'epidemia di difterite colpì il granducato d'Assia: Alice, le sue sorelle Vittoria, Irene e Maria, nonché il fratello Ernesto, si ammalarono. Mentre i fratelli superarono la malattia, la piccola Maria non ce la fece e morì all'età di quattro anni. Nel frattempo la madre di Alice, la granduchessa d'Assia, fu contagiata dal morbo mentre assisteva il figlio durante la convalescenza, quando la futura zarina aveva appena sei anni: la principessa Alice morì il 14 dicembre 1878 all'età di 35 anni e fu tumulata nel mausoleo granducale a Rosenhöhe.Heresch, pag. 17

In seguito a tale evento, la futura imperatrice di Russia si affezionò molto alla nonna materna. Come conseguenza, trascorse parte della propria infanzia nel Regno Unito, dove frequentemente soggiornava con i suoi parenti britannici nel castello di Balmoral, in Scozia, e ad Osborne House, sull'isola di Wight. Dopo la perdita della madre e della sorella più giovane, il temperamento di Alice d'Assia divenne più riservato e introverso. Nel 1892 anche suo padre morì e il fratello, Ernesto Luigi, gli succedette.King, pag. 46.

Matrimonio

Alice d'Assia si sposò relativamente tardi per una donna del suo rango, nell'epoca in cui viveva. Aveva rifiutato una proposta del principe Alberto Vittorio, duca di Clarence (il primogenito del principe di Galles), nonostante la forte pressione della famiglia. La regina Vittoria desiderava che la nipote diventasse la futura sovrana del Regno Unito, tuttavia rispettò la sua decisione.Heresch, pag. 40.

La principessa Alice, a quel tempo, aveva comunque già incontrato il futuro coniuge (nel 1884 e nel 1889), lo zarevic di Russia Nicola, la cui madre era la cognata del principe di Galles e il cui zio, il granduca Sergej Aleksandrovič, era sposato con sua sorella Elisabetta. I due giovani erano anche secondi cugini, poiché entrambi pronipoti di Guglielmina di Baden, consorte del granduca Luigi II d'Assia.Heresch, pp. 58-60 «Il mio sogno è di sposare un giorno Alix H. Io l'ho amata per lungo tempo, ma più profondamente e intensamente dal 1889, quando lei trascorse sei settimane a Pietroburgo. Per lungo tempo mi sono opposto al sentimento che il mio più caro sogno diventasse realtà»,Massie, R., Nicholas and Alexandra, p. 49. scrisse Nicola nel suo diario.

Inizialmente il padre di Nicola, lo zar Alessandro III, si oppose alla prospettiva delle nozze del figlio. La società russa rifiutava apertamente Alice d'Assia, nella consapevolezza che l'imperatore e la zarina Maria, entrambi antigermanici, non avrebbero permesso un'unione tra lo zarevic e una principessa tedesca. Benché la principessa fosse sua figlioccia, è generalmente risaputo che il sovrano ambiva a un migliore matrimonio per l'erede, ad esempio con la principessa Elena, figlia di Filippo d'Orléans, conte di Parigi, pretendente al trono di Francia. Tuttavia, il legame con Elena non piaceva a Nicola, tant'è che egli scrisse nel proprio diario: «Mamma fece alcune allusioni ad Elena, la figlia del conte di Parigi. Io voglio andare in una direzione ed è evidente che mamma vuole che io scelga l'altra».Massie, R, Nicholas and Alexandra, p. 50. Anche Elena resisteva però alle sollecitazioni: lei era cattolica e non desiderava abbandonare la propria fede per diventare russa ortodossa.Erikson, pag. 37.

Lo zar inviò quindi emissari alla famiglia della principessa Margherita di Prussia, figlia del kaiser Federico III di Germania e sorella dell'imperatore Guglielmo II. Nicola dichiarò risolutamente di non essere d'accordo con questa scelta e neppure lo era la nobile tedesca, la quale, dal canto suo, affermò di non volere abiurare alla sua religione protestante per quella russa ortodossa.Erikson, pag. 40. Finché la salute era buona Alessandro III ignorò le proteste dello zarevic; cominciò a cedere solo quando la sua condizione fisica iniziò a peggiorare nel 1894. Alice d'Assia era, altresì, turbata dalla richiesta di rinunciare alla propria fede luterana, dato che una zarina russa doveva obbligatoriamente essere ortodossa, ma venne persuasa e alla fine diventerà una fervente convertita.Heresch, pag. 64.

