Il Turkmenistan, ufficialmente Repubblica del Turkmenistan (in turkmeno: Türkmenistan Respublikasy), è una dittatura situata nell'Asia centrale. Ha una popolazione di 5,6 milioni di abitanti, la capitale è Aşgabat, che è anche città più popolosa. Confina con l'Iran e l'Afghanistan a sud e con l'Uzbekistan e il Kazakistan a nord e si affaccia sul Mar Caspio. È la seconda potenza economica dell'Asia centrale (dopo il Kazakistan) grazie ai suoi giacimenti ricchi di gas naturale e alla coltivazione del cotone.

Storia

Il territorio corrispondente all'odierno Turkmenistan è stato abitato fin dall'antichità dalle tribù dei Turkmeni, probabilmente provenienti dai Monti Altai. I primi insediamenti umani nell'area sono databili tra il 7000 e il 5000 a.C. In italiano antico era nota come Turcomannia, ovvero la terra dei Turcomanni.

Il territorio fu in seguito conquistato da numerose diverse civilizzazioni. I persiani achemenidi conquistarono il territorio nel VI secolo a.C., Alessandro Magno occupò il Turkmenistan nel IV secolo a.C. Dopo circa 150 anni il controllo macedone finì e nella regione nacque nel 247 a.C. l'Impero partico, la cui capitale fu stabilita a Nisa, a 25 km dalla moderna capitale Aşgabat.

Durante questo periodo il Turkmenistan assunse importanza come tappa della via della seta, la principale via per gli scambi commerciali tra Asia ed Europa.

L'Impero partico cadde tra il 224 e il 228, seguito dalla dominazione dei Sasanidi (III secolo) e successivamente degli Eftaliti (V secolo), quando il cristianesimo divenne la religione predominante.

La regione passò poi agli Arabi e fu islamizzata nel VII secolo. La dominazione araba durò fino al IX secolo, seguita da diverse dinastie locali (Tahiridi, Samanidi, Ghaznavidi) fino all'XI secolo, in cui l'area diventò parte dello sterminato impero dei sultani turchi selgiuchidi. Nel XII secolo nacque nell'area il regno del Khwārizm (l'antica Corasmia), che entrò in guerra con i mongoli di Gengis Khan nel XIII secolo. I mongoli dominarono l'area per circa 150 anni. In seguito il conquistatore Tamerlano prese il controllo dell'area verso la fine del XIV secolo. Nel corso del XV secolo tribù turkmene appartenenti ai clan dei Qara Qoyunlu ("Montone nero") e degli Aq Qoyunlu ("Montone bianco") si disputarono il controllo dei territori della Persia stabilendovi un durevole dominio che avrà termine solo con l'avvento della dinastia dei Safavidi.

Dal XVI secolo in poi il territorio turkmeno fu prevalentemente controllato dal Khanato di Khiva, che fu spesso in dispute territoriali con il vicino Khanato di Bukhara a prevalenza uzbeka. Dopo varie vicende, nel XIX secolo la Russia pose sotto il proprio controllo i due khanati che divennero in un primo tempo Stati vassalli dello Zar. In seguito, nel 1865, la Russia assunse il pieno controllo di questi territori creando un'amministrazione speciale per il Turkestan, ovvero i territori centro-asiatici dell'impero popolati da etnie turche. Le tribù nomadi turkmene del deserto opposero una fiera resistenza all'occupazione russa ma nel 1885 dovettero soccombere come già avevano fatto i khanati locali.

Nel 1881 si era combattuta la battaglia di Geok Tepe tra russi e turcomanni. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, il Turkmenistan divenne una delle repubbliche dell'Unione Sovietica (RSS Turkmena) nel 1924. Nel 1929 fu adottato l'alfabeto latino per la lingua turkmena sotto influenza della Turchia di Atatürk, ma Stalin reimpose il cirillico nel 1938. Il crollo dell'Unione Sovietica del 1991 diede la possibilità al Turkmenistan di ottenere l'indipendenza e tra le prime modifiche simboliche vi fu il ritorno all'uso dell'alfabeto latino usato dai popoli turchi.

Geografia

Confini Il Turkmenistan, con i suoi 491 000 km², è il secondo Stato più grande dell'Asia centrale dopo il Kazakistan e il 52º al mondo per estensione. Confina a nord con il Kazakistan, a nord-est ed est con l'Uzbekistan, a sud-est con l'Afghanistan, a sud con l'Iran e a ovest è bagnato dal Mar Caspio.