Lei e il granduca ereditario si fidanzarono, dunque, nell'aprile 1894. Alessandro III morì a Livadija il 1º novembre 1894 e Nicola divenne zar di tutte le Russie all'età di ventisei anni. Aleksandra Fëdorovna accompagnò la famiglia imperiale nel suo viaggio di ritorno a San Pietroburgo con il corpo del defunto imperatore e si dice che le persone salutarono la loro futura sovrana con sinistri mormorii del tipo: «Lei viene a noi dietro a una bara».King, G, The Last Empress, p. 76.Le nozze non vennero ritardate: la coppia si sposò nella cappella del Palazzo d'Inverno il 26 novembre 1894. L'unione che iniziò quel giorno rimase tale e quale per tutto il resto delle loro vite: fu di tipo vittoriano esternamente, serena e adeguata, ma basata su un'intensa affettuosità.Massie, R., Nicholas and Alexandra, p. 45.

Con il matrimonio Alessandra Fëdorovna rinunciò al suo titolo di principessa d'Assia e del Reno e assunse invece un nuovo e prestigioso rango. Nelle cerimonie solenni le spettava l'appellativo di: Sua Maestà Imperiale la zarina Aleksandra Fëdorovna, imperatrice di Russia, granduchessa di Smolensk, di Lituania, Volinia, Podolia e Finlandia, principessa di Estonia, Livonia, Curlandia e Semgalia, Bialystock, Carelia, Tver, Juguria, Perm', Vjatka, Bulgaria e altri Paesi; granduchessa del Basso Novgorod, di Černigov, Rjazan', Polotsk, Rostov, Jaroslavl', Belozersk, Oudoria, Obdoria, Condja, Vitebsk, Mstislav' e del Nord; Augusta consorte del sovrano di Cartalinia, Iveria, Kabardinia, Armenia, Turkestan; erede al trono di Norvegia, duchessa di Schleswig-Holstein, Stormarn, Ditmars e Oldenburg, della dinastia dei Romanov-Holstein-Gottorp.King G., L'ultima zarina, Mondadori, Milano, 1997, p. 107.

Dopo il solenne sposalizio la sorella maggiore di Aleksandra Fëdorovna, Elisabetta d'Assia-Darmstadt (detta Ella), divenne anche sua zia, avendo sposato il settimogenito di Alessandro II. La coppia imperiale era inoltre strettamente imparentata con le case reali di Germania, Gran Bretagna, Danimarca, Grecia e Norvegia.Sarcinelli, pag. 33.

Zarina di Russia

Incoronazione

Aleksandra Fëdorovna acquisì formalmente la dignità di imperatrice di Russia il giorno delle nozze, e il 14 maggio 1896 fu officiato il fastoso rito dell'incoronazione della coppia all'interno del Cremlino di Mosca. Il giorno seguente, tuttavia, un evento tragico funestò le celebrazioni: migliaia di contadini, infatti, erano stati calpestati a morte, nella grande confusione, al campo di Chodynka a Mosca, quando si era diffusa la notizia che non c'erano doni commemorativi dell'evento a sufficienza per tutti.Erikson, pag. 55.

Lo zar dichiarò che non si sarebbe presentato al ballo organizzato per quella sera dall'ambasciatore francese, il marchese di Montebello Gustave-Louis Lannes, ma gli zii paterni Vladimir Aleksandrovič Romanov, Pavel e Sergej, lo convinsero a parteciparvi ugualmente per non offendere il diplomatico di Parigi. Alla fine, come sarebbe capitato molte altre volte durante il suo regno, Nicola II si arrese, così lui e Aleksandra Fëdorovna si recarono al ballo. Sergej Witte commentò: «Noi ci aspettavamo che la festa venisse annullata. Invece essa ebbe luogo come se nulla fosse accaduto e le danze vennero aperte dalle Loro Maestà ballando una quadriglia».Massie, R., Nicholas and Alexandra, p. 80.

Fu una serata infausta: l'imperatrice appariva sofferente e l'ambasciatore britannico ne informò la regina Vittoria. Molti russi ritennero che il disastro del campo di Chodynka fosse un presagio del fatto che il regno sarebbe stato infelice; altri, più sofisticati o più vendicativi, usarono la tragedia per sottolineare la spietatezza dell'autocrazia e la superficialità del giovane zar e della sua «consorte tedesca».Massie, R, Nicholas and Alexandra, p. 81.

L'imperatrice, non amata dal popolo Aleksandra Fëdorovna non riuscì a conquistare il consenso né a corte né tra il popolo. Quando appariva in pubblico era silenziosa, sembrava fredda, altezzosa e indifferente.Massie, R., Nicholas and Alexandra, p. 186. Lei si sentiva dispiaciuta dall'accoglienza poco entusiastica della gente e dichiarò, inoltre, di essere stanca della morale dissoluta e della severa etichetta della corte russa.Heresh. p. 65. In realtà la zarina fece pochi tentativi per stringere contatti e alleanze con gli altri membri dell'ampia famiglia Romanov e generalmente partecipò al minor numero possibile degli eventi di corte. A ciò si doveva anche aggiungere il fatto che l'erede maschio per il trono russo non era ancora nato nei suoi primi quattro episodi di maternità, cosa che diede una grande delusione alla casata del marito.Erikson, pag. 72.