Morfologia

Il paesaggio del Turkmenistan è vario nonostante il deserto del Karakum occupi circa il 70% dell'intero territorio nazionale. A est ci sono i canyon e le lussureggianti montagne della Riserva Naturale di Kugitang, mentre a sud la catena del Kopet Dag svetta in direzione del Caspio. La catena montuosa di Kopet Dag costituisce la maggior parte del confine tra Turkmenistan e Iran. La vetta più alta del Turkmenistan è Ayrybaba. Il territorio a ridosso del Mar Caspio è particolarmente insolito: i canyon a nord di Türkmenbaşy, le montagne multicolori e il paesaggio lunare di molte zone lo rendono uno degli angoli più belli del paese.

Idrografia I fiumi principali del Turkmenistan sono l'Amu Darya (l'antico fiume Osso), che scorre lungo il suo confine nord-orientale in direzione del mare d'Aral, il Tejen e il Morghab.

Clima La posizione del Turkmenistan è responsabile d'un clima continentale, prevalentemente arido-desertico, con grandi escursioni di temperatura e scarse precipitazioni che cadono soprattutto in primavera.

Natura L'animale più noto, tra i tanti interessanti che popolano il Turkmenistan, è lAkhal-Teke, un cavallo dal manto con sfumature dorate considerato uno degli antenati dei moderni purosangue. I dromedari sono diffusi ovunque ed è possibile vederli vagabondare tra i villaggi e le città. Nel Karakum sono presenti: la lucertola zemzen, l'ormai raro coccodrillo del deserto o varano grigio. È facile anche avvistare volpi del deserto, gufi e il comunissimo scoiattolo del deserto.

Tarantole e vedove nere sono entrambe specie indigene in Turkmenistan, sebbene s'incontrino difficilmente. La stagione dei serpenti è limitata ai mesi di aprile e maggio. Nel deserto è possibile imbattersi in cobra, vipere e scorpioni. Un detto folcloristico turkmeno sostiene che una volta che un serpente ti ha guardato negli occhi, sei destinato a morire di lì a poco se non sarai tu il primo a ucciderlo.

Tutela dell'ambiente La presenza dell'industria pesante è minima in Turkmenistan, pertanto la qualità dell'aria è decisamente buona; fa eccezione Aşgabat, avvolta da un velo quasi permanente di smog.

Società

Secondo una stima ONU del luglio 2013, la popolazione del Turkmenistan è di 5 240 072 persone, mentre il censimento ufficiale del 2002 contava poco più di 4 800 000 abitanti. Sin dalla sua indipendenza il Turkmenistan ha avuto una crescita demografica costante ma moderata, senza incrementi molto alti. Oggi la crescita demografica è dell'1,6%, nonostante un tasso di natalità relativamente alto (25%) e uno di mortalità ridotto (6%). Infatti pesa molto la mortalità infantile, ancora elevata anche se in diminuzione: ogni mille nati vivi ne muoiono più di 53 nel giro dei primi anni di vita. La densità è di quasi 10 abitanti per chilometro quadrato, tra le più basse del mondo e la più bassa dell'Asia centrale, dopo quella del Kazakistan. L'aspettativa di vita è di 68 anni nel 2007, in notevole rialzo (nel 2006 sfiorava solo i 62 anni).

Etnie

La composizione etnica turkmena è meno articolata che negli altri paesi dell'Asia centrale: infatti il gruppo nazionale, quello dei turkmeni ("turchi meridionali" anticamente "Turcomanni"), riunisce più dell'80% degli abitanti, permettendo così l'esistenza di minoranze solo ristrette, perlopiù uzbeki e russi. Altre minoranze sono quelle di kazaki, azeri, persiani, armeni e tatari. Questa relativa uniformità etnica ha un'importanza da non sottovalutare, poiché ha assicurato pace e stabilità molto meglio che in gran parte degli Stati confinanti. In Asia centrale la caduta dell'Unione Sovietica, e quindi il collasso di ciò che teneva unite le innumerevoli etnie della regione, ha lasciato una notevole frammentazione che ha naturalmente causato tensioni sociali fortissime, a volte sfociate in conflitti civili.

Segue la composizione etnica del Turkmenistan, secondo i dati dell'ultimo censimento dei gruppi etnici, effettuato nel 2012:The results of census in Turkmenistan.

Turkmeni 85,6% Uzbeki 5,8% Russi 5,1% Altri gruppi 3,5%

Lingue La lingua ufficiale è il turkmeno (lingua altaica "turco meridionale"), parlato come unica lingua dal 72% degli abitanti, mentre il russo è riconosciuto nella costituzione come lingua per la comunicazione tra diversi gruppi etnici. Quindi la lingua russa è molto conosciuta all'interno del paese, ed è da considerarsi la seconda, anche se non ufficiale, dopo il turkmeno. L'uzbeko è parlato abbastanza correntemente dalla comunità locale proveniente dall'Uzbekistan, ma anche presso altre popolazioni che abitano il paese. Altri idiomi sono correntemente parlati dal 7% degli abitanti.

Religione

L'islam è la religione più praticata dai turkmeni, in maggioranza sunniti. Non mancano consistenti comunità sciite, ma questo non ha creato tensioni sociali fra le due diverse dottrine islamiche.

Attualmente nel Turkmenistan restano pochi cristiani, che erano la maggioranza ai tempi dell'Impero sasanide quando l'antica capitale Merv era centro del manicheismo e del cristianesimo nestoriano. Infatti la minoranza religiosa più consistente è quella cristiana ortodossa, della quale fa parte soprattutto la componente russa del Turkmenistan.

Segue la composizione religiosa del Paese: Musulmani 89% Cristiani ortodossi 9% Altro 2%

Ordinamento dello Stato Suddivisioni amministrative

Il Turkmenistan è diviso in cinque welayatlar (singolare - welayat) e una città autonoma (Aşgabat): Provincia di Ahal (1) Provincia di Balkan (2) Provincia di Daşoguz (3) Provincia di Lebap (4) Provincia di Mary (5)

Inno nazionale L'Inno nazionale del Turkmenistan è stato adottato nel 2008, su un testo in turkmeno del 1996, il cui autore fu il presidente del Turkmenistan Saparmyrat Nyýazow, mentre la musica è stata composta da Weli Muhadow .

Istruzione Università L'Università di Stato del Turkmenistan è stata fondata nel 1932 , e ribattezzata in onore del poeta turkmeno Magtymguly Pyragy nel 1993.

Diritti umani

Politica Il Turkmenistan è una repubblica presidenziale. La Costituzione del Turkmenistan venne adottata nel 1992. Dopo il crollo dell'URSS e la conseguente indipendenza del paese, l'ex capo locale del sistema sovietico Saparmyrat Nyýazow assunse pieni poteri, detenendo la carica vitalizia di presidente assoluto (Türkmenbaşy, Padre dei Turkmeni) fino alla sua morte, avvenuta per infarto il 21 dicembre 2006.

La dittatura di Nyýazow è stata caratterizzata da un'impronta peculiarmente filosofica, basata sul Ruhnama, il Libro d'oro, dove Nyýazow espresse le proprie teorie filosofiche e politiche, il cui studio è obbligatorio per accedere a qualsivoglia carica pubblica. In base a questi precetti, il popolo turkmeno deve preservare al massimo i propri costumi da eventuali "corruzioni" esterne. Da ciò derivano le leggi che vietano le acconciature di capelli e barbe non tipiche del Turkmenistan, le norme che vietano la diffusione di musiche e libri non turkmeni e tante altre prescrizioni specifiche. Si può dunque parlare di un periodo di cosiddetta turkmenizzazione.

Il culto della personalità del presidente è stato coltivato in modo massiccio, attraverso varie iniziative pubbliche. Tra queste: la costruzione in ogni città del Paese di statue d'oro raffiguranti il capo che indica il sole (attraverso congegni a orologeria le statue sono in grado di seguire i movimenti solari); la modifica del calendario utilizzando nuovi nomi per giorni e mesi, tratti dai nomi della famiglia e della corte del Presidente; la diffusione capillare e iperbolica di immagini raffiguranti il Capo; l'esaltazione dei concetti di famiglia e clan del Presidente, anche attraverso l'inaugurazione di una politica matrimoniale (matrimoni d'alleanza) tra famiglie di alto rango del paese.